NOVENA: 15-23 MAGGIO 2008 | ANIMATRICE: Sr. Manuela ROBAZZA
FMA | Torino-Valdocco
22 maggio / 8° giorno:
GUARDANDO L'AUSILIATRICE: Scettro e Corona di Maria
Siamo nel triduo di
Maria Ausiliatrice
intensifichiamo la preghiera. Noi stiamo
contemplando Maria e guardandola aumenta in noi il desiderio
di assomigliarle sempre di più.
Penultimo giorno della nostra novena
Siamo stati con Maria, l'abbiamo guardata le abbiamo chiesto
di aiutarci, le abbiamo affidato i nostri problemi, ci siamo
lasciati accompagnare da Lei in questo percorso
Domani, ultimo giorno,
contempleremo il culmine della bellezza di Maria
che è
Gesù.
Oggi ci lasciamo
provocare da due elementi che Maria Ausiliatrice ha
lo scettro e la corona. Ci dicono una caratteristica
importante di Maria, cioè che è regina!
Lo scettro normalmente è
un segno di potere, di governo, ce l'hanno i re e i governanti
.
Ma Maria che
cosa
governa? Dove regna? Perché viene raffigurata come una
regina se in realtà non aveva un quattrino, non aveva
nessuno cui comandare, anzi, l'unica cosa certa è che
lei ha detto "Sono la serva del Signore"? Evidentemente
il potere, la ricchezza, la gloria di Maria stanno da un'altra
parte.
La forza di Maria, la sua potenza sta nell'essere tanto vicina
a Dio, da poter chiedere a Dio di intervenire: la potenza di
Maria è la preghiera.
Pregare con lei e come lei è il segreto per vedere i miracoli.
A Cana Maria
non ha esitato a dire "Non hanno più vino!",
ha chiesto a Gesù di intervenire e Gesù ha fatto
il primo miracolo.
Una donna infagottata in abiti
fuori misura entrò nel negozio di alimentari. Si avvicinò
al gestore del negozio e umilmente a voce bassa gli chiese se
poteva avere una certa quantità di alimenti a credito.
Gli spiegò che suo marito si era ammalato in modo serio
e non poteva più lavorare e i loro quattro figli avevano
bisogno di cibo.
L'uomo sbuffò
e le intimò di togliersi dai piedi. Dolorosamente la donna
supplicò: "Per favore, signore! Le porterò
il denaro più in fretta che posso!" Il padrone del
negozio ribadì duramente che lui non faceva credito e
che lei poteva trovare un altro negozio nel quartiere.
Un cliente che aveva assistito alla scena si avvicinò
al padrone e gli chiese di tentare almeno di accontentare la
povera donna.
Il droghiere,
con voce riluttante, chiese alla donna: "Ha la lista della
spesa?" Con un filo di speranza nella voce la donna rispose:
"Sì, signore". "Bene!" disse l'uomo.
"Metta la sua lista sulla bilancia. Le darò tanta
merce quanto pesa la sua lista". La donna esitò un
attimo con la testa china, estrasse dalla borsa un pezzo di carta
e scarabocchiò qualcosa in fretta, poi posò il
foglietto con cautela su un piatto della bilancia, sempre a testa
bassa. Gli occhi del droghiere e del cliente si dilatarono per
la meraviglia quando videro il piatto della bilancia abbassarsi
di colpo e rimanere abbassato. Il droghiere, fissando la bilancia,
brontolò: "È incredibile!".
Il cliente
sorrise e il droghiere cominciò a mettere sacchetti di
alimenti sull'altro piatto della bilancia. Sbatteva sul piatto
scatole e lattine, ma la bilancia non si muoveva. Così
continuò e continuò, con una smorfia di disgusto
sempre più marcata. Alla fine, afferrò il foglietto
di carta e lo fissò, livido e confuso. Non era una lista
della spesa. Era una preghiera: "Mio Dio, tu conosci la
mia situazione e sai ciò di cui ho bisogno: metto tutto
nelle tue mani" Il droghiere consegnò alla donna
tutto ciò che le serviva, in un silenzio imbarazzato.
La donna ringraziò e lasciò il negozio.
Maria ci insegna proprio questo: il potere, il "peso"
della preghiera...
La mamma guardava il suo bambino che cercava di spostare una
cosa molto pesante. Il piccolino si sforzava, sbuffava, brontolava,
ma non riusciva a smuoverla di un millimetro. "Hai usato
proprio tutte le tue forze?", gli chiese la madre. "Si!"
rispose il bambino. "No" ribatté la madre, "perché
non mi hai chiesto di aiutarti!".
Pregare con
Maria e come Maria: primo messaggio di Maria con lo scettro e
la corona, ma Lei è grande anche perché ha capito
la cosa più importante in assoluto e ce l'ha detta e continua
a ripeterla a noi. È grande perché ci aiuta ad
andare a Gesù, è regina e guida, lo scettro è
un po' come il bastone del pastore che guida le pecore. Maria
ci guida a Gesù. È potente perché ci suggerisce
il segreto perché ci siano miracoli nella nostra vita.
Il segreto sta nelle ultime parole che Maria dice, o meglio che
il Vangelo riporta di lei.
Abbiamo già
detto che ci sono pochissime parole di Maria nel Vangelo. Pensate
che avrei voluto prendere una di queste parole ogni giorno per
tutta la novena, ma non sono riuscita ad arrivare a nove!
Però le ultime parole che Maria dice, sono le più
importanti, sono all'inizio della vita pubblica di Gesù,
quasi come se avesse smesso di parlare quando ha iniziato a parlare
Gesù. "Fate quello che vi dirà".
Torniamo a Cana. La potenza di Maria è stata diventare
un ponte tra la gente e Dio. Maria ha fatto il miracolo? Assolutamente
no, l'ha fatto Gesù! Ma solo dopo che i servi avevano
fatto quello che aveva detto Gesù. Ecco il segreto, fare
quello che dice Gesù.
E Gesù
che cosa ha detto? "Riempite d'acqua le giare". I servi
le hanno riempite fino all'orlo, capite? Fino all'orlo. Anche
noi dobbiamo fare tutto quello che Gesù dice, mettere
in pratica il Vangelo fino all'orlo, come più non si potrebbe.
Facciamo il nostro dovere "come più non si potrebbe",
doniamo noi stessi "come più non si potrebbe",
preghiamo con Maria e come Maria "come più non si
potrebbe"
.
Quando fu assunto come
redattore in
una importante rivista nazionale, gli sembrò di toccare
il cielo con un dito. Telefonò a mamma, papà e
naturalmente alla dolce moglie alla quale disse semplicemente:
"Ho avuto il posto! Possiamo sposarci!". Si sposarono
e negli anni nacquero tre figli. Sei anni durò la felicità,
poi la rivista fu costretta a chiudere. Il giovane papà
si impegnò a trovare un altro posto come redattore in
un giornale locale.
Ma anche quel
giornale durò poco. Questa volta la ricerca fu affannosa.
Ogni sera la giovane mamma e i tre bambini guardavano il volto
del papà, sempre più rabbuiato. Una sera, durante
la cena, l'uomo si sfogò amareggiato: "E' tutto inutile!
Nel mio settore non c'è più niente: tutti riducono
il personale, licenziano... ". La moglie cercava di rincuorarlo,
gli parlava dei suoi sogni, delle sue indubbie capacità,
di speranza...
Il giorno dopo,
il papà si alzò dopo che i bambini erano già
usciti per la scuola. Con un gran peso sul cuore, prese una tazza
di caffè e si avvicinò alla scrivania dove di solito
lavorava. Lo sguardo gli cadde sul cestino della carta. Alcuni
grossi cocci di ceramica rosa attirarono la sua attenzione. Si
accorse che erano i pezzi dei tre porcellini rosa che i bambini
usavano come salvadanaio. E sul suo tavolo c'era una manciata
di monetine, tanti centesimi e qualche euro e anche alcuni bottoni
dorati e sotto il mucchietto di monete un foglio di carta sul
quale una mano infantile aveva scritto: "Caro papà,
noi crediamo in te. I tuoi figli".
Gli occhi si
inumidirono, i brutti pensieri si cancellarono, il coraggio si
infiammò. Il giovane papà strinse i pugni e promise:
"La vostra fede non sarà delusa!". Oggi, sulla
scrivania di uno dei più importanti editori d'Europa c'è
un quadretto con la cornice d'argento. L'editore la mostra con
orgoglio dicendo: "Questo è il segreto della mia
forza!".
E' solo un foglio di carta con una scritta incerta e un po' sbiadita:
"Caro papà, noi crediamo in te! ... ".
Come ieri sera anche oggi il messaggio è "dare tutto"
perché è questo che ci chiede Gesù, come
più non si potrebbe! Essere buoni come più non
si potrebbe
. Aiutare chi ha bisogno come più non
si potrebbe
E Maria ci
invita a pregare con lei e come lei e così vedremo veramente
i miracoli!
Oggi
è la festa di santa Rita da Cascia. Santa Rita viene definita la santa
degli impossibili. La vita di Santa Rita è infatti piena
di miracoli. Ma i miracoli li fa Dio nella vita della gente!
In fiondo
alla Basilica,
sopra le due porte di ingresso ci sono due quadri che ritraggono
due sogni di Don Bosco. Uno è il sogno delle due colonne: Don Bosco raccontò
di aver visto in sogno una terribile battaglia sul mare, scatenata
da una moltitudine di imbarcazioni piccole e grandi contro una
sola maestosa nave simbolo della Chiesa.
La nave più volte colpita, ma sempre vittoriosa, viene
guidata dal Papa ad ancorarsi sicura fra due alte colonne sorte
dal mare.
La prima porta
in alto una grande Ostia con la scritta "Salus credentium", sull'altra più
bassa la statua dell'Immacolata con la scritta "Auxilium Christianorum".
Quello della zattera dice che travolti da una spaventosa inondazione,
i giovani per salvarsi salgono con Don Bosco su una zattera e
vedono nel cielo la parola misteriosa "MEDOUM", che il Santo spiegava traducendo il
latino con "Madre
e Signora di tutto l'Universo, Maria".
Approdata la zattera in un luogo sicuro, la Vergine Maria dice
ai giovani: "Se voi sarete per me figli devoti, Io sarò
per voi Madre Amorosa".
Così è anche la nostra vita: una zattera in un
mare tempestoso, ma con noi c'è Maria che prega e se noi
preghiamo con lei e come lei ci salviamo.
La
nostra preghiera allora è proprio questa:
O Maria
Vergine potente
aiutaci ad assomigliarti.
Vogliamo pregare con te e come te,
vogliamo
fare quello che Gesù dice
come più
non si potrebbe.
Questa sera
vogliamo lasciarci con questo pensiero preghiamo con Maria e
come Maria e ascoltiamo il suo segreto: fate quello che vi dirà.
Gesù ci ha detto di pregare con il Padre nostro.
Per questo invece di dire l'Ave Maria, questa sera
preghiamo il Padre nostro, alzando le braccia al cielo.
Sr. MANUELA ROBAZZA
FMA
Piazza Maria Ausiliatrice
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