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SANTUARIO-BASILICA DI
MARIA AUSILIATRICE
Via Maria Ausiliatrice 32 / 10152
TORINO-VALDOCCO
NOVENA: 15-23 MAGGIO 2008 | ANIMATRICE: Sr. MANUELA ROBAZZA FMA / Torino-Valdocco
19 maggio / 5°
giorno:
GUARDANDO L'AUSILIATRICE: Le Mani di Maria
Quinto giorno della
nostra novena. Stiamo guardando Maria, la sua bellezza. Vorremmo
assomigliarle un pochino. Vorremmo che i nostri occhi assomigliassero
un po' ai suoi occhi, il nostro ascolto fosse un po' come il
suo, che le nostre parole fossero parole di benedizione come
quelle che escono dalla sua bocca e il nostro sorriso potesse
regalare gioia come lei
Questa sera
consideriamo le mani di Maria. Sono le mani di una mamma! Qualcuno
ha detto che in realtà le mamme, con tutto quello che
riescono a fare hanno ben sei paia di mani!
Ma a noi non
importa tanto tutto il lavoro che le mani della mamma fanno e
che senz'altro anche le mani di Maria hanno fatto (anche Maria
ha sbrigato le faccende domestiche, con le sue mani ha fatto
tanto lavoro) quanto piuttosto i significati che le mani hanno:
la mano che accarezza, che protegge, che tranquillizza, la mano
che accompagna
esiste nelle camerette un quadro che raffigura
il sogno dei nove anni e Maria tiene per mano Giovannino Bosco.
Sapete, potrebbe
essere un atteggiamento che dice tutta la vita di Don Bosco:
si è sentito tenuto per
mano da Maria. Quando
nel 1887 ripenserà a questo sogno, non riuscirà
a non commuoversi e a chi gli chiederà per quale motivo
Don Bosco risponde: "Ho rivisto il sogno dei 9 anni
la Madonna mi aveva
detto 'a suo tempo tutto comprenderai'
. Ora ho capito,
ha fatto tutto Maria!".
Un primo messaggio che raccogliamo dalle mani di Maria: lasciamoci
prendere per mano da lei, facciamo come Don Bosco.
Un altro significato
che le mani di Maria ci suggeriscono: il quadro della Sacra Famiglia,
a metà della Basilica, raffigura Maria con le mani giunte.
Le mani di Maria ci suggeriscono l'importanza della preghiera.
Perché quando preghiamo giungiamo le mani? Penso perché
vogliamo dire che crediamo che la preghiera unisce noi con Dio
così come unisce tra loro le nostre mani
o almeno
vorremmo che così fosse.
Ovviamente
la preghiera non dipende dalle mani giunte o meno, ma è
bello che impariamo a pregare anche utilizzando il nostro atteggiamento.
Non ci si inginocchia più tanto, ma almeno giungiamo le
mani. Ognuno di noi è legato a Dio con un filo, a volte
ci allontaniamo tanto, ma quando torniamo, con la preghiera o
la confessione, Dio fa un nodo nel filo così che si accorcia.
Di preghiera in preghiera, di perdono in perdono ci avviciniamo
sempre di più a Lui!
Maria ci insegna il valore della preghiera, una preghiera raccolta,
che diventa anche atteggiamento del corpo, delle mani.
Un ulteriore
significato che raccogliamo dalle mani di Maria è il dono.
Solitamente quando vogliamo dire il dono mettiamo simbolicamente
le mani così, aperte e protese. Che cosa ha donato Maria?
Tutto. Ha donato in particolare ciò che aveva di più
prezioso: Gesù. Guardiamo il quadro: Maria tiene in braccio
Gesù non per tenerlo per sé ma per donarlo. Sapete
ragazzi, forse è proprio quello che dovremmo fare noi:
donare Gesù. Facile? No, assolutamente, è molto
difficile, anzi impossibile se pensiamo di fare tutto da soli,
ma abbiamo l'aiuto di Maria e allora con lei sarà possibile.
Maria ci insegna
a donare senza tirchierie, senza calcoli, donare con semplicità,
donare senza pretendere in cambio qualcosa, donare con gioia,
Dio ama chi dona con gioia, le mani aperte sono il simbolo del
dono, le mani chiuse dicono la chiusura anche nostra ma guardate
le mani chiuse diventano pugni. E quando doniamo ci accorgiamo
che riceviamo molto
Il
villaggio ai piedi del castello fu svegliato dalla voce dell'araldo
del castellano che leggeva un proclama nella piazza. "Il
nostro signore beneamato invita tutti i suoi buoni e fedeli sudditi
a partecipare
alla festa del suo compleanno. Ognuno riceverà una piacevole
sorpresa. Domanda a tutti però un piccolo favore: chi
partecipa alla festa abbia la gentilezza di portare un po' d'acqua
per riempire la riserva del castello che è vuota...".
L'araldo ripeté
più volte il proclama, poi fece dietrofront e scortato
dalle guardie ritornò al castello. Nel villaggio scoppiarono
i commenti più diversi. "Bah! E' il solito tiranno!
Ha abbastanza servitori per farsi riempire il serbatoio... Io
porterò un bicchiere d'acqua, e sarà abbastanza!".
"Ma no! E' sempre stato buono e generoso! Io ne porterò
un barile!". "Io un... ditale!". "Io una
botte!". Il mattino della festa, si vide uno strano corteo
salire al castello. Alcuni spingevano con tutte le loro forze
dei grossi barili o ansimavano portando grossi secchi colmi d'acqua.
Altri, sbeffeggiando i compagni di strada, portavano piccole
caraffe o un bicchierino su un vassoio.
La processione
entrò nel cortile del castello. Ognuno vuotava il proprio
recipiente nella grande vasca, verso la sala del banchetto. Arrosti
e vino, danze e canti si succedettero, finché verso sera
il signore del castello ringraziò tutti con parole gentili
e si ritirò nei suoi appartamenti. "E la sorpresa
promessa?", brontolarono alcuni con disappunto e delusione.
Altri dimostravano
una gioia soddisfatta: "Il nostro signore ci ha regalato
la più magnifica delle feste!". Ciascuno, prima di
ripartire, passò a riprendersi il recipiente. Esplosero
allora delle grida che si intensificarono rapidamente. Esclamazioni
di gioia e rabbia.
I recipienti
erano stati riempiti fino all'orlo di monete d'oro! "Ah!
Se avessi portato più acqua...".
Non è
precisamente che riceviamo monete d'ora ma certamente quando
abbiamo il coraggio di donare,
poi ci ritroviamo noi
stessi più ricchi.
Le mani di Maria ci ricordano il dono.
C'è
poi un modo di dire che ci ricorda una latro messaggio delle
mani di Maria
Noi diciamo "quella persona ha tatto",
non vogliamo dire che ha le mani, ma che "ci sa fare"
o meglio, che è gentile, delicata, garbata, fine
ci sono alcune opere che ritraggono le mani di Maria con una
grazia tale che sembra danzare, anche la bella statua che c'è
sopra di noi, in cima alla cupola, Maria è vero indica
il Signore e benedice la città, ma le mani dicono anche
la grazia della sua persona.
Insomma per
assomigliarle davvero dobbiamo anche cercare di diventare un
po' più fini, gentili, garbati che, badate bene, non vuol
dire cambiare natura, vuol dire semplicemente fare un po' più
di attenzione agli altri.
Un giovane studente che aveva una gran voglia
di impegnarsi per il bene dell'umanità, si presentò
un giorno da San
Francesco di Sales e gli chiese: "Che cosa devo fare per la
pace del mondo?". San Francesco di Sales gli rispose sorridendo:
"Non sbattere la porta così forte...".
Le mani di Maria ci invitano ad avere un po' più di tatto
Lasciarci
prendere per Mano da Maria, come Don Bosco, pregare come Maria
e pregare Maria, aprire le mani per donare semplicemente, avere
tatto. Oggi ci portiamo via questi messaggi dopo aver guardato
la bellezza delle mani di Maria.
Ecco la nostra
preghiera:
O Maria,
nostro aiuto,
prendici per mano,
accompagnaci
lungo la nostra vita,
insegnaci a pregare come
te,
a donare con gioia,
ad essere
gentili con gli altri,
ad avere tatto e delicatezza.
Amen.
Allora per
finire mettiamo le mani giunte e diciamo una semplice Ave Maria,
pensando che la preghiera unisce noi al cielo così come
si uniscono le nostre mani
Sr. MANUELA ROBAZZA
FMA
Piazza Maria Ausiliatrice
35 | 10152 Torino-Valdocco
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