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SANTUARIO-BASILICA DI
MARIA AUSILIATRICE
Via Maria Ausiliatrice 32 / 10152
TORINO-VALDOCCO
NOVENA:
15-23 MAGGIO
2008 | ANIMATRICE: Sr. MANUELA ROBAZZA
FMA / Torino-Valdocco
18 maggio / 4° giorno:
GUARDANDO L'AUSILIATRICE: La Bocca e il Sorriso di Maria
Ci inseriamo oggi nella
bellezza del canto e dell'armonia e contempliamo un'altra bellezza:
quella del volto di Maria. Anche oggi contempliamo il volto di
Maria, anche oggi la bocca e guardiamo il suo meraviglioso sorriso.
Quando sorride
Maria?
Il Vangelo di Luca ci riporta un brano intero del canto di Maria
quando esprime la sua gioia: il Magnificat! Ma tutta la vita
di Maria è stata un sorriso, perché aveva un grande
segreto, suggeritole dall'angelo nell'annunciazione: il Signore
è con te.
Con questo
grande segreto Maria ha vissuto tutti i momenti della sua vita,
anche i più difficili
pensiamo quali sono
stati: prima della nascita di Gesù il viaggio molto faticoso
verso Betlemme, la fatica di trovare un alloggio, dopo la nascita
di Gesù la fuga in Egitto, quando Gesù ha 12 anni
lo perdono quindi l'angoscia dello smarrimento, poi tutta la
sofferenza dei Gesù e lo strazio per la morte, fino alla
gioia della Resurrezione.
Maria è
riuscito a sorridere sempre.
Don Bosco ha fatto tesoro di questo sorriso di Maria e ai suoi
ragazzi ha insegnato che la santità consiste nello stare
molto allegri.
Certo non si
parla di una gioia superficiale, una gioia così e così,
per una barzelletta raccontata o sentita è una gioia profonda,
che affonda le sue radici nella certezza che il Signore è
con noi. Dopo che Gesù è risorto non abbiamo più
niente da temere, nessun motivo per non sorridere. Dicono che
quando ci imbronciamo scomodiamo ben 95 muscoli del viso mentre
per sorridere ne impieghiamo molti meno allora davvero conviene
sorridere.
Ogni
giorno, un contadino portava l'acqua dalla sorgente al villaggio in
due grosse anfore che legava sulla groppa dell'asino, che gli
trotterellava accanto. Una delle anfore, vecchia e piena di fessure,
durante il viaggio, perdeva acqua.
L'altra, nuova
e perfetta, conservava tutto il contenuto senza perderne neppure
una goccia. L'anfora vecchia e screpolata si sentiva umiliata
e inutile, tanto più che l'anfora nuova non perdeva l'occasione
di far notare la sua perfezione: "Non perdo neanche una
stilla d'acqua, io!".
Un mattino, la vecchia
anfora si confidò con il padrone: "Lo sai, sono cosciente
dei miei limiti. Sprechi tempo, fatica e soldi per colpa mia.
Quando arriviamo al villaggio io sono mezza vuota. Perdona la
mia debolezza e le mie ferite".
Il giorno dopo, durante il viaggio, il padrone si rivolse all'anfora
screpolata e le disse: "Guarda il bordo della strada".
"Ma è bellissimo! Tutto pieno di fiori!" rispose
l'anfora. "Hai visto? E tutto questo solo grazie a te"
disse il padrone. "Sei tu che ogni giorno innaffi il bordo
della strada. Io ho comprato un pacchetto di semi di fiori e
li ho seminati lungo la strada, e senza saperlo e senza volerlo,
tu li innaffi ogni giorno".
La vecchia anfora
non lo disse mai a nessuno, ma quel giorno si senti morire di
gioia.
Siamo tutti pieni di ferite e screpolature, ma se lo vogliamo,
possiamo fare meraviglie con le nostre imperfezioni...
Possiamo sorridere anche se in apparenza non ci sono motivi.
Il segreto è proprio riuscire a trovare qualcosa di positivo
anche dove sembra non ci sia nulla.
Il film di Polyanna si intitola il segreto di Pollyanna e sapete qual è
questo segreto? In ogni situazione anche le più difficili
e impossibili si può trovare qualcosa di positivo
Per Natale aveva chiesto in dono una bambola
e quando è arrivata un scatola grandissima aveva pensato
ci fosse una bambola grandissima
invece aprendo c'erano
dentro due stampelle
disperata prova a fare il gioco della
felicità che le aveva insegnato suo padre: cosa c'è
di positivo nell'aver ricevuto un paio di stampelle? Dopo averci
pensato un po' su ha trovato: c'è di positivo che non
le devi usare!!!
Anche noi questa sera, prima di addormentarci facciamo così
il nostro esame di coscienza: che cosa ho ricevuto oggi in dono
dal Signore?
La seconda
lettura della Messa di oggi, festa della Trinità dice proprio questo:
Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio
a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il
Dio dell'amore e della pace sarà con voi. Salutatevi a
vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano. La grazia
del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione
dello Spirito Santo siano con tutti voi.
San Paolo invita ad essere gioiosi, a farci coraggio, sentire
la grazia del Signore con noi.
Un
giorno, il cavallo di un contadino, cadde in un pozzo. Non riportò
alcuna ferita,ma non poteva uscire da lì con le proprie
forze. Per molte ore,l'animale nitrì fortemente,disperato,mentre
il contadino pensava a cosa avrebbe potuto fare.
Finalmente
il contadino prese una decisione crudele:pensò che il
cavallo era già molto vecchio e non serviva più
a niente,e anche il pozzo ormai era secco e aveva bisogno di
essere chiuso in qualche maniera.
Così
non valeva la pena sprecare energie per tirar fuori il cavallo
dal pozzo. Allora chiamò i suoi vicini perché lo
aiutassero a interrare vivo il cavallo. Ciascuno di essi prese
una pala e cominciò a gettare della terra dentro il pozzo.
Il cavallo non tardò a rendersi conto di quello che stavano
facendo, e pianse disperatamente. Tuttavia, con sorpresa di tutti,
dopo che ebbero gettato molte palate di terra, il cavallo si
calmò.
Il contadino guardò in fondo
al pozzo e con sorpresa vide che ad ogni palata di terra che
cadeva sopra la schiena, il cavallo la scuoteva, salendo sopra
la stessa terra che cadeva ai suoi piedi.
Così,
in poco tempo, tutti videro come il cavallo riuscì ad
arrivare alla bocca del pozzo, passare sopra il bordo e uscire
da lì, trottando felice.
La vita ci
getta addosso molta terra, tutti i tipi di terra.
Il
segreto per uscire dal pozzo è scrollarsi la terra che
portiamo sulle spalle
e salire sopra di essa.
Ciascuno dei nostri problemi è un gradino
che ci conduce alla cima.
Possiamo uscire dai
buchi più profondi se non ci daremo per vinti.
Adoperiamo
la terra che ci tirano per fare un passo verso l'alto!
Il cuore è tuo e può soffrire ma il viso è
degli altri e deve sorridere.
O Maria,
Madre della gioia
aiutaci a sorridere
come
hai saputo sorridere tu,
aiutaci a trovare in Gesù
la fonte della nostra gioia.
Sr. MANUELA ROBAZZA
FMA
Piazza Maria Ausiliatrice
35 | 10152 Torino-Valdocco
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