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SANTUARIO-BASILICA DI MARIA AUSILIATRICE
Via Maria Ausiliatrice 32 / 10152
Torino-Valdocco, Italia
NOVENA
DI PREPARAZIONE: 15
- 23 MAGGIO 2008
ANIMATRICE: Sr. MANUELA ROBAZZA FMA / Torino-Valdocco
15 maggio / 1°
giorno:
"GUARDANDO L'AUSILIATRICE":
Gli Occhi di Maria
Siamo qui a nome di moltissime
persone che vorrebbero esserci e per vari motivi non possono.
Vogliamo stare con Maria a nome di tutti! Don Bosco è
stato veramente geniale scegliendo per Maria un titolo così
semplice e così importante: Maria colei che aiuta, ausiliatrice.
E noi siamo qui proprio per chiedere aiuto a Maria, per noi e
a nome di tutti.
Iniziamo questa novena sentendoci fortemente uniti in particolare
alle sorelle e ai fratelli della Cina. Non si sa ancora bene
quanti sono i morti del terremoto, ma l'ultima notizia di oggi
parla di 50.000 dispersi.
Non possiamo neppure dimenticare il Myanmar: le vittime del ciclone
pare siano addirittura 100.000.
Ci troviamo a quasi 10.000 km di distanza, ma facciamo in modo
che la quantità di chilometri che ci separano sia proporzionale
all'intensità del pensiero e della preghiera.
Il Rettor Maggiore, il giorno
di Pentecoste, ha scritto una lettera a tutta la Famiglia salesiana
perché si preghi in questa novena proprio per la Chiesa
della Cina. Voi sapete che il papa ha indicato l'Ausiliatrice
come Madre da pregare per la Chiesa Cinese, perché a Shangai,
sulla collina di She Shan esiste una cattedrale dedicata a Maria
Ausiliatrice, ho trovato la foto in internet, la cui storia,
racconta il rettor maggiore, è contemporanea a quella
della nostra basilica: il 1 marzo 1868 fu inaugurata quella in
Cina e il 9 giugno 1868 veniva inaugurata questa nostra basilica,
140 anni fa!
Il rettor Maggiore racconta di moltissimi pellegrini che il 24
maggio salivano la collina della cattedrale. Lì pregarono
anche i nostri santi martiri Monsignor Versiglia e Callisto Caravario.
Uccisi in Cina nel 1930.
Ci uniamo allora alla Famiglia salesiana di tutto il mondo per
pregare Maria Ausiliatrice per la Chiesa Cinese.
Come possiamo
vivere questa novena?
Ho pensato alla cosa più
semplice possibile.
Ho pensato:guardiamo Maria, così come è dipinta
in questo meraviglioso quadro. Vorrei che fosse per noi la novena
della Bellezza di Maria.
Il signor Notario ha fatto delle foto molto belle che ci permettono
di vedere dei dettagli del dipinto che normalmente non si vedono
così potremo contemplarla e pregarla lasciandoci avvolgere
dalla sua bellezza.
Vedremo allora gli occhi, le orecchie, la bocca, le mani, i piedi,
il cuore, lo scettro la corona e infine Gesù che è
certamente il culmine della bellezza di Maria. Ci lasceremo avvolgere
dalla bellezza di Maria, ci lasceremo provocare da lei e le chiederemo
l'aiuto per poterle assomigliare un pochino di più ogni
giorno.
1. Oggi quindi iniziamo dagli occhi
di Maria.
Come sono gli occhi di Maria?
Bellissimi. Nella Salve Regina noi diciamo "Rivolgi a noi
quegli occhi tuoi misericordiosi".
Pensiamo agli occhi di Maria
sono occhi che hanno visto
con commozione Gesù appena nato, l'hanno guardato con
la tenerezza che solo una mamma sa avere
ma sono anche
gli occhi che l'hanno cercato terrorizzati, quando aveva 12 anni
e si è smarrito.
Sono gli occhi che hanno visto
che alle nozze di Cana era venuto a mancare il vino, gli occhi
capaci di vedere quello che gli altri non vedono, occhi attenti
e premurosi. Sono gli occhi che hanno guardato con profondo dolore
il corpo di Gesù morto e sicuramente si sono riempiti
di lacrime.
Certamente hanno visto Gesù
risorto e si sono riempiti di gioia e di luce e poi si sono posati
con dolcezza sugli apostoli.
Gli occhi di Maria sono misericordiosi
un bel racconto
ci aiuta a
comprendere
cosa significa "misericordioso"
*** Un giovane era seduto da solo nell'autobus; teneva
lo sguardo fisso fuori del finestrino. Aveva poco più
di vent'anni ed era di bell'aspetto, con un viso dai lineamenti
delicati.
Una donna si sedette accanto a lui. Dopo avere scambiato qualche
chiacchiera a proposito del tempo, caldo e primaverile, il giovane
disse, inaspettatamente: "Sono stato in prigione per due
anni. Sono uscito questa mattina e sto tornando a casa".
Le parole gli uscivano come un fiume in piena mentre le raccontava
di come fosse cresciuto in una famiglia povera ma onesta e di
come la sua attività criminale avesse procurato ai suoi
cari vergogna e dolore. In quei due anni non aveva più
avuto notizie di loro. Sapeva che i genitori erano troppo poveri
per affrontare il viaggio fino al carcere dov'era detenuto e
che si sentivano troppo ignoranti per scrivergli. Da parte sua,
aveva smesso di spedire lettere perché non riceveva risposta.
Tre settimane prima di essere rimesso in libertà, aveva
fatto un ultimo, disperato tentativo di mettersi in contatto
con il padre e la madre. Aveva chiesto scusa per averli delusi,
implorandone il perdono.
Dopo essere stato rilasciato, era salito su quell'autobus che
lo avrebbe riportato nella sua città e che passava proprio
davanti al giardino della casa dove era cresciuto e dove i suoi
genitori continuavano ad abitare.
Nella sua lettera aveva scritto che avrebbe compreso le loro
ragioni. Per rendere le cose più semplici, aveva chiesto
loro di dargli un segnale che potesse essere visto dall'autobus.
Se lo avevano perdonato e lo volevano accogliere di nuovo in
casa, avrebbero legato un nastro bianco al vecchio melo in giardino.
Se il segnale non ci fosse stato, lui sarebbe rimasto sull'autobus
e avrebbe lasciato la città, uscendo per sempre dalla
loro vita.
Mentre l'automezzo si avvicinava alla sua via, il giovane diventava
sempre più nervoso, al punto di aver paura a guardare
fuori del finestrino, perché era sicuro che non ci sarebbe
stato nessun fiocco.
Dopo aver ascoltato la sua storia, la donna si limitò
a chiedergli: "Cambia posto con me. Guarderò io fuori
del finestrino".
L'autobus procedette ancora per qualche isolato e a un certo
punto la donna vide l'albero.
Toccò con gentilezza la spalla del giovane e, trattenendo
le lacrime, mormorò: "Guarda! Guarda! Hanno coperto
tutto l'albero di nastri bianchi".
Non servono le parole per far
sentire la misericordia.
Forse anche noi abbiamo qualcuno che non riusciamo a perdonare.
Forse ci sono persone con cui non parliamo da tanto tempo, forse
ci sono anche persone cui dobbiamo chiedere perdono
Oggi
lasciamoci riempire gli occhi e la vita dalla misericordia di
Maria.
Il vangelo che ascolteremo dopo nella messa riporta un rimprovero
di Gesù a Pietro. Gli dice Pietro tu non pensi secondo
Dio ma secondo gli uomini.
Essere misericordiosi significa
proprio pensare secondo Dio.
Nella Bibbia si legge che Dio ha cura di noi come la pupilla
del suo occhio. Così ci ama Dio, così è
l'amore misericordioso di Maria.
Maria ci ama con una misericordia tale che possiamo dire anche
per lei siamo come le sue pupille.
Gli occhi misericordiosi fanno quello che Don Bosco diceva: in
ogni giovane, anche il più disgraziato c'è un punto
accessibile al bene! Se
ci lasciamo guardare da Maria i suoi occhi faranno il miracolo
di far nascere la misericordia in noi, perché la bellezza
è nello sguardo che sa rendere bello ciò che guarda.
Lo sguardo di Maria è uno sguardo che sa vedere oltre,
che non si ferma a ciò che si vede "a occhio nudo".
Anche su di noi gli occhi misericordiosi di Maria fanno il miracolo
di renderci migliori.
Noi siamo venuti qui innanzitutto per guardare Maria, per chiedere
il suo aiuto, e Maria ci ha regalato il suo sguardo pieno di
tenerezza e noi abbiamo visito i suoi occhi misericordiosi.
Così il movimento va dai nostri occhi ai suoi occhi e
la misericordia con cui ci guarda ci aiuta a guardare tutti con
occhi misericordiosi.
Lasciamoci guardare da Maria.
E chiediamole l'aiuto perché i nostri occhi diventino
come i suoi: misericordiosi, capaci di far nascere il bene perché
ce l'hanno dentro il loro sguardo.
La bellezza di Maria è la bellezza del suo sguardo che
sa far nascere bellezza.
Così sia il nostro amore.
Qualche istante per lasciare che lo sguardo di Maria compia in
noi il miracolo.
O Maria, Madre
di misericordia, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi,
aiutaci a guardare gli altri con la tua stessa bontà,
donaci occhi buoni capaci di vedere oltre le
apparenze.
Sr. MANUELA ROBAZZA
FMA
Piazza
Maria Ausiliatrice 35 | 10152 Torino-Valdocco
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