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    SANTUARIO BASILICA MARIA AUSILIATRICE
    
Via Maria Ausiliatrice 32 / 10152 TORINO-VALDOCCO


     NOVENA: FESTA DI SAN GIOVANNI BOSCO 2008
    
ANIMATORE: DON GIANNI MORIONDO sdb

9° Giorno: 30 gennaio 2008

TANTA VOGLIA DI ORATORIO…
con qualche spina.

Gesù stava un giorno predicando all' interno del cortile di una casa. C'era tanta gente a sentirlo. Erano tantissimi e nessuno poteva più entrare. Un uomo paralizzato aveva sentito parlare di Gesù. Aveva sentito dire che Gesù guariva anche le malattie più gravi. Aveva la sfortuna di essere paralizzato, ma aveva la fortuna di avere degli amici. Su un lettuccio si fa portare dagli amici ad incontrare Gesù. Non riescono ad entrare. Non si perdono d'animo. Salgono sul terrazzo della casa e lo calano giù con delle corde. Gesù interrompe la sua predica e a quell' uomo dice: " ti sono rimessi i tuoi peccati " . Tanti sforzi…per essere guarito e si sente dire: " ti son rimessi i tuoi peccati ". Avrebbe voluto fare un gestaccio, ma non poteva perché era paralizzato.

Gesù, che aveva continuato la sua predica , s' accorge dagli occhi di quell' uomo che qualcosa non funziona. " Scusate - dice, interrompendo nuovamente il suo discorso- ho dimenticato una cosa: alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina" .
Questa volta sì che quell' uomo incomincia a benedire Dio, a raccontare a tutti che Gesù è il Salvatore, il migliore di tutti ! "
Qual'è il grande dono fatto da Gesù ? La risposta immediata è : la guarigione. In realtà il grande dono è stato " averlo riconciliato con Dio, aver rimesso i suoi peccati, averlo Salvato per sempre ". Questo è stato capito…ma solo dopo il miracolo della guarigione.
Quando io apro il portone dell' Oratorio quali sono le prime cinque domande fatte dai ragazzi ? " il pallone ? - le palline ? - quando apre la sala giochi? - quando inizia il corso di danza o quello di informatica ? "

Se io a quei ragazzi dicessi : il grande dono che l' oratorio vi può fare è riconciliarvi con Dio … " venite tutti in chiesa … prima le confessioni e poi una bella messa"…
quelli , che non sono paralizzati, farebbero un bel gestaccio ed andrebbero da un'altra parte.
E allora diamo i palloni e le palline, facciamo il corso di danza e di informatica, ma cerchiamo di far capire a tutti quelli che accostano l' oratorio… anche a quelli che non sono cristiani, che saranno felici anche il giorno in cui non potranno più giocare a calcio o cantare a squarcia gola solo se avranno incontrato un Amico con la A maiuscola, Gesù Cristo, l' unico Salvatore. Questo è lo scopo dell' oratorio Don Bosco .

Una gran "VOGLIA DI ORATORIO" percorre oggi la società civile e la comunità ecclesiale. E' sufficiente riferire qualche battuta sentita qua da:

- Un genitore: "Nostro figlio lo mandiamo all'oratorio nel tempo libero, almeno li è al sicuro e lontano da ogni pericolo".
- Un parroco: "200 bambini per la Prima Comunione, 120 ragazzi per la Cresima e poi così pochi adolescenti in Chiesa alla domenica, proviamo a rimettere su l'Oratorio".
- Una ragazza: "Vado all'Oratorio, perché ci vanno tutte le mie amiche".
- Un sindaco: "L'estate ragazzi la affidiamo all'oratorio. Ci costa di meno, ci sono molti animatori volontari, hanno ampi spazi e le famiglie son contente".
- Un ragazzo: "Perché andare a spendere 5 euro in una sala giochi quando all'oratorio con 1 euro compri 4 gettoni per i videogiochi".
- Un vescovo: "Una parrocchia senza oratorio è una parrocchia incompleta".
- Un calciatore: "Quest'anno sarà la volta buona che con i miei amici vinceremo il torneo notturno organizzato dall'Oratorio".
- Una professoressa: "Consiglio a quest'alunna di frequentare il doposcuola dell'Oratorio".
- Un assessore: "Diamo volentieri il patrocinio e un contributo finanziario ad una iniziativa dell'Oratorio che vede coinvolgere una larga fascia giovanile del quartiere".
- Un assistente sociale: "Per questo ragazzo introverso sarebbe opportuno l'inserimento in un Oratorio, dove trovi degli interessi, incontri qualcuno che lo accetti".
- Un altro assistente sociale: "Per questo ragazzo troppo vivace sarebbe opportuno l'inserimento in un oratorio, dove può scatenare le proprie energie ma impari anche il rispetto delle persone, delle regole, degli orari".
- L'ufficio minori stranieri: "Consigliamo questi giovani stranieri di frequentare l'Oratorio, perché più facilmente potranno imparare l'italiano, la civile convivenza e trovare amici".
- Un politico: "E' importante fare una legge sugli Oratori che ne riconosca il ruolo sociale, educativo, ricreativo sul territorio .

L'oratorio diventa un incrocio di attese ecclesiali, educative, sociali, giovanili con configurazioni diverse: ci sono degli Oratori "ludico-sportivi" e per reazione, quelli "catechistici", quelli "associazionistici", quelli "movimentisti" del quartiere, quelli che si propongono come "casa della comunità".

Nasce di volta in volta:

- l'oratorio-palestra che ruota ai ritmi delle partite e degli allenamenti sportivi;
- l'oratorio-discoteca, tutto festa, complessi e musica: Ogni occasione è buona per far festa;
- l'oratorio-cenacolo chiuso nel giro di pochi intimi sintonizzati su pratiche religiose;
- l'oratorio-weekend, che soddisfa variamente l'annoiato fine settimana della gioventù;
- l'oratorio-bronx, di chi vuole imporre la legge del più forte e ovunque e ovunque regnano sporcizia e rotture;
- l'oratorio-fritto misto che miscela confusamente attività e spiritualità attinte all'A.C.I. agli SCOUT, a CL, alla GIOC, all'MGS…
- l'oratorio-azienda che articola cinema, teatro, sala giochi inzuppata di videogames, bar, campo da calcio, palestrina danza, purchè ci sia un congruo rientro finanziario.

Le caricature mostrano il rischio di dare troppa importanza all'una o all'altra caratteristica dell'oratorio.
Alla base di tutto resta però sempre una cosa: "L'Oratorio è innanzitutto CASA che accoglie tutti, soprattutto i bambini, i ragazzi, i giovani soprattutto quelli più poveri, più sfortunati.
L'Oratorio è un ambiente di ampia accoglienza, con un grande ventaglio di attività e interessi, ricco di umanità, di gioia e di allegria, luogo privilegiato di protagonismo giovanile, d'incontro, di comunicazione.

Qualche giorno fa ho chiesto ai ragazzi nel quotidiano incontro delle ore 17 presso l'anfiteatro: "Di chi è l'Oratorio?"
La prima risposta è stata: "di tutti". "Assolutamente NO, ho precisato".
L'oratorio non è una piazza anonima, dove tutti possono andare, né un supermercato dove ognuno può prendere ciò che vuole, né una sala giochi o un bar pubblico che tutti possono frequentare.
La seconda risposta è stata: "L'Oratorio è dei Salesiani". "NO, ho replicato".

Anche se giuridicamente la proprietà dei locali è dei Salesiani o della Parrocchia o della Diocesi, all'Oratorio non ci sono né servi, né padroni ma come in una famiglia tutti collaborano e si danno da fare secondo le proprie possibilità.

La terza risposta è stata di Enrico, un simpatico ragazzo di prima media: "L'Oratorio è di tutti gli oratoriani". Bravissimo…risposta esattissima.

L'oratorio è la seconda casa (…per alcuni addirittura la prima) degli oratoriani. Ma chi sono gli oratoriani?
- chi viene all'Oratorio solo per giocare è oratoriano? NO
- chi viene all'Oratorio solo d'estate è oratoriano? NO
- chi viene all'Oratorio solo perché i prodotti del bar costano meno che altrove è oratoriano? NO
- chi viene all'Oratorio solo quando piove, o solo quando fa troppo caldo è oratoriano? NO
- chi viene all'Oratorio solo per il catechismo o per la riunione di gruppo è oratoriano? NO
- chi viene all'Oratorio solo per utilizzare i gabinetti è oratoriano? NO
- chi viene all'Oratorio solo quando vengono gli amici è oratoriano? NO
- chi viene all'Oratorio solo per il cinema, per il laboratorio di teatro, per il corso di informatica, per la scuola di danza, per il basket…è oratoriano? NO
- chi viene all'Oratorio solo per la Messa Domenicale è oratoriano? NO
- chi viene all'Oratorio solo con la propria scuola è oratoriano? NO
- chi viene all'Oratorio solo da bambino è oratoriano? NO
- chi viene all'Oratorio solo per lavorare e dare una mano è un oratoriano? NO
- chi viene all'Oratorio solo per incontrare il suo ragazzo/a è oratoriano? NO
- chi viene all'Oratorio solo per far piacere a qualcuno è oratoriano? NO
- chi viene all'Oratorio solo quando non sa cosa fare è oratoriano? NO
- la lista potrebbe continuare a lungo.

E' ORATORIANO chi viene almeno a fare 2 cose, chi viene d'estate ma anche qualche volta d'inverno…chi insomma cresce con la partecipazione.

Davide, ragazzo spiritoso (…e all'Oratorio son sempre tanti!) concluse con tranquillità: "Io sono oratoriano, perché vengo per andare al gabinetto… e prima di uscire compro qualcosa al baruccio" GIUSTO l'Oratorio è la seconda casa anche di Davide, con la speranza che dietro al bancone del bar ci sia la persona giusta che con le patatine sappia offrire una proposta oratoriana, un invito alla buona educazione, una battuta simpatica e accattivante.

E' interessante riandare con il pensiero all'incontro di don Bosco con il 1° Oratorio l'8 dicembre 1841: data giustamente considerata come il compleanno dell'oratorio salesiano.

L'incontro con Bartolomeo Garelli è stato chiamato "L'annunciazione di Don Bosco": che gli viene incontro non con un arcangelo ma con un giovane immigrato di 16 anni, capelli rapati, la giacchetta forse ancora sporca di calce.

Probabilmente a questo ragazzetto di Asti venuto a Torino a cercar lavoro, i suoi hanno detto: "Quando sarai a Torino, vai a Messa". Lui è venuto ma non si è sentito di entrare nella chiesa tra la gente cittadina. Ha provato ad entrare nella sacrestia, come gli uomini e i giovanotti usano fare nei paesi di campagna. L'hanno cacciato via. Don Bosco sgrida il sacrestano.

"Un giorno dell'anno 1847, avendo io molto meditato sul modo di far del bene alla gioventù, mi comparve la Regina del cielo e mi condusse in un giardino incantevole. C'era un pergolato di rose che si prolungava a vista d'occhio, fiancheggiando e coperto da rosai in piena fioritura. Anche il suolo era tutto coperto di rose. La Beata Vergine mi disse:

- Togliti le scarpe e và avanti: è quella la strada che devi percorrere. Cominciai a camminare, ma subito mi accorsi che quelle rose celavano spine acutissime, cosicché i miei piedi sanguinavano. Quindi, fatti appena pochi passi, fui costretto a ritornare indietro.
- Qui ci vogliono le scarpe, - dissi allora alla mia Guida.
- Certamente - mi rispose - qui ci vogliono buone scarpe.

Mi calzai e mi rimisi in via con un certo numero di compagni, che avevano chiesto di seguirmi. Il pergolato appariva sempre più stretto e basso. Molti rami si abbassavano e si alzavano come festoni; altri pendevano perpendicolari sopra il sentiero. Erano tutti rivestiti di rose. Mentre ancora provavo vivi dolori ai piedi, toccavo rose di qua e di là, sentendo spine ancor più pungenti; e sanguinavo non solo nelle mani, ma in tutta la persona. Tuttavia, incoraggiato dalla Beata Vergine, proseguii il mio cammino.

Intanto tutti coloro che mi osservavano, dicevano:
- Oh, come don Bosco cammina sempre sulle rose! Egli va avanti tranquillissimo: tutte le cose gli vanno bene.
Ma essi non vedevano le spine che laceravano le mie membra. Molti preti, chierici e laici, allettati dalla bellezza di quei fiori, si erano messi a seguirmi con gioia, ma quando sentirono la puntura delle spine, si misero a gridare:
- Siamo stati ingannati!
Percorsi un bel tratto di via, mi volsi indietro e con dolore vidi che mi avevano abbandonato. Ma fui tosto consolato perché vidi un altro stuolo di preti, chierici e laici avanzarsi verso di me dicendo:
- Eccoci: siamo tutti suoi, siamo pronti a seguirla".
Don Bosco continua dicendo che, giunto in fondo al pergolato, si levò una brezza leggera e a quel soffio tutti guarirono come per incanto.
"Alla fine la Vergine SS. che era stata la mia guida, mi interrogò:
- Sai che cosa significa tutto ciò?
- No - risposi; - vi prego di spiegarmelo.

Allora Ella mi disse:
- Sappi che la via che hai percorso tra le rose e le spine significa la cura che tu hai da prenderti della gioventù: tu vi devi camminare con le scarpe della mortificazione. Le spine per terra rappresentano le affezioni sensibili, le simpatie e le antipatie umane che distraggono l'educatore e lo distolgono dal vero fine.

Le rose sono simbolo della carità ardente che deve distinguere te e tutti i tuoi collaboratori. Le altre spine significano gli ostacoli, i patimenti, i dispiaceri che vi toccheranno.

Ma non vi perdete di coraggio. Con la carità e la mortificazione tutto supererete e giungerete alle rose senza spine".

Anche oggi molti esclamano: "All'Oratorio va tutto bene". Camminano sempre tra le rose... e non vedono le spine.
Gli animatori sanno bene che è facile animare in montagna con ragazzi scelti, tanti animatori e animatrici amici, una buona cucina, un po di casino la sera. Ma sanno quanto è difficile durante l'anno scolastico, quando i ragazzi non sono fedeli agli incontri di gruppo, quando i ragazzi non ti ringraziano delle tue fatiche, non vengono perché incontrano altri interessi e scaricano su di te le responsabilità di ciò che non funziona.

Tanti papà e mamme sanno bene che è bello accompagnare in gita alle Cupole i ragazzi e i bambini durante l'estate...soprattutto se tanti genitori venendo alla sera a ritirare i propri figli, si complimentano con voi per l'ottima riuscita dell'iniziativa...ma sanno anche che invidie, rancori tra gli adulti lasciano delle grosse ferite, che neppure il tempo a volte riesce a rimarginare.
Non perdiamoci di coraggio. Don Bosco al fondo del pergolato ci assicura : " rose senza spine... e gioia eterna per tutti in paradiso " .

                                                 DON GIANNI MORIONDO sdb
                               Direttore dell'Oratorio Don Bosco (Primo) di Torino-Valdocco
                               Per messaggi scrivere a:
valdocco@libero.it


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