2° Giorno:
23 gennaio
2008
Chi
è Don Bosco?
Un sognatore - il prete
dei ragazzi - un gran brav'uomo
Io Don Bosco
non l'ho conosciuto personalmente, ma piemontese come lui
e "si sente"
di origine contadina come lui
m'illudo dopo tanti anni in questo 1° oratorio Don Bosco
di aver intuito tanti aspetti della sua personalità. Mi
arrabbio nelle Assemblee Salesiane quando in nome di un autentico
"Ritorno a Don Bosco" vogliono farmi credere che pensasse
solo alle anime e alla formazione spirituale dei suoi ragazzi
e non anche alle questioni economiche! Lui che diventava "matto"
nell'organizzare le lotterie.
Lui che compera
il famoso prato indicatogli in sogno dalla Vergine Maria su cui
sorgerà la Basilica dell'Ausiliatrice
ma poi lo rivende
quando pensano di costruire la stazione di Porta Susa da queste
parti e lo ricompra a prezzo dimezzato, quando decisero di farla
dov'è attualmente. Capisco solo ora tutte le lotte che
Don Bosco intraprese con il sindaco, con l'Arcivescovo, con i
vari ministeri della pubblica istruzione e dell'assistenza sociale
per salvaguardare l'autonomia dell'oratorio.
Chi è
Don Bosco?
Voi, ragazzi,
già sapete tante cose su Don Bosco, perché è
uno dei santi più popolari, perché avete visto
il film, perché molti hanno letto la sua biografia. Vi
faccio cinque domande per vedere quello che già conoscete
e proseguire.
1° domanda:
Dov'è
nato?
a Torino
no
a Roma
no
è
nato in un paese dove c'è un castello vecchio che però
all'origine era nuovo
Castelnuovo. Quando è nato
Giovanni Bosco sul cartello all'ingresso del paese c'era la scritta
Castelnuovo d'Asti
perché in provincia di Asti;
ora c'è scritto Castelnuovo Don Bosco, terra di vini (è
il paese di un ottimo vino, la freisa) e di Santi (Don Bosco,
il Cafasso, S.Domenico Savio, il canonico Allamano
). Se
Lorenzo, che ha risposto così bene continua ad essere
buono e intelligente per tutta la vita e diventa santo all'ingresso
della nostra città fra cent'anni metteranno il cartello
Torino Lorenzo.
2° domanda:
Quando è
nato? 1900
freddo
1600
freddo gelido
1800
caldo
1850
freddo
1820
caldo
1812
caldo
1815. Avanti Cristo o dopo Cristo?
16 agosto 1815 nasce Don Bosco.
Tutti voi avete sentito parlare della rivoluzione francese che
ha seminato per tutta l'Europa le idee di libertà, uguaglianza,
fraternità
sapete che è venuto quello con
il cappello piatto di dietro
Napoleone
che prima le
ha suonate a tutti gli eserciti e poi le ha prese da tutti ed
è stato relegato all'isola di Sant'Elena
In quell' anno
i re d'Europa si riuniscono in una famosa capitale europea
Vienna:
Il congresso di Vienna e cercano di riportare l'orologio della
storia indietro di 30 anni, come se certe idee di libertà
e uguaglianza non fossero mai nate: inizia l'epoca della restaurazione
nella quale le parrucche incipriate dei nobili vogliono garantirsi
i loro secolari privilegi ricostruendo tutto come prima, senza
tener conto del nuovo ceto: la borghesia della incipiente rivoluzione
industriale. Non ci riusciranno: ci saranno delle insurrezioni,
i moti carbonari, le guerre d'indipendenza.
In quegli anni nasce e vive Don Bosco.
Ad un ragazzo
dell'oratorio che a scuola non era una cima, all'esame di terza
media il professore di storia ha chiesto: Cosa è capitato
d'importante nel 1815?
Lui tutto felice e orgoglioso di poter finalmente azzeccare una
risposta esclama: "E' nato Don Bosco!"
ragazzi
rispondete "il congresso di Vienna", altrimenti vi
bocciano. O meglio rispondete tutte e due le cose: "Nel
1815 c'è il congresso di Vienna ed è nato Don Bosco!"
3° domanda:
Come si chiamava
sua mamma?...Margherita
tutti sanno che la mamma di Don
Bosco si chiamava Margherita, perché ritorna continuamente
nella sua vita Mamma Margherita verrà qui a Valdocco a
fare da mamma ai ragazzi accolti da Don Bosco.
4° domanda:
Come si chiamava
suo papà?...Alberto, Luigi
macché
siete
scusati perché a volte neppure salesiani e suore sanno
come si chiamava suo papà
perché morì
quando Giovannino non aveva ancora due anni. Francesco è
il nome. Francesco Bosco faceva il contadino, lavorava la terra.
Una sera di maggio ritornando dal lavoro bagnato di sudore commise
l'imprudenza di entrare nella cantina umida e fredda del padrone.
Qualche ora dopo gli venne una febbre violenta, probabilmente
una polmonite doppia - la medicina allora non aveva fatto ancora
i progressi di oggi -. In quattro giorni fu stroncato. Aveva
33 anni. Il primo ricordo della vita, confesserà Don Bosco
è una frase detta da mia mamma: "Giovannino
Giovannino
eccoti senza padre". Forse per questo ricordo avrà
sempre una predilezione speciale fra i ragazzi orfani di papà,
orfani di mamma o con problemi in famiglia.
5° domanda:
Ditemi in due
parole e non in sette o otto
in due parole chi è
Don Bosco?
Facciamo prima una premessa
una domanda più facile:
ditemi in due parole chi è Del Piero?...calciatore della
Juve
Esatto! giocasse nell'Inter sarei più contento.
Un giovane dell'oratorio l'ha incontrato un giorno in bicicletta...ma
nessuno di voi mi ha risposto che Del Piero è un ciclista!
andrà ogni tanto in montagna anche lui ma nessuno mi ha
risposto che è un alpinista
perché la sua
caratteristica principale è calciatore di una grande squadra:
La Juve.
Ritorniamo all'ultima domanda: ditemi in due parole chi è
Don Bosco!
- uno che ha fondato il nostro oratorio
vero, ma non è
la risposta che desidero
- uno che ha costruito scuole, oratori, laboratori
vero,
non è la cosa principale
- uno che ha scritto tanti libri
tutto giusto
ma non
è la caratteristica più importante.
Don Bosco è
un prete
il prete dei ragazzi
il prete che voleva bene
ai suoi ragazzi
il prete che voleva il bene dei suoi ragazzi.
Quando agli oratoriani di Valdocco, che avevano conosciuto personalmente
Don Bosco veniva chiesto un ricordo, tutti davano un po la stessa
risposta: "Mi voleva bene", "Mi ha voluto bene".
Don Bosco un giorno mi ha detto: "Sono un povero prete ma
ti voglio così bene che se un giorno rimanessi soltanto
con un pezzo di pane, ne farei a metà con te".
Don Luigi
Orione, ragazzo a Valdocco che diventerà Padre di una Congregazione
con case e oratori per i ragazzi poverissimi, pensando a Don
Bosco dirà: "Camminerei sui carboni ardenti per vederlo
ancora una volta e dirgli grazie".
In due parole Don Bosco è il prete dei ragazzi. Durante
una visita alle camerette, dopo tutto quello che ho detto a voi,
ho chiesto ad un ragazzo distratto: "Dimmi in due parole
chi è Don Bosco!...e lui mi ha risposto prontamente :
"Un calciatore della Juve", pensando ancora a quello
che avevo detto prima su Del Piero .
Anni fa nel
1988 in occasione del centenario della morte di Don Bosco, durante
una conferenza commemorativa, rivolta ad un folto gruppo di imprenditori,
industriali, managers
il relatore disse: Don Bosco è
stato la realizzazione di un sogno! Se guardiamo i grandi della
storia rimaniamo colpiti dal fatto che li sentiamo totalmente
orientati verso un' unica meta. Sono galvanizzati da un solo
pensiero, nella loro mente le idee corrono tutte in una sola
direzione. Per Don Bosco, questo sogno, questo unico pensiero
furono i ragazzi, i giovani.
La vita
di Don Bosco affonda le radici proprio in un sogno:
"A 9 anni
ho fatto un sogno che mi rimase profondamente impresso in mente
per tutta la vita". Ce lo raccontano gli oratoriani delle
elementari. Il cuore del sogno sono loro, i ragazzi, numerosi,
che ridono, scherzano, giocano, bisticciano, bestemmiano. "Ecco
il tuo campo, ecco dove devi lavorare" gli dice la Donna
di maestoso aspetto. Il primo intervento di Giovanni Bosco mette
in risalto la sua indole: generosa, ma focosa, irruente, bisognosa
di molto controllo.
"
mi
sono subito lanciato in mezzo a loro adoperando pugni e parole
per farli tacere".
Non con le
percosse, ma con la mansuetudine e con la carità dovrai
guadagnare questi tuoi amici". Mettiti immediatamente a
fare loro un'istruzione sulla bruttezza del peccato e sulla preziosità
della virtù. E' indicato e abbozzato un metodo, quello
della bontà, dell'amicizia, che implica interessamento
e aiuto. E'suggerito l'argomento principe dei colloqui con i
ragazzi: l'amicizia con il signore è cosa preziosissima,
che si può rovinare o perdere con il peccato. E il sogno
continua con un'immagine simbolica: "una moltitudine di
capretti, cani, gatti, orsi e parecchi animali feroci
che
si trasformano in altrettanti mansueti agnelli".
A quel punto,
sempre nel sogno, Giovannino scoppia a piangere e la maestosa
Donna lo consola con le parole: "A suo tempo tutto comprenderai".
Ecco un'altra
precisa indicazione: non scoraggiarsi, non troncare l'impegno
se il risultato non arriva subito. Il grano cresce e matura in
nove mesi. Ad un ragazzo per crescere e maturare spesso non sono
sufficienti nove anni. Al termine della vita, dopo aver concluso
una delle tante opere sognate, la costruzione della chiesa del
Sacro Cuore a Roma, Don Bosco esclamerà: "Mi hai
dato il coraggio di sognare, mio Dio ti ringrazio di avermi permesso
di realizzare in umiltà il mio sogno
il mio segreto
il
segreto degli anni da ragazzo: guardare diritto davanti a me,
non fermarsi, non volgere lo sguardo da una parte o dall'altra,
o al vuoto sotto i piedi
guardare diritto davanti a me,
con lo sguardo rivolto al Signore!"
Chi è
Don Bosco?
Un sognatore,
che ha realizzato il suo sogno facendo il "prete dei ragazzi".
Quando racconta in famiglia "il sogno di 9 anni" i
fratelli si misero a ridere: "Diventerai un pecoraio, disse
Giuseppe, "Un capo di briganti" malignò il fratellastro
Antonio. "Chissà che non abbia a diventare prete"
commentò la mamma. Forse per la prima volta balenò
nella testa di Giovannino Bosco l'idea di farsi prete.
La inseguì
tenacemente, superando difficoltà enormi. Il 6 giugno
1841 sarà ordinato prete per aiutare i suoi giovani ad
incontrare più facilmente Gesù nei sacramenti dell'Eucarestia
e della Penitenza. Quando il Papa gli proporrà di diventare
vescovo: "No, no, no" esclamerà subito. Se i
miei ragazzi mi vedessero con l'abito di vescovo non giocherebbero
più con me, non avrebbero più quella confidenza
che hanno adesso.
Un vecchio
novantenne nelle belle giornate, senza vento, si sedeva davanti
a casa. Perduravano vigorose in lui le caratteristiche del contadino
onesto, laborioso, tenace. Con il volto scavato e gli zigomi
acuti diceva solo le parole più semplici e importanti.
"Che cosa sono novant'anni" andava dicendo con arguto
buon umore, "Molte bestie vivono di più".
Il vecchio voleva bene a tutti i nipoti e loro non potevano fare
a meno di lui, perché con lui potevano annodare qualche
cosa del presente con qualcosa del passato.
Aveva conosciuto, forse nelle passeggiate autunnali Don Bosco
e Don Rua.
"Dunque gli chiedevano, "com'era Don Rua?"
"Oh Don Rua!" e guardava il cielo, "Che tempi!
Don Rua
un santo un grande santo.
Era quasi impossibile capire. Non pensavano a nulla.
"E Don Bosco? Lo ricorda Don Bosco? Com'era?"
Sì lo ricordava bene quel forte vecchio cuore. Gli si
illuminava il volto. Poi on tono calmo e risoluto di chi conclude
un discorso:
"Don
Bosco? Era un gran brav'uomo".
E lo diceva
con la gioia un po amara delle cose perdute. Un gran brav'uomo!
Non c'è santità senza calore umano.
D. GIANNI MORIONDO
sdb
Direttore
dell'Oratorio Don Bosco (Primo) di Torino-Valdocco
Per
messaggi scrivere a: valdocco@libero.it