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    SANTUARIO BASILICA MARIA AUSILIATRICE
    Via Maria Ausiliatrice 32 / 10152 TORINO-VALDOCCO


     NOVENA: FESTA DI SAN GIOVANNI BOSCO 2008
    
ANIMATORE: D. GIANNI MORIONDO sdb

2° Giorno: 23 gennaio 2008

Chi è Don Bosco?
Un sognatore - il prete dei ragazzi - un gran brav'uomo

Io Don Bosco non l'ho conosciuto personalmente, ma piemontese come lui… e "si sente"… di origine contadina come lui… m'illudo dopo tanti anni in questo 1° oratorio Don Bosco di aver intuito tanti aspetti della sua personalità. Mi arrabbio nelle Assemblee Salesiane quando in nome di un autentico "Ritorno a Don Bosco" vogliono farmi credere che pensasse solo alle anime e alla formazione spirituale dei suoi ragazzi e non anche alle questioni economiche! Lui che diventava "matto" nell'organizzare le lotterie.

Lui che compera il famoso prato indicatogli in sogno dalla Vergine Maria su cui sorgerà la Basilica dell'Ausiliatrice…ma poi lo rivende quando pensano di costruire la stazione di Porta Susa da queste parti e lo ricompra a prezzo dimezzato, quando decisero di farla dov'è attualmente. Capisco solo ora tutte le lotte che Don Bosco intraprese con il sindaco, con l'Arcivescovo, con i vari ministeri della pubblica istruzione e dell'assistenza sociale per salvaguardare l'autonomia dell'oratorio.

Chi è Don Bosco?

Voi, ragazzi, già sapete tante cose su Don Bosco, perché è uno dei santi più popolari, perché avete visto il film, perché molti hanno letto la sua biografia. Vi faccio cinque domande per vedere quello che già conoscete e proseguire.

1° domanda:

Dov'è nato? …a Torino…no…a Roma…no…è nato in un paese dove c'è un castello vecchio che però all'origine era nuovo…Castelnuovo. Quando è nato Giovanni Bosco sul cartello all'ingresso del paese c'era la scritta Castelnuovo d'Asti… perché in provincia di Asti; ora c'è scritto Castelnuovo Don Bosco, terra di vini (è il paese di un ottimo vino, la freisa) e di Santi (Don Bosco, il Cafasso, S.Domenico Savio, il canonico Allamano…). Se Lorenzo, che ha risposto così bene continua ad essere buono e intelligente per tutta la vita e diventa santo all'ingresso della nostra città fra cent'anni metteranno il cartello Torino Lorenzo.

2° domanda:

Quando è nato? 1900…freddo…1600…freddo gelido…1800…caldo…1850…freddo…1820…caldo…1812 caldo…1815. Avanti Cristo o dopo Cristo?
16 agosto 1815 nasce Don Bosco.
Tutti voi avete sentito parlare della rivoluzione francese che ha seminato per tutta l'Europa le idee di libertà, uguaglianza, fraternità…sapete che è venuto quello con il cappello piatto di dietro…Napoleone…che prima le ha suonate a tutti gli eserciti e poi le ha prese da tutti ed è stato relegato all'isola di Sant'Elena…

In quell' anno i re d'Europa si riuniscono in una famosa capitale europea…Vienna: Il congresso di Vienna e cercano di riportare l'orologio della storia indietro di 30 anni, come se certe idee di libertà e uguaglianza non fossero mai nate: inizia l'epoca della restaurazione nella quale le parrucche incipriate dei nobili vogliono garantirsi i loro secolari privilegi ricostruendo tutto come prima, senza tener conto del nuovo ceto: la borghesia della incipiente rivoluzione industriale. Non ci riusciranno: ci saranno delle insurrezioni, i moti carbonari, le guerre d'indipendenza.
In quegli anni nasce e vive Don Bosco.

Ad un ragazzo dell'oratorio che a scuola non era una cima, all'esame di terza media il professore di storia ha chiesto: Cosa è capitato d'importante nel 1815?
Lui tutto felice e orgoglioso di poter finalmente azzeccare una risposta esclama: "E' nato Don Bosco!"…ragazzi rispondete "il congresso di Vienna", altrimenti vi bocciano. O meglio rispondete tutte e due le cose: "Nel 1815 c'è il congresso di Vienna ed è nato Don Bosco!"

3° domanda:

Come si chiamava sua mamma?...Margherita… tutti sanno che la mamma di Don Bosco si chiamava Margherita, perché ritorna continuamente nella sua vita Mamma Margherita verrà qui a Valdocco a fare da mamma ai ragazzi accolti da Don Bosco.

4° domanda:

Come si chiamava suo papà?...Alberto, Luigi…macché…siete scusati perché a volte neppure salesiani e suore sanno come si chiamava suo papà… perché morì quando Giovannino non aveva ancora due anni. Francesco è il nome. Francesco Bosco faceva il contadino, lavorava la terra. Una sera di maggio ritornando dal lavoro bagnato di sudore commise l'imprudenza di entrare nella cantina umida e fredda del padrone. Qualche ora dopo gli venne una febbre violenta, probabilmente una polmonite doppia - la medicina allora non aveva fatto ancora i progressi di oggi -. In quattro giorni fu stroncato. Aveva 33 anni. Il primo ricordo della vita, confesserà Don Bosco è una frase detta da mia mamma: "Giovannino…Giovannino eccoti senza padre". Forse per questo ricordo avrà sempre una predilezione speciale fra i ragazzi orfani di papà, orfani di mamma o con problemi in famiglia.

5° domanda:

Ditemi in due parole e non in sette o otto…in due parole chi è Don Bosco?
Facciamo prima una premessa…una domanda più facile: ditemi in due parole chi è Del Piero?...calciatore della Juve…Esatto! giocasse nell'Inter sarei più contento. Un giovane dell'oratorio l'ha incontrato un giorno in bicicletta...ma nessuno di voi mi ha risposto che Del Piero è un ciclista! andrà ogni tanto in montagna anche lui ma nessuno mi ha risposto che è un alpinista…perché la sua caratteristica principale è calciatore di una grande squadra: La Juve.
Ritorniamo all'ultima domanda: ditemi in due parole chi è Don Bosco!
- uno che ha fondato il nostro oratorio…vero, ma non è la risposta che desidero
- uno che ha costruito scuole, oratori, laboratori…vero, non è la cosa principale
- uno che ha scritto tanti libri…tutto giusto…ma non è la caratteristica più importante.

Don Bosco è un prete…il prete dei ragazzi…il prete che voleva bene ai suoi ragazzi… il prete che voleva il bene dei suoi ragazzi. Quando agli oratoriani di Valdocco, che avevano conosciuto personalmente Don Bosco veniva chiesto un ricordo, tutti davano un po la stessa risposta: "Mi voleva bene", "Mi ha voluto bene". Don Bosco un giorno mi ha detto: "Sono un povero prete ma ti voglio così bene che se un giorno rimanessi soltanto con un pezzo di pane, ne farei a metà con te".

Don Luigi Orione, ragazzo a Valdocco che diventerà Padre di una Congregazione con case e oratori per i ragazzi poverissimi, pensando a Don Bosco dirà: "Camminerei sui carboni ardenti per vederlo ancora una volta e dirgli grazie".
In due parole Don Bosco è il prete dei ragazzi. Durante una visita alle camerette, dopo tutto quello che ho detto a voi, ho chiesto ad un ragazzo distratto: "Dimmi in due parole chi è Don Bosco!...e lui mi ha risposto prontamente : "Un calciatore della Juve", pensando ancora a quello che avevo detto prima su Del Piero .

Anni fa nel 1988 in occasione del centenario della morte di Don Bosco, durante una conferenza commemorativa, rivolta ad un folto gruppo di imprenditori, industriali, managers…il relatore disse: Don Bosco è stato la realizzazione di un sogno! Se guardiamo i grandi della storia rimaniamo colpiti dal fatto che li sentiamo totalmente orientati verso un' unica meta. Sono galvanizzati da un solo pensiero, nella loro mente le idee corrono tutte in una sola direzione. Per Don Bosco, questo sogno, questo unico pensiero furono i ragazzi, i giovani.

La vita di Don Bosco affonda le radici proprio in un sogno:

"A 9 anni ho fatto un sogno che mi rimase profondamente impresso in mente per tutta la vita". Ce lo raccontano gli oratoriani delle elementari. Il cuore del sogno sono loro, i ragazzi, numerosi, che ridono, scherzano, giocano, bisticciano, bestemmiano. "Ecco il tuo campo, ecco dove devi lavorare" gli dice la Donna di maestoso aspetto. Il primo intervento di Giovanni Bosco mette in risalto la sua indole: generosa, ma focosa, irruente, bisognosa di molto controllo.

"…mi sono subito lanciato in mezzo a loro adoperando pugni e parole per farli tacere".

Non con le percosse, ma con la mansuetudine e con la carità dovrai guadagnare questi tuoi amici". Mettiti immediatamente a fare loro un'istruzione sulla bruttezza del peccato e sulla preziosità della virtù. E' indicato e abbozzato un metodo, quello della bontà, dell'amicizia, che implica interessamento e aiuto. E'suggerito l'argomento principe dei colloqui con i ragazzi: l'amicizia con il signore è cosa preziosissima, che si può rovinare o perdere con il peccato. E il sogno continua con un'immagine simbolica: "una moltitudine di capretti, cani, gatti, orsi e parecchi animali feroci… che si trasformano in altrettanti mansueti agnelli".

A quel punto, sempre nel sogno, Giovannino scoppia a piangere e la maestosa Donna lo consola con le parole: "A suo tempo tutto comprenderai".

Ecco un'altra precisa indicazione: non scoraggiarsi, non troncare l'impegno se il risultato non arriva subito. Il grano cresce e matura in nove mesi. Ad un ragazzo per crescere e maturare spesso non sono sufficienti nove anni. Al termine della vita, dopo aver concluso una delle tante opere sognate, la costruzione della chiesa del Sacro Cuore a Roma, Don Bosco esclamerà: "Mi hai dato il coraggio di sognare, mio Dio ti ringrazio di avermi permesso di realizzare in umiltà il mio sogno…il mio segreto…il segreto degli anni da ragazzo: guardare diritto davanti a me, non fermarsi, non volgere lo sguardo da una parte o dall'altra, o al vuoto sotto i piedi…guardare diritto davanti a me, con lo sguardo rivolto al Signore!"

Chi è Don Bosco?

Un sognatore, che ha realizzato il suo sogno facendo il "prete dei ragazzi".
Quando racconta in famiglia "il sogno di 9 anni" i fratelli si misero a ridere: "Diventerai un pecoraio, disse Giuseppe, "Un capo di briganti" malignò il fratellastro Antonio. "Chissà che non abbia a diventare prete" commentò la mamma. Forse per la prima volta balenò nella testa di Giovannino Bosco l'idea di farsi prete.

La inseguì tenacemente, superando difficoltà enormi. Il 6 giugno 1841 sarà ordinato prete per aiutare i suoi giovani ad incontrare più facilmente Gesù nei sacramenti dell'Eucarestia e della Penitenza. Quando il Papa gli proporrà di diventare vescovo: "No, no, no" esclamerà subito. Se i miei ragazzi mi vedessero con l'abito di vescovo non giocherebbero più con me, non avrebbero più quella confidenza che hanno adesso.

Un vecchio novantenne nelle belle giornate, senza vento, si sedeva davanti a casa. Perduravano vigorose in lui le caratteristiche del contadino onesto, laborioso, tenace. Con il volto scavato e gli zigomi acuti diceva solo le parole più semplici e importanti. "Che cosa sono novant'anni" andava dicendo con arguto buon umore, "Molte bestie vivono di più".
Il vecchio voleva bene a tutti i nipoti e loro non potevano fare a meno di lui, perché con lui potevano annodare qualche cosa del presente con qualcosa del passato.
Aveva conosciuto, forse nelle passeggiate autunnali Don Bosco e Don Rua.
"Dunque gli chiedevano, "com'era Don Rua?"
"Oh Don Rua!" e guardava il cielo, "Che tempi! Don Rua…un santo un grande santo.
Era quasi impossibile capire. Non pensavano a nulla.
"E Don Bosco? Lo ricorda Don Bosco? Com'era?"
Sì lo ricordava bene quel forte vecchio cuore. Gli si illuminava il volto. Poi on tono calmo e risoluto di chi conclude un discorso:

"Don Bosco? Era un gran brav'uomo".

E lo diceva con la gioia un po amara delle cose perdute. Un gran brav'uomo! Non c'è santità senza calore umano.

                                              D. GIANNI MORIONDO sdb
                      Direttore dell'Oratorio Don Bosco (Primo) di Torino-Valdocco
                          Per messaggi scrivere a:
valdocco@libero.it


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