STRENNA
DEL RETTOR MAGGIORE SDB - 2008
Commento di: Don Filiberto Rodiguez Martin SDB
BASILICA
DI MARIA AUSILIATRICE: 3 febbraio 2008
Conosciamo la Strenna:
Educhiamo
con il cuore di Don Bosco, per lo sviluppo integrale della vita
dei giovani, soprattuto i più poveri e svantaggiati, promovendo
i loro diritti
II Rettore Maggiore lui stesso
fa la presentazione della strenna.
Questo momento di preghiera ha raccolto stupendamente la situazione
dei giovani oggi e le sfide che rappresentano per il carisma
salesiano. Perciò sottolineo alcune convinzioni previe
che possono anche essere le mie conclusioni dopo l'analisi della
strenna.
Questa strenna è il
cuore del carisma salesiano.
2.- E' una Strenna in
continuità con le Strenne degli ultimi due anni:
La vita è il grande
dono di Dio, il seme.
La famiglia, culla della vita, è il terreno proprio
dove deve crescere questa vita. L'educatore - agricoltore - aiuta
la vita a svilupparsi, sa creare le condizioni opportune, il
clima adeguato...
3.- Con
il cuore di Don Bosco. Chi era Don Bosco?
* Non era un filantropo che
celebrava l'Eucaristia qualche volta ai ragazzi
* Era un prete che ha scelto l'educazione come il suo terreno
ministeriale.
* Tutta la sua opera e nata dallo zelo apostolico, dal CUORE
PASTORALE di Don
Bosco: "Padre, Maestro e Amico della gioventù".
4.- La vita
è il seme che deve crescere. Ma che cosa è la vita
umana per Don Bosco. Che cosa è l'uomo?
* L'uomo è creato da
Dio. Dio è l'origine della vita.
* Ma allo stesso tempo, Dio è il destino ultimo dell'uomo:
Dio è l'origine e il finale
* Accompagnare la vita dall'origine verso la casa definitiva
del Padre, ecco il compito
della educazione.
5.- Destinatari
della strenna: Gli educatori. Il Rettor Maggiore non parla ai
giovani. Parla ai responsabili dell'educazione.
* la famiglia: prima responsabile
(diritto primario) che nessuno gli può togliere.
* Lo Stato, che deve garantire questo diritto (non appropriarsi
di questo diritto, ma
garantirlo).
* Le Istituzioni educative, come collaboratrici (Tutta la Famiglia
Salesiana, comunità
educative di ogni ambiente salesiano...
6.- L'educazione
è la missione di Don Bosco.
* Risposta vocazionale alla chiamata di Dio. Don Bosco cercava
la sua vocazione, no
senza tantissimi dubbi. Con l'aiuto dei suoi confessori, direttori
spirituali, ha trovato
la sua strada: I GIOVANI.
* II sogno di Dio su Don Bosco.
* Don Bosco, SI SENTIVA mediatore, profeta, inviato da Dio ai
giovani. E sempre
PRETE.
7.- Perciò
EDUCARE non è una professione, è una vocazione,
è la missione di Don Bosco.
* Rendere possibile lo sviluppo
integrale della persona, di tutte le sue potenzialità.
* Aiutare ciascuno a diventare pienamente persona
* Rendere l'uomo cittadino della terra e prepararlo per diventare
erède del cielo.
Senza questo orizzonte di traguardi
non e 'è educazione salesiana.
8.- Anche
per noi L'educazione è la risposta salesiana alle sfide:
* della vita dei giovani
(come noi possiamo aiutare i giovani attraverso la loro educazione)
* delle responsabilità delle famiglie (Collaborando con
le famiglia),
* della propria vocazione del educatore (è nostra risposta
vocazionale al Signore.
Anche noi siamo inviati ai giovani, profeti del amore di Dio
ai giovani...
9.- L'amore
di Don Bosco era personale e fatto di gesti concreti:
* Non esiste la gioventù:
esistono giovani con nome proprio.
* Non esiste la salvezza, neppure l'educazione: sono giovani
da salvare e da educare.
10.- La
Strenna vuole mettere a fuoco:
* Le sfide che ci presenta
l'educazione dei giovani. (Bisogna conoscere la loro situazione).
* La promozione dei diritti umani, in particolari i diritti dei
minori.
* La pedagogia Salesiana come risposta alla necessaria formazione
degli educatori (per diventare logicamente
educatori salesiani).
11.- Educare
con il cuore di Don Bosco
* Don Bosco è sacerdote
e un santo educatore,
* il suo Sistema sarà, quindi, una carità pastorale
che sa farsi amare,
* con una attiva presenza tra i giovani (presenza diretta, senza
intermediari...)
* con una predilezione per i giovani a rischio,
* con un Sistema Preventivo (un insieme di intuizioni e di realizzazioni
pratiche) che
armonizza:
* autorità e dolcezza,
* amore di Dio e amore dei giovani,
* la intuizione, la promozione sociale e la formazione umana
e cristiana.
* che è valido oggi {non voglio tanto fare un 'espossizione
dottrinale del S.P. quanto ribadire che dobbiamo
studiarlo, considerarlo valido oggi e praticarlo).
12- Amore
preveniente. Educare con il cuore, significa parlare di amore.
E la sua prima caratteristica
è la prevenzione (è il cuore della mamma che intuisce
i pericoli e sa creare gli avvenimenti positivi). La prevenzione
è la prima espressione dell'amore personale. Permette
ai giovani di:
* Liberarsi dal peso delle esperienze negative (meglio non conoscere
queste
esperienze)
* Sprigionare le migliori energie, sviluppare tutte le potenzialità
positive. 0 Proporre ai giovani traguardi generosi.
13.- La
prevenzione richiede:
* L'esercizio di una responsabilità
corale (in rete). Nessuna istituzione può educare da
sola. L'influsso della scuola non arriva al 12 %... I messaggi
si rafforzano.
* Oltrepassare legislazioni e prassi, con un'iniziativa autonoma
frutto del cuore e di
una vocazione pastorale (a favore dei giovani più poveri).
14. Le difficoltà
esistono:
* Molteplicità dei messaggi,
la frammentazione degli spazi e dei tempi, dei contenuti educativi.
* soggettivismo: che permette di scegliere nel mercato dei valori
(antivalori).
* La mancanza di comunicazione tra generazioni (generazioni senza
radici). Le istituzioni non trasmettono ne la fede, neppure la
cultura.
15.- Metodologia
di Don Bosco:
* Inserire il giovane nella
realtà (sociale e religiosa).
* Valorizzare il positivo reale esistente nei giovani e anche
nella società, come punto di partenza.
* Sfruttare le risorse possibili.
16.- Linguaggio
del cuore.
Atteggiamenti chiavi:
* Amarli vuoi dire accettarli
come sono.
* L'Amorevolezza sintetizza il rapporto educativo salesiano.
* La sua sorgente è la carità evangelica (che sa
soffrire perché redentrice)
* Che favorisce l'amicizia,
la confidenza, che cresce fino alla paternità.
* Creando un clima di famiglia dove i valori diventano comprensibili
e le esigenze accettabili.
17.- Una
manifestazione concreta dell'amicizia e dello spirito de famiglia
è L'assistenza: Comporta:
* Desiderio di essere tra i
giovani.
* Presenza fisica.
* È forza morale con capacità di comprensione e
incoraggiamento.
* Orientamento e consiglio.
* Espressione della paternità educativa: amore e autorevolezza:
* Guida e insegnamento che esige disciplina e impegno.
* Sa parlare al cuore, tocca la propria coscienza:
* La parolina all'orecchio.
* La Buona Notte.
18.- La
Paternità con il suo significato insostituibile:
* È un amore che dà
la vita,
* si fa responsabile del suo sviluppo integrale.
19.- Diceva
Don Vigano: che un cuore pastorale nos aspetta le opportunità.
Sa creare le opportunità:
gli ambienti, il clima. Proffita degli spazi: formali, Istituzionali,
... Ma soprattutto proffita dagli spazi di vita, di creatività,
di spontaneità, dove il giovane si sente bene e si manifesta.
* II cortile è lo spazio
educativo della conoscenza per il salesiano.
* C'è necessità di questi spazi e di lavorare in
rete con le istituzioni, il territorio, il
popolo, le autorità.
20.- Curare
Io sviluppo integrale dei giovani.
21.- Abbiamo
fiducia nell'educazione (non è una scienza è un
arte: il salesiano ha cuore di artista).
La richezza di una nazione
non sono i monumenti artistici, il progresso... sono i cittadini
e la loro capacità di convivenza, di vivere in pace, la
loro cultura. E questo è frutto dell'educaazione. Perciò
soltanto i governi inteligenti investono in educazione.
* Conosciamo la situazione
dei giovani come Don Bosco.
* Amiamo i giovani come Don Bosco.
* Come Don Bosco facciamo la scelta dell'educazione per salvare
i giovani e trasformare la società. Siamo convinti che
tutti i giovani possono migliorare (anche quelli che... hanno
un punto attraverso il quale si entrare...). Anche i più
poveri e feriti (sovente sono i primi a capire che hanno bisogno
di salvezza).
22.- L'educazione
è una responsabilità condivisa (famiglia, stato,
chiesa, istituzioni).
* È un fenomeno sociale;
un diritto riconosciuto; un'aspirazione di ogni persona.
* Si tratta del riconoscimento
del valore unico della persona.
* La Chiesa si sente educatrice dell'uomo.
* L'espressione più cospicua
di tale impegno sono i santi educatori. Don Bosco e la Famiglia
Salesiana ci ritroviamo in questa missione.
23.- Ripartire
dagli ultimi.
* Contrasto tra teoria e realtà:
* II deserto educativo si estende in qualsiasi area geografica.
* Le possibilità di educazione si riducono -per tantissimi
giovani- anche nelle società avanzate: mancanza di sostegno
familiare, Immigrazione illegale, sfruttamento mafioso dei minori...
* La Famiglia Salesiana non può ignorare questi fenomeni.
24.- Una
nuova impostazione di fondo e degli orientamenti pratici educativi:
Siamo in un'epoca paradossale:
* Complessità e libertà:
* L'educazione richiederà sempre un atteggiamento positivo
* L'educazione richiede accompagnamento.
** Soggettività e verità:
* La soggettività è
legata al riconoscimento della singolarità di ogni persona,.,
(campi specifici sono la formazione della coscienza, la formazione
all'amore e sessualità, dimensione sociale della carità)
** Profitto individuale e solidarietà.
25.-
La mancanza di riferimento alla verità si percepisce anche
nelle regole che guidano l'attività economica e sociale.
Gli interessi personali:
* hanno preso il sopravvento
* sulla solidarietà,
* sulle grandi ideologie e utopie.
* Hanno ridotto l'orizzonte vitale
26.- Maturazione
della fede dei giovani in questi contesti:
SONO ROVINATI I CANALI DELLA
TRASMISSIONE DELLA FEDE: FAMIGLIA, SCUOLA, CHIESA...
* L'ambiente culturale influisce
sulla maturazione della fede dei giovani, che è
sostanzialmente apertura, comunione e accoglienza della realtà,
della vita e della
storia.
*** Due fenomeni:
* La religiosità diffusa
che prende le strade più diverse.
* Rottura tra esperienza religiosa, concezione di vita e scelte
etiche.
* Quindi la mediazione della Chiesa diventa problematica.
* Religione sulla carta.
27.- Risposta
della famiglia salesiana.
Ritorno ai giovani con vera
qualità: I giovani scelgono i loro educatori:
* Bisogna guadagnare la loro fiducia.
* Credibilità dell'offerta.
** Autorevolezza del testimone. ** Capacità di comunicazione.
28.- Ripartire
dai giovani (1)- :
* Missione salesiana è
consacrazione, e "predilezione" per i giovani; vissuta
come
dono di Dio e risposta vocazionale. Q Salesiano è chi
dei giovani ha una conoscenza vitale:
* Teorica: le sfide esigono
serietà di analisi e confronto culturale.
* Pratica: Condividendo gli interessi e le ricerche dei
giovani (no soluzioni preconfezionate).
29.- Ripartire
dai giovani (2)- :
* L'educatore sa orientare
nel mercato dei molteplici messaggi.
* Le esigenze vengono presentate con chiarezza e coraggio.
* Sa coinvolgere la responsabilità dei giovani come la
principale energia per lo sviluppo della persona.
* Sa creare un ambiente adeguato valorizzando i cosiddetti "luoghi
vitali ".
* La religione è posta a fondamento dell'educazione secondo
l'insegnamento della
pedagogia cattolica.
* l'amorevolezza come stile educativo e, più in generale,
come stile di vita cristiana.
30.- Rilancio
del "onesto cittadino":
* Ogni presenza salesiana è
una scuola che prepara per la vita.
* L'educazione salesiana è una scuola di cittadinanza,
dove è fortemente considerata la "dimensione sociale
della carità" con proposte di esperienze impegnative.
* Si educa alla giustizia e alla solidarietà.
* Si partecipa negli areopaghi dove si elaborano le decisioni
educative, sociali, politiche.
31.- Rilancio
del "Buon cristiano".
* Si tratta di svelare ed aiutare
a vivere consapevolmente la vocazione di uomo, la verità
della persona. E proprio in questo i credenti
possono dare il loro contributo più pregiato.
* La vita è un dono: un progetto di Dio.
* La risposta è accettare la vita come vocazione
* L'educatore accompagna il dialogo del giovane con Dio.
* Offriamo al mondo la speranza cristiana che è performativa.
* Illuminazione totale della natura umana in Cristo:
* Siamo figli.
* "Siamo stirpe di Dio", eredi
32..- Promuovere
i diritti umani, in particolare quelli dei minori.
33.- UNA
DRAMATICA REALTÀ
* Massicce e gravissime violazioni
della dignità della persona e dei suoi diritti.
* Non esistono paesi o società immuni.
* Politiche dei diritti umani fittizie perché dicotomiche
Considerando soltanto alcuni
diritti...
34.- Il
carisma salesiano si centra
* Sulla prevenzione.
* Sul rompere il circolo vizioso che perpetua le continue violazioni.
* Sul promuovere la cultura dei diritti umani, capace di uscire
dalle stanze dei giuristi
e dei filosofi del diritto per farsi patrimonio dell'umanità.
* Sull'integralità e interdependenza dei diritti: tutti
i diritti per tutte le persone.
35.- Promuovere
i diritti umani
II carisma salesiano tende,
attraverso l'educazione, alla promozione di una cultura
della vita e al cambiamento delle strutture. Per questo abbiamo
il dovere di
promuovere i diritti umani.
Per i salesiani l'educazione
ai diritti umani, in particolare quelli dei minori, è
lavia privilegiata per realizzare nei diversi contesti l'impegno
di prevenzione e di sviluppo umano integrale.
36.- Diritti
umani e dignità della persona.
* I diritti umani sono diritti
che spettano a ciascun individuo in quanto essere umano;.
Sono diritti fondamentali, universali, inviolabili e indisponibili.
* Bisogna prendere coscienza che il pieno rispetto dei diritti
umani è, prima di tutto,
una nostra responsabilità.
* Purtroppo, le violazioni dei diritti umani sono all'ordine
del giorno.
37.-
Missione salesiana e diritti dei ragazzi.
* "Grave è la situazione
in cui si trovano tanti giovani in tante parti del mondo: giovani
a rischio ed emarginati.
* Dinanzi al panorama così triste delle piaghe del mondo
giovanile, noi Salesiani "siamo dalla parte dei giovani"
.
* II primo diritto è il diritto all'educazione. Investiamo
nei giovani! .
* II Papa ci parla dell'emergenza dell'educazione.
38.- Attraverso
l'educazione si deve costruire una cultura dei diritti umani.
* Capace di dialogare, persuadere
e di prevenire le violazioni dei diritti stessi.
* L'educazione ai diritti umani è educazione all'azione,
alla denunzia e alla presa di posizione.
* È un'educazione che deve diventare permanente e quotidiana.
39.- Su
questi fondamenti, la metodologia da utilizzare deve comprendere
almeno tre dimensioni:
* una dimensione cognitiva:
Don Bosco direbbe "ragione";
* una dimensione affettiva: Don Bosco direbbe "amorevolezza";
* una dimensione volitiva: Don Bosco direbbe "religione".
40.- Educarci
ed educare per la trasformazione di ogni persona e di tutta la
società.
* II Sistema Preventivo e lo
spirito di Don Bosco ci chiamano oggi ad un impegno
forte, individuale e collettivo, teso a cambiare le strutture
della povertà e del sottosviluppo.
* Per questo dobbiamo fare una rilettura salesiana dei principi
che sono a fondamento
dei diritti umani, finalizzata ad individuare le sfide che i
diritti umani lanciano alla nostra Famiglia Salesiana.
41.- Alcuni
elementi per questa rilettura:
* integralità della
persona con tutti i suoi diritti fondamentali civili, culturali,
religiosi, economici, politici e sociali;
* educazione alla cittadinanza onesta e applicazione del principio
di responsabilità
comune differenziata per la promozione e la protezione dei diritti
umani;
* il minore al centro come soggetto attivo e partecipe e applicazione
del principio
della partecipazione del minore;
* il "basta che siate giovani perché io vi ami assai"
e applicazione del principio di
non discriminazione;
* il "voglio che siate felici ora e sempre" che riguardi
tutto l'uomo e applicazione del
principio di uno sviluppo umano integrale.
42.-1 diritti
umani non sono un testo giuridico da imparare come una materia
scolare
* sono una
materia interdisciplinare, trasversale, ma devono essere vissuti.
* Se l'accento del processo educativo è posto sulle motivazioni
intcriori
necessarie all'educatore, allora il Sistema Preventivo diventa
una
"spiritualità". 0 Se l'accento è posto
sulle tre colonne della ragione, religione amorevolezza,
allora il Sistema Preventivo diventa un impegno ascetico. 0 Se
l'accento è sul rapporto dell'educatore con l'educando,
il Sistema Preventivo postula una forte mistica.
* Se l'accento è posto sul progetto di vita che l'educando
deve maturare nel suo cuore, allora il Sistema Preventivo è
evangelizzazione completa.
43.- Responsabilità
comune differenziata
* Nel nuovo contesto globalizzato,
la responsabilità statale oggi è indispensabile
ma
non è più sufficiente.
* È necessario un sistema di responsabilità per
la promozione e la protezione dei
diritti umani molto più differenziato che coinvolga, oltre
agli Stati, anche le organizzazioni globali e le istituzioni
finanziarie internazionali, le imprese, le organizzazioni non
governative, i media, le scuole, le comunità, le famiglie,
i singoli individui: tutti attori.
44.- In
definitiva il Sistema Preventivo trasforma, sia l'educatore che
l'educando in un protagonista cosciente,
responsabile del dovere di difendere e promuovere i diritti umani,
per lo sviluppo umano personale e del mondo intero.
45.- questo
stile di educazione promovendo i diritti umani comporta:
* una rinnovata intenzionalità
pastorale.
* una rinnovata scelta di condivisione
comunitaria nei luoghi concreti di azione,
48. - nostro
tesoro: l'educazione
* siamo portatori di un carisma
pedagogico che è più attuale e più necessario
che mai: il Sistema Preventivo di Don Bosco.
* con il suo rapporto con i Diritti Umani
* e con la sua possibilità di offrire una proposta educativa
capace de
lievitare e di generare cultura.