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SANTUARIO-BASILICA MARIA AUSILIATRICE
        Via Maria Ausiliatrice 32 / 19152 TORINO-VALDOCCO
        FESTA DI DON BOSCO 2008


STRENNA DEL RETTOR MAGGIORE SDB - 2008
Commento di: Don Filiberto Rodiguez Martin SDB
BASILICA DI MARIA AUSILIATRICE:
3 febbraio 2008


Conosciamo la Strenna:

Educhiamo con il cuore di Don Bosco, per lo sviluppo integrale della vita dei giovani, soprattuto i più poveri e svantaggiati, promovendo i loro diritti

II Rettore Maggiore lui stesso fa la presentazione della strenna.
Questo momento di preghiera ha raccolto stupendamente la situazione dei giovani oggi e le sfide che rappresentano per il carisma salesiano. Perciò sottolineo alcune convinzioni previe che possono anche essere le mie conclusioni dopo l'analisi della strenna.

Questa strenna è il cuore del carisma salesiano.

2.- E' una Strenna in continuità con le Strenne degli ultimi due anni:

 La vita è il grande dono di Dio, il seme.
 La famiglia, culla della vita, è il terreno proprio dove deve crescere questa vita. L'educatore - agricoltore - aiuta la vita a svilupparsi, sa creare le condizioni opportune, il clima adeguato...

3.- Con il cuore di Don Bosco. Chi era Don Bosco?

* Non era un filantropo che celebrava l'Eucaristia qualche volta ai ragazzi
* Era un prete che ha scelto l'educazione come il suo terreno ministeriale.
* Tutta la sua opera e nata dallo zelo apostolico, dal CUORE PASTORALE di Don
Bosco: "Padre, Maestro e Amico della gioventù".

4.- La vita è il seme che deve crescere. Ma che cosa è la vita umana per Don Bosco. Che cosa è l'uomo?

* L'uomo è creato da Dio. Dio è l'origine della vita.
* Ma allo stesso tempo, Dio è il destino ultimo dell'uomo: Dio è l'origine e il finale
* Accompagnare la vita dall'origine verso la casa definitiva del Padre, ecco il compito
della educazione.

5.- Destinatari della strenna: Gli educatori. Il Rettor Maggiore non parla ai giovani. Parla ai responsabili dell'educazione.

* la famiglia: prima responsabile (diritto primario) che nessuno gli può togliere.
* Lo Stato, che deve garantire questo diritto (non appropriarsi di questo diritto, ma
   garantirlo).
* Le Istituzioni educative, come collaboratrici (Tutta la Famiglia Salesiana, comunità
educative di ogni ambiente salesiano...

6.- L'educazione è la missione di Don Bosco.

* Risposta vocazionale alla chiamata di Dio. Don Bosco cercava la sua vocazione, no
senza tantissimi dubbi. Con l'aiuto dei suoi confessori, direttori spirituali, ha trovato
la sua strada: I GIOVANI.

* II sogno di Dio su Don Bosco.
* Don Bosco, SI SENTIVA mediatore, profeta, inviato da Dio ai giovani. E sempre
   PRETE.

7.- Perciò EDUCARE non è una professione, è una vocazione, è la missione di Don Bosco.

* Rendere possibile lo sviluppo integrale della persona, di tutte le sue potenzialità.
* Aiutare ciascuno a diventare pienamente persona
* Rendere l'uomo cittadino della terra e prepararlo per diventare erède del cielo.

Senza questo orizzonte di traguardi non e 'è educazione salesiana.

8.- Anche per noi L'educazione è la risposta salesiana alle sfide:

*  della vita dei giovani (come noi possiamo aiutare i giovani attraverso la loro educazione)
* delle responsabilità delle famiglie (Collaborando con le famiglia),
* della propria vocazione del educatore (è nostra risposta vocazionale al Signore.
Anche noi siamo inviati ai giovani, profeti del amore di Dio ai giovani...

9.- L'amore di Don Bosco era personale e fatto di gesti concreti:

* Non esiste la gioventù: esistono giovani con nome proprio.
* Non esiste la salvezza, neppure l'educazione: sono giovani da salvare e da educare.

10.- La Strenna vuole mettere a fuoco:

* Le sfide che ci presenta l'educazione dei giovani. (Bisogna conoscere la loro situazione).
* La promozione dei diritti umani, in particolari i diritti dei minori.
* La pedagogia Salesiana come risposta alla necessaria formazione degli educatori (per diventare      logicamente educatori salesiani).

11.- Educare con il cuore di Don Bosco

* Don Bosco è sacerdote e un santo educatore,
* il suo Sistema sarà, quindi, una carità pastorale che sa farsi amare,
* con una attiva presenza tra i giovani (presenza diretta, senza intermediari...)
* con una predilezione per i giovani a rischio,
* con un Sistema Preventivo (un insieme di intuizioni e di realizzazioni pratiche) che
armonizza:

* autorità e dolcezza,
* amore di Dio e amore dei giovani,
* la intuizione, la promozione sociale e la formazione umana e cristiana.
* che è valido oggi {non voglio tanto fare un 'espossizione dottrinale del S.P. quanto ribadire    che dobbiamo studiarlo, considerarlo valido oggi e praticarlo).

12- Amore preveniente. Educare con il cuore, significa parlare di amore.

E la sua prima caratteristica è la prevenzione (è il cuore della mamma che intuisce i pericoli e sa creare gli avvenimenti positivi). La prevenzione è la prima espressione dell'amore personale. Permette ai giovani di:

* Liberarsi dal peso delle esperienze negative (meglio non conoscere queste
esperienze)
* Sprigionare le migliori energie, sviluppare tutte le potenzialità positive. 0 Proporre ai giovani traguardi generosi.

13.- La prevenzione richiede:

* L'esercizio di una responsabilità corale (in rete). Nessuna istituzione può educare da
sola. L'influsso della scuola non arriva al 12 %... I messaggi si rafforzano.
* Oltrepassare legislazioni e prassi, con un'iniziativa autonoma frutto del cuore e di
una vocazione pastorale (a favore dei giovani più poveri).

14. Le difficoltà esistono:

* Molteplicità dei messaggi, la frammentazione degli spazi e dei tempi, dei contenuti educativi.
* soggettivismo: che permette di scegliere nel mercato dei valori (antivalori).
* La mancanza di comunicazione tra generazioni (generazioni senza radici). Le istituzioni non trasmettono ne la fede, neppure la cultura.

15.- Metodologia di Don Bosco:

* Inserire il giovane nella realtà (sociale e religiosa).
* Valorizzare il positivo reale esistente nei giovani e anche nella società, come punto di partenza.
* Sfruttare le risorse possibili.

16.- Linguaggio del cuore.

Atteggiamenti chiavi:

* Amarli vuoi dire accettarli come sono.
* L'Amorevolezza sintetizza il rapporto educativo salesiano.
* La sua sorgente è la carità evangelica (che sa soffrire perché redentrice)

* Che favorisce l'amicizia, la confidenza, che cresce fino alla paternità.
* Creando un clima di famiglia dove i valori diventano comprensibili e le esigenze accettabili.

17.- Una manifestazione concreta dell'amicizia e dello spirito de famiglia è L'assistenza: Comporta:

* Desiderio di essere tra i giovani.
* Presenza fisica.
* È forza morale con capacità di comprensione e incoraggiamento.
* Orientamento e consiglio.
* Espressione della paternità educativa: amore e autorevolezza:
* Guida e insegnamento che esige disciplina e impegno.
* Sa parlare al cuore, tocca la propria coscienza:
* La parolina all'orecchio.
* La Buona Notte.

18.- La Paternità con il suo significato insostituibile:

* È un amore che dà la vita,
* si fa responsabile del suo sviluppo integrale.

19.- Diceva Don Vigano: che un cuore pastorale nos aspetta le opportunità.

Sa creare le opportunità: gli ambienti, il clima. Proffita degli spazi: formali, Istituzionali, ... Ma soprattutto proffita dagli spazi di vita, di creatività, di spontaneità, dove il giovane si sente bene e si manifesta.

* II cortile è lo spazio educativo della conoscenza per il salesiano.
* C'è necessità di questi spazi e di lavorare in rete con le istituzioni, il territorio, il
popolo, le autorità.

20.- Curare Io sviluppo integrale dei giovani.

21.- Abbiamo fiducia nell'educazione (non è una scienza è un arte: il salesiano ha cuore di artista).

La richezza di una nazione non sono i monumenti artistici, il progresso... sono i cittadini e la loro capacità di convivenza, di vivere in pace, la loro cultura. E questo è frutto dell'educaazione. Perciò soltanto i governi inteligenti investono in educazione.

* Conosciamo la situazione dei giovani come Don Bosco.
* Amiamo i giovani come Don Bosco.
* Come Don Bosco facciamo la scelta dell'educazione per salvare i giovani e trasformare la società. Siamo convinti che tutti i giovani possono migliorare (anche quelli che... hanno un punto attraverso il quale si entrare...). Anche i più poveri e feriti (sovente sono i primi a capire che hanno bisogno di salvezza).

22.- L'educazione è una responsabilità condivisa (famiglia, stato, chiesa, istituzioni).

* È un fenomeno sociale; un diritto riconosciuto; un'aspirazione di ogni persona.
* Si tratta del riconoscimento del valore unico della persona.
* La Chiesa si sente educatrice dell'uomo.

* L'espressione più cospicua di tale impegno sono i santi educatori. Don Bosco e la Famiglia    Salesiana ci ritroviamo in questa missione.

23.- Ripartire dagli ultimi.

* Contrasto tra teoria e realtà:
* II deserto educativo si estende in qualsiasi area geografica.
* Le possibilità di educazione si riducono -per tantissimi giovani- anche nelle società avanzate: mancanza di sostegno familiare, Immigrazione illegale, sfruttamento mafioso dei minori...
* La Famiglia Salesiana non può ignorare questi fenomeni.

24.- Una nuova impostazione di fondo e degli orientamenti pratici educativi:

Siamo in un'epoca paradossale:

* Complessità e libertà:
* L'educazione richiederà sempre un atteggiamento positivo
* L'educazione richiede accompagnamento.

** Soggettività e verità:

* La soggettività è legata al riconoscimento della singolarità di ogni persona,.,
(campi specifici sono la formazione della coscienza, la formazione all'amore e sessualità, dimensione sociale della carità)
** Profitto individuale e solidarietà.

25.- La mancanza di riferimento alla verità si percepisce anche nelle regole che guidano l'attività economica e sociale.

Gli interessi personali:

*  hanno preso il sopravvento
* sulla solidarietà,
* sulle grandi ideologie e utopie.
* Hanno ridotto l'orizzonte vitale

26.- Maturazione della fede dei giovani in questi contesti:

SONO ROVINATI I CANALI DELLA TRASMISSIONE DELLA FEDE: FAMIGLIA, SCUOLA, CHIESA...

* L'ambiente culturale influisce sulla maturazione della fede dei giovani, che è
sostanzialmente apertura, comunione e accoglienza della realtà, della vita e della
storia.

*** Due fenomeni:

* La religiosità diffusa che prende le strade più diverse.
* Rottura tra esperienza religiosa, concezione di vita e scelte etiche.
* Quindi la mediazione della Chiesa diventa problematica.
* Religione sulla carta.

27.- Risposta della famiglia salesiana.

Ritorno ai giovani con vera qualità: I giovani scelgono i loro educatori:
* Bisogna guadagnare la loro fiducia.
* Credibilità dell'offerta.
** Autorevolezza del testimone. ** Capacità di comunicazione.

28.- Ripartire dai giovani (1)- :

* Missione salesiana è consacrazione, e "predilezione" per i giovani; vissuta come
dono di Dio e risposta vocazionale. Q Salesiano è chi dei giovani ha una conoscenza vitale:

* Teorica: le sfide esigono serietà di analisi e confronto culturale.
*  Pratica: Condividendo gli interessi e le ricerche dei giovani (no soluzioni preconfezionate).

29.- Ripartire dai giovani (2)- :

* L'educatore sa orientare nel mercato dei molteplici messaggi.
* Le esigenze vengono presentate con chiarezza e coraggio.
* Sa coinvolgere la responsabilità dei giovani come la principale energia per lo sviluppo della    persona.
* Sa creare un ambiente adeguato valorizzando i cosiddetti "luoghi vitali ".
* La religione è posta a fondamento dell'educazione secondo l'insegnamento della
pedagogia cattolica.
* l'amorevolezza come stile educativo e, più in generale, come stile di vita cristiana.

30.- Rilancio del "onesto cittadino":

* Ogni presenza salesiana è una scuola che prepara per la vita.
* L'educazione salesiana è una scuola di cittadinanza, dove è fortemente considerata la "dimensione sociale della carità" con proposte di esperienze impegnative.
* Si educa alla giustizia e alla solidarietà.
* Si partecipa negli areopaghi dove si elaborano le decisioni educative, sociali, politiche.

31.- Rilancio del "Buon cristiano".

* Si tratta di svelare ed aiutare a vivere consapevolmente la vocazione di uomo, la verità della    persona. E proprio in questo i credenti possono dare il loro contributo più pregiato.
* La vita è un dono: un progetto di Dio.
* La risposta è accettare la vita come vocazione
* L'educatore accompagna il dialogo del giovane con Dio.
* Offriamo al mondo la speranza cristiana che è performativa.
* Illuminazione totale della natura umana in Cristo:
* Siamo figli.
* "Siamo stirpe di Dio", eredi

32..- Promuovere i diritti umani, in particolare quelli dei minori.

33.- UNA DRAMATICA REALTÀ

* Massicce e gravissime violazioni della dignità della persona e dei suoi diritti.
* Non esistono paesi o società immuni.
* Politiche dei diritti umani fittizie perché dicotomiche Considerando soltanto alcuni
diritti...

34.- Il carisma salesiano si centra

* Sulla prevenzione.
* Sul rompere il circolo vizioso che perpetua le continue violazioni.
* Sul promuovere la cultura dei diritti umani, capace di uscire dalle stanze dei giuristi
e dei filosofi del diritto per farsi patrimonio dell'umanità.
* Sull'integralità e interdependenza dei diritti: tutti i diritti per tutte le persone.

35.- Promuovere i diritti umani

II carisma salesiano tende, attraverso l'educazione, alla promozione di una cultura
della vita e al cambiamento delle strutture. Per questo abbiamo il dovere di
promuovere i diritti umani.
Per i salesiani l'educazione ai diritti umani, in particolare quelli dei minori, è lavia privilegiata per realizzare nei diversi contesti l'impegno di prevenzione e di sviluppo umano integrale.

36.- Diritti umani e dignità della persona.

* I diritti umani sono diritti che spettano a ciascun individuo in quanto essere umano;.
Sono diritti fondamentali, universali, inviolabili e indisponibili.
* Bisogna prendere coscienza che il pieno rispetto dei diritti umani è, prima di tutto,
una nostra responsabilità.
* Purtroppo, le violazioni dei diritti umani sono all'ordine del giorno.

37.- Missione salesiana e diritti dei ragazzi.

* "Grave è la situazione in cui si trovano tanti giovani in tante parti del mondo: giovani a rischio ed     emarginati.
* Dinanzi al panorama così triste delle piaghe del mondo giovanile, noi Salesiani "siamo dalla parte dei    giovani" .
* II primo diritto è il diritto all'educazione. Investiamo nei giovani! .
* II Papa ci parla dell'emergenza dell'educazione.

38.- Attraverso l'educazione si deve costruire una cultura dei diritti umani.

* Capace di dialogare, persuadere e di prevenire le violazioni dei diritti stessi.
* L'educazione ai diritti umani è educazione all'azione, alla denunzia e alla presa di posizione.
* È un'educazione che deve diventare permanente e quotidiana.

39.- Su questi fondamenti, la metodologia da utilizzare deve comprendere almeno tre dimensioni:

* una dimensione cognitiva: Don Bosco direbbe "ragione";
* una dimensione affettiva: Don Bosco direbbe "amorevolezza";
* una dimensione volitiva: Don Bosco direbbe "religione".

40.- Educarci ed educare per la trasformazione di ogni persona e di tutta la società.

* II Sistema Preventivo e lo spirito di Don Bosco ci chiamano oggi ad un impegno
forte, individuale e collettivo, teso a cambiare le strutture della povertà e del sottosviluppo.
* Per questo dobbiamo fare una rilettura salesiana dei principi che sono a fondamento
dei diritti umani, finalizzata ad individuare le sfide che i diritti umani lanciano alla nostra Famiglia Salesiana.

41.- Alcuni elementi per questa rilettura:

* integralità della persona con tutti i suoi diritti fondamentali civili, culturali,
religiosi, economici, politici e sociali;
* educazione alla cittadinanza onesta e applicazione del principio di responsabilità
comune differenziata per la promozione e la protezione dei diritti umani;
* il minore al centro come soggetto attivo e partecipe e applicazione del principio
della partecipazione del minore;
* il "basta che siate giovani perché io vi ami assai" e applicazione del principio di
non discriminazione;
* il "voglio che siate felici ora e sempre" che riguardi tutto l'uomo e applicazione del
principio di uno sviluppo umano integrale.

42.-1 diritti umani non sono un testo giuridico da imparare come una materia scolare

*    sono una materia interdisciplinare, trasversale, ma devono essere vissuti.
* Se l'accento del processo educativo è posto sulle motivazioni intcriori
necessarie all'educatore, allora il Sistema Preventivo diventa una
"spiritualità". 0 Se l'accento è posto sulle tre colonne della ragione, religione amorevolezza,
allora il Sistema Preventivo diventa un impegno ascetico. 0 Se l'accento è sul rapporto dell'educatore con l'educando, il Sistema Preventivo postula una forte mistica.

* Se l'accento è posto sul progetto di vita che l'educando deve maturare nel suo cuore, allora il Sistema Preventivo è evangelizzazione completa.

43.- Responsabilità comune differenziata

* Nel nuovo contesto globalizzato, la responsabilità statale oggi è indispensabile ma
non è più sufficiente.
* È necessario un sistema di responsabilità per la promozione e la protezione dei
diritti umani molto più differenziato che coinvolga, oltre agli Stati, anche le organizzazioni globali e le istituzioni finanziarie internazionali, le imprese, le organizzazioni non governative, i media, le scuole, le comunità, le famiglie, i singoli individui: tutti attori.

44.- In definitiva il Sistema Preventivo trasforma, sia l'educatore che l'educando in un protagonista cosciente, responsabile del dovere di difendere e promuovere i diritti umani, per lo sviluppo umano personale e del mondo intero.

45.- questo stile di educazione promovendo i diritti umani comporta:

* una rinnovata intenzionalità pastorale.
* una rinnovata scelta di condivisione comunitaria nei luoghi concreti di azione,

48. - nostro tesoro: l'educazione

* siamo portatori di un carisma pedagogico che è più attuale e più necessario che mai: il Sistema Preventivo di Don Bosco.
* con il suo rapporto con i Diritti Umani
* e con la sua possibilità di offrire una proposta educativa capace de
lievitare e di generare cultura.


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