Carissime
lettrici e lettori
della nostra Rivista,
Si sta avvicinando
il Natale e incominciano già per tempo, in un clima superficiale
di consumo, a risuonare parole, immagini, pubblicità,
canzoni, che in un caleidoscopio di proposte vogliono farci entrare
nel clima natalizio e ovviamente creare la preoccupazione
per ciò che si deve comprare, quali luci dautore
da progettare, quali novità dellultima moda da lanciare.
Quanta cornice!
Una cornice che a poco a poco diventa sempre più grande,
fino a coprire il quadro per il quale doveva essere complemento.
Come ci può
essere un Natale senza luci, regali, tavolate di festa... ma
con la presenza del Signore (pensiamo ai tanti fratelli e sorelle
che soffrono, che sono perseguitati per la loro fedeltà
al Signore, pensiamo ai tanti poveri, alle famiglie che guardano
con preoccupazione al futuro, a chi vive in solitudine e nel
dolore...) così ci può essere un Natale coreografico,
dove il Signore è totalmente assente.
Trionfano i Babbo
Natale, gli alberi luminosi, le renne, le strenne natalizie...;
nelle recite scolastiche ci si deve guardar bene nel parlare
della nascita del Signore Gesù: è mancanza di rispetto
per chi non ci crede o ha unaltra religione, ma non ci
si chiede se è anche mancanza di rispetto per i bambini
cristiani che hanno il diritto di celebrare le loro feste in
un clima di grande rispetto per gli altri, ma con una chiara
identità.
È dellultima
ora la notizia che il comune di Oxford ha deciso di menzionare
tutti gli eventi del 25 dicembre e dei giorni successivi con
il nome di festività della luce invernale,
per
ridimensionare
leccessiva risonanza assegnata alla più importante
festività cristiana a discapito delle altre religioni.
Siamo ben consapevoli
che non si tratta qui di una preoccupazione per il rispetto delle
altre religioni, ma siamo di fronte al tentativo di estinguere
ogni identità propria, anche quella di altre religioni,
che hanno reagito fortemente di fronte a questa iniziativa, per
portare ad unindifferenza che stempera tutto, stinge, scolora,
in un gioco di società incolore, inodore,
insapore che alla fine impedisce alluomo di interrogarsi,
come fanno tutte le grandi religioni, sui temi fondamentali delluomo
e della vita, che vengono così dissolti nellinterno
di unatmosfera inconsistente.
Noi cristiani
non dobbiamo lasciarci né vincere, né contaminare
da questa subdola manovra, ma proclamare a testa alta con coraggio
che ... il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo
a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito
dal Padre, pieno di grazia e di verità (Gv 1,14).
Allora avranno
senso la festa, le luci, i colori, i regali..., perché
noi sappiamo che la luce vera non è quella dellinverno,
ma è la luce che il Signore Gesù è venuto
a portare a questo mondo bisognoso di salvezza: Io sono
la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre,
ma avrà la luce della vita (Gv 8,12).
E illuminati
da questa luce, siamo chiamati ad essere testimoni credibili
di questa luce attraverso limpegno della carità
verso i fratelli, in particolare quelli più bisognosi,
perché anchessi sentano la bellezza del Natale cristiano.
Con questi
sentimenti
e con il continuo ricordo, laugurio
a tutti di Buon Natale!
D. Franco LOTTO, Rettore
| E-mail: fralotto@tiscali.it
IMMAGINI:
1 Il Natale di Gesù.