SANTUARIO-BASILICA MARIA
AUSILIATRICE
Via Maria Ausiliatrice 32 / 19152 TORINO-VALDOCCO
30
SETTEMBRE 2007
XXVI Domenica del T. O. (C)
"Per
annunziare ai poveri un lieto messaggio"
OMELIA MESSA SPEDIZIONE MISSIONARIA
Am 6,1a.4-7; Sal 145;
1 Tm 6,11-16; Lc 16,19-31
Carissimi
fratelli e sorelle,
ci siamo radunati come Popolo
di Dio e come Famiglia Salesiana, qui a Valdocco, per celebrare
l'amore inesauribile di Dio che vuole che tutti gli uomini siano
salvi e raggiungano la conoscenza della Verità.
Questa salvezza e questo incontro
con la Verità si realizzano in ogni eucaristia, dove Cristo
si rende sacramentalmente presente con la potenza della sua vita
nuova, e si prolunga lungo la storia fino ai confini del mondo
attraverso la missione evangelizzatrice che svolge la Chiesa,
ed in essa la Famiglia di Don Bosco.
Noi siamo qui appunto per riaffermare
la nostra volontà di collaborare nell' adempimento del
disegno meraviglioso di Dio. Oggi infatti faremo la nuova spedizione
missionaria salesiana, che evidenzia il nostro essere e fare
Chiesa, il nostro impegno per i giovani del mondo, specialmente
i più poveri, la dimensione missionaria della vocazione
salesiana.
Dopo tre anni, una volta finito
il lavoro di restauro della Basilica di Maria Ausiliatrice che
l'ha impreziosita, torniamo alla sede abituale dell'invio dei
missionari. A Maria affidiamo ciascuno e ciascuna dei nostri
fratelli e sorelle missionari e le nostre missioni nel mondo.
La parola di Dio che abbiamo
appena sentito si potrebbe riassumere in un versetto della proclama
con cui Gesù fa la sua autopresentazione a Nazaret: "Lo
Spirito del Signore è sopra di me, per questo mi ha consacrato
per annunziare ai poveri un lieto messaggio" (Lc 4,18b).
Infatti, anche se il testo
di Amos e la pagina evangelica di Luca presentano con estrema
schiettezza il pericolo della ricchezza, d'essere ricchi, tuttavia
l'accento della parola di Dio viene messo sull'evangelizzazione
dei poveri.
Loro sono i primi destinatari
del vangelo. Inoltre per noi si tratta di un invito ad amare
la povertà, così come Mamma Margherita visse ed
insegnò a Giovanni, a vivere da poveri e a consegnare
la propria vita a favore dei più poveri ed emarginati.
Secondo Luca, la ricchezza
è cattiva, in primo luogo perché provoca la miopia
spirituale, che non ci lascia percepire e cercare i beni definitivi,
i valori che veramente contano; in secondo luogo perché
produce l'indurimento del cuore, che ci rende insensibili dinanzi
ai bisogni dei più poveri, degli affamati, degli assetati,
degli ammalati, degli sfruttati, degli immigranti, degli esclusi
ed emarginati; in terzo luogo perché ci rende idolatri,
servitori non di Dio ma dei soldi.
Nell'attuale contesto neoliberale
in cui viviamo, oggi la parabola del ricco che veste di porpora
e bisso, banchetta ogni giorno, senza preoccuparsi della condizione
del povero Lazzaro, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi delle
briciole che cadevano dalla mensa del ricco, ha acquisito dimensioni
macrocosmiche, perché ci sono intere popolazioni dell'umanità
che stentano a sopravvivere mentre gruppi privilegiati vivono
in mezzo al lusso e alla vanità come quelli descritti
dal profeta Amos: "Essi su letti d'avorio e sdraiati sui
loro divani mangiano gli agnelli del gregge e i vitelli cresciuti
nella stalla. Canterellano al suono dell'arpa
bevono il
vino in larghe coppe e si ungono con gli unguenti più
raffinati, ma della rovina degli altri non si preoccupano".
Ecco alcuni
dati statistici che fanno pensare.
6 miliardi di persone abitano
il pianeta terra, dei quali
1.2 miliardi di persone
vivono nei paesi industrializzati del Nord e
4.8
miliardi di persone vivono nei paesi poveri, sottosviluppati
del Sud. Difatti,
1.6 miliardi di persone vivono
oggi in condizioni peggiori che 15 anni fa e
89
paesi vivono oggi in una situazione peggiore che 10 anni fa.
25% della popolazione mondiale
(1.44 miliardi di persone) vivono sotto la soglia della povertà.
1.4 miliardi di persone vivono con meno di un dollaro per giorno.
Da questi:
10 milioni vivono in America,
970 milioni vivono in Asia e
300 milioni in Africa
1 miliardo di persone sono
analfabete. Da queste, 600 milioni sono donne.
1 miliardo di persone vivono senza acqua potabile.
800 milioni di persone soffrono di denutrizione.
500 milioni di donne nel mondo vivono in condizioni di estrema
povertà.
11 milioni di bambini muoiono ogni anno per la mancanza di alimento.
6000 persone (come media) sono curati da un medico nei paesi
del sud, mentre che 350 persone (come media) hanno un medico
che cura di loro nei paesi del nord.
6.3 miliardi di dollari basterebbero per assicurare la scuola
elementare a tutti gli abitanti del mondo; 8.4 miliardi di dollari
si spendono ogni anno in cosmetici soltanto negli Stati Uniti.
9.45 miliardi di dollari sarebbe il costo per dare acqua a tutti
gli abitanti della terra; 11.55 miliardi di dollari si spendono
ogni anno in gelati in Europa.
13.66 miliardi di dollari sarebbe il costo del alimento e la
salute basiche per tutti gli abitanti della terra; 17.85 miliardi
di dollari si spendono ogni anno soltanto in Europa in alimento
per gli animali domestici.
36.75 miliardi di dollari si spendono ogni anno in divertimento
organizzato dalle aziende in Giappone; 55.5 miliardi di dollari
si spendono ogni anno in Europa soltanto in sigarette.
11.25 miliardi di dollari si sprecano in droghe (stupefacenti)
nel mondo.
420 miliardi di dollari si spendono ogni anno in spese militari,
molte delle quali sono fatte in alcuni dei paesi più poveri.
Se la Parola di Dio d'oggi
diventa urtante, altrettanto occorre con la realtà sociale
odierna che quella denuncia. L'inasprirsi della violenza ovunque,
sia in forma di guerra, di bande, di delinquenza, e la spirale
di questo nuovo flagello che è il terrorismo, hanno in
qualche modo il loro origine nella situazione di ingiustizia
e di impoverimento che attanaglia milioni e milioni di persone.
Con la parabola d'oggi Gesù
ci rivela la necessità della conversione e della fede,
prima che la morte fissi irrevocabilmente il destino umano. Ci
sono modi di vivere egoisti o solidali che segnano il nostro
destino al momento di morire. Gesù ci invita a non vivere
spensieratamente, chiusi su noi stessi, ma attenti ai bisogni
degli altri, specie i più poveri, ed agire come il buon
samaritano che si avvicinò, si fece prossimo, di quell'uomo
che era stato spogliato dai briganti che lo percossero e poi
se ne andarono, lasciandolo mezzo morto al borde del cammino,
"fasciò le ferite, lo caricò sul suo giumento,
lo portò ad una locanda e prese cura di lui" (Lc
10, 34).
Questo mondo, questa società,
hanno bisogno di una cultura della sobrietà e della solidarietà
sì da rendere possibile il sogno di Dio. Per raggiungere
questo bastano Mosè e i profeti, è sufficiente
la Scrittura, la Parola di Dio rivolta all'uomo per la sua salvezza.
Ecco, cari missionari, il bel
compito che vi si affida: collaborare nella umanizzazione del
mondo attraverso il dinamismo del Vangelo, capace di convertire
la mente e il cuore delle persone, e di trasformare il tessuto
sociale. Cambiare il mondo è a portata di mano. Solo basta
cambiare il mondo che ci è accanto, curando della gente
affamata, sfruttata, ammalata.
Oggi voi siete inviati da questo
luogo dove Don Bosco iniziò e sviluppo la sua opera. Oggi
siete chiamati a continuare il suo sogno, che è quello
di Dio. Diventate missionari dei giovani, portate loro il lieto
messaggio della salvezza, fateli sperimentare la vicinanza di
Dio e la potenza del suo amore.
Maria Ausiliatrice vi sia madre
e maestra. Lei vi renda "umili, forti e robusti", guidi
la vostra vita e faccia fecondo il vostro lavoro missionario.
Amen.
Don Pascual Chávez
Villanueva
Torino-Valdocco,
30-Settembre 2007
VISITA Nr. 