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SANTUARIO-BASILICA DI MARIA AUSILIATRICE
/ TORINO-VALDOCCO
L'ECO DI UNA ESPERIENZA
CHE CONTINUA
Carissimi
amici del Santuario,
Per chi è stato testimone
delle solenni celebrazioni dei giorni scorsi, riecheggia ancora
nella mente e nel
cuore,
la grande testimonianza di una grande devozione popolare a Maria
Ausiliatrice. Quante suppliche, quante preghiere, quante confessioni,
quante testimonianze...!
Anche agli occhi di chi è
diffidente e scettico unattenta esperienza a Valdocco nei
giorni caldi delle celebrazioni lo impressiona fortemente.
Così è stato anche per chi ha potuto seguire alcuni
momenti salienti della veglia e delle celebrazioni del 24 mattino
e sera, su TELEPACE, televisione satellitare che, con la collaborazione
del Don Bosco Media Center di Torino ha portato nelle
famiglie e nelle comunità religiose di tutto il mondo
un messaggio mariano significativo e forte.
Attenti osservatori hanno valutato
che solo tra i due giorni del 23 e 24 sono passate a Valdocco
più di 100.000 persone e certamente più di un milione
hanno seguito levento in tutto il mondo. Nel prossimo numero
della nostra rivista vi daremo conto della festa con numerosi
flash fotografici.
Ritorniamo ora, per qualche
istante, a riconsiderare la rilettura degli eventi che hanno
segnato la nostra storia salesiana e il senso recondito del santuario
di Maria Ausiliatrice. Dicevano nel numero scorso, che la costruzione
del tempio è più che un lavoro tecnico, che una
preoccupazione per i piani, i materiali e i finanziamenti. Per
Don Bosco la costruzione della Basilica di Maria Ausiliatrice
rappresenta unesperienza spirituale ed una maturazione
della
mentalità
pastorale.
La realizzazione di questo
grande tempio supera lidea iniziale: da una chiesa per
la sua casa, il suo quartiere e la sua congregazione allidea
di un santuario, meta di pellegrinaggi, centro di culto e punto
di riferimento per una famiglia spirituale.
I problemi economici poi si sono risolti con grazie e miracoli
che stimolarono una generosità non calcolata del popolo
(oggi possiamo affermare e testimoniare che si ripetono tali
grazie!).
Tutto ciò radicò in Don Bosco la convinzione che
Maria si era edificata la sua casa, che ogni
mattone corrispondesse a una sua grazia.
Allorigine del santuario
di Valdocco non cè, come in altri luoghi mariani,
unapparizione o un miracolo. Ma il tempio stesso finisce
per essere un luogo e un complesso taumaturgico (v.
don P. Stella).
Affermò
un sacerdote di quel tempo, un certo teologo Margotti: Dicono
che Don Bosco fa miracoli. Io non ci credo. Ma qui ne ebbe luogo
uno che non posso negare: è questo sontuoso tempio che
costa un milione ed è stato costruito in soli tre anni
con le offerte dei fedeli.
La costruzione coincide ed
è seguita dalla fondazione dellIstituto delle Figlie
di Maria Ausiliatrice. Esse rappresentano lallargamento
del carisma al mondo femminile. Così come unaltra
fondazione, larciconfraternita di Maria Ausiliatrice è,
insieme ai cooperatori, lestensione verso il mondo laico.
Comincia allora lespansione delle Congregazioni. Avrà
la sua manifestazione vistosa nelle spedizioni missionarie che
ancor oggi partono, in gran parte, da Valdocco.
Ne venne come conseguenza lapertura
apostolica: dallistituto educativo ad una pastorale popolare
con elementi tipici: la predicazione, i sacramenti, la pratica
della carità attraverso offerte materiali e partecipazione
alle attività caritative. Seguì anche lo sforzo
sistematico per le vocazioni adulte chiamato opera di Maria
Ausiliatrice.
Senza assolutizzare laffermazione,
si può dire che Don Bosco incominciò la costruzione
come direttore di unopera e la finì come capo carismatico
di un grande movimento ancora in germe ma già definito
nelle finalità e tratti distintivi; la cominciò
come sacerdote originale di Torino e la finì come apostolo
della Chiesa, passò dalla città al mondo.
Se lesperienza delloratorio
aveva dato
come
risultato positivo la prassi pedagogica, lopera del santuario
fece emergere nel lavoro salesiano una visione di Chiesa come
popolo di Dio sparso su tutta la terra in lotta con le potenze
del male: una prospettiva che presenterà in unaltra
forma nel sogno delle due colonne (1862 di cui già avevamo
parlato la volta scorsa).
Forgiò uno stile pastorale
fatto di audacia e fiducia: saper cominciare con poco, osare
molto quando si tratta del bene, andare avanti affidandosi al
Signore. Scolpì una convinzione nel cuore della congregazione:
Propagate la devozione a Maria Ausiliatrice e vedrete che
cosa sono i miracoli....
Laugurio più cordiale per tutti noi è che
sappiamo imparare dalla nostra storia di famiglia e che dalla
fiducia in Maria ognuno di noi si senta al sicuro ed aiutato
ad essere un degno testimone dellamore di Dio.
Don Sergio Pellini,
Rettore
IMMAGINI:
1 Statua di Maria Ausiliatrice
portata in processione
2 Scuola Materna Gesù Fanciullo di Rosà
(Vicenza).
3 Parrocchia salesiana di Codigoro (Ferrara).
4 Parrocchia di Robbiano
Giussano (Milano) con Don Virgilio.
5 Parrocchia di Morgex
(Aosta) con Don Renato.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2007 - 6
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