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VALDOCCO
SAN DOMENICO SAVIO:
UN PICCOLO GRANDE DONO
Carissimi amici, fedeli lettrici
e lettori,
In questo mese non possiamo
non mettere in evidenza uno dei capolavori della pedagogia di
Don Bosco, Domenico Savio, un giovane Santo amato e ben voluto
fin dalla sua esistenza per la sua bontà, mansuetudine
e risoluta lotta contro il male sconfitto, nella quotidianità,
da semplici ma efficaci propositi, dalla piena e sincera confidenza
con lamico dellanima e una grande amicizia con Gesù
e Maria. Uno stile di vita preparato gradualmente da una palestra
di vita semplice ed eccezionale, la sua famiglia e che
trova negli ultimi anni la continuità e il pieno compimento
nellOratorio di Valdocco a Torino. Lo ricordiamo nel 150º
anno dalla sua morte avvenuta il 9 marzo 1857. Ma come si conobbero
questi due Santi?
Un giorno Don Bosco mentre
stava giocando con i suoi monelli di Valdocco, vide venire incontro
a sé un prete che lo salutò agitando il cappello.
Gli corse incontro e gli gettò le braccia al collo. Era
un suo vecchio compagno di seminario, amico per la pelle.
Caro vecchio don Cugliero che piacere rivederti!
Cosa
sei venuto a fare da queste parti? Sono venuto a vedere
come stai tra questi birbanti. E sono venuto a farti un regalo
con i fiocchi. Che razza di regalo? Mi hanno detto
che insieme ai piccoli barabba nel tuo Oratorio accetti anche
dei ragazzi in gamba, che diano speranza di diventare sacerdoti.
E allora ho pensato anchio di mandarti un ragazzo. È
di Mondonio. Si chiama Domenico Savio. Non ha molta salute, purtroppo,
ma, quanto a bontà, sono pronto a scommettere che non
hai mai conosciuto un ragazzo così. Don Bosco sorrise:
Esagerato! Ad ogni modo, per me va bene. Verrò
a Castelnuovo con i miei ragazzi in ottobre, per la festa del
Rosario. Fammi incontrare questo tuo Domenico e suo padre.
2 ottobre 1854. Nel cortiletto
davanti alla casa del fratello di Don Bosco avvenne il primo
incontro. Don Bosco ne fu così impressionato che lo narrò
nei minimi particolari come se lavesse registrato....
Allora lo chiamai da parte e messici a ragionare dello studio
fatto, del tenore di vita fino allora praticato, siamo tosto
entrati in piena confidenza, io con lui. Conobbi in quel giovane
un animo tutto secondo lo spirito del Signore e rimasi non poco
stupito considerando i lavori che la grazia divina aveva operato
in così tenera età. Dopo un ragionamento, alquanto
prolungato, prima che io chiamassi il padre, mi disse queste
precise parole: Ebbene, che gliene pare? Mi condurrà a
Torino per studiare? Eh, mi pare che ci sia buona stoffa.
E a che può servire questa stoffa? A fare
un bellabito per il Signore. Dunque io sono la stoffa,
ella ne sia il sarto; dunque mi prenda con lei e farà
un bellabito per il Signore.... Così Don Bosco non esitò a dargli
risposta affermativa e il 28 ottobre di quellanno partì
per Valdocco. Fin dai primi istanti, arrivato tra i monelli di
Torino, rimase colpito da un cartello posto nellanticamera
di Don
Bosco.
Cera scritto Da Mihi ANimas Coetera Tolle.
Superata la prima esitazione Domenico chiese a Don Bosco cosa
significassero tali parole. Il grande educatore, allora, laiutò
a tradurre: O
Signore, dammi le anime e prenditi tutto il resto. Era il motto che Don Bosco si era
scelto per il suo apostolato. Quandebbe compreso, Domenico
si fece per un istante pensieroso, poi disse: Ho capito: qui non cè
commercio di denaro ma di anime. Spero che lanima mia faccia
parte di questo commercio.
Cominciò così per Domenico un periodo felicissimo
della sua vita e per la vita dellOratorio stesso. Ladempimento
preciso dei suoi doveri, la gioia, limpegno con alcuni
suoi più cari amici fece del piccolo giovane un grande
apostolo tra i compagni.
Molti sono gli aneddoti edificanti
raccontatici da Don Bosco stesso e che vi invito a leggere perché
fanno del bene a giovani e meno giovani.
Ora, nellanniversario della morte di Domenico, vi ripropongo
ancora il racconto degli ultimi mesi di vita. Siamo agli inizi
del 1857. Domenico si fece più pallido. Le sue forze diminuivano
lentamente. Don Bosco ne fu preoccupato. Chiamò dei buoni
medici perché lo visitassero. Il professor Vallari, dopo
una lunga visita disse: La gracile complessione, lintelligenza
precoce e la continua tensione di spirito, sono come lime che
gli rodono insensibilmente la vita. Cosa posso fare per
lui? Insistette Don Bosco. Lo rimandi allaria
nativa e gli faccia sospendere per un po di tempo gli studi.
Quando Domenico seppe la decisione
si rassegnò. Ma gli rincresceva moltissimo lasciare gli
studi, gli amici, e specialmente Don Bosco. Don Bosco dovette
quasi rimproverarlo.
Perché non vuoi andare a godere
della compagnia dei tuoi genitori?
Perché
vorrei finire la mia vita qui allOratorio.
Ma non dire così! Tu adesso vai a casa, ti rimetti in
salute e poi torni. Questo no sorrise Domenico,
scuotendo la testa.
Io me ne vado e non
tornerò più. Don Bosco è lultima volta
che possiamo parlarci. Mi dica: cosa posso fare ancora per il
Signore?
Offrirgli spesso le tue sofferenze.
E che cosaltro ancora?
Offrirgli anche la tua vita.
Il saluto più commovente lo diede agli amici della Compagnia
dellImmacolata. Poi arrivò il calesse del
babbo che doveva condurlo a Mondonio. Allangolo della via
agitò ancora la mano a salutare il suo
Oratorio,
gli amici, il suo Don Bosco che rimase a guardare la carrozza
che spariva con un dolore profondo. Era partito il suo alunno
migliore, il santino che la Madonna aveva regalato per tre anni
al suo Oratorio.
Si spense quasi allimprovviso
il 9 marzo 1857. Gli era accanto suo papà. Ebbe appena
la forza di mormorare:
Addio, papà... il parroco mi
diceva... ma io non ricordo... Che bella cosa io vedo mai...
Pio XII lo dichiarò
santo il 12 giugno 1954. Il primo santo di quindici anni.
Ora si venerano le sue spoglie
presso il nostro Santuario e la statua nellurna (a forma di diamante)
lo rappresenta proprio negli ultimi istanti in cui lui vede la
gloria del Paradiso.
È orientato verso lEucaristia e verso Maria: i suoi
amori. Il suo altare, in questo periodo è ancora in restauro
ma presto verranno tolti anche i veli a questa parte importante
della Basilica. Venite ed unitevi alle migliaia di giovani e
genitori che lo invocano e lo pregano. Ne troverete consolazione
e conforto!
Don Sergio Pellini,
Rettore
IMMAGINI:
1 Disegno di Luigi Togliatto
/ Incontro Con Don Bosco di Domenico Savio accopmpagnato dal
padre.
2
San
Domenico Savio (1842-1857)
3 L'Urna di San
Domenico Savio
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2007 - 3
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