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 SANTUARIO BASILICA DI MARIA AUSILIATRICE
 Via Maria Ausiliatrice 32 / 10152 TORINO-VALDOCCO

 NOVENA DI PREPARAZIONE: 15 - 23 MAGGIO 2006
 ANIMATORE
: D. FRANCO LOTTO SDB  
 22 maggio / 8° giorno:


  Ausiliatrice nel Dolore, nella Prova e nella Morte

                Giovanni 19, 25-27 (Maria ai piedi della Croce)

"Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre:

"Donna, ecco il tuo figlio!".
Poi disse al discepolo:
"Ecco la tua madre!".
E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa".

Luca 2,33-35 (Profezia di Simeone)

"Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre:

"Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima"".


Guardando a Maria

* Ci troviamo di fronte ad una pagina drammatica, la più buia della storia: il creatore del mondo è messo in croce dal mondo da lui creato.
* È una pagina sublime, dove l'amore di Dio raggiunge il suo apice: "Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine" (Gv 13,1). Gesù dà la sua vita perché "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici"" (Gv 15,13).

* Il Calvario è il luogo della realizzazione di questa verità: il Signore Gesù dona la sua vita per amore e questo amore porta frutti di salvezza: "In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto" (Gv 12,24).

* E sul Calvario, in questo momento supremo della manifestazione dell'amore di Cristo, Maria è lì, al suo posto: "Stavano presso la croce di Gesù sua madre…" (Gv 19,25), ritta nel suo dolore, ma dignitosa, compartecipe fino in fondo del dolore del figlio: "…e anche a te una spada trafiggerà l'anima" (Lc 2,35) aveva predetto il vecchio Simeone.

* Maria non si sottrae a questa prova: con Gesù vuole offrire il suo dolore e la sua vita per la salvezza del mondo e sarà proprio in quel momento che Gesù completerà il suo dono d'amore regalandoci lei, e regalandoci a lei: "Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa" (Gv 19,26-27).

* La devozione popolare, il sentimento del popolo cristiano ha sempre guardato a questa scena con profonda commozione: la Vergine Addolorata ha assunto l'immagine del dolore umano della sofferenza, della lacerazione interiore.

Pensiamo agli inni liturgici e popolari: lo "Stabat Mater" di Jacopone da Todi, musicato da tanti autori musicali, come Pergolesi, Rossini, Dvorak, solo per citarne alcuni; le varie raffigurazioni del Cristo morto fra le braccia di Maria: come non ricordare le "Pietà" di Michelangelo, che prima di essere dei capolavori d'arte, sono espressione di un sentimento profondo di fede dell'autore.

Pensiamo alle sacre rappresentazioni antiche della Passione, a quella di Sordevolo, in Piemonte, di Oberammergau in Germania, a tante processioni popolari del Cristo morto e della Vergine addolorata al Venerdì Santo, in vari paesi dell'Europa, con tradizioni secolari.

Senza dimenticare i film, ultimo fra tutti quello di Mel Gibson, dove la figura di Maria emerge in tuttala sua sofferenza e al tempo stesso in tutta la sua ricchezza d'amore e di compassione.

* Pur immersa in quel dolore, Maria non è una donna distrutta; nel suo cuore sa che la sofferenza e la morte non sono le ultime battute dell'esistenza di questo Figlio; il dolore di Maria non è un dolore senza speranza: c'è un progetto di Dio e i progetti di Dio sono sempre dei progetti di vita, anche se passano attraverso la prova e la sofferenza.

L'uomo non può eliminare né la sofferenza, né la morte, fanno parte dell'eredità del peccato, ma sa che questa sofferenza e momentanea, è già vinta in radice; così si esprime il libro dell'Apocalisse:

"Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il "Dio-con-loro"".

E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate. E Colui che sedeva sul trono disse:"Ecco, io faccio nuove tutte le cose"; e soggiunse: "Scrivi, perché queste parole sono certe e veraci"" (Apoc 21, 3-5). Dovremmo far risuonare spesso queste parole nei momenti di fatica e di buio.
* Dopo tutta questa condivisione di Maria con la sofferenza di Gesù, credo non sia fuori luogo, in sintonia con tanti autori, pensare che proprio lei, la madre, sia stata la prima a condividere la gioia della risurrezione e a vedere suo Figlio vivo, vincitore della morte e signore della vita.

Guardando a noi

* All'appello del dolore o si risponde con la fede e con la scena del Calvario o si giunge alla disperazione. Non bisogna mai togliere il Cristo dalla Croce: senza di lui essa non ha più senso, non parla più di speranza: è uno strumento di tortura, non è più l'espressione di un amore.

* Accanto a Cristo sofferente sulla croce c'è Maria. Non stupisce allora che il popolo cristiano, sentendo così vicino a sé il dolore di Maria, guardi a lei per ottenere conforto, aiuto, guarigione, non si affidi a lei con fiducia e speranza. Pensiamo a Lourdes, quanta sofferenza si presenta a lei e accanto a guarigioni del corpo sono innumerevolmente più numerose le guarigioni dell'anima, la serenità ritrovata, la croce portata con fede e con amore.

* "Consolatrice degli afflitti" "Salute degli infermi", "Rifugio dei peccatori", "Aiuto dei cristiani" sono tutte invocazioni di uomini e donne che soffrono e chiedono di essere confortati, guariti, aiutati nella ricerca di un senso da dare alla loro sofferenza.

* La preghiera della "Salve Regina" così la invoca: "a te ricorriamo… a te sospiriamo gementi e piangenti… o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria". Quante labbra da secoli mormorano questa preghiera!

* Non senza commozione si percorrono le gallerie degli ex voto di tante chiese mariane. Il poeta Nino Costa nella sua poesia "La Consolà" in dialetto piemontese, ricca di tenerezza, e con tratti commossi, parla così di questi ex voto: poveri quadretti della povera galleria, pieni di dolori, di affanni e di spaventi; siete brutti, ma pieni di poesia; siete goffi, ma pieni di sentimento; sotto le vostre tavole rozze c'è più buon senso che dentro i grossi libri; c'è quel buon senso che dà la forza di vivere, finché restiamo in questo mondo "balordo".

* Quante volte anche noi ci siamo inginocchiati davanti a un immagine di Maria, forse proprio in questa chiesa, e abbiamo aperto il nostro cuore provato: se questa statua e questo quadro potessero parlare... quante cose potrebbero dirci!

E sempre ci siamo sentiti avvolti da serenità, da pace, nonostante la fatica e la sofferenza; spesso il dolore è rimasto: Maria non è la fata di Cenerentola che con un colpo di bacchetta magica trasforma tutto, ma è la Madre che intercede sicuramente, ottenendoci dal Signore ciò che è meglio per noi, anche se non riusciamo sempre a comprenderlo; è la madre che si fa accanto e cammina con noi facendoci accettare e comprendere il valore salvifico del dolore quando è unito al dolore di Cristo, dandogli così un profondo significato.

* "Insieme con Maria, Madre di Cristo, che stava sotto la croce, ci fermiamo accanto a tutte le croci dell'uomo d'oggi"; così termina la lettera apostolica di Giovanni Paolo II, del febbraio 1984, sul valore salvifico del dolore. Come Maria e con Maria siamo chiamati non solo a dare significato alla nostra sofferenza, ma ad essere accanto a chi soffre nel corpo e nello spirito, perché in quel fratello e in quella sorella Gesù è presente (cfr. Mt 25,31-46: il giudizio finale).

* E c'è ancora una seconda sottolineatura che emerge dalla presenza di Maria ai piedi della Croce, accanto al Figlio che muore.
* Da secoli la Chiesa e i cristiani le dicono: "Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte"

* Maria è esperta di quell'ora; nelle rappresentazioni della morte di Giuseppe, Gesù e lei sono presenti accanto a lui: anche una vetrata qui in Basilica, accanto al quadro di San Giuseppe lo ricorda. E fu presente nell'ora della morte del Figlio. Ne visse da protagonista la peripezia suprema di morte e di glorificazione, verso cui precipita tutta la storia della salvezza.

* In quell'ora Gesù le ha consegnato i suoi fratelli simbolizzati da Giovanni, perché li considerasse come suoi figli. Da quel momento lei è divenuta custode anche della nostra ultima ora, e si rende presente in quella frazione di tempo in cui ognuno di noi si gioca il suo eterno destino: questo ogni volta ripetiamo nella conclusione della preghiera dell'Ave Maria.

* In un sogno, fatto a Lanzo nel dicembre 1876, don Bosco vede Domenico Savio, morto nel marzo 1857, che dialoga con lui, e fra le tante cose dette in quel lungo dialogo, don Bosco domanda: " … dimmi quale cosa ti consolò di più in punto di morte?". Domenico risponde: "Quale sembra a te che possa essere?.

Don Bosco elenca una serie di cose, che Domenico riconosce presenti, ma non sono la cosa più bella; alla fine supplicato da don Bosco che non è riuscito ad indovinare ed è imbarazzato, Domenico dice:

"Ecco, ciò che più mi confortò in punto di morte fu l'assistenza della potente ed amabile Madre del Salvatore! E questo dillo ai tuoi figli! Che non si dimentichino di pregarla finché sono in vita!"
(MB XII, 591; cfr. tutto il sogno descritto nelle pagine 585-595).

* E infine ricordiamo ancora le parole di don Bosco, sul letto di morte:

"Accorrete, accorrete presto a salvare quei giovani!… Maria Santissima, aiutateli… Madre, Madre!" (MB XVIII, 531); "Ho sempre avuto tutta la fiducia in Maria Ausiliatrice (MB XVIII, 533); " Oh Madre... Madre... apritemi le porte del Paradiso" (MB XVIII, 537).

Ripetiamo allora sempre con fiducia: Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte. Amen!

Maria, Ausiliatricenel Dolore, nella Prova e nella Morte
prega per noi!     


                                                                                                   D. FRANCO LOTTO SDB
                       
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