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SANTUARIO BASILICA DI MARIA AUSILIATRICE
Via Maria Ausiliatrice 32 / 10152 TORINO-VALDOCCO

NOVENA DI PREPARAZIONE: 15 - 23 MAGGIO 2006
ANIMATORE
: D. FRANCO LOTTO SDB
21 maggio / 7° giorno:


Ausiliatrice dei Giovani e dell'Amore  

       Giovanni 2, 1-12 (Le nozze di Cana)

Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse:
"Non hanno più vino".
E Gesù rispose:
"Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora".
La madre dice ai servi:

"Fate quello che vi dirà".

Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: "Riempite d'acqua le giare"; e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di nuovo: "Ora attingete e portatene al maestro di tavola". Ed essi gliene portarono. E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse:

"Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono". Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Dopo questo fatto, discese a Cafàrnao insieme con sua madre, i fratelli e i suoi discepoli e si fermarono colà solo pochi giorni.

Guardiamo a Maria

* Un matrimonio, due giovani sposi: "ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea", un'esperienza di amore, la nascita di una famiglia, la realizzazione di un progetto d'amore di Dio. Il primo miracolo di Gesù.

* "…e c'era la madre di Gesù": Giovanni non lo dice tanto per dirlo, ma perché in questo momento la presenza di Maria è determinante. Quando il progetto di salvezza del Padre, in Gesù si fa storia, Maria è sempre lì con lui, accanto a lui.

Lo è momenti più salienti della vita di Gesù e della sua comunità: l'incarnazione, la nascita, la presentazione al tempio, l'inizio della vita pubblica, la croce e la morte, l'inizio della Chiesa, Maria è sempre presente all'appello: "Eccomi" è e sarà sempre la sua risposta.

* Sta qui tutta la nostra fede e fiducia in Maria, sta qui la sicurezza di tanti santi che hanno visto in Maria la Madre sempre presente. E c'è, non perché ce l'abbiamo messa noi, ma perché Dio l'ha voluta: dimenticare questa presenza è rifiutare il progetto di Dio.

* Lasciamoci guidare dalla pagina di Vangelo del miracolo di Cana.
Maria è presente nel condividere la festa, l'esperienza umana di un matrimonio, la gioia di due sposi, il futuro di due giovani. È presente però non come spettatrice, non è il suo stile; se c'è è partecipe, attiva; spesso lo è in punta di piedi, non è invadente, non è ingombrante, è discreta, come sempre, ma ha gli occhi e soprattutto il cuore aperti, pronti: il brano evangelico ce lo rivela con chiarezza.

* E' attenta, non è distratta, non è nelle sue abitudini: si rende subito conto di ciò che manca, non a lei, ma agli altri. Nessuno si è accorto di nulla (il maestro di tavola, gli invitati, gli sposi...), lei sì.

E interviene prima che qualcuno avverta il disagio, corre ai ripari prima che sia lanciato l'allarme: Maria è sempre in posizione strategica: è la vergine saggia e vigilante (cfr. Mt 25,1-13: la parabola delle dieci vergini in attesa dello sposo), ed è la madre premurosa: "Non hanno più vino".

* Con fine intuito femminile, si accorge, pensa ai due giovani sposi, vede oltre, intuisce il disagio che si potrà creare per loro, rovinando la festa del giorno più bello della loro vita, e interviene con prontezza.
* Emerge in Maria la partecipazione profonda alle vicende umane, il coinvolgimento, la compassione e... si espone, rischia in prima persona.

* E gioca la carta Gesù; non si lascia sgomentare dalla risposta del figlio, lo conosce bene, e con decisione dice ai servi: "fate quello che vi dirà".

* Gesù le obbedisce, ed ecco il primo miracolo: sei fredde giare di pietra, piene solo di acqua diventano vino di qualità, una qualità tale da far dire al maestro di tavola: "Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono".

* È la presenza amorosa di una madre. Quando l'anno 1955 il cardinal Montini, arcivescovo di Milano, futuro Paolo VI, chiese ai salesiani di rilevare la casa di rieducazione di Arese, essi entrarono, tolsero le celle, le inferriate… su di un muro di queste celle trovarono una scritta:

"La vita non ha senso senza una mamma".

Subito fecero arrivare una statua della Madonna, la collocarono nel cortile, e ai suoi piedi la frase trovata. Da quel giorno in quella casa, come a Cana, "c'era la madre di Gesù", la madre di quei ragazzi sfortunati.

Guardiamo a noi

* Il brano di Giovanni è emblematico: non si vuole fermare ad un semplice episodio, in uno sperduto villaggio della Galilea. Questo episodio illumina la vita, la storia di tutta l'umanità.

* "Non hanno più vino": è ancora l'accorato appello di Maria nella storia dell'umanità, nella storia di oggi, per il nostro mondo, per la nostra umanità, per noi. Invitati alla festa di Dio, alla condivisione del banchetto di nozze con lui, chiamati all'amore... sentiamo che manca il vino. E c'è ancora tanta sete.

* C'è sete di valori, di felicità, di amore, di speranza, di pace, di unità, di gioia, di bellezza, di purezza, di amore pulito, di verità, di motivi validi per vivere, di senso delle cose: tutti ce la portiamo dentro questa sete, ed è logico che ce lo portiamo dentro: siamo figli di Dio, fatti per cose grandi: "il nostro cuore è inquieto, finché non riposa in te" dirà Sant'Agostino. Ma il nostro mondo e il nostro cuore, a causa del peccato e del male, si portano dentro ancora tanto vuoto e tanta sete.

* Questa sete se la portano dentro specialmente tanti giovani, che ingannati da falsi profeti, che promettono la felicità a buon mercato, pensano di spegnerla con surrogati deludenti e talora devastanti: lo stordimento, la fuga dalla realtà, il rumore, il sesso, la pornografia, la ricerca di emozioni sempre più forti, la violenza, l'alcol, la droga...; l'elenco di vini avvelenati sul mercato, purtroppo, è costantemente aggiornato e arricchito.

* Bisogna dare loro del vino buono, genuino, corroborante, come a Cana. In questo luogo, qui a Valdocco, non possiamo non sentire questo accorato appello.

"Non hanno più vino" è il grido che don Bosco ha sentito nel suo cuore girando per le strade di Torino, vedendo la miseria di tanti giovani, visitando le carceri...: "perché quel prete piange?", esclama un giovane carcerato vedendo don Bosco in lacrime guardandoli; "perché ci vuole bene; anche mia madre piangerebbe se mi vedesse qui dentro" risponde un altro giovane (cfr. Bosco Teresio, Don Bosco, Una biografia nuova, Elledici 1988 (9), pp 110-111).

"Non hanno più vino" è il grido che deve interpellare anche noi: è Maria che in questo luogo ce lo lancia con accorata preoccupazione, ma non si accontenta di presentarci la necessità; indicandoci suo figlio Gesù, ci offre la risposta, la soluzione: "fate quello che vi dirà".

* Ritrovare Gesù, il suo Vangelo è la risposta: il furto più clamoroso della storia è questo: aver rubato Gesù, il suo Vangelo, la sua presenza dal cuore di tanti fratelli e sorelle che oggi l'hanno dimenticato, l'aver cambiato il vino buono di Gesù, in vino avvelenato del mondo, offerto in modo particolarmente allettante ai giovani, più fragili e vulnerabili.

* Con gli occhi di Maria a Cana, anche noi siamo chiamati ad accorgerci della mancanza di vino e a intervenire; dobbiamo restituire Gesù al mondo, ai giovani in modo speciale; essere noi pagine vive di Vangelo di Gesù, con la nostra parola, con la nostra vita di fede, di speranza e soprattutto di carità, con una testimonianza visibile e credibile.

San Paolo così si esprime: "La nostra lettera siete voi, lettera scritta nei nostri cuori, conosciuta e letta da tutti gli uomini. È noto infatti che voi siete una lettera di Cristo composta da noi, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra, ma sulle tavole di carne dei vostri cuori" (2Cor 3,2-3).

* Siamo chiamati a riannunciare e ridare al mondo, e ai giovani in modo particolare, la gioia delle beatitudini evangeliche: beati i poveri, beati i miti, beati i misericordiosi, beati i puri di cuore, beati gli operatori di pace, beati gli affamati e assetati dalla giustizia, beati quelli che hanno il coraggio e la capacità di soffrire per amore di Gesù e della sua causa. È così che realizziamo anche oggi quanto ancora Maria dice con forza: "fate quello che vi dirà".

Dobbiamo credere nella potenza di Gesù: il miracolo di Cana si può ripetere, anzi si è ripetuto e si ripete: il bene è più forte del male, la grazia è più forte del peccato (ne sono testimoni silenziosi i tanti confessionali di questa basilica).

Ripensiamo al sogno dei nove anni di don Bosco: i lupi si trasformano in agnelli, gli agnelli si trasformano in pastorelli. E lì quando questo avviene, ancora una volta c'è Maria, non può mancare: Giovanni nel sua pagina ce lo ha detto: a Cana "c'era la madre di Gesù". E la Madre di Gesù c'è ancora oggi: è l'Ausiliatrice di sempre.

               Maria, Ausiliatrice dei Giovani e dell'Amore, prega per noi!     


                                                                                                   D. FRANCO LOTTO SDB
                     
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