HOME PAGE  ITALIANO      -      VITA del SANTUARIO M.A.     -      INFORMAZIONI VALDOCCO  


    SANTUARIO BASILICA DI MARIA AUSILIATRICE
    Via Maria Ausiliatrice 32 / 10152 TORINO-VALDOCCO

NOVENA DI PREPARAZIONE: 15 - 23 MAGGIO 2006
ANIMATORE
: D. FRANCO LOTTO SDB
20 maggio / 6° giorno:


Ausiliatrice della Famiglia    

Luca 2, 41-52 (Smarrimento e ritrovamento di Gesù a Gerusalemme)

"I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.

Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava.

E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse:

"Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo".

Ed egli rispose:

"Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?".

Ma essi non compresero le sue parole.
Partì dunque con loro e tornò a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini".

Guardiamo a Maria

* Maria ha creduto nella famiglia, l'ha riconosciuta come progetto originale dell'amore di Dio e luogo dove amore e vita sono intrinsecamente unite.

* Il Figlio di Dio ha voluto per sé un'esperienza di famiglia: "…proprio perché voleva incarnarsi, Dio ha dovuto cercarsi prima una famiglia, una madre (cfr. Lc 1,26-38) e un padre (cfr. Mt 1,18-25).

Se nel grembo verginale di Maria Dio si è fatto uomo, nel seno della famiglia di Nazareth il Dio incarnato ha imparato ad diventare uomo. Per nascere, Dio ha avuto bisogno di una madre; per crescere e diventare uomo, Dio ha avuto bisogno di una famiglia. Maria non è stata solo Colei che ha partorito Gesù; da vera mamma, accanto a Giuseppe, è riuscita a fare della casa di Nazareth un focolare di "umanizzazione" del Figlio di Dio (cfr. Lc 2,51-52)…

Il figlio di Dio poté venire alla vita nascendo da una madre vergine, senza contare per questo su una famiglia, ma senza di essa non poté crescere e maturare come uomo! Una vergine concepì il figlio di Dio; una famiglia l'umanizzò. Mi domando se si potrebbe dire di più sul valore sacrosanto della famiglia!" (d. Pascual Chavez, commento alla Strenna 2006, n. 2).

*    Maria dunque accetta di essere la madre di Dio, e accetta anche che suo figlio cresca in una realtà di famiglia, secondo il disegno del Padre. Giuseppe, prendendo in sposa Maria, accetterà anche lui questo progetto e si renderà disponibile a fare da padre al figlio di Maria, assumendosene tutte le responsabilità: "Non è egli forse il figlio del carpentiere?" diranno di Gesù i suoi concittadini di Nazareth, riconoscendo il ruolo paterno di Giuseppe realizzato con serietà e fedeltà.

* Sono proprio i genitori di Gesù che lo portano al tempio, lo introducono all'obbedienza della legge e alla pratica della fede, anche se sanno che il loro figlio è il Figlio di Dio. Il Figlio di Dio ha imparato ad essere uomo imparando ad obbedire agli uomini secondo la Legge.

* E proprio nel pellegrinaggio di fede a Gerusalemme leggiamo la prima "scappatella di Gesù": all'insaputa dei genitori prende una sua strada e finisce in mezzo ai dottori del tempio e con attenzione li "ascoltava e li interrogava": è un ragazzo alla ricerca della verità e determinato, ma in quel momento sembra non preoccuparsi né dei suoi genitori, né delle loro ansie per lui.

*     Leggiamo nelle parole di Maria l'angoscia e la preoccupazione di due genitori che si sentono responsabili e sono presi alla sprovvista dal comportamento e atteggiamento di Gesù:

"Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo".

Forse nel loro cuore c'è un presentimento: questo figlio non sarà come tutti gli altri ragazzi.

* La loro domanda esprime preoccupazione, ansia; è certo rimprovero, ma anche voglia di capire, di darsi una ragione del suo comportamento.

*     La risposta di Gesù è chiara e decisa:

"Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?".

La risposta "ha quasi un tono di meraviglia, come a dire:

"Ma come, voi mi avete insegnato a chiamare Dio Abba, Papà, e a cercare sempre la sua volontà, e proprio oggi e qui, a casa Sua, … quando sono diventato a pieno titolo "figlio della Legge" per vivere d'ora in poi compiendo il disegno del Padre, mi domandate dove mi trovavo, perché ho fatto così?" (cfr. Lc 2,49).

Non ancora maggiorenne, Gesù ricorda ai genitori che sono stati loro a insegnargli che Dio e le sue cose precedono pure la famiglia e la sua cura" (Strenna n. 2).

* Possiamo capire che cosa poteva passare nel cuore di Maria e di Giuseppe poiché "essi non compresero le sue parole". Le comprenderanno a poco a poco, in un ascolto umile e in paziente attesa: è il fermarsi di fronte al mistero di questo figlio; anche su di lui, come era stato per Giovanni, sicuramente sarà nata nel loro cuore una domanda: "che sarà mai questo bambino?" (Lc 1,66).

Maria "serbava tutte queste cose nel suo cuore", iniziando ad avverarsi le misteriose parole di Simeone: "E anche a te una spada trafiggerà l'anima" (Lc 2,35).

"L'incarnazione del Figlio di Dio, appunto perché autentica, ha assunto pienamente le modalità dello sviluppo naturale di ogni creatura umana, che ha bisogno di una famiglia che l'accoglie, che l'accompagna, che l'ama e che collabora con lei nello sviluppo di tutte le sue dimensioni umane, quelle che la rendono veramente "persona" umana.

Tutto ciò nella scoperta di un progetto di vita, che permette di capire come sviluppare le proprie risorse e trovare senso e successo nella vita" (Strenna n. 2).

Guardiamo a noi

* Oggi la famiglia vive molteplici difficoltà: "è esposta, nell'attuale clima culturale, a molti rischi e minacce che tutti conosciamo. Alla fragilità e instabilità interna si assomma infatti la tendenza, diffusa nella società e nella cultura, a contestare il carattere unico e la missione propria della famiglia fondata sul matrimonio" (Benedetto XVI, OR 30-31/05/2005, p. 5).

* Difficoltà dall'esterno:

Oggi, con una certa facilità e superficialità vengono proposte e presentate presunte "alternative" alla famiglia, qualificata come "tradizionale". L'attenzione si dirige così dal problema del divorzio a quello delle "coppie di fatto" e ai Pacs, dal trattamento in laboratorio della procreazione alla ricerca e manipolazione delle cellule staminali ricavate dagli embrioni.

La legalizzazione dell'aborto si è praticamente diffusa in quasi tutto il mondo. Accade anche che si conferiscano alle coppie effimere, che non vogliono impegnarsi formalmente nel matrimonio neppure civile, i diritti e i vantaggi di una vera famiglia.

Il volto - la realtà - della famiglia è dunque cambiato. Più grave ancora è il fatto che buona parte dell'opinione pubblica non riconosca più nella famiglia, fondata sul matrimonio, la cellula fondamentale della società ed un bene di cui non si può fare a meno.(Strenna n. 1).

Non vanno dimenticati i problemi di tipo sociale, economico; il clima di precarietà, di edonismo, di perdita dei valori, di superficialità e di permissivismo scambiati per amore, di paura del futuro.

* Difficoltà all'interno:

Fragilità delle persone, incomunicabilità, impoverimento dei rapporti di coppia, desiderio di emozioni sempre nuove, paura di mettere al mondo figli, difficoltà nel rapporto genitori - figli, delega della responsabilità educativa, carenza di comunicazione e di dialogo, incapacità ad ascoltarsi, a capirsi; parole come "fedeltà", "sacrificio", "rinuncia" sembrano spesso cancellate dal vocabolario e dalla vita.

* Ringraziando il Signore, abbiamo anche tante bellissime testimonianze di famiglie unite, significative, ricche di amore di donazione. Purtroppo queste non fanno notizia, non sono scoop giornalistici, non interessano i mezzi di comunicazione sociale.

Fa notizia solo ciò che è negativo, di moda, offerto in pasto con abbondanza. È importante che noi non ci uniamo ai cori lamentosi di chi vede tutto nero, e diventiamo gente che sottolinea e fa emergere ciò che è buono, è bello e ne fa propaganda.

* L'episodio del Vangelo ci richiama il valore della famiglia, come progetto fondamentale di Dio per l'umanità e la sua crescita, luogo di unità, di amore, di crescita umana e spirituale, sacrario della vita e luogo privilegiato per l'educazione. Il Figlio di Dio l'ha voluta per sé: ne poteva fare a meno, poteva scegliere tanti altri modi, e invece ha scelto proprio questa strada per venire in mezzo a noi, dando significato e sacralità alla famiglia.

* Proprio per questo noi cristiani siamo chiamati a difendere con coraggio la famiglia, "fonte feconda della vita e presupposto primordiale ed imprescindibile della felicità individuale degli sposi, della formazione dei figli e del benessere sociale" (Giovanni Paolo II, OR 10-11/01/2005).


* Siamo chiamati a promuovere tutto ciò che aiuta la famiglia, che può consolidarla, farla crescere, offrendo il nostro aiuto, facendo sentire la nostra voce di cittadini e di cristiani, non soltanto per contestare le idee e le scelte contro la famiglia, ma soprattutto per proporre soluzioni positive per valorizzarla e farla crescere.

* Siamo chiamati ad essere vicini ai giovani perché colgano il valore della famiglia, del matrimonio, della vita, proponendo ideali significativi, offrendo cammini di maturazione.
* Siamo chiamati ad aiutare le giovani coppie a superare le paure, ad affrontare gli impegni del matrimonio con responsabilità, ad aprirsi al dono della vita… e diamo loro concretamente una mano, non accontentandoci di buone parole.

* Facciamoci concretamente vicini alle famiglie in difficoltà, alle coppie in crisi, ai giovani segnati dalle divisioni, per aiutarli a superare questi momenti e ritrovare serenità e unità.
* Come famiglie cristiane siamo chiamati a dare una testimonianza visibile e credibile di amore, di fedeltà, di dono gratuito, crescendo nell'amore, nel rispetto, nell'accogliersi, nell'ascoltarsi, nel perdonarsi, nell'affrontare insieme le difficoltà, nel guardare insieme al Signore e al suo progetto.

* Fare della famiglia una "piccola Chiesa", dove si prega, si ascolta la Parola, si vive insieme l'Eucaristia, ci si mette a disposizione della comunità, ci si apre ai bisogni dei più poveri.

* Come genitori non si deve abdicare al proprio compito "educativo" coscienti del proprio ruolo, nonostante le difficoltà, senza delegare ad altri questo compito. Farsi aiutare sì, ma rinunciarci no! Gesù dopo l'episodio del tempio, al di là del momento di incomprensione,

"Partì dunque con loro e tornò a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini".

* "Ecco l'elogio più grande della capacità educativa di Giuseppe e Maria. Ecco cosa significa in pratica fare di una famiglia, casa e scuola, "culla della vita e dell'amore e luogo primario di umanizzazione" (Strenna n. 2).

* La famiglia oggi ha i suoi problemi, piccoli o grandi. Maria non è stata estranea a questa difficoltà: ha saputo agire e tacere, intervenire e attendere, pazientare e soffrire: quello che contava era ancora una volta il... primato di Dio e la sua volontà sulla sua famiglia.

La invochiamo allora come aiuto delle nostre famiglie e, perché no, delle nostre comunità cristiane, delle comunità religiose, in particolare le nostre comunità salesiane, chiamate a vivere autenticamente uno spirito di famiglia secondo lo spirito di don Bosco e di Madre Mazzarello.

Maria, Ausiliatrice della Famiglia,
prega per noi!     


                                                                                                 D. FRANCO LOTTO SDB
                           
 HOME PAGE  ITALIANO      -      VITA del SANTUARIO M.A.     -      INFORMAZIONI VALDOCCO  
  VISITA Nr.