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 SANTUARIO BASILICA DI MARIA AUSILIATRICE
 Via Maria Ausiliatrice 32 / 10152 TORINO-VALDOCCO

NOVENA DI PREPARAZIONE: 15 - 23 MAGGIO 2006
ANIMATORE
: D. FRANCO LOTTO SDB

19 maggio / 5° giorno:


Ausiliatrice nel riconoscere il Primato di Dio

        Luca 2, 22-32 (Presentazione al tempio di Gesù)

"Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.

Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele; lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio:

"Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele".

Guardiamo all'esperienza di Maria

*
"Shemà Israel": la preghiera dell'ebreo osservante: "Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze.

Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte…

Non seguirete altri dèi, divinità dei popoli che vi staranno attorno… Osserverete diligentemente i comandi del Signore vostro Dio, le istruzioni e le leggi che vi ha date… La giustizia consisterà per noi nel mettere in pratica tutti questi comandi, davanti al Signore Dio nostro, come ci ha ordinato" (Dt 6, passim).

Chissà quante volte Maria avrà recitato questa preghiera e l'ha fatta diventare vita vissuta.

* La "Legge del Signore". Tipica manifestazione di questa realtà è il lunghissimo Salmo 118, che è una lunga meditazione sulla legge: Maria si è nutrita certamente di questo salmo, che ogni due righe parla della legge di Dio, dei suoi comandi, delle sue vie, dei suoi precetti, della sua parola, dei suoi insegnamenti, dei suoi decreti… Si spiega così il sì pronto e generoso al progetto di Dio e la sua fedeltà sino in fondo.

* La fedeltà alla legge. Nel brano della presentazione al tempio tre volte è ripetuto il richiamo all'adempimento della legge: "secondo la legge di Mosè… come è scritto nella legge del Signore… come prescrive la Legge del Signore". Maria e Giuseppe vi si adattano con semplicità, sincerità e obbedienza convinta, e tutta la loro vita sarà uno svilupparsi di questa disponibilità.

* "Sono la serva del Signore". La parola "serva" pronunciata da Maria indica il riconoscimento dell'assoluto primato di Dio e della totale disponibilità al suo progetto. Nel Magnificat Maria esalterà la grandezza e la santità del nome di Dio, il suo intervento nella storia con la potenza del suo braccio, canterà la sua misericordia.

* Tutta la vita di Maria allora sarà in funzione di Dio, del primato di Dio, della presenza di Dio, con la capacità di lettura della storia e della vita alla luce di Dio e con gli occhi di Dio.

Questo atteggiamento è un dono dello Spirito Santo, è il dono della "timor di Dio. Il "timor di Dio" è la disposizione abituale che lo Spirito Santo infonde nell'anima per renderla attenta e rispettosa della santità di Dio, in atteggiamento di docilità e piena disponibilità al suo volere, allontanando tutto ciò che "può dispiacere" a Dio.

Ci fa vivere sotto lo sguardo di Dio, preoccupati di piacere a lui piuttosto che agli uomini (Cfr. Gal 1,10). Agire come a Lui piace è allora per la creatura il bene più grande, la consolazione più profonda, anche quando sul momento può costare (cfr. S. Francesco di Sales: "come piace a Dio").

* Questo atteggiamento crea lo stupore, la meraviglia: " L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta… grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome". S. Gregorio di Nazianzio dice che è lo stupore che conosce.

* Tutti i Santi hanno realizzato il progetto di Dio, proprio perché hanno riconosciuto il primato di Dio e hanno risposto con totale generosità al suo progetto, fidandosi totalmente di lui.

Due esempi a noi vicini: don Bosco e madre Mazzarello. Di don Bosco così scrive don Albera, il suo secondo successore: "Il concetto animatore di tutta la sua vita era di lavorare per le anime fino alla totale immolazione di se medesimo, e così voleva che facessero i suoi figli.

Ma questo lavoro egli lo compiva sempre tranquillo, sempre eguale a sé, sempre imperturbabile, vuoi nelle gioie, vuoi nelle pene; perché, fin dal giorno in cui fu chiamato all'apostolato, si era gettato tutto in braccio a Dio! Se lavorare sempre fino alla morte è il primo articolo del codice salesiano da lui scritto più coll'esempio che colla penna, gettarsi in braccio a Dio e non allontanarsene più mai fu l'atto suo più perfetto. Egli lo compì quotidianamente… " (Lettera circolare del 18/10/1920).

Maria Mazzarello nel momento in cui la malattia l'ha resa debole e non più capace di fare come prima, così si esprime di fronte al Signore: "Che io sia da tutti dimenticata, ma non da voi!".

Guardiamo alla nostra esperienza

* La perenne tentazione della costruzione di idoli: "Dio allora pronunciò tutte queste parole:

"Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo nè immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo nè di ciò che è quaggiù sulla terra, nè di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso…" (Es 20,2-5).

L'uomo - la ragione - la scienza - la società - il denaro - il consumo - il piacere - la carriera - il potere - il successo... idoli che vogliono sempre vittime umane.

* Non c'è più posto nel mondo per Dio, per la sua legge... Assistiamo alla crisi della legge di Dio, alla crisi dei valori. Dio non è più il garante dei valori. Si vive l'etica del "secondo me", con il distorcimento della verità, il rifiuto di ogni morale oggettiva, condizionati da tutta una serie di interventi che hanno come fine la scristianizzazione... (cfr. Codice da Vinci).

* San Giovanni chiama tutto questo "il mondo". Nella sua prima lettera così si esprime:

"Non amate nè il mondo, nè le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui; perché tutto quello che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno!" (1Gv 2,15-17).

* Nasce allora la necessità per ogni cristiano di ridare a Dio il primo posto nella propria vita, guardare alla sua legge, che è data da lui per la realizzazione dell'uomo, non per il suo annullamento; Dio non impoverisce l'uomo, non lo imprigiona, ma lo lancia su una strada che realmente lo realizza in pienezza.

I 10 comandamenti, riassunti poi da Gesù nella legge dell'amore, troppo spesso sono considerati dei limiti alla libertà, mentre invece non sono altro che affermazione dei valori che difendono la dignità e la libertà dell'uomo e lo orientano alla realizzazione del progetto di Dio, un progetto di felicità.

È necessario per noi ricuperare il senso di Dio e della sua presenza. Dobbiamo chiedere allo Spirito Santo il dono del "timor di Dio". Esso ha come primo effetto la fuga dal male, il senso del peccato, inoltre infonde umiltà e senso del limite, vigilanza e dominio di sé, disponibilità alla verifica di sé con sincerità e verità, impegno perché nulla di "inquinato" e "inquinante" entri nel proprio cuore, sincero riconoscimento e pentimento dei propri peccati. Il timor di Dio è un amore filiale, riverente, affettuoso, che teme soprattutto di dispiacere al cuore del Padre.

* È nella meditazione della Scrittura e nella preghiera che noi siamo chiamati a ritrovare la voce di Dio. Nasce così un profondo rispetto per la Legge di Dio scritta in noi e nelle cose e rivelata a noi dalla Parola, dalla tradizione e dal magistero della Chiesa.

* Impariamo così a leggere Dio nella realtà e a leggere la realtà, gli avvenimenti, le persone con gli occhi di Dio. Dobbiamo soprattutto reimparare a riconoscere l'immagine di Dio nei nostri fratelli e sorelle

("Se non impariamo a leggere il volto di Dio nei nostri fratelli e sorelle, noi non lo vedremo per tutta l'eternità" - Madre Canopi).

* Dalla coscienza del primato di Dio e della sua legge nascono allora il rispetto per il creato, per la natura, per l'uomo... luoghi dell'incontro con Dio

* "Shemà Israel", con Maria al tempio a presentare la nostra vita, tutto noi stessi al Signore, come offerta piena e totale, in atteggiamento di profonda pietà.

Maria, Ausiliatrice nel dare a Dio il primato,
prega per noi!    
                                                                            
D. FRANCO LOTTO SDB


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