"Quando
venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè,
portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come
è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito
sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una
coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge
del Signore.
Ora a Gerusalemme
c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio,
che aspettava il conforto d'Israele; lo Spirito Santo che era
sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la
morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque
dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori
vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo
prese tra le braccia e benedisse Dio:
"Ora lascia,
o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola;
perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata
da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele".
Guardiamo
all'esperienza di Maria
* "Shemà Israel": la
preghiera dell'ebreo osservante: "Ascolta, Israele: il Signore
è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai
il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con
tutte le forze.
Questi precetti
che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi
figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai
per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai
alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli
occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue
porte
Non seguirete
altri dèi, divinità dei popoli che vi staranno
attorno
Osserverete diligentemente i comandi del Signore
vostro Dio, le istruzioni e le leggi che vi ha date
La
giustizia consisterà per noi nel mettere in pratica tutti
questi comandi, davanti al Signore Dio nostro, come ci ha ordinato"
(Dt 6, passim).
Chissà
quante volte Maria avrà recitato questa preghiera e l'ha
fatta diventare vita vissuta.
* La "Legge del Signore". Tipica manifestazione
di questa realtà è il lunghissimo Salmo 118, che
è una lunga meditazione sulla legge: Maria si è
nutrita certamente di questo salmo, che ogni due righe parla
della legge di Dio, dei suoi comandi, delle sue vie, dei suoi
precetti, della sua parola, dei suoi insegnamenti, dei suoi decreti
Si spiega così il sì pronto e generoso al progetto
di Dio e la sua fedeltà sino in fondo.
* La fedeltà alla legge. Nel brano della presentazione
al tempio tre volte è ripetuto il richiamo all'adempimento
della legge: "secondo la legge di Mosè
come
è scritto nella legge del Signore
come prescrive
la Legge del Signore". Maria e Giuseppe vi si adattano con
semplicità, sincerità e obbedienza convinta, e
tutta la loro vita sarà uno svilupparsi di questa disponibilità.
* "Sono la serva del Signore". La parola "serva"
pronunciata da Maria indica il riconoscimento dell'assoluto primato
di Dio e della totale disponibilità al suo progetto. Nel
Magnificat Maria esalterà la grandezza e la santità
del nome di Dio, il suo intervento nella storia con la potenza
del suo braccio, canterà la sua misericordia.
* Tutta la vita di Maria allora sarà
in funzione di Dio, del primato di Dio, della presenza di Dio,
con la capacità di lettura della storia e della vita alla
luce di Dio e con gli occhi di Dio.
Questo atteggiamento
è un dono dello Spirito Santo, è il dono della
"timor di Dio. Il "timor di Dio" è la disposizione
abituale che lo Spirito Santo infonde nell'anima per renderla
attenta e rispettosa della santità di Dio, in atteggiamento
di docilità e piena disponibilità al suo volere,
allontanando tutto ciò che "può dispiacere"
a Dio.
Ci fa vivere
sotto lo sguardo di Dio, preoccupati di piacere a lui piuttosto
che agli uomini (Cfr. Gal 1,10). Agire come a Lui piace è
allora per la creatura il bene più grande, la consolazione
più profonda, anche quando sul momento può costare
(cfr. S. Francesco di Sales: "come piace a Dio").
* Questo atteggiamento crea lo stupore,
la meraviglia: " L'anima mia magnifica il Signore e il mio
spirito esulta
grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome". S. Gregorio di Nazianzio
dice che è lo stupore che conosce.
* Tutti i Santi hanno
realizzato il progetto di Dio, proprio perché hanno riconosciuto
il primato di Dio e hanno risposto con totale generosità
al suo progetto, fidandosi totalmente di lui.
Due esempi
a noi vicini: don
Bosco e madre Mazzarello. Di don Bosco così scrive don Albera,
il suo secondo successore: "Il concetto animatore di tutta
la sua vita era di lavorare per le anime fino alla totale immolazione
di se medesimo, e così voleva che facessero i suoi figli.
Ma questo lavoro
egli lo compiva sempre tranquillo, sempre eguale a sé,
sempre imperturbabile, vuoi nelle gioie, vuoi nelle pene; perché,
fin dal giorno in cui fu chiamato all'apostolato, si era gettato
tutto in braccio a Dio! Se lavorare sempre fino alla morte è
il primo articolo del codice salesiano da lui scritto più
coll'esempio che colla penna, gettarsi in braccio a Dio e non
allontanarsene più mai fu l'atto suo più perfetto.
Egli lo compì quotidianamente
" (Lettera circolare
del 18/10/1920).
Maria Mazzarello
nel momento in cui la malattia l'ha resa debole e non più
capace di fare come prima, così si esprime di fronte al
Signore: "Che io sia da tutti dimenticata, ma non da voi!".
Guardiamo
alla nostra esperienza
* La perenne tentazione
della costruzione di idoli: "Dio allora pronunciò
tutte queste parole:
"Io sono
il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto,
dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dèi
di fronte a me. Non ti farai idolo nè immagine alcuna
di ciò che è lassù nel cielo nè di
ciò che è quaggiù sulla terra, nè
di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti
prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io,
il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso
" (Es 20,2-5).
L'uomo - la
ragione - la scienza - la società - il denaro - il consumo
- il piacere - la carriera - il potere - il successo... idoli
che vogliono sempre vittime umane.
* Non c'è più
posto nel mondo per Dio, per la sua legge... Assistiamo alla
crisi della legge di Dio, alla crisi dei valori. Dio non è
più il garante dei valori. Si vive l'etica del "secondo
me", con il distorcimento della verità, il rifiuto
di ogni morale oggettiva, condizionati da tutta una serie di
interventi che hanno come fine la scristianizzazione... (cfr.
Codice da Vinci).
* San Giovanni chiama
tutto questo "il mondo". Nella sua prima lettera così
si esprime:
"Non amate
nè il mondo, nè le cose del mondo! Se uno ama il
mondo, l'amore del Padre non è in lui; perché tutto
quello che è nel mondo, la concupiscenza della carne,
la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene
dal Padre, ma dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza;
ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno!" (1Gv 2,15-17).
* Nasce allora la necessità
per ogni cristiano di ridare a Dio il primo posto nella propria
vita, guardare alla sua legge, che è data da lui per la
realizzazione dell'uomo, non per il suo annullamento; Dio non
impoverisce l'uomo, non lo imprigiona, ma lo lancia su una strada
che realmente lo realizza in pienezza.
I 10 comandamenti,
riassunti poi da Gesù nella legge dell'amore, troppo spesso
sono considerati dei limiti alla libertà, mentre invece
non sono altro che affermazione dei valori che difendono la dignità
e la libertà dell'uomo e lo orientano alla realizzazione
del progetto di Dio, un progetto di felicità.
È necessario
per noi ricuperare il senso di Dio e della sua presenza. Dobbiamo
chiedere allo Spirito Santo il dono del "timor di Dio".
Esso ha come primo effetto la fuga dal male, il senso del peccato,
inoltre infonde umiltà e senso del limite, vigilanza e
dominio di sé, disponibilità alla verifica di sé
con sincerità e verità, impegno perché nulla
di "inquinato" e "inquinante" entri nel proprio
cuore, sincero riconoscimento e pentimento dei propri peccati.
Il timor di Dio è un amore filiale, riverente, affettuoso,
che teme soprattutto di dispiacere al cuore del Padre.
* È nella meditazione della Scrittura
e nella preghiera che noi siamo chiamati a ritrovare la voce
di Dio. Nasce così un profondo rispetto per la Legge di
Dio scritta in noi e nelle cose e rivelata a noi dalla Parola,
dalla tradizione e dal magistero della Chiesa.
* Impariamo così
a leggere Dio nella realtà e a leggere la realtà,
gli avvenimenti, le persone con gli occhi di Dio. Dobbiamo soprattutto
reimparare a riconoscere l'immagine di Dio nei nostri fratelli
e sorelle
("Se non
impariamo a leggere il volto di Dio nei nostri fratelli e sorelle,
noi non lo vedremo per tutta l'eternità" - Madre
Canopi).
* Dalla coscienza del primato di Dio
e della sua legge nascono allora il rispetto per il creato, per
la natura, per l'uomo... luoghi dell'incontro con Dio
* "Shemà
Israel", con Maria al tempio a presentare la nostra vita,
tutto noi stessi al Signore, come offerta piena e totale, in
atteggiamento di profonda pietà.
Maria, Ausiliatrice
nel dare a Dio il primato,
prega per
noi!
D. FRANCO LOTTO SDB
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