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    SANTUARIO BASILICA DI MARIA AUSILIATRICE
    Via Maria Ausiliatrice 32 / 10152 TORINO-VALDOCCO

 NOVENA DI PREPARAZIONE: 15 - 23 MAGGIO 2006
 ANIMATORE
: D. FRANCO LOTTO SDB

18 maggio / 4° giorno:


Ausiliatrice della Vita

          Luca 2, 1-20 (Nascita di Gesù)

"In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nàzaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta.

Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.

C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro:

"Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia".

E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva:

"Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama".

Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro:

"Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere".

Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia.

E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro".

Guardiamo all'esperienza di Maria

Il Papa Giovanni Paolo II, nella conclusione della sua Enciclica "Evangelium vitae" del 25 marzo 1995, afferma solennemente:

"Al termine di questa Enciclica, lo sguardo ritorna spontaneamente al Signore Gesù, il Bambino nato per noi per contemplare in lui la vita che si è manifestata. Nel mistero di questa nascita si compie l'incontro di Dio con l'uomo e ha inizio il cammino che culminerà nel dono della vita sulla Croce: con la sua morte Egli vincerà la morte e diventerà per l'umanità principio di vita nuova.

Ad accogliere la Vita a nome di tutti e a vantaggio di tutti è stata Maria, la Vergine Madre, la quale ha quindi legami personali strettissimi con il Vangelo della vita. Il consenso di Maria all'annunciazione e la sua maternità si trovano alla sorgente stessa del mistero della vita che Cristo è venuto a donare agli uomini. Attraverso la sua accoglienza e la sua cura premurosa per la vita del Verbo fatto carne, la vita dell'uomo è stata sottratta alla condanna della morte definitiva ed eterna.

Per questo Maria è madre di tutti coloro che rinascono alla vita, proprio come la Chiesa di cui è modello. E' madre di quella vita di cui tutti vivono. Generando la vita, ha come rigenerato coloro che di questa vita dovevamo vivere.

Contemplando la maternità di Maria, la Chiesa scopre il senso della propria maternità e il modo con cui è chiamata ad esprimerla. Nello stesso tempo l'esperienza materna della Chiesa dischiude la prospettiva più profonda per comprendere l'esperienza di Maria quale incomparabile modello di accoglienza e di cura della vita. (EV 102)

* Maria è il sì alla vita, perché Madre del Dio della vita, di colui che è la vita:

"In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini (Gv 1,4)
"Gesù rispose: "Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete (Gv 6,35).


"Di nuovo Gesù parlò loro: "Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita" (Gv 8,12).
"Gesù le disse: "Io sono la risurrezione e la vita" (Gv 11,25)
"Gli disse Gesù: "Io sono la via, la verità e la vita" (Gv 14,6)

" La vita si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta "(1 Gv 1, 2)
" …io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza" (Gv 10,10)

* Ha accolto la vita, in lei, in una situazione difficile, che poteva crearle problemi
* Ha portato la gioia della vita a Elisabetta e a Giovanni
* Ha salvato la vita di Gesù a proprio rischio: la fuga in Egitto
* Si è fatta mediatrice per la gioia della vita e dell'amore a Cana, nella celebrazione di un matrimonio, generatore di amore e luogo del dono della vita.
* Ha dato a tutta la sua storia un'impronta di vita perché costantemente aperta al Dio della vita...
* Nella storia del cristianesimo è stata sempre considerata presente e invocata come colei che intercede nel ridare vita: malattia - dolore - difficoltà - dubbi - conversioni - pace .....
* È davvero l'Ausiliatrice! (in molti sogni di don Bosco è lei che si dà da fare per la vita e la salvezza dei suoi giovani)

Guardiamo alla nostra esperienza


* Giovanni Paolo II a Lourdes il 15 agosto 2004 così si esprimeva:

"Da questa grotta di Massabielle la Vergine parla anche a noi, cristiani del terzo millennio. Mettiamoci in ascolto! Ascoltate innanzitutto voi, giovani, che cercate una risposta capace di dare senso alla vostra vita. Qui la potete trovare. E' una risposta esigente, ma è la sola pienamente appagante. In essa sta il segreto della gioia vera e della pace.

Da questa grotta parte uno speciale appello anche per voi, donne. Apparendo nella grotta, Maria ha affidato il suo messaggio ad una ragazza, quasi a sottolineare la particolare missione che spetta alla donna in questo nostro tempo, tentato dal materialismo e dalla secolarizzazione: essere nella società di oggi testimone di quei valori essenziali che si vedono solo con gli occhi del cuore.

A voi, donne, il compito di essere sentinelle dell'Invisibile! A tutti voi, fratelli e sorelle, lancio un pressante appello perché facciate tutto ciò che è in vostro potere affinché la vita, tutta la vita, sia rispettata dal concepimento sino alla sua fine naturale. La vita è un dono sacro, di cui nessuno può farsi padrone"

* Viviamo oggi un clima dove domina una cultura della morte, e si affacciano nuove minacce alla vita umana:

"Ciascun uomo, proprio a motivo del mistero del Verbo di Dio che si è fatto carne (cf. Gv 1, 14), è affidato alla sollecitudine materna della Chiesa. Perciò ogni minaccia alla dignità e alla vita dell'uomo non può non ripercuotersi nel cuore stesso della Chiesa, non può non toccarla al centro della propria fede nell'incarnazione redentrice del Figlio di Dio, non può non coinvolgerla nella sua missione di annunciare il Vangelo della vita in tutto il mondo e ad ogni creatura (cf. Mc 16, 15).

Oggi questo annuncio si fa particolarmente urgente per l'impressionante moltiplicarsi ed acutizzarsi delle minacce alla vita delle persone e dei popoli, soprattutto quando essa è debole e indifesa. Alle antiche dolorose piaghe della miseria, della fame, delle malattie endemiche, della violenza e delle guerre, se ne aggiungono altre, dalle modalità inedite e dalle dimensioni inquietanti.

Già il Concilio Vaticano II, in una pagina di drammatica attualità, ha deplorato con forza molteplici delitti e attentati contro la vita umana. A trent'anni di distanza, facendo mie le parole dell'assise conciliare, ancora una volta e con identica forza li deploro a nome della Chiesa intera, con la certezza di interpretare il sentimento autentico di ogni coscienza retta:

" Tutto ciò che è contro la vita stessa, come ogni specie di omicidio, il genocidio, l'aborto, l'eutanasia e lo stesso suicidio volontario; tutto ciò che viola l'integrità della persona umana, come le mutilazioni, le torture inflitte al corpo e alla mente, gli sforzi per violentare l'intimo dello spirito; tutto ciò che offende la dignità umana, come le condizioni infraumane di vita, le incarcerazioni arbitrarie, le deportazioni, la schiavitù, la prostituzione, il mercato delle donne e dei giovani, o ancora le ignominiose condizioni di lavoro con le quali i lavoratori sono trattati come semplici strumenti di guadagno, e non come persone libere e responsabili; tutte queste cose, e altre simili, sono certamente vergognose e, mentre guastano la civiltà umana, inquinano coloro che così si comportano ancor più che non quelli che le subiscono; e ledono grandemente l'onore del Creatore " (EV 3).

"Purtroppo, questo inquietante panorama, lungi dal restringersi, si va piuttosto dilatando: con le nuove prospettive aperte dal progresso scientifico e tecnologico nascono nuove forme di attentati alla dignità dell'essere umano, mentre si delinea e consolida una nuova situazione culturale, che dà ai delitti contro la vita un aspetto inedito e - se possibile - ancora più iniquo suscitando ulteriori gravi preoccupazioni: larghi strati dell'opinione pubblica giustificano alcuni delitti contro la vita in nome dei diritti della libertà individuale e, su tale presupposto, ne pretendono non solo l'impunità, ma persino l'autorizzazione da parte dello Stato, al fine di praticarli in assoluta libertà ed anzi con l'intervento gratuito delle strutture sanitarie.

Ora, tutto questo provoca un cambiamento profondo nel modo di considerare la vita e le relazioni tra gli uomini. Il fatto che le legislazioni di molti Paesi, magari allontanandosi dagli stessi principi basilari delle loro Costituzioni, abbiano acconsentito a non punire o addirittura a riconoscere la piena legittimità di tali pratiche contro la vita è insieme sintomo preoccupante e causa non marginale di un grave crollo morale: scelte un tempo unanimemente considerate come delittuose e rifiutate dal comune senso morale, diventano a poco a poco socialmente rispettabili.

La stessa medicina, che per sua vocazione è ordinata alla difesa e alla cura della vita umana, in alcuni suoi settori si presta sempre più largamente a realizzare questi atti contro la persona e in tal modo deforma il suo volto, contraddice sé stessa e avvilisce la dignità di quanti la esercitano. In un simile contesto culturale e legale, anche i gravi problemi demografici, sociali o familiari, che pesano su numerosi popoli del mondo ed esigono un'attenzione responsabile ed operosa delle comunità nazionali e di quelle internazionali, si trovano esposti a soluzioni false e illusorie, in contrasto con la verità e il bene delle persone e delle Nazioni.

L'esito al quale si perviene è drammatico: se è quanto mai grave e inquietante il fenomeno dell'eliminazione di tante vite umane nascenti o sulla via del tramonto, non meno grave e inquietante è il fatto che la stessa coscienza, quasi ottenebrata da così vasti condizionamenti, fatica sempre più a percepire la distinzione tra il bene e il male in ciò che tocca lo stesso fondamentale valore della vita umana" (EV 4).

* Siamo allora chiamati a d essere annunciatori di vita: "Il Vangelo della vita sta al cuore del messaggio di Gesù. Accolto dalla Chiesa ogni giorno con amore, esso va annunciato con coraggiosa fedeltà come buona novella agli uomini di ogni epoca e di ogni cultura" (EV 1) Giovanni Paolo II così si esprime sulla finalità dell'Enciclica:

"La presente Enciclica, frutto della collaborazione dell'Episcopato di ogni Paese del mondo, vuole essere dunque una riaffermazione precisa e ferma del valore della vita umana e della sua inviolabilità, ed insieme un appassionato appello rivolto a tutti e a ciascuno, in nome di Dio: rispetta, difendi, ama e servi la vita, ogni vita umana! Solo su questa strada troverai giustizia, sviluppo, libertà vera, pace e felicità!" (EV 5)

* Di qui deve nascere il coraggio della denuncia di ogni attentato alla vita, anche alla vita di grazia, perché non esiste solo la morte del corpo, ma anche la morte delle coscienze. Si è molto preoccupati dell'inquinamento della terra, ma per nulla preoccupati dell'inquinamento delle anime. I cristiani sono chiamati ad esser in prima linea per la difesa della vita, in tutte le sue forme:

"Questo diritto devono, in modo particolare, difendere e promuovere i credenti in Cristo, consapevoli della meravigliosa verità ricordata dal Concilio Vaticano II: " Con l'incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo ad ogni uomo ".

In questo evento di salvezza, infatti, si rivela all'umanità non solo l'amore sconfinato di Dio che " ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito " (Gv 3, 16), ma anche il valore incomparabile di ogni persona umana".

E la Chiesa, scrutando assiduamente il mistero della Redenzione, coglie questo valore con sempre rinnovato stupore e si sente chiamata ad annunciare agli uomini di tutti i tempi questo " vangelo ", fonte di speranza invincibile e di gioia vera per ogni epoca della storia. Il Vangelo dell'amore di Dio per l'uomo, il Vangelo della dignità della persona e il Vangelo della vita sono un unico e indivisibile Vangelo" (EV 2).

* Siamo chiamati a fuggire l'indifferenza e il qualunquismo ("Sono forse io il custode di mio fratello? - cfr. EV cap. I, dove viene preso come immagine biblica proprio l'episodio di Caino che uccide Abele), in un errato concetto di tolleranza.

* Il quotidiano impegno per portare attorno a noi amore, verità, giustizia, pace, gioia, speranza, diventando i cantori della vita e i costruttori della vita nella quotidianità, sporcandoci le mani per essere accanto a chi lotta per la vita.

* Dare ai giovani ragioni valide per affrontare con impegno e fiducia la vita (cfr. D. Bosco)
* Compito difficile, impossibile? Ci sono troppi uomini sfiduciati, rassegnati, anche fra noi credenti: Maria non ha avuto paura di affrontare e proteggere la vita, perché si è fidata di Dio:

"Non temere, Maria... Nulla è impossibile a Dio": "L'annunciazione dell'angelo a Maria è racchiusa tra queste parole rassicuranti: " Non temere, Maria " e " Nulla è impossibile a Dio " (Lc 1, 30.37).

In verità, tutta l'esistenza della Vergine Madre è avvolta dalla certezza che Dio le è vicino e l'accompagna con la sua provvidente benevolenza. Così è anche della Chiesa…. Maria è vivente parola di consolazione per la Chiesa nella sua lotta contro la morte.

Mostrandoci il Figlio, ella ci assicura che in lui le forze della morte sono già state sconfitte: " Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa ".

L'Agnello immolato vive con i segni della passione nello splendore della risurrezione. Solo lui domina tutti gli eventi della storia: ne scioglie i " sigilli " (cf. Ap 5, 1-10) e afferma, nel tempo e oltre il tempo, il potere della vita sulla morte. Nella " nuova Gerusalemme ", ossia nel mondo nuovo, verso cui tende la storia degli uomini, " non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate " (Ap 21, 4).

E mentre, come popolo pellegrinante, popolo della vita e per la vita, camminiamo fiduciosi verso " un nuovo cielo e una nuova terra " (Ap 21, 1), volgiamo lo sguardo a Colei che è per noi " segno di sicura speranza e di consolazione "" (EV 105).

O Maria,
aurora del mondo nuovo,
Madre dei viventi, affidiamo a Te la causa della vita:

guarda, o Madre, al numero sconfinato
di bimbi cui viene impedito di nascere,
di poveri cui è reso difficile vivere,
di uomini e donne vittime di disumana violenza,
di anziani e malati uccisi dall'indifferenza
o da una presunta pietà.

Fa' che quanti credono nel tuo Figlio
sappiano annunciare con franchezza e amore
agli uomini del nostro tempo
il Vangelo della vita.

Ottieni loro la grazia di accoglierlo
come dono sempre nuovo,
la gioia di celebrarlo con gratitudine
in tutta la loro esistenza
e il coraggio di testimoniarlo
con tenacia operosa, per costruire,
insieme con tutti gli uomini di buona volontà,
la civiltà della verità e dell'amore
a lode e gloria di Dio creatore e amante della vita.
(EV 105)

                   Maria, Ausiliatrice della Vita,   prega per noi!     


                                                                     D. FRANCO LOTTO SDB
               
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