"In quei
giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse
il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto
quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a
farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe,
che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città
di Nàzaret e dalla Galilea salì in Giudea alla
città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare
insieme con Maria sua sposa, che era incinta.
Ora, mentre
si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del
parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse
in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era
posto per loro nell'albergo.
C'erano in
quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo
la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò
davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi
furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro:
"Non temete, ecco vi
annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo:
oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore,
che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete
un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia".
E subito apparve
con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava
Dio e diceva:
"Gloria
a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini
che egli ama".
Appena gli
angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori
dicevano fra loro:
"Andiamo
fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci
ha fatto conoscere".
Andarono dunque
senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva
nella mangiatoia.
E dopo averlo
visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto
loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i
pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose
meditandole nel suo cuore.
I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per
tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro".
Guardiamo
all'esperienza di Maria
Il Papa
Giovanni Paolo II,
nella conclusione della sua Enciclica "Evangelium vitae" del 25 marzo 1995,
afferma solennemente:
"Al termine
di questa Enciclica, lo sguardo ritorna spontaneamente al Signore
Gesù, il Bambino nato per noi per contemplare in lui la
vita che si è manifestata. Nel mistero di questa nascita
si compie l'incontro di Dio con l'uomo e ha inizio il cammino
che culminerà nel dono della vita sulla Croce: con la
sua morte Egli vincerà la morte e diventerà per
l'umanità principio di vita nuova.
Ad accogliere la Vita
a nome di tutti e a vantaggio di tutti è stata Maria,
la Vergine Madre, la quale ha quindi legami personali strettissimi
con il Vangelo della vita. Il consenso di Maria all'annunciazione
e la sua maternità si trovano alla sorgente stessa del
mistero della vita che Cristo è venuto a donare agli uomini.
Attraverso la sua accoglienza e la sua cura premurosa per la
vita del Verbo fatto carne, la vita dell'uomo è stata
sottratta alla condanna della morte definitiva ed eterna.
Per questo
Maria è madre di tutti coloro che rinascono alla vita,
proprio come la Chiesa di cui è modello. E' madre di quella
vita di cui tutti vivono. Generando la vita, ha come rigenerato
coloro che di questa vita dovevamo vivere.
Contemplando
la maternità di Maria, la Chiesa scopre il senso della
propria maternità e il modo con cui è chiamata
ad esprimerla. Nello stesso tempo l'esperienza materna della
Chiesa dischiude la prospettiva più profonda per comprendere
l'esperienza di Maria quale incomparabile modello di accoglienza
e di cura della vita. (EV 102)
* Maria è il
sì alla vita, perché Madre del Dio della vita,
di colui che è la vita:
"In lui
era la vita e la vita era la luce degli uomini (Gv 1,4)
"Gesù rispose: "Io sono il pane della vita;
chi viene a me non avrà più fame e chi crede in
me non avrà più sete (Gv 6,35).
"Di nuovo Gesù parlò loro: "Io sono la
luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre,
ma avrà la luce della vita" (Gv 8,12).
"Gesù le disse: "Io sono la risurrezione e la
vita" (Gv 11,25)
"Gli disse Gesù: "Io sono la via, la verità
e la vita" (Gv 14,6)
" La vita
si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta "(1 Gv
1, 2)
"
io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano
in abbondanza" (Gv 10,10)
* Ha accolto la vita,
in lei, in una situazione difficile, che poteva crearle problemi
* Ha portato la gioia
della vita a Elisabetta e a Giovanni
* Ha salvato la vita
di Gesù a proprio rischio: la fuga in Egitto
* Si è fatta
mediatrice per la gioia della vita e dell'amore a Cana, nella
celebrazione di un matrimonio, generatore di amore e luogo del
dono della vita.
* Ha dato a tutta la
sua storia un'impronta di vita perché costantemente aperta
al Dio della vita...
* Nella storia del cristianesimo
è stata sempre considerata presente e invocata come colei
che intercede nel ridare vita: malattia - dolore - difficoltà
- dubbi - conversioni - pace .....
* È davvero l'Ausiliatrice!
(in molti sogni di don Bosco è lei che si dà da
fare per la vita e la salvezza dei suoi giovani)
Guardiamo
alla nostra esperienza
* Giovanni Paolo II a Lourdes il 15 agosto
2004
così si esprimeva:
"Da questa
grotta di Massabielle la Vergine parla anche a noi, cristiani
del terzo millennio. Mettiamoci in ascolto! Ascoltate innanzitutto
voi, giovani, che cercate una risposta capace di dare senso alla
vostra vita. Qui la potete trovare. E' una risposta esigente,
ma è la sola pienamente appagante. In essa sta il segreto
della gioia vera e della pace.
Da questa grotta
parte uno speciale appello anche per voi, donne. Apparendo nella
grotta, Maria ha affidato il suo messaggio ad una ragazza, quasi
a sottolineare la particolare missione che spetta alla donna
in questo nostro tempo, tentato dal materialismo e dalla secolarizzazione:
essere nella società di oggi testimone di quei valori
essenziali che si vedono solo con gli occhi del cuore.
A voi, donne,
il compito di essere sentinelle dell'Invisibile! A tutti voi,
fratelli e sorelle, lancio un pressante appello perché
facciate tutto ciò che è in vostro potere affinché
la vita, tutta la vita, sia rispettata dal concepimento sino
alla sua fine naturale. La vita è un dono sacro, di cui
nessuno può farsi padrone"
* Viviamo oggi un clima
dove domina una cultura della morte, e si affacciano nuove minacce
alla vita umana:
"Ciascun uomo, proprio
a motivo del mistero del Verbo di Dio che si è fatto carne
(cf. Gv 1, 14), è affidato alla sollecitudine materna
della Chiesa. Perciò ogni minaccia alla dignità
e alla vita dell'uomo non può non ripercuotersi nel cuore
stesso della Chiesa, non può non toccarla al centro della
propria fede nell'incarnazione redentrice del Figlio di Dio,
non può non coinvolgerla nella sua missione di annunciare
il Vangelo della vita in tutto il mondo e ad ogni creatura (cf.
Mc 16, 15).
Oggi questo
annuncio si fa particolarmente urgente per l'impressionante moltiplicarsi
ed acutizzarsi delle minacce alla vita delle persone e dei popoli,
soprattutto quando essa è debole e indifesa. Alle antiche
dolorose piaghe della miseria, della fame, delle malattie endemiche,
della violenza e delle guerre, se ne aggiungono altre, dalle
modalità inedite e dalle dimensioni inquietanti.
Già
il Concilio
Vaticano II,
in una pagina di drammatica attualità, ha deplorato con
forza molteplici delitti e attentati contro la vita umana. A
trent'anni di distanza, facendo mie le parole dell'assise conciliare,
ancora una volta e con identica forza li deploro a nome della
Chiesa intera, con la certezza di interpretare il sentimento
autentico di ogni coscienza retta:
" Tutto
ciò che è contro la vita stessa, come ogni specie
di omicidio, il genocidio, l'aborto, l'eutanasia e lo stesso
suicidio volontario; tutto ciò che viola l'integrità
della persona umana, come le mutilazioni, le torture inflitte
al corpo e alla mente, gli sforzi per violentare l'intimo dello
spirito; tutto ciò che offende la dignità umana,
come le condizioni infraumane di vita, le incarcerazioni arbitrarie,
le deportazioni, la schiavitù, la prostituzione, il mercato
delle donne e dei giovani, o ancora le ignominiose condizioni
di lavoro con le quali i lavoratori sono trattati come semplici
strumenti di guadagno, e non come persone libere e responsabili;
tutte queste cose, e altre simili, sono certamente vergognose
e, mentre guastano la civiltà umana, inquinano coloro
che così si comportano ancor più che non quelli
che le subiscono; e ledono grandemente l'onore del Creatore "
(EV 3).
"Purtroppo,
questo inquietante panorama, lungi dal restringersi, si va piuttosto
dilatando: con le nuove prospettive aperte dal progresso scientifico
e tecnologico nascono nuove forme di attentati alla dignità
dell'essere umano, mentre si delinea e consolida una nuova situazione
culturale, che dà ai delitti contro la vita un aspetto
inedito e - se possibile - ancora più iniquo suscitando
ulteriori gravi preoccupazioni: larghi strati dell'opinione pubblica
giustificano alcuni delitti contro la vita in nome dei diritti
della libertà individuale e, su tale presupposto, ne pretendono
non solo l'impunità, ma persino l'autorizzazione da parte
dello Stato, al fine di praticarli in assoluta libertà
ed anzi con l'intervento gratuito delle strutture sanitarie.
Ora, tutto
questo provoca un cambiamento profondo nel modo di considerare
la vita e le relazioni tra gli uomini. Il fatto che le legislazioni
di molti Paesi, magari allontanandosi dagli stessi principi basilari
delle loro Costituzioni, abbiano acconsentito a non punire o
addirittura a riconoscere la piena legittimità di tali
pratiche contro la vita è insieme sintomo preoccupante
e causa non marginale di un grave crollo morale: scelte un tempo
unanimemente considerate come delittuose e rifiutate dal comune
senso morale, diventano a poco a poco socialmente rispettabili.
La stessa medicina,
che per sua vocazione è ordinata alla difesa e alla cura
della vita umana, in alcuni suoi settori si presta sempre più
largamente a realizzare questi atti contro la persona e in tal
modo deforma il suo volto, contraddice sé stessa e avvilisce
la dignità di quanti la esercitano. In un simile contesto
culturale e legale, anche i gravi problemi demografici, sociali
o familiari, che pesano su numerosi popoli del mondo ed esigono
un'attenzione responsabile ed operosa delle comunità nazionali
e di quelle internazionali, si trovano esposti a soluzioni false
e illusorie, in contrasto con la verità e il bene delle
persone e delle Nazioni.
L'esito al
quale si perviene è drammatico: se è quanto mai
grave e inquietante il fenomeno dell'eliminazione di tante vite
umane nascenti o sulla via del tramonto, non meno grave e inquietante
è il fatto che la stessa coscienza, quasi ottenebrata
da così vasti condizionamenti, fatica sempre più
a percepire la distinzione tra il bene e il male in ciò
che tocca lo stesso fondamentale valore della vita umana"
(EV 4).
* Siamo allora chiamati
a d essere annunciatori di vita: "Il Vangelo della vita
sta al cuore del messaggio di Gesù. Accolto dalla Chiesa
ogni giorno con amore, esso va annunciato con coraggiosa fedeltà
come buona novella agli uomini di ogni epoca e di ogni cultura"
(EV 1) Giovanni
Paolo II così
si esprime sulla finalità dell'Enciclica:
"La presente
Enciclica, frutto della collaborazione dell'Episcopato di ogni
Paese del mondo, vuole essere dunque una riaffermazione precisa
e ferma del valore della vita umana e della sua inviolabilità,
ed insieme un appassionato appello rivolto a tutti e a ciascuno,
in nome di Dio: rispetta, difendi, ama e servi la vita, ogni
vita umana! Solo su questa strada troverai giustizia, sviluppo,
libertà vera, pace e felicità!" (EV 5)
* Di qui deve nascere
il coraggio della denuncia di ogni attentato alla vita, anche
alla vita di grazia, perché non esiste solo la morte del
corpo, ma anche la morte delle coscienze. Si è molto preoccupati
dell'inquinamento della terra, ma per nulla preoccupati dell'inquinamento
delle anime. I cristiani sono chiamati ad esser in prima linea
per la difesa della vita, in tutte le sue forme:
"Questo
diritto devono, in modo particolare, difendere e promuovere i
credenti in Cristo, consapevoli della meravigliosa verità
ricordata dal Concilio Vaticano II: " Con l'incarnazione
il Figlio di Dio si è unito in certo modo ad ogni uomo
".
In questo evento
di salvezza, infatti, si rivela all'umanità non solo l'amore
sconfinato di Dio che " ha tanto amato il mondo da dare
il suo Figlio unigenito " (Gv 3, 16), ma anche il valore
incomparabile di ogni persona umana".
E la Chiesa,
scrutando assiduamente il mistero della Redenzione, coglie questo
valore con sempre rinnovato stupore e si sente chiamata ad annunciare
agli uomini di tutti i tempi questo " vangelo ", fonte
di speranza invincibile e di gioia vera per ogni epoca della
storia. Il Vangelo dell'amore di Dio per l'uomo, il Vangelo della
dignità della persona e il Vangelo della vita sono un
unico e indivisibile Vangelo" (EV 2).
* Siamo chiamati a fuggire l'indifferenza
e il qualunquismo ("Sono forse io il custode di mio fratello?
- cfr. EV cap. I, dove viene preso come immagine biblica proprio
l'episodio di Caino che uccide Abele), in un errato concetto
di tolleranza.
* Il quotidiano impegno
per portare attorno a noi amore, verità, giustizia, pace,
gioia, speranza, diventando i cantori della vita e i costruttori
della vita nella quotidianità, sporcandoci le mani per
essere accanto a chi lotta per la vita.
* Dare ai giovani ragioni
valide per affrontare con impegno e fiducia la vita (cfr. D.
Bosco)
* Compito difficile,
impossibile? Ci sono troppi uomini sfiduciati, rassegnati, anche
fra noi credenti: Maria non ha avuto paura di affrontare e proteggere
la vita, perché si è fidata di Dio:
"Non temere,
Maria... Nulla è impossibile a Dio": "L'annunciazione
dell'angelo a Maria è racchiusa tra queste parole rassicuranti:
" Non temere, Maria " e " Nulla è impossibile
a Dio " (Lc 1, 30.37).
In verità,
tutta l'esistenza della Vergine Madre è avvolta dalla
certezza che Dio le è vicino e l'accompagna con la sua
provvidente benevolenza. Così è anche della Chiesa
.
Maria è vivente parola di consolazione per la Chiesa nella
sua lotta contro la morte.
Mostrandoci
il Figlio, ella ci assicura che in lui le forze della morte sono
già state sconfitte: " Morte e vita si sono affrontate
in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto; ma
ora, vivo, trionfa ".
L'Agnello immolato
vive con i segni della passione nello splendore della risurrezione.
Solo lui domina tutti gli eventi della storia: ne scioglie i
" sigilli " (cf. Ap 5, 1-10) e afferma, nel tempo e
oltre il tempo, il potere della vita sulla morte. Nella "
nuova Gerusalemme ", ossia nel mondo nuovo, verso cui tende
la storia degli uomini, " non ci sarà più
la morte, né lutto, né lamento, né affanno,
perché le cose di prima sono passate " (Ap 21, 4).
E mentre, come
popolo pellegrinante, popolo della vita e per la vita, camminiamo
fiduciosi verso " un nuovo cielo e una nuova terra "
(Ap 21, 1), volgiamo lo sguardo a Colei che è per noi
" segno di sicura speranza e di consolazione ""
(EV 105).
O Maria,
aurora del mondo nuovo,
Madre dei viventi, affidiamo a Te la causa della vita:
guarda, o Madre,
al numero sconfinato
di bimbi cui viene impedito di nascere,
di poveri cui è reso difficile vivere,
di uomini e donne vittime di disumana violenza,
di anziani e malati uccisi dall'indifferenza
o da una presunta pietà.
Fa' che quanti
credono nel tuo Figlio
sappiano annunciare con franchezza e amore
agli uomini del nostro tempo
il Vangelo della vita.
Ottieni loro
la grazia di accoglierlo
come dono sempre nuovo,
la gioia di celebrarlo con gratitudine
in tutta la loro esistenza
e il coraggio di testimoniarlo
con tenacia operosa, per costruire,
insieme con tutti gli uomini di buona volontà,
la civiltà della verità e dell'amore
a lode e gloria di Dio creatore e amante della vita.
(EV 105)
Maria,
Ausiliatrice della Vita, prega per noi!
D. FRANCO LOTTO SDB
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