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   SANTUARIO BASILICA DI MARIA AUSILIATRICE
    Via Maria Ausiliatrice 32 / 10152 Torino-Valdocco, Italia

    NOVENA DI PREPARAZIONE: 15 - 23 MAGGIO 2006
    ANIMATORE
: D. FRANCO LOTTO SDB


16 maggio / 2° giorno:
AUSILIATRICE DELLA VOCAZIONE E DELLA FEDELTA'

        Luca 1, 26-38 (Annunciazione)

"In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te".

A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".

Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo". Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.

Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio".

Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'angelo partì da lei".

Guardiamo all'esperienza di Maria

* C'è un Dio che chiama e che vuole aver bisogno dell'aiuto dell'uomo, per realizzare il suo progetto di salvezza: "L'angelo Gabriele fu mandato da Dio"
* C'è una donna accogliente e in ascolto, sensibile alla dimensione del silenzio e
dell'interiorità: "Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore" (Lc 2,19).
* Una creatura si sente chiamata e dice di sì, finalmente dopo i tanti no fino ad allora pronunciati dall'umanità (pensiamo a tutte le infedeltà all'Allenza ricordate nella Bibbia).
* La firma di Maria sulla proposta di Dio è una firma in bianco, senza "ma" e senza"se":"sono la serva…avvenga …"
* Manifesta una totale fiducia in Dio: tutto dipende da lui: "Nulla è impossibile a Dio".
* "Eccomi": è la risposta alla chiamata; è un sì pronto, deciso, attivo alla propria vocazione.
* Il sì si fa storia e diventa fedeltà coerente fino alla fine; ogni donna ebrea sognava di essere la madre del Messia, ma… questo Messia è finito sulla croce, e ai piedi della croce Maria è là: "Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala" (Gv 19,25), coerente fino in fondo, avvolta dal dolore, ma non rinunciataria; e là, proprio ai piedi della croce riceve una seconda vocazione: essere la madre della Chiesa, il corpo di Cristo, rappresentata dall'apostolo Giovanni: "Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa" (Gv 19,26-27).

Guardiamo alla nostra esperienza

*
Vivere significa "essere chiamati", avere una "vocazione", per realizzare il progetto, il sogno di Dio su ciascuno di noi:

"Mi fu rivolta la parola del Signore: "Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni"" (Ger 1,4-5);

"Signore, tu mi scruti e mi conosci… Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre. Ti lodo perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende tutte le tue opere…

Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra.

Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto nel tuo libro; i miei giorni erano fissati, quando ancora non ne esisteva uno" (Sal 138 passim).

* Oggi viviamo una crisi "vocazionale", non solo di vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, ma anche di vocazioni al matrimonio, alla maternità e alla paternità, all'impegno fattivo nella Chiesa.

Dio oggi è spesso messo in angolo dalla cultura dominante: la secolarizzazione ha tolto e continua a togliere Dio dall'orizzonte dell'uomo e della storia e, tolto Dio dall'orizzonte, ovviamente non ci può essere una chiamata da parte di lui. Ogni idea e possibilità di vocazione è rifiutata come un non senso: ognuno si progetta secondo il proprio modo di vedere e di sentire.

* Altra situazione negativa è la crisi di silenzio; potremmo definire il nostro tempo "la fiera dei decibel", la dittatura del rumore: di qui l'incapacità a vivere il silenzio esteriore ed interiore, l'ascolto; ma senza silenzio e ascolto… la voce di Dio non si sente, perché è una voce lieve, come la brezza leggera ricordata nell'episodio della caverna di Elia (cfr. 1Re 19,9-14).

Nel frastuono di mille voci e di rumori, la voce di Dio è difficile da percepire, troppe interferenze disturbano la ricezione. Maria viveva il silenzio e l'ascolto e ovviamente sentiva la voce di Dio che la chiamava.

* Dobbiamo prendere coscienza, come Maria, che l'unica cosa che conta è il progetto di Dio, il compiere la sua volontà: "avvenga di me quello che hai detto". Gesù nel "Padre nostro" ce lo fa ripetere più volte al giorno. Assistiamo oggi alla proliferazione di progetti effimeri, di facili promesse di felicità a buon mercato, di illusioni fondate sulla precarietà del relativismo soggettivo, del "mi piace", del "mi sento", del "mi serve", della "immagine", del "look", del "prestigio", del "guadagno", del "risultato immediato"...: è la logica del supermercato delle proposte, degli spot pubblicitari, dove ognuno sceglie a suo piacimento, a dispetto dei valori.

* Proprio perché queste proposte sono fragili e a facile portata di mano, ogni proposta seria, impegnativa, duratura, che chiede impegno e fedeltà nel tempo, fa nascere la paura del "rischio", accontentandosi di una vita a bassa quota, superficiale, di una normalità appiattente, nell'incapacità di sognare in grande... e di accoglienza di proposte significative, ricche di senso: le scuse sono tante (vedi invitati alle nozze del Vangelo in Lc 14,15-24).

E il tutto si risolve in una toccata e fuga, un mordi e fuggi, che lasciano il vuoto. Guardandoci attorno non vediamo molta felicità e gioia in chi vive in questo modo: tutto corre, tutto scivola velocemente, non riempie il cuore e noi spesso cogliamo tanta tristezza e noia.

* Tutto cambia quando è presente la fiducia nel Dio che ci ama e ci vuole felici. Non ci promette un cammino senza difficoltà, una passeggiata senza ostacoli, ma ci assicura che lui è vicino a noi e ci accompagna anche nei momenti faticosi della vita e nell'impegno di coerenza del nostro agire sulla linea della sua chiamata (cfr. il sogno di Don Bosco del pergolato di Rose in MB III, 32-36).

E anche Maria è accanto a noi, come modello, ma soprattutto come Ausiliatrice, aiuto sempre pronto a camminare con noi, a rincuorarci, a darci forza per essere coerenti con il nostro "Eccomi" iniziale.

* Come Maria siamo stati chiamati anche noi, con vocazioni diverse, ma tutte progettate da Dio e dal suo amore. Abbiamo davvero firmato una carta in bianco, fidandoci totalmente di Lui? Il nostro "Eccomi", detto con generosità una volta, è ripetuto ogni giorno come quello di Maria, di fronte alle esigenze, talora molto impegnative, nelle realtà della vita?

È vissuto con coerenza nel matrimonio e nella vita famigliare, nella vita consacrata, nel sacerdozio, nel servizio generoso ai fratelli, nella carità verso tutti, nell'impegno del proprio dovere quotidiano, come ci insegna don Bosco, nella fatica del nostro invecchiamento, nelle difficoltà di lavoro, di salute, con una vita fondata totalmente sulle Beatitudini del Regno, proclamate da Gesù… Beati i poveri, i miti, i puri di cuore, i misericordiosi, i costruttori di pace, che soffrono per causa della loro fedeltà al Signore?

* È proprio in gioco allora la nostra fedeltà. Nonostante le difficoltà, noi siamo certi prima di tutto che Dio è fedele e, fondati sulla sua fedeltà anche noi, come Maria, troviamo la capacità di essere fedeli sino in fondo, ogni giorno, sicuri che niente e nessuno "…potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore" (Rom 8,39). Per cui "…come olivo verdeggiante nella casa di Dio. Mi abbandono alla fedeltà di Dio ora e per sempre" (Sal 51,10).

* Molti di noi hanno già risposto alla chiamata di Dio, alla propria vocazione e cercano, pur con i tanti limiti e fragilità, di essere fedeli. Ma dobbiamo anche pensare ai nostri giovani, ragazzi e ragazze che sono nel momento critico delle scelte.

Dobbiamo chiedere a Maria Ausiliatrice di aiutarli a mettere Dio al primo posto, a vivere in atteggiamento di silenzio e di ascolto, ad essere aperti alla generosità e capaci di dire il loro "Eccomi" a seconda della particolare chiamata: per la vita matrimoniale, per la vita consacrata, per il sacerdozio, per le missioni, per tutte quelle scelte che vengono da Dio e sono rivolte personalmente ad ognuno di loro.

Preghiamo e rendiamoci disponibili ad aiutarli nel loro discernimento, presentando mete alte, valori autentici e testimonianza di vita. Madre Teresa diceva: "Vuoi scoprire la tua vocazione? Pensati là dove trovi più gioia!".

Maria nel Magnificat canta di gioia, perché ha capito la sua vocazione e si è buttata con coraggio e disponibilità. Noi vogliamo che i nostri giovani possano cantare come lei la loro gioia per aver detto di sì a Dio.

I Santi e i Beati presenti in questa nostra Basilica, don Bosco, madre Mazzarello, Domenico Savio, don Rua, don Rinaldi, tutti appassionatamente devoti di Maria, con il suo aiuto hanno compreso la loro vocazione, hanno risposto con generosità, e con il suo esempio e la sua protezione hanno raggiunto la pienezza della gioia, la santità. Impariamo da loro!

       Maria, Aiuto dei cristiani e Ausiliatrice delle Vocazioni…
       Prega per noi!
                                                                                      D. FRANCO LOTTO SDB


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