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SANTUARIO M.A. - INFORMAZIONI
VALDOCCO
SANTUARIO BASILICA DI
MARIA AUSILIATRICE
Via Maria Ausiliatrice 32 / 10152 TORINO-VALDOCCO
OMELIA di D. PASCUAL CHAVEZ V., Rettor Maggiore
SDB
PER LA MESSA DI MARIA AUSILIATRICE /
24 maggio
2006
" Donna, ecco il
tuo figlio! "
At 1,12-14; Ef 1,3-6.11-12;
Gv 19,25-27
Carissimi
fratelli e sorelle,
Come tutti
gli anni, il 24 maggio ci riunisce nella Basilica di Maria Ausiliatrice,
la casa della Mamma, la casa della famiglia. È Lei che
ci mantiene uniti, che ci educa e ci accompagna nel nostro impegno
di salvare la famiglia e di crescere come famiglia umana, uomini
e donne, figli e figlie di Dio.
Come ben sapete,
in questo anno 2006, in occasione del 150° anniversario della morte di
Mamma Margherita, la mamma di Don Bosco e dei suoi ragazzi dell'Oratorio di
Valdocco, ho invitato la Famiglia Salesiana a prestare una cura
particolare alla famiglia, "culla della vita e dell'amore
e luogo primario di umanizzazione".
A questa nostra
ricorrenza salesiana si aggiunge provvidenzialmente quella del
25° anniversario della Esortazione Apostolica Familiaris
Consortio. Vogliamo quindi, anzitutto, ringraziare il Dio-Famiglia
che ci ha creati a sua immagine per essere simili a Lui, appunto
attraverso la istituzione della famiglia.
Nello stesso
tempo, sentiamo pure il bisogno di trovare in Maria, la Madre
del Figlio di Dio, ispirazione per imparare a fare di ciascuna
delle nostre famiglie e comunità un vero focolare, che
tenga saldi i legami affettivi fra tutti i suoi membri e sappia
sviluppare tutte le dimensioni dei figli in modo che maturino,
come Gesù, la loro coscienza di essere figli di Dio. Infine,
desideriamo pregare per la famiglia in quanto istituzione, soprattutto
oggi che è "sovente minacciata da fattori sociali
e culturali che fanno pressione su di essa rendendone difficile
la stabilità.
Addirittura
in alcuni paesi essa è minacciata anche da una legislazione,
che ne intacca - talvolta anche direttamente - la struttura naturale,
la quale è e può essere esclusivamente quella di
una unione tra un uomo e una donna fondata sul matrimonio".
(1)
Qui, a casa
della nostra Madre, apriamo le nostre orecchie, ma soprattutto
il nostro cuore, per ascoltare Gesù che, proprio sulla
Croce, dopo averci dato il suo Padre come padre nostro, ed averci
amato sino alla fine, ci ha consegnato sua Madre e ci ha promesso
il dono dello Spirito.
"Ecco
la tua madre!"
La consegna
di Maria, la madre di Gesù, come madre nostra sta a significare
che i discepoli devono crescere nella sua casa, accanto a Lei,
ed essere formati alla sua scuola, proprio da Lei, madre e maestra.
Entriamo dunque
alla casa e alla scuola di Maria. Quella di Nazareth, anzitutto,
dove la troviamo, giovane donna, in ascolto di Dio, con la Scrittura
tra le mani, discernendo la volontà di Dio e disponendo
la mente, il cuore, persino il grembo, ad accoglierlo fino ad
incarnarlo in sé.
Quella di Betlemme,
dove Maria è assorta nella contemplazione del mistero,
piena di stupore, cercando di capire e conservando nel cuore
tutto quanto accade, attendendo con pazienza l'ora in cui Dio
vorrà rivelarle il mistero faccia a faccia.
Quella di Gerusalemme,
dove vediamo Maria attenta all'adempimento fedele della legge
e, nel contempo, sbalordita davanti all'annuncio di un disegno
misterioso su Gesù, che come spada tagliente ferirà
il suo cuore e la coinvolgerà sempre più intimamente
nel mistero della persona del suo Figlio.
La scuola e
la casa di Maria è di nuovo quella di Nazareth, fatta
di anonimato, ma contraddistinta dall'opera più delicata
e preziosa che, insieme a Giuseppe, mai le sia stata affidata,
l'educazione del figlio come vero Uomo e vero Dio.
La casa e la scuola
di Maria cui dobbiamo recarci da figli e da discepoli è
poi quella del Calvario, dove la contempliamo mentre ridona al
Padre quello che gli apparteneva, il suo Figlio, e accoglie in
cambio, come eredità e missione, come dono e come compito,
non già un figlio ma tutti gli uomini e le donne del mondo,
ritrovando così nuove "ragioni" per continuare
a vivere.
Ed ecco la
scuola e la casa di Maria nel Cenacolo, dove si ricostruisce
la Chiesa, nutrita dalla preghiera e dall'attesa dello Spirito,
raccogliendo attorno a sé i discepoli del Figlio, suoi
nuovi figli, per creare la nuova famiglia di Dio, germe della
famiglia umana.
Il brano del
Vangelo che ci mostra Maria sotto la Croce che riceve il discepolo
come figlio, e ci mostra il discepolo che riceve Maria come madre,
evoca il racconto delle nozze di Cana. Anche lì appaiono
Gesù, i discepoli e Maria, anticipando in certa misura
la nuova
alleanza,
dove il vino della salvezza abbonda e viene ad allietare la vita
degli uomini per sempre.
La scena di
Maria ai piedi della Croce richiama pure la pagina della Genesi,
quella della promessa di un Salvatore dopo il peccato originale,
che era venuto a rovesciare tutto il disegno meraviglioso di
Dio sull'Uomo:
"Io porrò
inimicizia tra te e la donna, tra la sua stirpe e la tua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno"
(Gn 3,15).
I Padri della
Chiesa hanno letto questo testo come un primo annuncio della
vittoria del Messia o della donna sul male. Infatti, il simbolo
della lotta tra il serpente e la stirpe della donna viene ripreso
e arricchito dall'Apocalisse (cap. 12).
Ecco dunque
Maria cui viene affidata l'umanità per liberarla dallo
smarrimento e dal disfacimento, frutto del terribile potere del
male, dell'egoismo, della paura, del relativismo
"che,
non riconoscendo nulla come definitivo, lascia come ultima misura
solo il proprio io con le sue voglie, e sotto l'apparenza della
libertà diventa per ciascuno una prigione.
Dentro a un
tale orizzonte relativistico non è possibile, quindi,
una vera educazione: senza la luce della verità, prima
o poi ogni persona è infatti condannata a dubitare della
bontà della sua stessa vita e dei rapporti che la costituiscono,
della validità del suo impegno per costruire con gli altri
qualcosa in comune". (2)
Ecco dunque
Maria cui viene affidata l'umanità per renderla nuova
attraverso il dinamismo dello Spirito. Ella compie meraviglie
con coloro che, come il discepolo amato, la prendono nella loro
casa, perché li porta ad assumere come progetto di vita
il disegno di Dio, quello del matrimonio e della famiglia. Questi
non sono una costruzione sociologica casuale, frutto di particolari
situazioni storiche, culturali ed economiche.
"Al contrario,
la questione del giusto rapporto tra l'uomo e la donna affonda
le sue radici dentro l'essenza più profonda dell'essere
umano e può trovare la sua risposta soltanto a partire
da qui... L'uomo è creato ad immagine di Dio, e Dio stesso
è amore. Perciò la vocazione all'amore è
ciò che fa dell'uomo l'autentica immagine di Dio: egli
diventa simile a Dio nella misura in cui diventa qualcuno che
ama". (3)
Ecco, in fondo,
quando ci è stato proclamato nella seconda lettura:
"Benedetto
sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci
ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo"
(Ef 1,3).
Ecco dunque
Maria, cui viene affidata l'umanità per liberarla dal
rischio di marcire e di scivolare in abissi di non-ritorno, come
stiamo vedendo con forme antinaturali di matrimonio e di famiglia.
La persona
umana, la società e la Chiesa hanno bisogno della comunità
familiare, in cui si incontrino persone che amano, che si prendono
cura dei bambini e dei giovani, degli adulti, degli anziani,
delle stesse famiglie.
Don Bosco,
educato alla scuola di Mamma Margherita e dalla Madonna, ci ricorda
che
"l'educazione è
cosa del cuore e che Dio solo ne è il padrone".
"È
chiaro dunque che non soltanto dobbiamo cercare di superare il
relativismo nel nostro lavoro di formazione delle persone, ma
siamo anche chiamati a contrastare il suo predominio nella società
e nella cultura. È molto importante perciò, accanto
alla parola della Chiesa, la testimonianza e l'impegno pubblico
delle famiglie cristiane, specialmente per riaffermare l'intangibilità
della vita umana dal concepimento fino al suo termine naturale,
il valore unico e insostituibile della famiglia fondata sul matrimonio
e la necessità di provvedimenti legislativi e amministrativi
che sostengano le famiglie nel compito di generare ed educare i figli,
compito essenziale per il nostro comune futuro". (4)
A Maria è
stata affidata l'umanità, e dunque il matrimonio e la
famiglia. Perciò, mentre la prendiamo in casa con noi
perché ci sia madre e maestra, chiediamole che intervenga
attivamente in questa fase difficile della storia.
Maria,
madre di Gesù e madre nostra.
Oggi siamo qui, nella tua casa che è anche la nostra.
Ti affidiamo le nostre famiglie e comunità perché
possano fare della famiglia di Nazareth un modello di vita.
Ti
preghiamo per gli uomini e le donne che maggiormente subiscono
l'attuale smarrimento e perdita di dignità;
per i giovani che mancano della esperienza di una vera famiglia
dove essere accolti, amati, accompagnati.
Insegnaci a promuovere la vita,
a formare le
persone ed a comunicare la fede,
in modo di fare realtà il disegno meraviglioso di Dio
su di noi.
Maria
Ausiliatrice, Madonna di Don Bosco, Madre della Famiglia Salesiana,
prega per noi.
D. Pascual Chávez
V.
Torino-Valdocco, 24 maggio 2006
(1) Giovanni Paolo II al Corpo Diplomatico, in OR, 10-11.01.2005,
p. 5.
(2) Benedetto XVI ai partecipanti
al Convegno Diocesano di Roma sulla famiglia, 6 giugno 2005.
(3) Benedetto XVI, ibidem.
(4) Benedetto XVI, ibidem.
IMMAGINI:
1 D. PASCUAL CHAVEZ V., RETTOR MAGGIORE
SDB, Torino-Valdocco 24 maggio 2006
2 Statua di Maria Ausiliatrice
che si porta nella solenne processione del 24 maggio.
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