Mi pare importante, all'inizio
di questa nostra Novena in preparazione alla festa dell'Ausiliatrice,
fermare il nostro sguardo sul ruolo e sul significato della presenza
di Maria nella vita di don Bosco e su come lui ha ne ha preso
coscienza nel corso della sua vita fino alla scelta e alla diffusione
del titolo di Ausiliatrice, che diventerà e sarà
conosciuta in tutto il mondo come "la Madonna di don Bosco".
Questo santuario è il
culmine della sua devozione a Maria Ausiliatrice, il monumento
di pietra che dice a tutti il posto che Maria ha occupato nella
sua vita, così come l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice
è stato da lui voluto come il monumento vivo della sua
riconoscenza a Maria.
Nella vita
di don Bosco c'è una particolare presenza, che inciderà
sulla sua formazione religiosa, è sua madre, mamma Margherita.
Ricordiamo quest'anno il 150° della sua morte e il 160°
della sua venuta a Valdocco. È proprio lei la prima a
inculcare nel cuore di suo figlio la devozione fiduciosa a Maria.
29 ottobre 1835. Giovanni Bosco
ha 20 anni. Da 4 giorni ha vestito l'abito chiericale, ed entro
24 ore deve trovarsi in Seminario a Chieri. Mentre prepara il
piccolo baule, sua madre lo avvicina, e dopo un po' di esitazione
"mi fece questo memorando discorso (è lo stesso don
Bosco a raccontarlo nelle sue Memorie dell'Oratorio): - Gioanni
mio, tu hai vestito l'abito sacerdotale; io ne provo tutta la
consolazione, che una madre può provare per la fortuna
di suo figlio. Ma ricordati che non è l'abito che onora
il tuo stato, è la pratica della virtù. Se mai
tu venissi a dubitare di tua vocazione, ah per carità!
non disonorare questo abito. Deponilo tosto. Amo meglio di avere
un povero contadino, che un figlio prete trascurato nei suoi
doveri.
Quando sei
venuto al mondo, ti ho consacrato alla Beata Vergine; quando
hai incominciato i tuoi studi, ti ho raccomandato la divozione
a questa nostra Madre: ora ti raccomando di esserle tutto suo:
ama i compagni divoti di Maria; e se diverrai sacerdote, raccomanda
e propaga sempre la divozione a Maria. - Nel terminare queste
parole mia madre era commossa; io piangeva. - Madre, le risposi,
vi ringrazio di tutto quello, che avete detto e fatto per me;
queste vostre parole non saranno dette invano e ne farò
tesoro in tutta la mia vita -" (MO ed. LAS, pag. 80). Giovanni
non è uno che promette a vanvera: è e sarà
sempre un uomo di parola. Noi oggi siamo qui in questa basilica
che lui ha voluto fosse il momento del suo "grazie"
a Maria, e prendiamo atto della fedeltà a questa sua promessa.
C'era già stato il sogno
dei nove anni (cfr. MO pp. 36-39) , un avvenimento che segnerà
profondamente la vita del figlio e della madre, e che ci dà
la misura esatta di quanto Maria sia presente, fin dall'inizio,
nella vita di don Bosco. L'Uomo del sogno si presenta come "il
Figlio di colei che tua madre ti insegnò a salutare tre
volte al giorno" . Per don Bosco Maria è la Madre
di tutti i giorni, la madre feriale presente dal mattino alla
sera e nella notte, colei che nel sogno, ricorda ancora don Bosco,
"scorgendomi confuso, mi fece cenno di avvicinarmi, mi prese
con bontà per mano"; per lui è la madre che
è accanto a lui mentre lavora, mentre studia, mentre prega.
E' la madre che pensa a lui
e gli sta accanto nelle fatiche, nelle pene e nelle gioie di
tutti i giorni. E così ne parlerà ai suoi ragazzi.
E quando don Bosco, spossato dalle fatiche e dalla malattia,
sta per morire, i suoi ragazzi, muratorini, garzoni, spazzacamini
si daranno il turno di notte nel santuario della Consolata, per
chiedere proprio a lei, alla loro mamma di tutti i giorni, la
guarigione di quel prete che li ama (cfr. MO pp. 150-151) e che
prometterà da quel momento: "Ho promesso Dio che
fin l'ultimo mio respiro sarà per i miei poveri giovani"
(MB XVIII, 258). E anche questa promessa sarà mantenuta.
"Non diede
passo, non pronunciò parola, non mise mano ad impresa
che non avesse di mira la salvezza della gioventù"
afferma il suo successore don Rua (cfr. Cost. SDB 21).
Maria è
madre ed è anche maestra.
"Io ti
darò la Maestra sotto la cui disciplina (= guida forte
e robusta) potrai diventare sapiente"
E La Madonna incomincia subito
la lezione:
"Ecco
il tuo campo. Ecco dove devi lavorare. Renditi umile, forte e
robusto. Ciò che in questo momento vedi succedere, tu
dovrai farlo per i figli miei".
Maria non è una maestra
che trasmette una cultura intellettuale: è maestra di
vita più che di dottrina. Sarà lei a tracciare
il programma di vita di Giovanni e gli indicherà il modo
di attuarlo. Per tutta la vita durerà questa insegnamento.
E don Bosco gli sarà fedele, anche quanto questo gli costerà
molto.
Maria è
Madre, è Maestra, ed è anche Regina, maestosa e
potente, che può ottenere tutto da Gesù, perché
è suo figlio: può strappare le grazie più
difficili, i veri miracoli, come è avvenuto a Cana. Il
quadro che vediamo davanti a noi ce la presenta così,
potente e maestosa, Regina e aiuto del mondo intero. Don Bosco
lo avrebbe voluto ancora più grande, con più personaggi,
per affermare questa sua profonda convinzione, tanto che il pittore
Lorenzone in risposta alla descrizione che don Bosco faceva,
gli chiese se voleva collocarlo in Piazza Castello! (cfr. MB
VIII, 4-5).
Maria sarà ancora presente
nel momento in cui, a Chieri, Giovanni con una novena fervorosa
si interroga sulla sua vocazione e l'altare della Madonna delle
Grazie è il luogo della sua preghiera, della sua ricerca,
della sua disponibilità (cfr MO p. 76).
Maria è
presente con quell'Ave Maria nella Chiesa di San Francesco d'Assisi,
il giorno 8 dicembre 1841, quando Don Bosco inizia il suo cammino
a favore dei giovani incontrando Bartolomeo Garelli (cfr. MO
p. 104-107).
E sarà ancora lei a
dar vita alla straordinaria avventura della fondazione della
Congregazione salesiana. Don Bosco affermerà: "
ognuno di noi abbia la sicurezza essere Maria Vergine che vuole
la nostra Congregazione" (MB III, 32). A don Giovanni Cagliero,
che sarà il primo vescovo e cardinale salesiano, confiderà:
"Maria SS. è la fondatrice e sarà la sostenitrice
delle nostre opere" (MB VII, 334). E alla fine della vita
affermerà con forza: "Finora abbiamo camminato sul
certo. Non possiamo errare; è Maria che ci guida!"
(MB XVIII, 439), "La nostra Congregazione è condotta
da Dio e protetta da Maria Ausiliatrice" (MB XVIII, 531).
Valdocco
diventerà allora
un'autentica "fucina" di devozione mariana,
impastata
di gesti semplici e di progetti grandiosi.
Basti ricordare
Domenico Savio e la fondazione
della Compagnia dell'Immacolata (MB V, 479-480);
i
sogni in cui Maria è quasi sempre personaggio fisso;
l'attaccamento al Rosario, perdendo l'amicizia del
marchese Roberto d'Azeglio, per difendere "quest'anticaglia"
(cfr. MB III, 294);
i tanti miracoli ottenuti
per intercessione di Maria, la costruzione della Chiesa di Maria
Ausiliatrice, iniziata da... "incosciente", versando
nelle mani del capomastro Carlo Buzzetti, uno dei suoi primi
ragazzi, otto soldi, come acconto sui lavori dicendo: "Sta
tranquillo; la Madonna penserà a provvedere il denaro
conveniente per la sua Chiesa" (MB VII, 652).
Ricordiamo
la fondazione dell'Istituto
delle Figlie di Maria Ausiliatrice (5 agosto 1972: cfr. MB X,
616-618),"
monumento di perenne riconoscenza per i
singolari favori ottenuti da sì buona Madre" (MB
X, 600), trovando in Maria Domenica Mazzarello e nelle Figlie
dell'Immacolata di Mornese il germe iniziale dell'Istituto, destinato
a diffondersi con un prodigioso sviluppo; pensiamo alle continue
affermazioni di don Bosco sulla presenza di Maria nelle sue case
(ricordiamo l'episodio di Nizza con le FMA: cfr. MB XVII, 557);
alla sua certezza che era Maria ad accompagnare ogni
giovane che entrava in una sua casa;
la statua
di Maria come parafulmine a Valdocco (cfr. MB VI, 946.1069);
l'inizio delle Missioni (cfr. MB XI, 386);
le
lacrime versate all'altare di Maria Ausiliatrice nella nuova
Basilica del Sacro Cuore a Roma, ripensando alle parole "A
suo tempo tutto comprenderai" dettegli dalla Madonna nel
sogno dei nove anni (cfr. MB XVIII, 340-341).
L'elenco non finirebbe più,
fino alle ultime sue parole pronunciate sul letto di morte:
"Accorrete,
accorrete presto a salvare quei giovani!
Maria Santissima,
aiutateli
Madre, Madre!" (MB XVIII, 531);
"Ho
sempre avuto tutta la fiducia in Maria Ausiliatrice (MB XVIII,
533);
" Oh Madre... Madre... apritemi le
porte del Paradiso" (MB XVIII, 537).
Nella vita
di don Bosco notiamo una evoluzione nel suo modo di presentare e invocare
Maria.
Come ogni buon
torinese (don Bosco lo è di adozione) egli è devoto
della Vergine sotto il titolo di "Consolatrice degli afflitti":
la Consolata con il suo santuario
è un punto di riferimento per lui. La prima statua di
Maria che comprerà, nel 1847, per metterla nella cappella
Pinardi, è la statua della Consolata. Gli costò
27 lire (cfr. MB III, 277). La statua, unico ricordo della prima
cappella, è conservata oggi nel Museo delle Camerette.
Nel 1854
il papa Pio IX definisce
solennemente il dogma dell'Immacolata Concezione di Maria: all'oratorio di Valdocco c'è
tutto un fermento, il giorno 8 giugno 1856, Domenico Savio, con
il benestare di Don Bosco, fonda la Compagnia dell'Immacolata
(cfr. MB V, 479), semenzaio in seguito di vocazioni validissime.
Nella Vergine Immacolata Don Bosco vede specialmente un modello
per la purezza dei suoi giovani, per una coscienza sempre in
grazia e per il loro impegno coraggioso e generoso nel compiere
il bene e nel fuggire il peccato.
Sarà l'anno 1862 a segnare
un ulteriore passo. A Spoleto un fatto ritenuto miracoloso crea
un vasto movimento di pellegrinaggi al Santuario della "Madonna della Stella". Il vescovo lancia un progetto di un
grande santuario e modifica il titolo da Madonna della Stella
in Aiuto dei Cristiani (cfr. MB VII, 166-167).
E' un momento difficile per
la Storia del nostro paese: sono tempi difficili per la Chiesa;
è di questo periodo il sogno delle due colonne, raffigurato
nel quadro in fondo alla nostra Basilica: la nave della Chiesa,
guidata dal Papa, viaggia sicura tra l'impeto dei flutti e i
proiettili scagliati da numerosissime navi nemiche e trova finalmente
rifugio presso due colonne, dove viene gettata l'ancora: la prima
colonna è sormontata dell'Eucaristia, la seconda da una
statua dell'Immacolata che porta la scritta Auxilium Christianorum (cfr. MB VII, 169-171).
Questo insieme
di tempi tristi e di grandi speranze sono un motivo fondamentale
nel determinare don Bosco a iniziare lui a Torino l'impresa del
santuario, e ad assegnargli il titolo di "Maria Auxilium
Christianorum (cfr. MB VII, 334).
A don Cagliero
così manifesta il suo pensiero: " La Madonna vuole
che noi la onoriamo sotto il titolo Auxilium Christianorum: i
tempi corrono così tristi che abbiamo proprio bisogno
che la Vergine Santissima ci aiuti a conservare e a difendere
la fede" (MB VII, 334).
Questo titolo fu guardato con
sospetto dalle autorità: sembrava decisamente una provocazione
in un momento così carico di tensioni e di passioni politiche.
Ma don Bosco con la sua proverbiale santa furbizia riuscì
nel suo intento (cfr. MB VII, 467-469). E da quel momento L'Ausiliatrice
e don Bosco formeranno un indissolubile binomio, un binomio tale
che l'Ausiliatrice sarà chiamata e conosciuta come "la Madonna di
don Bosco".
Cosa don Bosco
pensasse sull'Ausiliatrice è qui nel quadro davanti a
noi: per lui la vita è una grande battaglia, una grande
avventura, o, se si vuole, una grande impresa per la costruzione
di un mondo nuovo. Qualcuno lo ha chiamato l'impresario di Dio.
Nonostante i molti ostacoli, egli ha compiuto effettivamente
imprese straordinarie per i sui giovani.
Sapeva, e ne era convinto,
di collaborare con Gesù Cristo, unico vero salvatore,
come Maria che si era posta tutta al servizio della causa del
Figlio. Maria allora diventa per don Bosco "Ausiliatrice",
è aiuto dei cristiani nella grande battaglia della fede
e della costruzione del Regno di Dio.
E' Ausiliatrice
perché coinvolta in pieno in questa storia di salvezza.
E' stata lei la prima creatura che ha avuto la chiamata a collaborare
con Cristo, è stata lei che nella sua vita ha sperimentato
tutta la ricchezza e la fatica del vivere umano, e proprio perché
"esperta" di queste realtà diventa modello vicino.
In Maria La
Chiesa trova, come comunità di santità, il proprio
vertice, nel quale può leggere e vivere più che
in qualunque altro suo membro la propria identità.
Come l'umanità meglio
comprende il suo destino e la sua forza nei suoi figli più
intelligenti e geniali, così la Chiesa meglio intende
cosa voglia dire essere cristiani, quali siano le tappe della
sua esistenza redenta, che cosa succede quando si abbandona all'azione
dello Spirito, in Maria.
Come l'umanità riceve
dagli uomini superiori la spinta più effettiva per il
proprio cammino, così la Chiesa trova in Maria un aiuto
più potente di qualunque altro santo. Maria illumina e
sostiene. Ma Maria non è solo un modello da imitare.
Tutto questo suo agire non
è solo storia del passato: proprio perché assimilata
a Cristo e alla sua opera di salvezza, essa è oggi più
che mai viva, operante con particolare efficacia proprio perché
legata in modo totale e decisivo a Cristo Gesù, il Risorto
vincitore, il Signore della vita e della storia, che continua
ad operare nel mondo per la sua salvezza.
Ausiliatrice
del mondo, Ausiliatrice della Chiesa, Ausiliatrice di ogni cristiano,
Ausiliatrice di don Bosco nella sua opera , Ausiliatrice di ognuno
di noi, nel momento in cui ci apriamo alla chiamata di Dio per
lavorare alla costruzione del suo Regno:
"Confidate
ogni cosa in Gesù Cristo Sacramentato e in Maria Ausiliatrice
e vedrete che cosa sono i miracoli" (MB XI, 395),
soleva ripetere don Bosco.
E per lui la
devozione a Maria non è qualcosa di superficiale, di facile
sentimentalismo (pur manifestando verso di lei una tenerezza
straordinaria), da utilizzare come "asso nella manica",
o peggio di talismano portafortuna, nei momenti difficili.
Non è
soltanto un quadro appeso alle pareti, o una statua venerata:
Maria è una persona viva, oggi, che dà una mano
ai suoi figli che vivono e soffrono attivamente gli ideali di
amore, di giustizia, di pace, di solidarietà, di fedeltà,
di dono, di santità.
Nei giorni che verranno cercheremo
di leggere proprio alla luce dell'esperienza di Maria, l'esperienza
della nostra storia e di quella dell'umanità, scoprendo
in esse la sua presenza e il suo materno aiuto. Tante situazioni
del mondo di oggi si rivelano ancora difficili, problematiche,
cariche di tensione e di paura. Ancora una volta il Signore ci
assicura che lui è il Signore della storia e ancora una
volta, per vivere in pienezza questa storia, ci offre Maria,
come aiuto potente.
E allora, sulla
scia di questa certezza, don Bosco ci dice e ci ripete con forza:
"Maria è la nostra guida, la nostra maestra, la nostra
Madre" (MB VII, 676). E facendo sue le parole di San Paolo
così ci esorta: "Ciò che avete imparato, ricevuto,
ascoltato e veduto in me, è quello che dovete fare. E
il Dio della pace sarà con voi!" (Fil 4, 9).
Maria Aiuto
dei Cristiani! Prega per noi!
D. FRANCO LOTTO SDB
MO
= s. Giovanni Bosco, Memorie dell'Oratorio di San Francesco di
Sales, LAS, Roma 1992
MB = AA.VV., Memorie Biografiche di San Giovanni Bosco, 18 voll.
Torino
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