HOME PAGE  ITALIANO      -      VITA del SANTUARIO M.A.     -      INFORMAZIONI VALDOCCO  


    SANTUARIO BASILICA DI MARIA AUSILIATRICE
    
Via Maria Ausiliatrice 32 / 10152 TORINO-VALDOCCO

    NOVENA DI PREPARAZIONE: 15 - 23 MAGGIO 2006
    ANIMATORE
: D. FRANCO LOTTO SDB


        15 maggio / 1° giorno:
       
MARIA NELLA VITA DI DON BOSCO

Mi pare importante, all'inizio di questa nostra Novena in preparazione alla festa dell'Ausiliatrice, fermare il nostro sguardo sul ruolo e sul significato della presenza di Maria nella vita di don Bosco e su come lui ha ne ha preso coscienza nel corso della sua vita fino alla scelta e alla diffusione del titolo di Ausiliatrice, che diventerà e sarà conosciuta in tutto il mondo come "la Madonna di don Bosco".

Questo santuario è il culmine della sua devozione a Maria Ausiliatrice, il monumento di pietra che dice a tutti il posto che Maria ha occupato nella sua vita, così come l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice è stato da lui voluto come il monumento vivo della sua riconoscenza a Maria.

Nella vita di don Bosco c'è una particolare presenza, che inciderà sulla sua formazione religiosa, è sua madre, mamma Margherita. Ricordiamo quest'anno il 150° della sua morte e il 160° della sua venuta a Valdocco. È proprio lei la prima a inculcare nel cuore di suo figlio la devozione fiduciosa a Maria.

29 ottobre 1835. Giovanni Bosco ha 20 anni. Da 4 giorni ha vestito l'abito chiericale, ed entro 24 ore deve trovarsi in Seminario a Chieri. Mentre prepara il piccolo baule, sua madre lo avvicina, e dopo un po' di esitazione "mi fece questo memorando discorso (è lo stesso don Bosco a raccontarlo nelle sue Memorie dell'Oratorio): - Gioanni mio, tu hai vestito l'abito sacerdotale; io ne provo tutta la consolazione, che una madre può provare per la fortuna di suo figlio. Ma ricordati che non è l'abito che onora il tuo stato, è la pratica della virtù. Se mai tu venissi a dubitare di tua vocazione, ah per carità! non disonorare questo abito. Deponilo tosto. Amo meglio di avere un povero contadino, che un figlio prete trascurato nei suoi doveri.

Quando sei venuto al mondo, ti ho consacrato alla Beata Vergine; quando hai incominciato i tuoi studi, ti ho raccomandato la divozione a questa nostra Madre: ora ti raccomando di esserle tutto suo: ama i compagni divoti di Maria; e se diverrai sacerdote, raccomanda e propaga sempre la divozione a Maria. - Nel terminare queste parole mia madre era commossa; io piangeva. - Madre, le risposi, vi ringrazio di tutto quello, che avete detto e fatto per me; queste vostre parole non saranno dette invano e ne farò tesoro in tutta la mia vita -" (MO ed. LAS, pag. 80). Giovanni non è uno che promette a vanvera: è e sarà sempre un uomo di parola. Noi oggi siamo qui in questa basilica che lui ha voluto fosse il momento del suo "grazie" a Maria, e prendiamo atto della fedeltà a questa sua promessa.

C'era già stato il sogno dei nove anni (cfr. MO pp. 36-39) , un avvenimento che segnerà profondamente la vita del figlio e della madre, e che ci dà la misura esatta di quanto Maria sia presente, fin dall'inizio, nella vita di don Bosco. L'Uomo del sogno si presenta come "il Figlio di colei che tua madre ti insegnò a salutare tre volte al giorno" . Per don Bosco Maria è la Madre di tutti i giorni, la madre feriale presente dal mattino alla sera e nella notte, colei che nel sogno, ricorda ancora don Bosco, "scorgendomi confuso, mi fece cenno di avvicinarmi, mi prese con bontà per mano"; per lui è la madre che è accanto a lui mentre lavora, mentre studia, mentre prega.

E' la madre che pensa a lui e gli sta accanto nelle fatiche, nelle pene e nelle gioie di tutti i giorni. E così ne parlerà ai suoi ragazzi. E quando don Bosco, spossato dalle fatiche e dalla malattia, sta per morire, i suoi ragazzi, muratorini, garzoni, spazzacamini si daranno il turno di notte nel santuario della Consolata, per chiedere proprio a lei, alla loro mamma di tutti i giorni, la guarigione di quel prete che li ama (cfr. MO pp. 150-151) e che prometterà da quel momento: "Ho promesso Dio che fin l'ultimo mio respiro sarà per i miei poveri giovani" (MB XVIII, 258). E anche questa promessa sarà mantenuta.

"Non diede passo, non pronunciò parola, non mise mano ad impresa che non avesse di mira la salvezza della gioventù" afferma il suo successore don Rua (cfr. Cost. SDB 21).

Maria è madre ed è anche maestra.

"Io ti darò la Maestra sotto la cui disciplina (= guida forte e robusta) potrai diventare sapiente"

E La Madonna incomincia subito la lezione:

"Ecco il tuo campo. Ecco dove devi lavorare. Renditi umile, forte e robusto. Ciò che in questo momento vedi succedere, tu dovrai farlo per i figli miei".

Maria non è una maestra che trasmette una cultura intellettuale: è maestra di vita più che di dottrina. Sarà lei a tracciare il programma di vita di Giovanni e gli indicherà il modo di attuarlo. Per tutta la vita durerà questa insegnamento. E don Bosco gli sarà fedele, anche quanto questo gli costerà molto.

Maria è Madre, è Maestra, ed è anche Regina, maestosa e potente, che può ottenere tutto da Gesù, perché è suo figlio: può strappare le grazie più difficili, i veri miracoli, come è avvenuto a Cana. Il quadro che vediamo davanti a noi ce la presenta così, potente e maestosa, Regina e aiuto del mondo intero. Don Bosco lo avrebbe voluto ancora più grande, con più personaggi, per affermare questa sua profonda convinzione, tanto che il pittore Lorenzone in risposta alla descrizione che don Bosco faceva, gli chiese se voleva collocarlo in Piazza Castello! (cfr. MB VIII, 4-5).

Maria sarà ancora presente nel momento in cui, a Chieri, Giovanni con una novena fervorosa si interroga sulla sua vocazione e l'altare della Madonna delle Grazie è il luogo della sua preghiera, della sua ricerca, della sua disponibilità (cfr MO p. 76).

Maria è presente con quell'Ave Maria nella Chiesa di San Francesco d'Assisi, il giorno 8 dicembre 1841, quando Don Bosco inizia il suo cammino a favore dei giovani incontrando Bartolomeo Garelli (cfr. MO p. 104-107).

E sarà ancora lei a dar vita alla straordinaria avventura della fondazione della Congregazione salesiana. Don Bosco affermerà: "… ognuno di noi abbia la sicurezza essere Maria Vergine che vuole la nostra Congregazione" (MB III, 32). A don Giovanni Cagliero, che sarà il primo vescovo e cardinale salesiano, confiderà: "Maria SS. è la fondatrice e sarà la sostenitrice delle nostre opere" (MB VII, 334). E alla fine della vita affermerà con forza: "Finora abbiamo camminato sul certo. Non possiamo errare; è Maria che ci guida!" (MB XVIII, 439), "La nostra Congregazione è condotta da Dio e protetta da Maria Ausiliatrice" (MB XVIII, 531).

Valdocco
diventerà allora un'autentica "fucina" di devozione mariana,
impastata di gesti semplici e di progetti grandiosi.

Basti ricordare

Domenico Savio e la fondazione della Compagnia dell'Immacolata (MB V, 479-480);
i sogni in cui Maria è quasi sempre personaggio fisso;
l'attaccamento al Rosario, perdendo l'amicizia del marchese Roberto d'Azeglio, per difendere "quest'anticaglia" (cfr. MB III, 294);
i tanti miracoli ottenuti per intercessione di Maria, la costruzione della Chiesa di Maria Ausiliatrice, iniziata da... "incosciente", versando nelle mani del capomastro Carlo Buzzetti, uno dei suoi primi ragazzi, otto soldi, come acconto sui lavori dicendo: "Sta tranquillo; la Madonna penserà a provvedere il denaro conveniente per la sua Chiesa" (MB VII, 652).

Ricordiamo

la fondazione dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (5 agosto 1972: cfr. MB X, 616-618),"…monumento di perenne riconoscenza per i singolari favori ottenuti da sì buona Madre" (MB X, 600), trovando in Maria Domenica Mazzarello e nelle Figlie dell'Immacolata di Mornese il germe iniziale dell'Istituto, destinato a diffondersi con un prodigioso sviluppo; pensiamo alle continue affermazioni di don Bosco sulla presenza di Maria nelle sue case (ricordiamo l'episodio di Nizza con le FMA: cfr. MB XVII, 557);
alla sua certezza che era Maria ad accompagnare ogni giovane che entrava in una sua casa;
la statua di Maria come parafulmine a Valdocco (cfr. MB VI, 946.1069); l'inizio delle Missioni (cfr. MB XI, 386);
le lacrime versate all'altare di Maria Ausiliatrice nella nuova Basilica del Sacro Cuore a Roma, ripensando alle parole "A suo tempo tutto comprenderai" dettegli dalla Madonna nel sogno dei nove anni (cfr. MB XVIII, 340-341).

L'elenco non finirebbe più, fino alle ultime sue parole pronunciate sul letto di morte:

"Accorrete, accorrete presto a salvare quei giovani!… Maria Santissima, aiutateli… Madre, Madre!" (MB XVIII, 531);
"Ho sempre avuto tutta la fiducia in Maria Ausiliatrice (MB XVIII, 533);
" Oh Madre... Madre... apritemi le porte del Paradiso" (MB XVIII, 537).

Nella vita di don Bosco notiamo una evoluzione nel suo modo di presentare e invocare Maria.

Come ogni buon torinese (don Bosco lo è di adozione) egli è devoto della Vergine sotto il titolo di "Consolatrice degli afflitti": la Consolata con il suo santuario è un punto di riferimento per lui. La prima statua di Maria che comprerà, nel 1847, per metterla nella cappella Pinardi, è la statua della Consolata. Gli costò 27 lire (cfr. MB III, 277). La statua, unico ricordo della prima cappella, è conservata oggi nel Museo delle Camerette.

Nel 1854 il papa Pio IX definisce solennemente il dogma dell'Immacolata Concezione di Maria: all'oratorio di Valdocco c'è tutto un fermento, il giorno 8 giugno 1856, Domenico Savio, con il benestare di Don Bosco, fonda la Compagnia dell'Immacolata (cfr. MB V, 479), semenzaio in seguito di vocazioni validissime. Nella Vergine Immacolata Don Bosco vede specialmente un modello per la purezza dei suoi giovani, per una coscienza sempre in grazia e per il loro impegno coraggioso e generoso nel compiere il bene e nel fuggire il peccato.

Sarà l'anno 1862 a segnare un ulteriore passo. A Spoleto un fatto ritenuto miracoloso crea un vasto movimento di pellegrinaggi al Santuario della "Madonna della Stella". Il vescovo lancia un progetto di un grande santuario e modifica il titolo da Madonna della Stella in Aiuto dei Cristiani (cfr. MB VII, 166-167).

E' un momento difficile per la Storia del nostro paese: sono tempi difficili per la Chiesa; è di questo periodo il sogno delle due colonne, raffigurato nel quadro in fondo alla nostra Basilica: la nave della Chiesa, guidata dal Papa, viaggia sicura tra l'impeto dei flutti e i proiettili scagliati da numerosissime navi nemiche e trova finalmente rifugio presso due colonne, dove viene gettata l'ancora: la prima colonna è sormontata dell'Eucaristia, la seconda da una statua dell'Immacolata che porta la scritta Auxilium Christianorum (cfr. MB VII, 169-171).

Questo insieme di tempi tristi e di grandi speranze sono un motivo fondamentale nel determinare don Bosco a iniziare lui a Torino l'impresa del santuario, e ad assegnargli il titolo di "Maria Auxilium Christianorum (cfr. MB VII, 334).

A don Cagliero così manifesta il suo pensiero: " La Madonna vuole che noi la onoriamo sotto il titolo Auxilium Christianorum: i tempi corrono così tristi che abbiamo proprio bisogno che la Vergine Santissima ci aiuti a conservare e a difendere la fede" (MB VII, 334).

Questo titolo fu guardato con sospetto dalle autorità: sembrava decisamente una provocazione in un momento così carico di tensioni e di passioni politiche. Ma don Bosco con la sua proverbiale santa furbizia riuscì nel suo intento (cfr. MB VII, 467-469). E da quel momento L'Ausiliatrice e don Bosco formeranno un indissolubile binomio, un binomio tale che l'Ausiliatrice sarà chiamata e conosciuta come "la Madonna di don Bosco".

Cosa don Bosco pensasse sull'Ausiliatrice è qui nel quadro davanti a noi: per lui la vita è una grande battaglia, una grande avventura, o, se si vuole, una grande impresa per la costruzione di un mondo nuovo. Qualcuno lo ha chiamato l'impresario di Dio. Nonostante i molti ostacoli, egli ha compiuto effettivamente imprese straordinarie per i sui giovani.

Sapeva, e ne era convinto, di collaborare con Gesù Cristo, unico vero salvatore, come Maria che si era posta tutta al servizio della causa del Figlio. Maria allora diventa per don Bosco "Ausiliatrice", è aiuto dei cristiani nella grande battaglia della fede e della costruzione del Regno di Dio.

E' Ausiliatrice perché coinvolta in pieno in questa storia di salvezza. E' stata lei la prima creatura che ha avuto la chiamata a collaborare con Cristo, è stata lei che nella sua vita ha sperimentato tutta la ricchezza e la fatica del vivere umano, e proprio perché "esperta" di queste realtà diventa modello vicino.

In Maria La Chiesa trova, come comunità di santità, il proprio vertice, nel quale può leggere e vivere più che in qualunque altro suo membro la propria identità.

Come l'umanità meglio comprende il suo destino e la sua forza nei suoi figli più intelligenti e geniali, così la Chiesa meglio intende cosa voglia dire essere cristiani, quali siano le tappe della sua esistenza redenta, che cosa succede quando si abbandona all'azione dello Spirito, in Maria.

Come l'umanità riceve dagli uomini superiori la spinta più effettiva per il proprio cammino, così la Chiesa trova in Maria un aiuto più potente di qualunque altro santo. Maria illumina e sostiene. Ma Maria non è solo un modello da imitare.

Tutto questo suo agire non è solo storia del passato: proprio perché assimilata a Cristo e alla sua opera di salvezza, essa è oggi più che mai viva, operante con particolare efficacia proprio perché legata in modo totale e decisivo a Cristo Gesù, il Risorto vincitore, il Signore della vita e della storia, che continua ad operare nel mondo per la sua salvezza.

Ausiliatrice del mondo, Ausiliatrice della Chiesa, Ausiliatrice di ogni cristiano, Ausiliatrice di don Bosco nella sua opera , Ausiliatrice di ognuno di noi, nel momento in cui ci apriamo alla chiamata di Dio per lavorare alla costruzione del suo Regno:

"Confidate ogni cosa in Gesù Cristo Sacramentato e in Maria Ausiliatrice e vedrete che cosa sono i miracoli" (MB XI, 395),
soleva ripetere don Bosco.

E per lui la devozione a Maria non è qualcosa di superficiale, di facile sentimentalismo (pur manifestando verso di lei una tenerezza straordinaria), da utilizzare come "asso nella manica", o peggio di talismano portafortuna, nei momenti difficili.

Non è soltanto un quadro appeso alle pareti, o una statua venerata: Maria è una persona viva, oggi, che dà una mano ai suoi figli che vivono e soffrono attivamente gli ideali di amore, di giustizia, di pace, di solidarietà, di fedeltà, di dono, di santità.

Nei giorni che verranno cercheremo di leggere proprio alla luce dell'esperienza di Maria, l'esperienza della nostra storia e di quella dell'umanità, scoprendo in esse la sua presenza e il suo materno aiuto. Tante situazioni del mondo di oggi si rivelano ancora difficili, problematiche, cariche di tensione e di paura. Ancora una volta il Signore ci assicura che lui è il Signore della storia e ancora una volta, per vivere in pienezza questa storia, ci offre Maria, come aiuto potente.

E allora, sulla scia di questa certezza, don Bosco ci dice e ci ripete con forza: "Maria è la nostra guida, la nostra maestra, la nostra Madre" (MB VII, 676). E facendo sue le parole di San Paolo così ci esorta: "Ciò che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, è quello che dovete fare. E il Dio della pace sarà con voi!" (Fil 4, 9).

Maria Aiuto dei Cristiani! Prega per noi!
                                                                                          
D. FRANCO LOTTO SDB


MO = s. Giovanni Bosco, Memorie dell'Oratorio di San Francesco di Sales, LAS, Roma 1992
MB = AA.VV., Memorie Biografiche di San Giovanni Bosco, 18 voll. Torino  
           
 HOME PAGE  ITALIANO      -      VITA del SANTUARIO M.A.     -      INFORMAZIONI VALDOCCO  
    VISITA Nr.