SANTUARIO BASILICA MARIA AUSILIATRICE
TORINO-VALDOCCO

NOVENA:
FESTA DI SAN GIOVANNI BOSCO 2006

  3º GIORNO: 
 IL CATECHISMO DELLA CARITÀ

dice san Giacomo nella sua lettera al cap. 2:

14 Che giova, fratelli miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le opere? Forse che quella fede può salvarlo?
15 Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano
16 e uno di voi dice loro: "Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi", ma non date loro il necessario per il corpo, che giova?
17 Così anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa…
20 Ma vuoi sapere, o insensato, come la fede senza le opere è senza calore? …
26 Infatti come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.

Il senso della presenza di Dio, l'unione con lui, la vita sacramentale… che abbiamo ricordato nei due giorni precedenti si sono tradotti in mamma Margherita e in don Bosco in opere concrete, diventando fede viva e vissuta. L'amore per Dio si è tradotto in amore ai fratelli, e in modo particolare per essi, in amore e in servizio ai giovani poveri

      *  Mamma Margherita

Dice il Rettor Maggiore nella Strenna (3.1.2c):

E c'era, infine, il catechismo della carità: sia negli anni del relativo benessere che in quelli della fame, la casa di Margherita restò sempre aperta ai poveri, ai viandanti, agli ambulanti, alle guardie in perlustrazione che chiedevano un bicchier di vino, alle ragazze in difficoltà morali; così come restò la casa alla quale si rivolgevano le vicine quando c'era una disgrazia da alleviare, qualche malato da assistere o un moribondo da accompagnare all'ultimo transito.

"Margherita non insegnò a Giovanni a vedere solo Dio nella natura: Gli insegnò anche a vederlo nella faccia degli altri (che è una maniera più scomoda e insieme più profondamente cristiana).
Se c'era un malato molto grave nelle case vicine, venivano a svegliare Margherita. Sapevano che non si rifiutava di dare una mano. E lei destava uno dei suoi figli, perché l'accompagnasse. Diceva: "C'è da fare un opera di carità".

"Fare un'opera di carità": con questa semplice espressione, a quei tempi, si mettevano insieme molti "valori" che oggi chiamiamo generosità, impegno per gli altri, dedizione, altruismo, servizio, famiglia aperta…
La carità, nella famiglia Bosco, non si faceva per filantropia o per sentimento…. Ma per amore di Dio: Dio abitava in quella casa. Vi entrava con la faccia degli emarginati" (Bosco T., Vita di mamma Margherita, p. 44).

Gli zoccoli del mendicante:

Dal bosco i ricercati
Il vecchietto in bolletta
Sensibile ai poveri perché povera per scelta: (cfr. discorso a Giovanni che vuole diventare francescano):

"Il parroco, gli disse, per sua bontà è stato da me e mi ha confidato che tu vuoi farti religioso: è vero?
- Sì, madre, mia. Credo che voi avrete nulla in contrario.

- Io voglio assolutamente che tu esamini il passo che vuoi fare e che poi sèguiti la tua vocazione, senza guardar ad alcuno. La prima cosa è la salute della tua anima. Il parroco voleva che io ti dissuadessi da questa decisione, in vista del bisogno che potrei avere in avvenire del tuo aiuto. Ma io dico: In queste cose non c'entro, perché Dio è prima di tutto.

Non prenderti fastidi per me, Io da te voglio niente: niente aspetto da te. Ritieni bene: sono nata in povertà, sono, vissuta in povertà, voglio morire in povertà. Anzi te lo protesto: se tu ti risolvessi allo stato di prete secolare e per sventura diventassi ricco, io non verrò a farti una sola visita. Ricordalo bene!

- D. Bosco, a settanta e più aveva ancora d'innanzi agli occhi l'aspetto imperioso assunto da sua madre nel dirgli queste parole, e nell'orecchio risuonavagli ancora il tono vibrato della sua voce; della quale ripetendo le energiche espressioni veramente cristiane, sentivasi commosso fino alle lagrime" (MB I, 296).

E quando egli, povero in canna, le chiederà di venire a Torino con lui, con semplicità gli dirà: "Se ti pare tal cosa piacere al Signore, io sono pronta a partire in sul momento" (MO p. 152).

*  Don Bosco

Povero e per i poveri

Il pane bianco scambiato con il pane nero (Secondo Matta: nonno di don Secondo Marchisio sdb)

Giovanni povero fa la colletta presso i vicini per poter andare a studiare (Testimonianze raccolte da don Secondo Marchisio, subito dopo la morte di don Bosco a Morialdo e a Castelnuovo).

A Chieri studia e lavora

La visita alle carceri: "Fu in quell'occasione che mi accorsi come parecchi erano ricondotti in quel sito perché abbandonati a se stessi. Chi sa, diceva tra me, se questi giovanetti avessero fuori un amico, che si prendesse cura di loro, li assistesse e li istruisse nella religione nei giorni festivi, chissà che non possano tenersi lontani dalla rovina o almeno diminuire il numero di coloro che ritornano in carcere"

Il catechismo ai muratorini: "Questa Società nel suo principio era un semplice catechismo" (MB IX, 61)

L'Oratorio volante e le varie peripezie: con i poveri ragazzi nomade per Torino

Il colloquio con la marchesa Barolo e il congedo dal Rifugio: cfr. MO, pp131-133): "La mia risposta è già pensata. Ella ha danaro e con facilità troverà preti quanti ne vuole pe' i suoi istituti. De' poveri fanciulli non è così. In questo momento se io mi ritiro, ogni cosa va in fumo… io mi darò alla cura dei fanciulli abbandonati"

L'attenzione agli apprendisti nelle botteghe - i contratti di lavoro - le scuole serali

I contatti con la "Generala": "I contatti con la Generala possono aver avuto un notevole significato nella formazione di don Bosco pedagogo. Ma essi dimostrano e sviluppano, anche, la sua singolare capacità di inserirsi in iniziative laiche che avevano come obiettivo il bene della gioventù povera e abbandonata" (Braido, vol. II, 208

Valdocco si apre all'accoglienza: l'Ospizio (1847 giovane della Valsesia … buona notte di mamma Margherita: MO p. 156-158): Domenico Savio, Magone, Besucco, Cagliero…

I giovani della compagnia san Luigi (14) volontari per il colera del 1854. (Braido) (cfr. lettera di Domenico Savio al papà)

Accoglienza degli orfani del colera (Pietro Enria suo infermiere fino alla fine) (Braido)

Generoso con gli altri poveri.: i 30.000 della lotteria divisi con il Cottolengo, per i danni dello scoppio della polveriera

 Le Missioni

Don Bosco: prete dei giovani poveri… perché povero!

*   Noi oggi

" Gioia e ringraziamento a Dio per quanto si fa nel modo da FMA e SDB per i giovani e soprattutto per i più poveri.
" Fedeltà alla nosta Regola, attraversata da questo spirito di missione
" Disponibilità totale, lavoro generoso… e forse meno tempo perso su tante sciocchezze comunitarie
" Predilezioni per i poveri e i ceti popolari
" Non solo "per" loro, ma "con" loro
" Coerenza attraverso la nostra povertà: borghesismo! Parole forti e dure di don Bosco al riguardo: La nostra Congregazione ha davanti un lieto avvenire preparato dalla Divina Provvidenza, e la sua gloria sarà duratura fino a tanto che si osserveranno fedelmente le nostre regole. Quando cominceranno tra noi le comodità o le agiatezze, la nostra pia Società ha compiuto il suo corso.Il mondo ci riceverà sempre con piacere fino a tanto che le nostre sollecitudini saranno dirette ai selvaggi, ai fanciulli più poveri, più pericolanti della società. Questa è per noi la vera agiatezza che niuno verrà a rapirci. (MB XVII, 272)
" Pericolo della perdita della sintonia e risonanza con i poveri
" Coraggio di percorrere vie nuove
" Le nuove povertà
" Le missioni
" Impegno concreto per la giustizia e la pace: "Don Bosco ha visto con chiarezza la portata sociale della sua opera. Lavoriamo in ambienti popolari e per i giovani poveri. Li educhiamo alle responsabilità morali, professionali e sociali, collaborando con loro, e contribuiamo alla promozione del gruppo e dell' ambiente.Partecipiamo in qualità di religiosi alla testimonianza e all' impegno della Chiesa per la giustizia e la pace. Rimanendo indipendenti da ogni ideologia e politica di partito, rifiutiamo tutto ciò che favorisce la miseria, l' ingiustizia e la violenza, e cooperiamo con quanti costruiscono una società più degna dell' uomo.La promozione, a cui ci dedichiamo in spirito evangelico, realizza l' amore liberatore di Cristo e costituisce un segno della presenza del Regno di Dio" (Cost. SDB 33)

*   Alcune risonanze:

"Il lavoro e la temperanza faranno fiorire la Congregazione" (MB XII, 466);

"Ho promesso a Dio che fin l' ultimo mio respiro sarebbe stato per i miei poveri giovani" (MB XVIII, 258).

"Non diede passo, non pronunciò parola, non mise mano ad impresa che non avesse di mira la salvezza della gioventù... Realmente non ebbe a cuore altro che le anime" (Don Rua L 24.8.1894).

"Io per voi studio, per voi lavoro, per voi vivo, per voi sono disposto anche a dare la vita" (Don Ruffino, Cronaca dell' Oratorio, ASC 110, ms 5,10).

"Nelle cose che tornano a vantaggio della pericolante gioventù o servono a guadagnare anime a Dio, io corro avanti fino alla temerità" (MB XIV, 662).

                                                                                          D. FRANCO LOTTO SDB


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