SANTUARIO BASILICA MARIA AUSILIATRICE
TORINO-VALDOCCO

NOVENA:
FESTA DI SAN GIOVANNI BOSCO 2006

9º GIORNO: 
LA MORTE DI DON BOSCO

- Durante gli ultimi anni della sua vita. DB non era più che l'ombra di se stesso. Non aveva una malattia specifica. "Lei è un abito molto logoro. È stato indossato i giorni feriali e i giorni festivi. Per conservarlo ancora, l'unico mezzo è metterlo in guardaroba. Le consiglio il riposo assoluto" - "La ringrazio, dottore, ma è l'unica medicina che non posso prendere" (Dott. Combal, a Marsiglia, nel 1883)

- Era stato giocoliere, da giovane godeva di forza robusta, schiacciava le noccioline con due dita, correva molto più svelto di tanti ragazzi, ma ormai era un abito logoro. Morì sfinito per il troppo lavoro, per il troppo amore. A don Dalmazzo che si lamentava: "DB, lei ci ammazza tutti con così tanto lavoro", DB non disse parola; sollevò un po' il lembo della talare, e gli mostrò le gambe tutte gonfie, che trasbordavano come cuscini flosci sulle scarpe…

- Una croce in più, oltre quelle che già aveva: aver accettato la costruzione della chiesa del Sacro Cuore a Roma per accontentare Leone XIII.


- Mancavano i soldi, aveva da finire la maestosa chiesa di San Giovanni a Torino. Allora prese l'unica risoluzione possibile: andare a batter cassa all'estero. In Francia (1883-84), a Barcellona (1886). DB è quasi cieco, ha continue vertigini; eppure predica a Parigi nelle chiese frequentate dai nobili; dà udienze dal mattino alla sera; sale e scende immensi scaloni di tanti aristocratici -

- Di ritorno, ricorda con semplicità don Rua le sue umili origini contadine…""Ricordi, Don Rua, la strada che conduce da Buttigliera a Murialdo? Là a destra c'è una collina, e sulla collina una casetta. In quei prati io da ragazzo portavo al pascolo due vacche. Se tutti quei signori sapessero che hanno portato così in trionfo un povero contadino dei Becchi…".

- Aprile 1887: ultimo viaggio a Roma - a piccole tappe - parte la mattina del 20 - arriva a Roma il pomeriggio del 30. Andava per la solenne consacrazione della chiesa in onore del Sacro Cuore (gli era costata 7 anni di vita: lavoro, stenti, salute bruciata) - il 15 maggio, celebrò la santa Messa all'altare dedicato a Maria Ausiliatrice - la folla si accalca - sostenuto da due salesiani DB inizia la celebrazione, ma poi si interrompe subito: un pianto lungo, irrefrenabile lunga tutta la messa - Al ritorno in sacrestia, il segretario gli domanda il motivo di questo lungo pianto. E DB con gli occhi ancora segnati da lacrime dolcissime dice che finalmente aveva capito il senso ed il valore di quella frase misteriosa fatta nel sogno dei nove anni: "A suo tempo, tutto comprenderai"…

- Poi ritorna a Valdocco - il 18º volume delle MB incomincia varie volte con l'aggettivo: l'ultimo… (l'ultima festa di MA - ultimo onomastico -ultimo compleanno - ultima volta a Valsalice…)

- Il telegramma di don Rua a Mons. Cagliero: "Papà grave. Vieni". - l'incontro tra il 1º vescovo salesiano e DB - DB si sta spegnendo - l'arrivo del Vescovo gli ridà animo - passano la serata insieme - i racconti del vescovo - "DB, mi confessi", chiede Mons. Cagliero buttandosi in ginocchio davanti a DB-

- "L'unico dolore che proverò nel morire sarà quello di separarmi da voi"
- "Vogliatevi bene come fratelli. Amatevi, aiutatevi e sopportatevi a vicenda come fratelli… Promettetemi di amarvi come fratelli".

Sono frasi di DB morente, di DB agonizzante: in esse si legge la fortissima carica di affetto che il santo manifesta.
- Col passar dei giorni le forze declinano paurosamente. Alterna momenti di lucidità a momenti di sopore - sta combattendo l'ultima battaglia -
- Il testamento che suggella tutta una vita spesa per la gioventù: Dite ai miei giovani che li attendo tutti in Paradiso".

-  31 gennaio 1888:

verso le due dopo mezzanotte, le cose precipitano. Don Rua domanda scusa a DB a nome di tutti i salesiani - è una scena straziante - alza la mano del morente per l'ultima benedizione
- Il rantolo degli ultimi istanti - i salesiani hanno gli occhi fissi su di lui - impotenti e col cuore trafitto da un dolore che non ha confini -

- Alle 4 e mezzo, il rantolo cessa di colpo. Il respiro si fa corto poi si spegne. Mons. Cagliero inginocchiato davanti al suo buon papà, gli suggerisce le stesse giaculatorie che aveva imparato da lui quando ragazzino: "Gesù, Giuseppe, Maria, vi dono il cuore e l'anima mia…"

- Quel freddo mattino d'inverno, a Valdocco non ci fu pane per la colazione dei ragazzi di Don Bosco: il panettiere si era rifiutato… Quel mattino, a Valdocco i suoi ragazzi piansero sconsolati e muti la morte del loro amico….

- In quella stessa giornata ai porti di Genova, Napoli e Palermo gruppi silenziosi di emigranti salirono sui bastimenti con fagotti e bambini; alcuni dei 160 mila italiani che ogni anno scappavano dalla madre patria in cerca di un'incerta fortuna. Sulla terra era passato un santo. Oggi noi ne facciamo memoria col cuore in festa, carico di riconoscenza.

                                                                                    D. GIANCARLO ISOARDI SDB


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