BISOGNA LASCIAR FARE
QUALCOSA
ALLA DIVINA PROVVIDENZA
Carissimi amici
del Santuario,
In questo nostro appuntamento
di ottobre più che presentarvi un elenco dei gruppi che
continuamente passano per pregare in questo luogo santo desidero
condividere con voi unesperienza che credo sia opportuno
socializzare affinché si possa ancora una volta rendere
lode a Dio.
Vorrei riferirmi, innanzitutto, agli inizi della costruzione
di questo magnifico Santuario. Cosa passava nel cuore di Don
Bosco? Quali progetti e preoccupazioni passavano nella sua mente?
Nel testo LOratorio
di Don Bosco, di Don Fedele Giraudi così leggiamo:
«Ottenuta la licenza di costruire dal Municipio, Don Bosco
ne affidò limpresa al capomastro Buzzetti che tosto
incominciava i lavori di preparazione.
Per la compra del campo e per
la provvista del legname, destinato alla cinta dellarea
fabbricabile, si erano già spese nel maggio del 1863,
circa quattromila lire. Don Bosco ordinò alleconomo
Don Savio di far iniziare i lavori di scavo; ma leconomo
faceva osservare che si era affatto privi di mezzi, che la chiesa
progettata era grande e sarebbe stata assai costosa.
Comincia
a fare gli scavi, gli rispose Don Bosco. QUANDO MAI ABBIAMO COMINCIATO
UNOPERA AVENDO GIÀ I DENARI PRONTI? BISOGNA BENE
LASCIAR FARE QUALCOSA ALLA DIVINA PROVVIDENZA!.
E Don Savio obbedì.
Gli scavi furono fatti in parte compiuti nellautunno; passato
linverno, furono ripresi nel marzo del 1864.
Sul finir dellaprile, per invito del capomastro, Don Bosco
accompagnato dai suoi preti e da molti allievi, scese negli scavi
a gettarvi la prima pietra. Terminata la funzione, per esternare
la sua compiacenza, rivolto al capomastro Buzzetti, disse: Ti
voglio dar subito un acconto pei grandi lavori!. Così
dicendo tirò fuori il borsellino, laprì e
versò nelle mani del Buzzetti quanto conteneva,
cioè
40 centesimi.
Sta
tranquillo, aggiunse Don Bosco, la Madonna penserà a provvedere
il denaro necessario per la sua chiesa.
E Maria
scrisse
in seguito Don Bosco
volle essa medesima porvi mano a far conoscere che, essendo
opera sua, Ella stessa voleva edificarla... Oh quanti si raccomandarono
a Maria Ausiliatrice facendo la novena e promettendo qualche
offerta se ottenevano la grazia implorata!
Torino, Genova, Bologna, Napoli,
ma più di ogni altra città Milano, Firenze, Roma
furono le città che avendo in modo speciale provata la
benefica influenza della Madre delle Grazie, invocata sotto il
titolo di Aiuto dei Cristiani, dimostrarono eziandio la loro
gratitudine colle oblazioni. Anche più remoti paesi come
Palermo, Vienna, Parigi, Londra e Berlino ricorsero colla solita
preghiera e colla solita promessa a Maria Ausiliatrice e non
mi consta che alcuno sia ricorso invano...
Fra i primi oblatori fu il
Sommo Pontefice Pio IX, il quale, informato da Don Bosco della
necessità e del proposito di erigere una chiesa in Valdocco
dedicata a Maria SS., mandò tosto la sua preziosa offerta
di lire 500, notando che Maria Ausiliatrice sarebbe stato un
titolo certamente gradito allAugusta Regina del Cielo.
Accompagnava lofferta con una speciale benedizione a quelli
che colle loro oblazioni avessero cooperato alledificazione
e allo splendore della nuova chiesa...
Seguirono diverse vicissitudini
che crearono non pochi ostacoli a Don Bosco e poi... Ripresi
i lavori di costruzione, quando si giunse ai grandi archi che
dovevano sostenere la cupola, Don Bosco venne a trovarsi in tanta
penuria di denaro che si decise, per affrettare maggiormente
il compimento della chiesa e per risparmio di spesa, di sostituire
la cupola con una semplice volta a coppa rovesciata. Ne fu dato
ordine al capomastro Buzzetti e alleconomo Don Angelo Savio;
essi però, sorpresi e incerti, temporeggiavano da quasi
un mese. Ed ecco un giorno capitare inaspettatamente allOratorio
il banchiere comm. Cotta, senatore del Regno, il quale informato
della cosa, invitò generosamente Don Bosco ad eseguire
intiero il disegno della cupola, perché i mezzi non sarebbero
mancati. Il comm. Cotta, che doveva allintervento di Don
Bosco la sua guarigione, pronta e inaspettata, da una grave malattia
quando già contava 83 anni, conservò sempre profonda
gratitudine alla Vergine per quel segnalato favore, e fu, già
dicemmo, grande amico e benefattore di Don Bosco.
Le particolari condizioni di
disagio finanziario, che accompagnavano la costruzione della
cupola, spiegano come essa sia stata fatta con la massima economia
e manchi della controcupola e della lanterna o cupolino. Le pitture
della cupola per conseguenza, perché non sufficientemente
difese, soffrono leccesso del caldo e del freddo e in qualche
punto sono già deteriorate... I lavori proseguirono sempre
in mezzo a molte difficoltà e terminarono, allesterno,
nellestate del 1866... Nel maggio del 1867 veniva collocata
sulla cupola la statua della Madonna, modellata dallArgenti
di Novara ed eseguita dal Cav. Boggio di Torino. Era del suo
color naturale, cioè di rame. Don Bosco pensava di farla
indorare e una pia persona si incaricò della spesa...».
***
Questi e tanti altri curiosi
particolari segnano il compiersi di un progetto che ha del prodigioso
e che vede nella Provvidenza di Dio dinamiche umane e divine
meravigliose.
Anche nella mia breve esperienza come Rettore di questa splendida
Basilica posso dire di essermi ritrovato coinvolto in esperienze
analoghe a quelle di Don Bosco e dei suoi primi collaboratori
e così, come il sottoscritto, anche altri protagonisti
in questa avventura. Eccovi alcuni brevi esempi per
capire meglio.
Una sera, durante un incontro
di preghiera mi accosta una giovane la quale mi porge tre buste
in mano dicendomi che quelle erano un dono a Maria per la Sua
casa ed erano i suoi risparmi. Pensavo a poche centinaia di euro.
Invece con mia grande meraviglia, più tardi constatai
che erano ben cinquemila euro!
In unaltra occasione
una signora della Valle dAosta essendo venuta a pregare
in Basilica mi fermò e mi disse che lei avrebbe avuto
piacere di farsi carico della spesa della pulitura delle dodici
statue attorno al quadro di Maria Ausiliatrice. In breve, a lavori
ultimati, puntualmente si presentò e firmò un assegno
con il valore complessivo della spesa: dodicimila euro.
Anche un giovane un giorno mi disse che per un voto particolare
alla Madonna Ausiliatrice avrebbe voluto versare, in vari momenti,
un suo personale contributo daccordo con i suoi genitori.
Ebbene, più di trentamila euro furono versati!
E così potrei continuare
con tante altre persone e istituzioni che con piccoli, medi o
grandi contributi hanno desiderato e continuano a sentirsi parte
di un progetto in continua evoluzione. Anche gli stessi protagonisti
dei lavori di restauro, in più occasioni hanno desiderato
contribuire e sentirsi onorati dellappalto dei lavori in
Santuario, con omaggi di ore di lavoro, di materiale e sconti
particolari.
Ogni giorno la prima Santa
Messa in Basilica è a favore dei nostri benefattori e
certamente il loro è un buon investimento
non solo per il presente ma per la vita eterna.
A nome del nostro Rettor Maggiore
desidero, ancora una volta, ringraziare quanti si fanno Provvidenza
non solo per la Basilica in restauro ma soprattutto per gli innumerevoli
progetti che i Salesiani in tutto il mondo realizzano a favore
della gioventù. Grazie della vostra fiducia, del vostro
sostegno e della vostra generosità, sicuramente perché
vedete che i figli di Don Bosco non restano con le mani in mano
ma sanno rimboccarsi le maniche e superare ogni difficoltà
donando tempo, risorse, cultura, idee, gioia e speranza a tanti
giovani e a tante persone che sono a contatto con le nostre opere.
Noi tutti ci sentiamo mediatori
dellabbondante grazia di Dio e della vostra generosità
per le varie necessità e desideriamo sentirci, con laiuto
di Dio e con il vostro aiuto, degni di questa missione, fedeli
al nostro Padre e Fondatore. Ancora grazie!
D. Sergio Pellini,
Rettore
IMMAGINI:
1 Quadro nell'altare di
San Giovanni Bosco della Basilica di Maria Ausiliatrice.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2006
- 9
VISITA Nr.
