SANTUARIO-BASILICA MARIA AUSILIATRICE
 TORINO-VALDOCCO


       NOVENA FESTA DI MARIA AUSILIATRICE 2005
      
CON MARIA PELLEGRINI NELLA FEDE / 8° GIORNO:

      COME MARIA,
   PRENDERSI CURA DELLA VITA


Il racconto del miracolo di Cana può essere letto e compreso a vari livelli. Qui mi limito a segnalarne due cogliendo i nuclei essenziali: il vino buono e il prendersi cura.
Maria introduce i discepoli e noi alla fede nel compimento delle promesse che Dio ha fatto a Israele.
C'é un bel testo del Profeta Amos che dice: "Dai monti stillerà il vino nuovo e colerà giù per le colline" (Am 9, 13). Amos parla del banchetto della fine dei tempi quando finalmente vedremo Dio faccia a faccia e l'amore avrà compimento. Spesso nell'A.T. si parla dei tempi messianici come di un banchetto che il Signore imbandirà per il suo popolo: quando parliamo dei tempi messianici, dobbiamo intendere il compimento delle promesse, la vita nuova e definitiva, perché con la morte e risurrezione di Cristo e con la venuta dello Spirito Santo, tutto è già compiuto. Noi siamo ancora in strada, ma per il Battesimo, i Sacramenti, per la fede e soprattutto per l'amore già siamo inseriti nella vita di Cristo, già siamo salvati dal nulla, dal peccato, dalla morte.

Non è dunque indifferente che l'episodio dell'acqua cambiato in vino sia situato in un banchetto di nozze: sono richiamate le nozze tra Dio e il suo popolo, è richiamata l'alleanza d'amore tra Lui e noi. In verità, a leggere l'A.T., si vede che in queste nozze tra Dio e l'uomo il vino è venuto a mancare subito: il peccato di Adamo, il vitello d'oro, l'idolatria,… La sposa, il popolo prescelto, in cui siamo tutti noi, non è mai stata una sposa molto fedele…
Maria rappresenta l'Israele che attende con fiducia l'alleanza nuova, il cuore nuovo, che è disposto a obbedire. Perché fede non è solo credere che Gesù è il figlio di Dio, fede è fidarsi di Lui, è fiducia piena che Lui ci ama e non ci abbandona e che obbedire alla sua Parola non significa mortificare la vita e la gioia, ma dare loro un senso, un fondamento, e renderle durature.

Fidarsi… e affidarsi. Qualcuno magari pensa: ma fidarsi è un rischio…E' vero. Gesù si è fidato e uno l'ha tradito. Ma quel tradimento, alla fine, è entrato nel piano di salvezza…
Noi, con la nostra mentalità un po' troppo scientifica, un po' razionalista, sofisticata, sospettosa, disincantata…facciamo fatica a fidarci. Vogliamo le prove, vogliamo essere certi e trasformiamo la fede in dispute dotte, che non hanno niente a che vedere con quello che proprio oggi ci dice il Vangelo "chi non accoglie il Regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso". Maria dice ai servi: "Fate quello che lui vi dirà". Prima crede, si fida, poi vede l'ora di Gesù, quella in cui si manifesta la sua gloria, il tempo nuovo.

Mi piace vedere così l'AUSILIO, l'aiuto che Maria ci dà: questo indicare la strada verso Gesù, questo dirci: obbedite a lui, fidatevi e tutto si compirà. La volontà del Padre è solo volontà di salvezza.
Che in questo testo si alluda alle nozze tra Dio e il suo popolo, lo dice anche il modo con cui Gesù si rivolge a Maria: non madre, ma donna: donna-sposa; e qui Maria è l'Israele fedele, che ama lo sposo, che ascolta la Parola e attende il compimento…

Per noi

- Quanto siamo disposte ad accogliere con obbedienza la Parola del Signore? a "fare" quello che ci dice?
- Quanto ci fidiamo di questa parola di salvezza e, soprattutto, quanto questa Parola orienta le nostre scelte quotidiane, dalle più piccole alle più impegnative?

E passiamo al secondo nucleo.
Maria è anche la figura perfetta del discepolo, della Chiesa, di quello che vogliamo essere noi: è attenta, si accorge, coglie il bisogno, si preoccupa, si fida, è la madre: così è chiamata per quattro volte in questo passo dal narratore.
Maria si prende cura, non vuole che la gioia degli sposi sia incrinata, desidera che quel tempo di gioia sia vissuto in pienezza. Maria ci ama,è sempre madre, madre della Chiesa, si interessa con amore di noi, prende a cuore i nostri problemi e le nostre necessità, accompagna la nostra vita, previene. Dante dice di lei che molte volte, prima ancora che la invochiamo, interviene in nostro favore.

- Facciamo anche noi così verso i nostri fratelli?

L'amore a Maria si manifesta, prima che nei canti e nelle feste, nell'imitare la sua maternità?

Maria è discreta, non pretende il miracolo, segnala il bisogno, non si adombra per la risposta di Gesù, chiede obbedienza a lui e si ritira in modo che Gesù sia al centro dell'attenzione e si veda dove lui dimora: nella vita, nella gioia delle nozze, nell'amore. Il compito di Maria è proprio quello di portare a Gesù, che vuole pienezza di vita per ciascuno di noi.
E così si compie il miracolo di quel vino abbondante, simbolo del Vangelo, della rivelazione, della grazia, "vino dell'eterna festa, vino della Chiesa".

E Maria è là, madre - donna - sposa, presente come sarà presente ai piedi della croce di Gesù, a dirci che il Salvatore, l'unico Signore è Lui.

Queste delle nozze di Cana sono le ultime parole di Maria che i Vangeli registrano, sono come il suo testamento spirituale, il suo dono a tutti coloro che crederanno al Vangelo: fate quello che Gesù vi dirà, perché lei per prima ha sperimentato che obbedire a lui è salvezza.

                                                                           Sr. VANDA PENNA fma


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