Intorno e ai piedi di Maria
stanno gli Apostoli e gli Evangelisti, le colonne della Chiesa,
nata ai piedi della croce quando Gesù consegna il discepolo
alla madre e la madre al discepolo, che ci rappresenta tutti.
Non si può parlare di Maria, del suo essere madre, della
sua gloria, senza pensare con amore a quella scena sul Calvario,
dove Cristo vive l'ora per cui è venuto nel mondo e Maria
è presente, così come era presente a Cana, quando
comincia a disvelarsi questa ora di Gesù, l'ora della
sua glorificazione.
Approfondiamo perciò per qualche istante questo testo
così ricco e fondamentale per la Chiesa, tenendo presente
quello che oggi il Vangelo proclama:"Dio ha tanto amato
il mondo da dare suo Figlio".
Maria, che fino al momento della croce era stata solo la madre
di Gesù, con il compimento dell'ora diventa la madre di
tutti i cristiani, la madre della Chiesa.
"Donna,
ecco tuo figlio" le dice Gesù. Gesù la chiama
donna, come a Cana. Ancora una volta "donna-sposa".
E infatti, nell'A.T. si parla della figlia di Sion, della sposa
del Signore che diviene madre di una moltitudine di figli. Ascoltiamo
questo bellissimo testo del profeta Isaia: "Alza gli occhi
intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te.
I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in
braccio
(Is 60, 6). E ancora: "Chi ha mai udito una
cosa simile, chi ha visto cose come queste? Nasce forse un paese
in un giorno; un popolo è generato forse in un istante?
Eppure Sion, appena sentiti i dolori, ha generato i figli
"
(Is 66, 8).
La vergine Sion è strettamente
collegata a Maria, che sotto la croce è costituita come
madre spirituale dei discepoli perché accoglie "il
discepolo amato" nel quale c'è tutta la Chiesa che
vuole essere fedele al suo Signore.
Proviamo a pensarci in quella situazione estrema, là,
sul Calvario, per lasciarci coinvolgere da una realtà
che appare assurda - la condanna dell'unico veramente innocente
della storia - e da cui invece viene la salvezza. Proviamo a
pensare ai sentimenti di Maria e di Giovanni in quel momento
drammatico per capire il significato profondo delle parole di
Gesù, che ancora dice, rivolto a Giovanni,"Ecco tua
madre". Il Vangelo ci dice che da quel momento Giovanni
prese Maria con sé. Ma l'espressione greca suggerisce
una realtà molto più profonda: la prese nell' intimità
della sua casa, la accolse come sua madre, come la sua cosa più
cara, come il bene più grande, per cui si vive.
E così, in questa ora che si compie, Maria diviene la
madre di tutti i credenti e si prende cura dei fratelli del figlio
suo pellegrini nel mondo.
Che cosa può
dire questo alla nostra vita?
Maria riconosce Gesù, il suo figlio, in Giovanni, che
rappresenta tutti gli uomini; da quel momento ama Gesù
amandolo negli uomini; condivide la sua passione condividendo
il dolore degli uomini.
E' come se Gesù dicesse a tutti: d'ora in poi Maria vi
ama come ha amato me, ha per voi la stessa cura che ha avuto
per me.
E noi figli-discepoli, impariamo
da Gesù, con la guida di Maria, come vivere nel mondo
senza essere del mondo, come vivere in modo alternativo - cristiano
appunto - rimanendo con le mani aperte per non chiuderle su qualcosa
che diventi un idolo e ci tolga la libertà e invece per
dare fraternamente aiuto, consolazione, prossimità, speranza.
Impariamo che la nostra più vera realizzazione non è
nell'affermazione di noi stessi, nel potere, nell'immagine, nella
solidità economica
, ma nello spendere la nostra
vita in modo disinteressato, nel servizio alla verità,
alla giustizia, nella misericordia senza limiti anche quando
questo comporta la croce. Ricordiamo che la croce di Gesù
è l"ora" della sua glorificazione, è
l'ora in cui si manifesta pienamente l'amore del Padre per i
suoi figli: "Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo
figlio
".
E così ritorniamo al Vangelo che durante la Messa oggi
sentiamo proclamare.
Per noi
Il nostro amore a Maria si traduce in gesti concreti di amore
verso i fratelli e le sorelle? Si fa umile servizio nel quotidiano?
Saremo allora anche noi, con Maria, immersi nella luce della
Trinità che si definisce nell'Amore.