SANTUARIO-BASILICA MARIA AUSILIATRICE
     TORINO-VALDOCCO


       NOVENA FESTA DI MARIA AUSILIATRICE 2005
      
CON MARIA PELLEGRINI NELLA FEDE: / 7° giorno

      LA CHIESA-COMUNIONE NASCE AI PIEDI DELLA CROCE
Oggi la Chiesa celebra il mistero della Trinità. Contempliamo il quadro che risplende di fronte a noi e vediamo Maria immersa nella luce della Trinità. Dal Padre, raffigurato dall'occhio che veglia suo mondo, s'irradia la luce che si posa sul capo di Maria e illumina lo spazio tutto intorno. Anche dallo Spirito Santo, la colomba, piovono su Maria raggi luminosi, quasi a ricordare il mistero dell'Annunciazione. E sul suo braccio come in trono, siede Gesù, il Figlio, offerto dalla Madre a tutta l'umanità: Gesù raffigurato con le braccia aperte, in atto di accoglierci tutti.
Maria è dunque la donna che risponde al progetto di salvezza del Padre, e, ricolma di Spirito Santo, dà al mondo Gesù, diventando madre di tutti gli uomini e di tutte le donne.

Intorno e ai piedi di Maria stanno gli Apostoli e gli Evangelisti, le colonne della Chiesa, nata ai piedi della croce quando Gesù consegna il discepolo alla madre e la madre al discepolo, che ci rappresenta tutti.
Non si può parlare di Maria, del suo essere madre, della sua gloria, senza pensare con amore a quella scena sul Calvario, dove Cristo vive l'ora per cui è venuto nel mondo e Maria è presente, così come era presente a Cana, quando comincia a disvelarsi questa ora di Gesù, l'ora della sua glorificazione.
Approfondiamo perciò per qualche istante questo testo così ricco e fondamentale per la Chiesa, tenendo presente quello che oggi il Vangelo proclama:"Dio ha tanto amato il mondo da dare suo Figlio".
Maria, che fino al momento della croce era stata solo la madre di Gesù, con il compimento dell'ora diventa la madre di tutti i cristiani, la madre della Chiesa.

"Donna, ecco tuo figlio" le dice Gesù. Gesù la chiama donna, come a Cana. Ancora una volta "donna-sposa". E infatti, nell'A.T. si parla della figlia di Sion, della sposa del Signore che diviene madre di una moltitudine di figli. Ascoltiamo questo bellissimo testo del profeta Isaia: "Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio… (Is 60, 6). E ancora: "Chi ha mai udito una cosa simile, chi ha visto cose come queste? Nasce forse un paese in un giorno; un popolo è generato forse in un istante? Eppure Sion, appena sentiti i dolori, ha generato i figli…" (Is 66, 8).

La vergine Sion è strettamente collegata a Maria, che sotto la croce è costituita come madre spirituale dei discepoli perché accoglie "il discepolo amato" nel quale c'è tutta la Chiesa che vuole essere fedele al suo Signore.

Proviamo a pensarci in quella situazione estrema, là, sul Calvario, per lasciarci coinvolgere da una realtà che appare assurda - la condanna dell'unico veramente innocente della storia - e da cui invece viene la salvezza. Proviamo a pensare ai sentimenti di Maria e di Giovanni in quel momento drammatico per capire il significato profondo delle parole di Gesù, che ancora dice, rivolto a Giovanni,"Ecco tua madre". Il Vangelo ci dice che da quel momento Giovanni prese Maria con sé. Ma l'espressione greca suggerisce una realtà molto più profonda: la prese nell' intimità della sua casa, la accolse come sua madre, come la sua cosa più cara, come il bene più grande, per cui si vive.
E così, in questa ora che si compie, Maria diviene la madre di tutti i credenti e si prende cura dei fratelli del figlio suo pellegrini nel mondo.

Che cosa può dire questo alla nostra vita?
Maria riconosce Gesù, il suo figlio, in Giovanni, che rappresenta tutti gli uomini; da quel momento ama Gesù amandolo negli uomini; condivide la sua passione condividendo il dolore degli uomini.
E' come se Gesù dicesse a tutti: d'ora in poi Maria vi ama come ha amato me, ha per voi la stessa cura che ha avuto per me.

E noi figli-discepoli, impariamo da Gesù, con la guida di Maria, come vivere nel mondo senza essere del mondo, come vivere in modo alternativo - cristiano appunto - rimanendo con le mani aperte per non chiuderle su qualcosa che diventi un idolo e ci tolga la libertà e invece per dare fraternamente aiuto, consolazione, prossimità, speranza. Impariamo che la nostra più vera realizzazione non è nell'affermazione di noi stessi, nel potere, nell'immagine, nella solidità economica…, ma nello spendere la nostra vita in modo disinteressato, nel servizio alla verità, alla giustizia, nella misericordia senza limiti anche quando questo comporta la croce. Ricordiamo che la croce di Gesù è l"ora" della sua glorificazione, è l'ora in cui si manifesta pienamente l'amore del Padre per i suoi figli: "Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio…".
E così ritorniamo al Vangelo che durante la Messa oggi sentiamo proclamare.

Per noi
Il nostro amore a Maria si traduce in gesti concreti di amore verso i fratelli e le sorelle? Si fa umile servizio nel quotidiano?


Saremo allora anche noi, con Maria, immersi nella luce della Trinità che si definisce nell'Amore.

                                                                              Sr. VANDA PENNA fma


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