30 gennaio 2005
VIENI SPIRITO CREATORE

1. Introduzione

Vieni o Spirito creatore,
Visita le nostre menti,
Riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.

Vorrei iniziare questa ultima meditazione così, con questa invocazione alla "potenza dell'Altissimo" (Lc 1,35), perché lo Spirito Santo è realmente l'unica forza vera, l'unico potere reale che sostiene la Chiesa. È dallo Spirito Santo che la Chiesa e ogni testimone ha il potere di convincere e di convertire, di penetrare al cuore di una cultura e di abbattere ciò che si edifica contro Cristo.

Di conseguenza, lo Spirito Santo è la fonte e il segreto del coraggio e dell'audacia del credente. È lo spirito che ci rende figli, dunque, nello Spirito Santo, Dio diventa nostro, ci attrae a sé, ci toglie quella paura e quel certo disagio nei suoi confronti che abbiamo ereditato da Adamo dopo la colpa. Per lo Spirito, noi siamo "di casa" in Dio!

S. Giovanni scrive:

"Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha fatto dono del suo Spirito".

Ecco che cos'è l'intimità con Dio, fuori da ogni metafora e immagine umana: Dio in noi e noi in Dio, e tutto grazie alla presenza dello Spirito Santo.

2. Vieni, Visita, Riempi

C'è un testo, nella Bibbia, che è particolarmente utile per comprendere quello che opera lo Spirito. È il testo di Ezechiele al capitolo 37, la profezia delle ossa aride.

Spirito, vieni dai quattro venti e soffia!. Lo Spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi. Farò entrare in voi il mio Spirito e rivivrete".

Spirito, vieni! È la prima e l'unica preghiera rivolta, nella Bibbia, allo Spirito, l'unica che la Chiesa ha raccolto e che prolunga nei secoli. È il Marana-tha dello Spirito, l'equivalente di quel "Vieni, Signore!", che i primi cristiani rivolgevano, nel culto, a Cristo.

Vieni, o Spirito Santo! Vieni forza e dolcezza di Dio! Rinnova il nostro coraggio!
Vieni Spirito creatore. Questa qualifica è la più forte, una parola che si spalanca, per così dire, sulla Bibbia. Invocare lo Spirito come creatore è aprirsi alla novità ed è anche entrare in un grande silenzio.

Lo Spirito creatore è colui che fa passare il creato, dal caos, al cosmo, che fa di esso qualcosa di bello, di ordinato, pulito: un "mondo" appunto armonico e regolato. Egli è sempre colui che rinnova la faccia della terra. È sempre colui che fa passare, anche la nostra vita, dal disordine all'ordine, dalla confusione all'armonia, dalla deformità alla bellezza, dalla noia alla novità.

3. Don Bosco uomo dello Spirito

Don Bosco ha camminato nello Spirito Santo. È diventato l'uomo di Dio. Docile all'azione dello Spirito Santo si è lasciato plasmare e condurre da Lui, così come ci ricorda l'apostolo Paolo: "Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito" (Gal 5,25).

Camminare nello Spirito Santo significa rivestirsi di Spirito Santo. San Paolo concretamente indica cosa significa questo rivestimento: "Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé". Sono nove grandi valori che riconosciamo chiaramente in don Bosco, anzi che descrivono in modo preciso la vita e l'attività del Santo.

Don Bosco è diventato uomo di Dio così, attraverso la cura quotidiana di questi valori.
Don Albera lo descrive così: "L'amore di don Bosco per noi era qualche cosa di singolarmente superiore a qualunque altro affetto. L'amore suo attirava, conquistava e trasformava i nostri cuori. Tutto in lui aveva per noi una potente attrazione: il suo sguardo penetrante era più efficace di una predica, il suo semplice muovere il capo, il suo sorriso, le sue parole cadenzate".

Don Bosco attirava, conquistava e trasformava perché uomo di Dio che camminava nello Spirito.
Se don Bosco fosse qui credo che non chiederebbe altro a ciascuno di noi che questa docilità allo Spirito creatore capace di operare anche in noi una testimonianza cristiana capace di attirare, conquistare e trasformare per avvicinare a Dio ogni persona.

4. Vieni datore dei doni

Lasciarsi "curare e rigenerare" dallo Spirito.
Don Bosco si è lasciato curare e rigenerare dallo Spirito perché, come diceva il cardinal Cagliero: "Dio era il pensiero continuo della sua mente, la fiamma del suo cuore, la meta di tutte le sue azioni, la vita della sua vita".

Preghiamo in questa solennità perché don Bosco ci aiuti a far sì che anche per ciascuno di noi Dio sia il respiro della nostra vita. Chiediamo il dono dello Spirito datore di ogni dono perché sia in ogni istante luce dei nostri cuori, sollievo, conforto e forza.

                                            D. CARLO M. ZANOTTI SDB


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