"QUESTA E' LA MIA CASA...."
Diagnosi
del degrado
e obsolescenze impiantistiche della cupola minore
In continuità con la
presentazione dei lavori in Basilica fatta la volta scorsa credo
sia opportuno far notare ancora quali studi e interventi particolari
si sono dovuti fare nella cupola minore.
Esterno
Lultimo intervento di
restauro e risanamento della Basilica risale alla fine degli
anni ottanta. Durante questi lavori sono stati affrontati i problemi
di infiltrazione delle acque meteoriche e quelli di restauro
della facciata e dei fronti esterni. Tali interventi non hanno
comunque risolto alcune problematiche dovute alle scelte costruttive.
Il sistema di smaltimento delle
acque piovane ne è un esempio, distribuito in parte allesterno
ed in parte allinterno, attraversa spesso le murature e
si immette in cavedi difficilmente accessibili ai manutentori.
Gli interventi di manutenzione del sistema di scolo interno,
sono spesso avvenuti solo successivamente ad infiltrazioni. Solo
nellultimo anno, si sono verificati problemi alla cupola
maggiore, in prossimità dei terrazzi esterni, e nella
zona adiacente al battistero con danni alle decorazioni e agli
affreschi, mentre la cupola minore ha infiltrazioni costanti
da alcuni anni.
Le pavimentazioni galleggianti, poste a protezione dei terrazzi,
sono ormai intasate di terriccio e le guaine sottostanti sono
attaccate dalle radici delle piante che vi crescono.
Le tessere di vetro che compongono
gli spicchi di vetrocemento della cupola minore, in parte spaccate
e in parte staccate dal loro supporto, permettono alle acque
piovane di raggiungere facilmente linterno della calotta.
Questi fenomeni sono dovuti allescursione termica che provoca
distaccamento e compressione tra il vetrocemento e il calcestruzzo
che rappresenta la restante parte di cupola. I lavori di manutenzione
del rivestimento in rame sono molto difficoltosi, le graffature
non tengono più sulla calotta in calcestruzzo che ha a
sua volta subìto processi di carbonatazione. Le infiltrazioni
delle acque meteoriche che ne sono conseguite, hanno interessato
anche la seconda calotta, causando problemi allapparato
decorativo interno. Anche sulla superficie del tamburo problemi
di umidità hanno causato la scomparsa parziale di un affresco,
mentre sugli spicchi interni sono visibili efflorescenze saline
con distacco delle dorature.
Interno
I lavori degli anni ottanta,
descritti precedentemente, non sono proseguiti allinterno
della basilica, lasciando così segni visibili sia per
le infiltrazioni precedenti che per gli anni trascorsi dai precedenti
restauri (1937-42).
La basilica,
al suo interno, può dividersi in gruppi tipologici:
una
prima ripartizione, composta da un ricco rivestimento marmoreo
che si sviluppa per circa nove metri in altezza e copre lintero
perimetro della navata principale, comprese le cappelle principali,
con variazioni in altezza nelle zone dellampliamento novecentesco
e nelle cappelle più piccole. La sola cappella del Sacro
Cuore risulta estranea da tale rivestimento;
una seconda ripartizione, composta dai capitelli,
architrave, fregio e cornice, in stucchi dorati. Il fregio in
particolare ospita uniscrizione ricavata allinterno
di un motivo dorato e segue tutto il perimetro della navata e
delle cappelle di Don Bosco e San Giuseppe;
una terza ripartizione, che parte
dal piano segnato dalla cornice a sbalzo del camminamento per
poi proseguire nella volta in cassettonato ed infine raggiungere
limposta della cupola maggiore con i pennacchi, il tamburo
e il grande affresco che questa ospita al suo interno;
una quarta ripartizione, riguarda
lampliamento novecentesco, conferma la presenza dei marmi
sulle pareti e lascia spazio alle decorazioni sui soli soffitti
e sulle volte. Unica eccezione sono il Coro e la Tribuna sulle
cui pareti è rappresentato un finto rivestimento, mentre
i soffitti sono stati trattati con motivo a cassettoni e stucchi.
I dipinti murali sono invece
distribuiti su varie parti della basilica. La loro tecnica di
esecuzione è a tempera e i colori sono ormai di difficile
lettura e molto scuriti come tonalità. Queste alterazioni
sono dovute alla presenza di fissativi o aggiunte di colore successive,
oltre a fenomeni di decoesione e sollevamenti nelle pennellate
più corpose.
Attorno
alle volte
Sui sottarchi sono presenti
numerosi rifacimenti accompagnati da fenomeni di solubilizzazione
e deterioramento. In alcuni casi i precedenti interventi hanno
colmato alcune lacune con strati grigi di colori acrilici, in
particolare nella zona dei pennacchi della cupola maggiore e
volta della cappella di Don Bosco. La stessa decorazione della
cupola maggiore necessita di un intervento di restauro per riportarla
ad una leggibilità ormai compromessa per chi guarda dal
piano pavimento.
I rivestimenti marmorei delle pareti, aggiunti nei lavori di
ampliamento del santuario, presentano in alcune parti i segni
del tempo. In alcune parti si evidenziano lacerazioni o riprese
precedenti a stucco, oltre ai depositi più superficiali
di cere e polveri che interessano invece lintera superficie.
Questo tipo di trattamento delle superfici ha in effetti protetto
nel tempo una enorme estensione muraria richiedendo interventi
minimi di manutenzione. Le statue dei santi in marmo bianco di
Carrara sono distribuite lungo tutto ledificio ed hanno
assunto nel tempo una colorazione grigiastra.
La seconda ripartizione, con i suoi stucchi, presenta problemi
quali depositi superficiali di polveri parzialmente aderenti,
perdita di coesione della pellicola pittorica o della doratura,
fino ai casi di esfoliazioni, fessurazioni, fratturazioni, lesioni
e scagliature del supporto e delle superfici.
Limportante cornice a sbalzo della navata principale, camminamento
e spazio tecnologico atto ad ospitare la canalizzazione degli
impianti elettrici, segna linizio dellapparato decorativo
delle volte. La presenza di efflorescenze saline si riscontra
immediatamente al di sopra del basamento perimetrale ad intonaco
che funge, in corrispondenza degli archi di volta, da vero e
proprio piedistallo. Questa parte è costituita prevalentemente
da cassettoni e stucchi decorati con pitture e dorature. Le problematiche
sono le stesse descritte per gli stucchi ornati. Il tutto risulta
in parte annerito dai fumi, dalle polveri e dalla decoesione
nelle zone interessate da infiltrazioni dacqua. Persino
la pittura che decora il basamento e alcune porzioni degli archi
di volta è stata ripresa con pitture acriliche.
Verso laltare
maggiore
Sugli intonaci leffetto
dellumidità è stato il rigonfiamento e la
decoesione dei muri.
Il corridoio, dietro al nuovo altare, presenta sulla superficie
delle volte i segni dellapparecchio murario. Questi problemi
sono dovuti al salto termico tra i terrazzi soprastanti e il
corridoio probabilmente non adeguatamente coibentato.
Il presbiterio, sicuramente lo spazio più ricco e complesso
dellintera costruzione, si compone dellaltare maggiore,
della mensa e dellambone ed è delimitato lateralmente
da balconate. Gli elementi marmorei sono predominanti, ma sono
gli elementi in bronzo, in legno dorato e a mosaico a rendere
ricca e armonica lintera composizione. Al suo interno laltare
maggiore ospita la pala daltare con la raffigurazione di
Maria Ausiliatrice cui è dedicata la basilica.
Gli interventi necessari al
ripristino dei marmi interessa in particolare la giunzione delle
lastre oltre al trattamento più generale di pulitura dei
depositi superficiali delle statue e delle superfici piane. Per
quanto riguarda le dorature, oltre alla pulitura dello sporco
depositato, alcune parti risultano decoese ma nel complesso i
problemi sono di tipo superficiale.
La cupola minore ospita al
suo interno un complesso apparato decorativo realizzato in stucco.
Gli spicchi con candelabri a rilievo, ospitano al loro interno
dei tondi in vetro dipinto. Un grande dipinto murale è
accolto allinterno del tamburo della cupola ed è
interrotto da una cornice a sbalzo con mensole. Il centro volta
con la colomba a raggi dorati in rilievo, conclude il tutto.
Le numerose infiltrazioni avvenute attraverso la cupola hanno
causato problemi agli stucchi e ai dipinti murali.
Limpianto elettrico della basilica presenta lacune, dovute
alla mancanza di un piano di manutenzione che ha portato negli
anni ad avere porzioni della basilica con impianti obsoleti.
La completa revisione è necessaria per garantire un livello
minimo di sicurezza sia per i religiosi che per i fruitori di
questo edificio. Il sistema di illuminazione deve essere rielaborato
in funzione delle nuove esigenze.
Attualmente il problema è
stato risolto con linserimento di alcuni fari
alogeni sulla ringhiera di protezione del camminamento superiore.
Il risultato dato da questo tipo di illuminazione è stato
labbagliamento. La messa a norma dei lampadari originari
deve essere perciò affiancata da un nuovo sistema di illuminazione
che ne valorizzi le architetture e le opere darte ospitate
al suo interno. Inoltre la chiesa attualmente risulta priva di
qualsiasi sistema di rilevamento fumi e incendi.
Don
Sergio Pellini, Rettore
FOTO GALLERIA DEL RESTAURO BASILICA M.A.
RIVISTA
MARIA AUSILIATRICE 2005-5
VISITA Nr.
