HIC
DOMUS MEA
Rumori più o meno assordanti
infrangono, a momenti, il silenzio e il raccoglimento dei fedeli
abituali e dei pellegrini che vengono presso il nostro Santuario.
Una grande riproduzione del presbiterio, che misura ben 200 m2,
simpone con grande realismo a chi entra in Basilica. È
collocato subito dopo la cupola maggiore e dà lillusione
di riportare la Basilica alle dimensioni originarie.
Sotto la perfetta regia degli architetti Gian Piero Zoncu e Massimo Aimar le varie maestranze si armonizzano
e si coordinano perfettamente nei vari interventi: strutturali,
di restauro, impiantistici, audio e di meticolosa documentazione
fotografica e filmica.
È emozionante
riscoprire la bellezza di questo monumento a Maria Ausiliatrice
che via via va rendendosi più libero dai ponteggi e fa
rivedere il genio dellarte e dellarchitettura dellOttocento
e del secolo scorso. Soprattutto impressionano la cura dei particolari,
le intelligenti intuizioni e i sistemi di realizzazione della
grande chiesa.
Gli stessi
marmi (44 tipi diversi) riacquistano luce e colore facendo brillare
stucchi e dorature con il riflesso dei raggi del sole che penetra
attraverso la parte Sud della cupola minore.
Una vera casa di luce
appare agli occhi delle più fortunate e privilegiate persone
che, debitamente accompagnate, hanno avuto lonore di accedere
al cantiere! Chissà a lavori ultimati! Per i primi tre
lotti, infatti, si prevede la conclusione per la festa di Maria
Ausiliatrice in modo tale da far gustare, alle migliaia di persone
che accorreranno a pregare, la Basilica nel suo originario splendore.
Vorremmo ora aiutarvi a scoprire più da vicino alcuni
interventi effettuati.
1 Consolidamento esterno della cupola
minore.
Diagnosi del degrado e obsolescenze impiantistiche
Lultimo intervento di
restauro e risanamento della Basilica risale alla fine degli
anni ottanta. Durante questi lavori sono stati affrontati i problemi
di infiltrazione delle acque meteoriche e quelli di restauro
della facciata e dei fronti esterni. Tali interventi non hanno
comunque risolto alcune problematiche dovute alle scelte costruttive.
Il sistema di smaltimento delle acque piovane ne è un
esempio, distribuito in parte allesterno ed in parte allinterno,
attraversa spesso le murature e si immette in cavedi difficilmente
accessibili ai manutentori.
Gli interventi di manutenzione
del sistema di scolo interno, sono stati fatti solo successivamente
ad infiltrazioni ormai avvenute. Solo nellultimo anno,
si sono verificati problemi alla cupola maggiore, in prossimità
dei terrazzi esterni, e nella zona adiacente al battistero con
danni alle decorazioni e agli affreschi, mentre la cupola minore
subiva infiltrazioni costanti da alcuni anni. Le pavimentazioni
galleggianti, poste a protezione dei terrazzi, sono ormai intasate
di terriccio e le guaine sottostanti sono attaccate dalle radici
delle piante che vi crescono.
Le tessere di vetro che compongono
gli spicchi di vetrocemento della cupola minore, in parte spaccate
e in parte staccate dal loro supporto, permettono alle acque
piovane di raggiungere facilmente linterno della calotta.
Questi fenomeni sono dovuti alla escursione termica che provoca
distaccamento e compressione tra il vetrocemento e il calcestruzzo
che rappresenta la restante parte di cupola.
I lavori di manutenzione del
rivestimento in rame sono stati molto difficoltosi, le graffature
non tenevano più sulla
calotta in calcestruzzo che aveva a
sua volta subito processi di carbonatazione. Le infiltrazioni
delle acque piovane che ne sono conseguite, hanno interessato
anche la seconda calotta, causando problemi allapparato
decorativo interno. Anche sulla superficie del tamburo problemi
di umidità hanno causato la scomparsa parziale di un affresco,
mentre sugli spicchi interni sono visibili efflorescenze saline.
2 Corona della cupola
minore
Il restauro della corona è
stato affrontato tenendo conto di due tematiche principali: una
prima relativa allaspetto esterno che si voleva dare al
manufatto una volta riposizionato in loco e una seconda di verifica
degli elementi che ne compongono la struttura interna compreso
il sistema di fissaggio alla cupola su cui poggia.
Le ricerche
storiche fatte presso larchivio centrale salesiano di Roma
non hanno portato alla luce informazioni relative alla realizzazione
della corona; alcune foto del cantiere datate 1934-1938 mostrano
linaugurazione della corona e si può stimare una
datazione intorno al 1936.
Il montaggio di un adeguato
ponteggio ha permesso di approfondire lo stato di conservazione
della corona e, verificati i gravi problemi di corrosione della
struttura in ferro e lo stato delle dorature ormai quasi scomparse,
si è deciso di procedere allo spostamento della corona
in officina così da poter intervenire in modo più
incisivo sul manufatto.
Anche il sistema di ancoraggio della corona era in parte compromesso,
e quindi si è dovuto procedere a realizzarne
uno nuovo.
Don
Sergio Pellini, Rettore
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2005-4
VISITA Nr. 