GENNAIO SALESIANO

Il mese di gennaio vede tutta la Famiglia Salesiana proiettata verso la festa del proprio padre e maestro San Giovanni Bosco. Come non ricordare con affetto tanta paternità soprattutto per coloro che si sentono suoi figli? E non è minore la responsabilità e l’impegno ad essere veri ed autentici continuatori di un carisma così importante e significativo per la Chiesa e per molte generazioni.

A segnare una prima tappa in questo prossimo cammino di memoria e profezia sarà il ricordo del beato Don Luigi Variara, apostolo dei lebbrosi in Colombia, sabato 15 gennaio.
Seguirà la memoria della beata Laura Vicuña, altro frutto mirabile dell’educazione secondo il cuore di Don Bosco e di Madre Mazzarello.
Inoltre, particolarmente significativa sarà la festa di San Francesco di Sales, il Santo della carità che si fece servizio e dono ai poveri e impegno nella formazione delle coscienze e delle motivazioni che rendono la fede viva e vera.

Il triduo che precede la festa di Don Bosco sarà caratterizzato non solo da celebrazioni liturgiche ma anche da un clima di festa che coinvolgerà soprattutto i nostri giovani e coloro che frequenteranno Valdocco. L’impegno che si concretizza ogni anno sta nel creare un clima educativo e spirituale vario e significativo che lasci nel cuore di ognuno nostalgia e consapevolezza di essere veramente amato.
Il 31 gennaio sarà il culmine di fatiche e preparativi per rendere sempre viva la presenza di Don Bosco oggi. Lo rappresenterà lo stesso Rettor Maggiore, don Pascual Chávez, che sarà presente nel cuore della giornata e lo testimonierà la presenza del Card. Severino Poletto quale attuale pastore della Chiesa in Torino.

Nei giorni seguenti l’eco della memoria si manifesterà nel “Don Bosco Insieme”, manifestazione culturale organizzata dai cooperatori salesiani e dagli ex-allievi e nella presentazione della strenna del Rettor Maggiore, un’indicazione del percorso formativo da fare insieme per sentirsi più famiglia salesiana e più Chiesa in cammino.
Come avrete potuto constatare molte sono le occasioni per far festa, o meglio, per vivere la vita come una piccola anticipazione della festa gioiosa con Dio.

A tutti coloro che si sentono aperti e disponibili a lasciarsi coinvolgere dalla grazia di Dio e dal carisma salesiano: l’augurio più bello affinché lo si viva insieme, nel sentirsi responsabili anche della gioia e della pace interiore dei vicini e di coloro che non sanno riconoscere le delicatezze che Dio ha per le sue creature.
                                                                                
 Don Sergio Pellini , Rettore


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2005-1
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