LE STATUE DEI NOSTRI MARTIRI:
MONS. L. VERSIGLIA E D. CALLISTO CARAVARIO

Chi entra nel primo cortile di Valdocco, scorge quattro statue in bronzo poste in quattro nicchie sulla parete della Basilica.
Lo scorso anno furono collocate
le prime due, il Beato Michele Rua, primo successore di Don Bosco e il Beato Filippo Rinaldi, terzo successore.
Il 13 novembre scorso fu completata l’opera con
le statue dei primi martiri salesiani, Mons. Luigi Versiglia e Don Callisto Caravario.
È molto bello che sia all’interno del Santuario che all’esterno venga resa visibile la santità delle origini della nostra famiglia religiosa. Qui è nata e qui viene custodita.

Lo scultore milanese Mauro Baldessarri, è stato l’artista che ha realizzato le quattro statue.
La sua opera è in bronzo fuso a cera persa, secondo l’antica tecnica di fusione per la preparazione delle statue. Il bronzo è patinato con effetto bicromatico. Il peso di ciascuna statua è di circa 150 kg per un’altezza di 155 cm. La statua di Don Caravario ha un’apertura di 80 centimetri, mentre quella di Mons. Versiglia di 90. La lega è composta da piombo, zinco e rame, combinati fra loro. La percentuale della loro composizione rimane un segreto della Fonderia Artistica Mapelli di Cesate (Milano).
Per conoscere meglio i due nostri protomartiri, riporto qualche dato biografico e la testimonianza di Giovanni Paolo II nel giorno della loro beatificazione.

La loro vita

Mons. Luigi Versiglia nasce ad Oliva Gessi (Pavia) nel 1873. A dodici anni entra come studente a Torino-Valdocco, accanto a Don Bosco. Completati gli studi e ordinato sacerdote, svolge diversi compiti di responsabilità in Italia. A 33 anni, nel 1906, guida la prima spedizione di missionari salesiani in Cina. Nel 1920 è ordinato vescovo di Shiu Chow, confermando le sue doti di grande pastore.
Don Callisto Caravario nasce a Courgné (Torino) nel 1903. Ben presto si trasferisce con la famiglia a Torino dove frequenta le scuole salesiane di San Giovanni Evangelista e di Torino-Valdocco. Giovane salesiano, a 21 anni, invitato dal Vescovo Luigi Versiglia, parte per la Cina. È ordinato sacerdote nel 1929.
Questi due nostri confratelli salesiani, uniti nell’ideale missionario, sono anche uniti nella suprema testimonianza della loro fede.
Furono uccisi a Lin Chow (Cina) il 25 febbraio 1930, in odio alla fede e in difesa dell’integrità di alcune ragazze. La Chiesa ne ha riconosciuto il martirio e il primo ottobre 2000, anno del Grande Giubileo, il Papa Giovanni Paolo II li ha dichiarati Santi.

Un’eroica testimonianza

Nel giorno della loro beatificazione, il 15 maggio 1983, il Papa ha detto: «I due martiri salesiani hanno dato la loro vita per la salvezza e l’integrità morale del prossimo. Si posero, infatti, a scudo e difesa della persona di tre giovani alunne della missione. Essi difesero a prezzo del loro sangue la scelta responsabile della castità, operata da quelle giovani, in pericolo di cadere nelle mani di chi non le avrebbe rispettate. Un’eroica testimonianza a favore della castità, che ricorda ancora alla società di oggi il valore e il prezzo altissimo di questa virtù, la cui salvaguardia, concessa nel rispetto e la promozione della vita umana, ben merita che si metta a repentaglio la stessa vita».

A favore del grande popolo della Cina

«Il gesto supremo di amore dei due martiri, trova un suo più vasto significato nel quadro di quel ministero evangelico, che la Chiesa svolge a favore del grande e nobile popolo cinese, a partire dai tempi di padre Matteo Ricci.
Il sangue dei due martiri sta alle fondamenta della Chiesa cinese, come il sangue di Pietro sta alle fondamenta della Chiesa di Roma.
Dobbiamo intendere la testimonianza del loro amore e del loro servizio come segno della profonda convergenza tra il Vangelo e i valori più alti della cultura e della spiritualità della Cina».

                                                          Don Luigi Basset, Rettore


IMMAGINI:
1
Statua di San Luigi Versiglia, martire, a Torino-Valdocco (scultore Mauro Baldessarri, 2003))
2 Statua di San Callisto Caravario, martire salesiano, a Torino-Valdocco (scultore Mauro Baldessarri, 2003))
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2004-1
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