MARIA AUSILIATRICE... IN RESTAURO
La bellissima statua di Maria Ausiliatrice, venerata nel nostro Santuario, risale al 1898. Don Michele Rua, primo successore di Don Bosco, ne fu l’ideatore e la volle maestosa e imponente.

È opera degli scultori Minoia di Torino. La statua fu regalata da una pia persona, per aver ricevuto una grande grazia dalla Vergine Ausiliatrice.

Il 17 maggio 1903, in occasione della solenne incoronazione del grande dipinto, anche la statua della Vergine, insieme al Bambino, veniva incoronata dal Cardinale Agostino Richelmy, arcivescovo di Torino, nella piazza di fronte al Santuario, tra il tripudio di una folla immensa.

Ora, dopo più di 100 anni perché abbiamo deciso un restauro della statua?

Da tempo necessitava di un approfondito restauro, in quanto in varie aree del gruppo ligneo erano emerse diverse fratture dovute tanto all’invecchiamento del legno quanto al consolidarsi della struttura. Le crepature principali si estendevano dall’alto verso il basso della parte sinistra e hanno richiesto una decisa manutenzione di risanamento e di consolidamento mediante impasti di resine e polvere di legno.

Le dita del Bambino, le ali degli angeli e altre aree meno estese del corpo statuario erano marcatamente danneggiate, se non addirittura perdute. A tal proposito si è provveduto alla ricostruzione completa delle parti mancanti. I volti necessitavano di un profondo rimaneggiamento del colore, col tempo, non solo sbiaditosi, ma in alcune aree vistosamente alteratosi.

Lo stesso dicasi per la parte interna del mantello della Vergine: il tradizionale rosa purpureo della veste e l’azzurro ceruleo del mantello avevano perso da tempo il loro originale splendore. Facendo venir meno anche il significato teologico di questi colori, tradizionalmente utilizzati nella decorazione religiosa.

L’area che maggiormente ha impegnato i restauratori è stato il mantello esterno della Vergine.

Qui, dopo una prima pulitura, si è notato già un notevole miglioramento delle condizioni generali della decorazione; tuttavia si era ancora lontani dall’ottimizzazione del lavoro in quanto nel corso del tempo, la gomma arabica, stesa dai primi decoratori, a protezione delle pittura, si era ingiallita, provocando un senso di opacità generale delle decorazioni.

Solo una pulitura più profonda ha consentito il ritorno ai colori originali della statua, tanto del campo azzurro che colora l’intero mantello, quanto dell’ornamento floreale d’ispirazione liberty che lo campeggia, mentre i filetti dorati che incorniciano i motivi floreali, sono stati interamente ricostruiti in oro 23,5 carati.

La decisione di intraprendere un restauro che non mirasse solo a conservare il gruppo ligneo, ma si spingesse fino a riportare in luce gli aspetti cromatici originali è stata presa nel corso di un sopralluogo da parte della direzione della Basilica al fine di ridare al simulacro, così tanto venerato, l’originale splendore e bellezza.
                                                                                                               Don Luigi Basset, Rettore


IMMAGINI:
1 
La statua di Maria ausiliatrice prima del restauro
2-3 Braccio del Bambino asportato per ripristinare le dita mancanti e particolare del volto degli angeli che necessitavano di un profondo restauro, compito mirabilmente eseguito dalla ditta Pellegrino di Boves (Cuneo).

IMMAGINI (da ingrandire)

1  La Statua appena restaurata viene incensata prima di essere ricollocata nella nicchia che sorge sopra la prima pietra del Santuario
 Alcuni momenti della venerazione molto sentita alla Vergine Ausiliatrice, molto sentita dalla gente.....


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2003-2
VISITA Nr.