I DONI DELLO SPIRITO
SANTO:
LA
PIETA'
Oggi
la parola Pietà ha perso il senso che poteva avere un
tempo, quando indicava il rapporto caldo e domestico che regnava
allinterno delle famiglie. La Pietà era quel senso
di riverenza e di protezione che ci si riservava allinterno
della cerchia familiare. Per questo, San Tommaso diceva che la
Pietà spinge, sotto la mozione dello Spirito Santo, a
prestare un culto a Dio come un Padre. Mediante questo dono,
scopriamo che Dio non solo esiste ma che è nostro Padre
e noi abbiamo con Lui una relazione da figli.
San Paolo scrive: Dio mandò il suo Figlio affinché
noi ricevessimo ladozione a figli
e poiché
voi siete suoi figli, Dio ha mandato lo Spirito del suo Figlio
nei vostri cuori, il quale grida: Abbà, Padre (Gal
4,5-6).
Questo indica che latteggiamento che caratterizza il cristiano
è proprio quello di essere figlio e, quindi, lamore
che ha per Dio è un amore filiale.
La paternità di Dio ci dice che Lui non manca mai, che
si preoccupa di noi, che ci ama, che ci comunica la sua vita
e che la sua paternità non si esaurisce mai anche se noi
ci dimentichiamo che abbiamo un Padre nel Cielo.
Santa Teresina
del Bambin Gesù si commuoveva quando meditava il Padre
Nostro. Diceva: È così dolce chiamare Dio,
Padre nostro, e aveva le lacrime agli occhi.
Un bambino, finché è
bambino, ha sempre bisogno del padre, ma quando cresce, a poco
a poco, si stacca da lui fino a non averne più bisogno.
Nella vita spirituale, invece, accade il contrario, più
si avanza negli anni e più si avverte la necessità
della presenza di Dio come Padre. Si sente maggiormente il bisogno
della paternità e della guida di Dio e, nello stesso tempo,
diventa più fiduciosa la preghiera a Lui che si fa più
sicura e spontanea. Tutto ciò conduce a vivere in profondità
il nostro essere figli, il che produce in noi, poiché
sappiamo daver un Dio che ci è Padre, forza, generosità,
riposo e gioia interiore.
Dalla Pietà nasce la vera devozione in quanto lanima
avverte in se stessa il bisogno di aderire a Dio, non solo per
rendergli lonore e la gloria che gli spettano, ma per esprimergli
la felicità che la propria vita è una testimonianza
resa a Lui quale Padre infinitamente grande, la cui grandezza
costituisce il motivo della sua fierezza e della sua fedeltà.
Il dono della Pietà fa quindi servire e seguire Dio non
con la fatica di chi china la fronte per accettare un giogo,
ma con il gaudio e la fierezza interiore di chi afferma: Sono
figlio di un Dio che mi è padre!.
Questa nostra relazione con Dio quale Padre nostro ci spinge
a consacrarci totalmente alla sola gloria di Dio e produce in
noi un profondo desiderio di fratellanza con tutti.
Non per
nulla, San Tommaso dice ancora: Il dono della Pietà
presta culto e onore non solo a Dio, ma a tutti gli uomini in
quanto appartengono a Dio.
La Pietà diventa così
devozione fraterna: bisogno di dare e di darsi agli altri, gioia
di consolare, di capire e di compatire. Dio ci ama con lunico
amore che Egli è, e noi amiamo i nostri fratelli
nellunico amore che Egli ci dà. Ed in questo comune
amore ci troviamo a vivere e a palpitare della stessa vita. In
tal modo, lessere fratelli diventa qualcosa di sereno ed
è la sicurezza che non siamo soli, la gioia di essere
comunità, la festa di essere uniti nel tendere a Dio.
Questa fratellanza ci fa trattare gli altri con bontà
e comprensione. Poiché questi altri non sono fratelli
che noi scegliamo, ma fratelli che Dio ci dona.
Carlo Maria
Carli SDB
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2002-11
VISITA Nr. 