LIBERTA':
REALIZZAZIONE O FALLIMENTO?


Ero bambino, e m’ero perso in città. Potevo andare dappertutto, ma non ero più libero di tornare a casa.
Ho avuto bisogno che qualcuno mi aiutasse. Del resto, Gesù non ha detto: “La verità vi farà liberi”? (Gv 8,32). È Lui che c’insegna la strada, anzi è Lui che la percorre insieme a noi. Soltanto così diamo uno scopo al nostro girovagare.
Ed è per questo che ci raccomanda di entrare accanto a Lui per la porta stretta, mentre larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla rovina (cfr Mt 7,13s). Possiamo prendere qualunque strada, se non sappiamo dove andare; ma se conosciamo la meta, le piste percorribili si restringono... però ci offrono la possibilità di arrivare.
Così, San Paolo ci raccomanda di rimanere liberi con Colui che ci ha liberati (cfr Gal 5,1.3): Egli è la via che porta alla pienezza dell’uomo! Nello stesso tempo, l’Apostolo ci chiarisce che la vera libertà non consiste nel “fare quel che si vuole”, camminando a casaccio, ma consiste nell’amare il nostro prossimo come noi stessi (cfr Gal 5,13s)... Infatti, la meta è Dio (“Il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Lui”), e se viviamo egoisticamente, non siamo più liberi di raggiungerlo, perché “Dio è Amore” (1 Gv 4,8).
La libertà cristiana, quindi, è ben diversa da quella del mondo! Chi segue soltanto se stesso, vive sotto il giogo della schiavitù, perché non è in grado d’imboccare la strada del Signore, non ha la libertà di potersi realizzare: si forza necessariamente al fallimento! Solo chi tende al Vangelo è libero, perché procede verso il successo finale (cfr Mc 8,34s).
D'altra parte, la libertà cristiana non esclude affatto il compimento di scelte personali, in base alle capacità, ai desideri, alle situazioni del singolo. Ecco il tema della vita religiosa o matrimoniale, delle arti o delle professioni.
Vocazione universale (dell’uomo in genere e d’ogni uomo in particolare) è la libertà d’amare; ma possiamo amare in maniere diverse, secondo i doni che Dio ci concede e secondo le nostre preferenze. Questa vocazione universale si attua momento per momento in forme irripetibili: nessun individuo è identico ad un altro, nessun istante è uguale ai precedenti... anche se in ogni circostanza chiediamo di mantenere la libertà fondamentale di donarci a vantaggio dei fratelli. Questa è la libertà di Cristo, che realizza se stesso nell’offerta di sé; questa è la libertà del Cristiano (e in prospettiva d’ogni uomo), che raggiunge la sua maturità attraverso l’amore generoso.
                                                               
         Antonio Rudoni


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2001-9
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