SANT'ISIDORO
DI SIVIGLIA, VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA: LA PRIMA ENCICLOPEDIA Quando pensano ai santi e alle sante molti cristiani
sono prigionieri di uno stereotipo ormai radicato: santi uguale
gente di lunghe penitenze, di continue preghiere e di grandi
opere di carità. Questo è vero, ma è un
po riduttivo. I santi sono tutto questo, ma non solo. E
non cè bisogno di far scorrere tutta lagiografia
(la storia dei santi) per dimostrarlo. Pensiamo, per esempio,
al santo di questo mese: SantIsidoro. Fu per molti anni
vescovo zelante di Siviglia, ma fu anche un uomo di cultura,
un grande erudito, forse il principale del suo tempo. Grazie
alle sue opere godette di unautorità indiscussa
per tutto il Medio Evo su molti argomenti e per questo veniva
studiato nelle varie scuole di teologia (fu chiamato il
precettore del Medio Evo).
Fondò lui stesso una
scuola che ebbe un impatto profondo sulla cultura e la pratica
didattica dellEuropa occidentale. I suoi scritti riguardanti
la Spagna del tempo e delle invasioni barbariche sono ritenuti
oggi attendibili. Ma lopera (tra le molte) che lo renderà
famoso in tutta Europa sono le Etymologiae, unopera di
grande erudizione, contenente materie quali grammatica, retorica,
matematica, medicina e storia, e informazioni riguardanti i riti
e la teologia della Chiesa. Questa è considerata oggi
come una vera enciclopedia del sapere: la prima, grazie a lui.
Gli scritti di Isidoro non
solo hanno valore storico ma ci mostrano anche un uomo profondamente
interessato alla cultura in generale e alle questioni spirituali,
desideroso di istruire non solo il clero ma anche i semplici
fedeli. Diede grande importanza inoltre allo studio della Scrittura.
Diceva infatti: Se uno vuole essere sempre con Dio dovrebbe
pregare spesso e leggere anche spesso (la Scrittura).
Nelliconografia che lo ricorda, per lo più presente
a Leon in Spagna, viene rappresentato come un vescovo che regge
in mano un libro o una penna. Il simbolo proprio di santIsidoro
però è lalveare, per il suo incredibile sforzo
nel raccogliere la dottrina dellantichità.
Un altro particolare. Il Beato
Giovanni XXIII fu ispirato dal ritratto del vescovo ideale fatto
proprio da SantIsidoro di Siviglia. Questi scrisse nel
De Officiis Ecclesiasticis: Colui a cui è data lautorità
di educare e istruire la gente, per il loro bene deve essere
santo in tutte le cose e biasimevole in nessuna (...). Ogni vescovo
dovrebbe essere contraddistinto tanto dalla sua umiltà
quanto dalla sua autorità... Conserverà anche quella
carità che supera in importanza tutti gli altri doni e
senza la quale tutte le virtù non hanno valore alcuno.
Isidoro faceva qui il proprio autoritratto spirituale senza volerlo?
Il nostro
fratellino Isidoro
Non si hanno notizie precise
sullinfanzia e sulla giovinezza di Isidoro. Il padre Severiano
proveniva da Cartagena ed era di nobile estrazione ispano-romana.
Quando era in arrivo linvasione dei Visigoti, la famiglia
per sfuggire allorrore e alla devastazione che questi lasciavano
dietro di sé (oltre alleresia ariana) si trasferì
a Siviglia, dove probabilmente nacque Isidoro, già preceduto
dai fratelli Leandro (santo), Fulgenzio (santo) e Florentina
(anche lei... santa). Rimasto orfano, leducazione fu assicurata
specialmente da Leandro.
È interessante quello
che lui scrisse nellepilogo della Regola per la sorella
Florentina, monaca: Infine, ti prego, carissima sorella
mia, di ricordarti di me nelle preghiere e di non dimenticare
il nostro piccolo fratello Isidoro; poiché i nostri genitori,
lasciandolo sotto la protezione di Dio e dei suoi fratelli vivi,
tranquilli e senza preoccupazione per la sua tenera età
si addormentarono nel Signore.... Come io lo considero veramente
come figlio... e mi dedico interamente al suo amore, così
tu amalo con tanto affetto e prega tanto Gesù per lui
quanto sai che fu amato con tutta tenerezza dai nostri genitori.
Probabilmente frequentò
la scuola presso la cattedrale di Siviglia, fondata dal fratello
Leandro e quando poi gli successe come vescovo (601) Isidoro
ne ereditò anche la ricca biblioteca. Era ormai un uomo
intellettualmente maturo, che scriveva già opere di grande
erudizione, mosso sempre da zelo pastorale. 
Isidoro non fu solo un uomo di cultura ma fu anche un ottimo
ed efficace pastore di anime. Era così rinomato e stimato
che altri vescovi venivano a lui per consultarsi o per richiedere
il suo intervento su questioni ecclesiastiche e anche civili,
o anche per organizzare sinodi locali o concili.
Isidoro ha meritato un posto
anche nella Storia della Chiesa per la presidenza che ebbe di
ben due Concili: il primo, provinciale a Siviglia, ed il secondo,
nazionale a Toledo nel 633 (il IV Concilio). Entrambi contribuirono
a promuovere e ad implementare importanti decreti, e in ambedue
i casi Isidoro brillò davanti a tutti come amministratore
e uomo di pensiero. Ma la sua opera fu importante specialmente
a Toledo. Infatti il Credo quivi redatto si basava sulla teologia
della Trinità e dellIncarnazione e fu accettato
come definizione corretta della fede anche dai Concili che seguiranno.
In particolare egli ebbe grande merito nel fare accettare anche
in Occidente il problema cristologico cosiddetto del Filioque...
In questo Concilio fu raggiunto un accordo fra i vescovi per
luniformità liturgica in tutta la Spagna. Un passo
importante, visto che la difformità in liturgia era fonte
di continue diatribe dottrinali. Ogni diocesi inoltre doveva
dotarsi di una Scuola di formazione per il clero, sullesempio
di quella già presente a Siviglia.
Un particolare importante, oggi: il Concilio stabilì che
nessuno degli ebrei, numerosi nel territorio, poteva essere
costretto a diventare cristiano.
LEsercizio
della Buona Morte
Degna di nota è anche
la sua strategia per affrontare la morte preparato. Del suo passaggio
a Dio infatti esiste un racconto dettagliato, che i critici giudicano
attendibile e che ci mostra ancora una volta lo spessore della
sua santità e di quanto era stimato.
La morte avvenne nel 636 e
venne riferita da un suo diacono. Sentendosi prossimo alla
fine, non so in che modo, aprì le sue mani, sempre generose,
ma allora con maggior larghezza, e per sei mesi e più,
quotidianamente, ... divideva la sua fortuna tra i poveri (...).
Quando poi la sua malattia allo stomaco si acutizzò chiamò
due suoi vescovi perché lo assistessero nellultima
ora. Mentre lo conducevano dal suo palazzo alla basilica
di San Vincenzo, una grande moltitudine di poveri, di ecclesiastici,
di religiosi e di tutti gli abitanti della città con forti
grida e pianti, come se ognuno avesse la gola di ferro e si disfacesse
in lacrime e lamenti, lo accolse e lo accompagnò.
Nella basilica, posto in mezzo
al coro, accanto alla cancellata, ricevette la penitenza. E chiedendo
che uno dei vescovi gli mettesse il cilicio e che laltro
lo coprisse di cenere, levando le mani pregò....
Quindi chiese perdono ai vescovi e ai laici presenti e ricevette
lEucarestia. Morì quattro giorni dopo, il 4 aprile
del 636.
Ancora due date importanti. Nel Concilio di Toledo del 653, Isidoro
fu definito dottore insigne, la gloria più recente
della Chiesa Cattolica.
La seconda è il 1063: le sue spoglie mortali furono trasferite
a Leon, dove si trovano tuttora. Questo trasferimento risultò
provvidenziale perché era più semplice visitarlo
anche dagli innumerevoli pellegrini che si recavano a Santiago
de Compostela.
MARIO SCUDU SDB
La preghiera purifica,
la lettura
istruisce
La preghiera ci purifica, la
lettura (della Sacra Scrittura) ci istruisce. Usiamo delluna
e dellaltra, se è possibile, perché tutte
e due sono cose buone. Se ciò tuttavia non fosse possibile,
è meglio pregare che leggere.
Chi vuol stare sempre con Dio, deve pregare e leggere continuamente.
Quando preghiamo, parliamo con Dio stesso; quando invece leggiamo
è Dio che parla a noi.
Ogni progresso viene dalla
lettura e dalla meditazione. Con la lettura impariamo quello
che non sappiamo, con la meditazione noi conserviamo nella memoria
ciò che abbiamo imparato.
Doppio è
il vantaggio che ricaviamo dalla lettura della Sacra Scrittura.
Essa illumina il nostro intelletto, e conduce luomo allamore
di Dio, dopo di averlo strappato alle vanità del mondo.
Doppio è anche il fine
che dobbiamo prefiggerci nella lettura: innanzi tutto cercar
di capire il senso della Scrittura, in secondo luogo adoperarci
per proclamarla con la maggiore dignità ed efficacia possibile.
Chi legge infatti cerca prima di tutto di capire quello che legge.
Quindi procura di esprimere nel modo più convincente quello
che ha imparato.
Il bravo lettore non si preoccupa
tanto di conoscere quello che legge, quanto piuttosto di metterlo
in pratica. Cè minor pena nellignorare del
tutto un ideale che, conosciutolo, lasciarlo inattuato. Come
infatti col leggere dimostriamo il nostro desiderio di conoscere,
così dopo aver conosciuto dobbiamo sentire il dovere di
mettere in pratica le cose buone che abbiamo imparato.
Nessuno può penetrare
il senso della Sacra Scrittura, se non la legge con assiduità,
secondo quanto sta scritto: Amala e ti porterà in
alto; quando lavrai abbracciata, essa sarà la tua
gloria (Pro 4,8).
Quanto più si è assidui nel leggere la Scrittura,
tanto più ricca è lintelligenza che se ne
ha, come avviene per la terra che, quanto più si coltiva,
tanto più produce...
(Da Libri delle Sentenze, 3, 8-10).
Dateci un santo per
Internet
Quando i cybernavigatori della
www, per lavoro o per diletto, si spingono al largo nel gran
mare di Internet, sanno che, oltre ad avere il mondo a portata
di... mouse, corrono anche molti pericoli on line dovuti ai virus
di tutte le specie, agli hacker pronti a violare la tua privacy
e sicurezza informatica, ai cyberterroristi in azione, agli spammers
che inondano la tua e-mail box di messaggi trash o anche di semplice
indesiderato spamming, ai venditori virtuali,
esperti di marketing aggressivo e inopportuno.
Navigare
necesse est dicevano
gli antichi. È ormai un imperativo anche per la navigazione
su Internet: confessiamolo, ormai siamo quasi tutti net dipendenti.
Non possiamo farne a meno. Ma quanti pericoli e paure da affrontare.
Dateci almeno
un santo in paradiso che ci aiuti ad alleviare le angosce dai
virus informatici quotidiani e dagli hacker in agguato.
Qualcuno, oltre
a consigliare un buon anti virus, ha cercato di risolvere questo
problema. Anni fa infatti
un sito web ha lanciato uninchiesta on line: Quale santo
protettore proponete per Internet? Nella hit parade insolita
i più cliccati risultarono il Beato Giacomo Alberione (fondatore di Famiglia Cristiana) che
precedeva di soli 9 clic San Giovanni Bosco (Padre e Maestro dei giovani).
E altri ancora. Uno dei nomi
fatti fu anche quello di SantIsidoro. Il Vaticano comunque
non ha deciso ancora niente, ma immaginiamo abbia aperto un dossier,
scusate, un file anche su di lui. Nel frattempo noi
poveri cybernauti continuiamo a navigare... tra un virus e laltro
(Mario Scudu).
IMMAGINI: 1 SantIsidoro,
Murillio (1655), Cattedrale di Siviglia. / SantIsidoro
è noto per il suo amore alla Scrittura e per la sua sete
di conoscenza. 2 San
Leandro, fratello maggiore di Isidoro. 3 © Inizio del Terzo Libro dellEtimologia,
Biblioteca Cap. Vercelli / Ph.: Dagli Orti. 4 Larca contenente
le reliquie di SantIsidoro, trasferite nella Cattedrale
di Léon dal primo re di Castiglia, Ferdinando, nel 1603. 5 Interno
della Cattedrale di Siviglia. 6 © Andrea M. Winter
/ Meraviglioso soffitto dellAlcazar di Siviglia. 7 Intenet: è una
grande ragnatela di calcolatori elettronici collegati fra loro
che avvolgono il mondo e che rendono possibile la condivisione
continua di informazioni di ogni genere.
RIVISTA
MARIA AUSILIATRICE 2006
- 4 VISITA Nr. 
|