SUOR EUSEBIA PALOMINO:
LA PICCOLA SANTA DI
VALVERDE DEL CAMINO
Ho scritto il profilo di diversi santi
o di candidati alla santità, ma i miei prediletti sono
i piccoli, gli umili, quelli che hanno patito e che
sono stati considerati dei buoni a nulla, da coloro che la sanno
lunga. Penso a S. Bernardette Soubirous, a S. Teresina di Lisieux,
al Suddiacono Girard, al piccolo (grandissimo!) Silvio Dissegna
(1967-1979) di 12 anni, la cui causa di beatificazione ora procede
a Roma.
Dio è il primo a prediligerli. È il suo stile:
Dio sceglie quelli che sono nulla per confondere i forti (1 Cor
1,27). Una di questi piccoli è quella che stiamo per presentare.
Nata in
un tugurio
Spagna, Cantalpino, un povero
paese di contadini e di pastori. Nel 1899, in una famiglia poverissima,
cui mancava spesso il pane, nasce Eusebia Palomino. La sua casetta
lho vista in una foto è uno squallido
tugurio, più povera dellabitazione di Giovannino
Bosco ai Becchi di Castelnuovo dAsti.
Eppure Eusebia e i suoi familiari sono sereni, persino felici:
mentre la mamma prepara la frugale cena, papà spiega il
catechismo alle bambine. Pregano insieme il Signore e la Madonna.
Vivono nellabbandono fiducioso in Dio: Lui sa che ci sono
pur loro al mondo.
A sei anni, Eusebia comincia a frequentare le prime classi elementari
del villaggio. Sovente a scuola non è preparata, anche
perché è spesso assente: i suoi hanno bisogno di
lei nei lavori. Ma è intelligente e sa tante cose che
le compagne più fortunate non sanno.
Non ancora decenne, un giorno segue il papà che lascia
la casa e va a chiedere lelemosina per sopravvivere nei
paesi dove non è conosciuto. Per strada, Eusebia canta,
prega la Madonna, come si parla con la mamma. Ritorna a Cantalpino
e trova lavoro come baby sitter e domestica.
Il primo incontro con Gesù nella Comunione la rapisce
di felicità. Possiede Lui, è posseduta da Lui.
Per vivere fa anche la pastorella: le affidano pecore, mucche,
vitellini cui accudire. È grande la pace nei pascoli:
Eusebia, in silenzio, prega il dolce Ospite della sua anima.
Serva di
Gesù Servo
Ma la povertà e la miseria
sono sempre grandi. Così verso i 13 anni, trova lavoro
a Salamanca. Il distacco dai suoi è doloroso. È
assunta come serva in una casa di signori: come criada,
cioè serva tutto-fare. Unesperienza nuova che non
la intimidisce.
Quando va a far la spesa, per strada avvicina i poveri e dà
loro il poco che possiede. Non riesce a tenersi dal fermarsi
con i bambini per parlare loro di Gesù, della Madonna,
del loro amore per noi. I soldati che incontra, soli, spesso
sbandati, le fanno tenerezza: con una semplicità disarmante,
da vera bambina, dà loro una medaglietta della Madonna,
ricorda loro i doveri cristiani. Quelli la guardano, la ascoltano
incantati. Forse è un angelo disceso dal cielo?
Vede che le altre ragazze vanno a divertirsi: i balli, le compagnie
rumorose. Prova il desiderio di fare le stesse cose, ma una Voce
interiore le dice: Questo non è per te. Da
fanciulla aveva avuto dei sogni e ora continua a averli. Una
notte aveva sognato Gesù Crocifisso: le sue piaghe erano
splendide
e illuminavano il mondo. Unaltra volta sogna la Madonna
con tanta gente ai suoi piedi. Poco tempo dopo, incontra una
ragazza che la invita alloratorio tenuto dalle Figlie di
Maria Ausiliatrice.
Eusebia va, scopre un mondo nuovo: le pare dessere nata
proprio per vivere in quel mondo. Le Salesiane la assumono come
collaboratrice, per lavorare in cucina, nellorto, dove
cè da sfaccendare. Notano che ha qualcosa di eccezionale,
sotto i suoi modi dimessi e schivi.
Le alunne delloratorio, dopo qualche giorno, fanno amicizia
con Eusebia: è giovane come loro, parla con dolcezza,
con una naturalezza da stupire. In breve tutte la cercano e commentano:
Dice cose meravigliose sulla Madonna. Le ragazze
vorrebbero stare sempre con lei. Ha su di loro un ascendente
straordinario.
Un giorno passa lIspettore (il superiore della provinciasalesiana)
e le dice: Tu vuoi diventare Figlia di Maria Ausiliatrice?.
Eusebia risponde: Sì. Non aveva mai avuto
altro desiderio. Il 31 gennaio 1921, inizia il suo cammino formativo
come postulante. Continua a lavorare come tuttofare. È
uninnamorata di Gesù. I suoi scritti traboccano
di espressioni ardenti. Davanti al tabernacolo, esclama: Adiòs,
mio Prigioniero, che te ne stai lì, pazzo di amore per
me. Perché non mi fai tua prigioniera e pazza di amore
per Te?.
Il 5 maggio 1922, veste labito religioso: è novizia.
Incarico: ortolana, con tutte le mansioni che capitano. È
devotissima della Madonna e si fa sua schiava damore
secondo linsegnamento di S. Luigi de Montfort. Ama il
rosario delle Sante Piaghe rivelato da Gesù stesso
allumile visitandina suor Marta Chambon.
Alla vigilia dei voti, si ammala gravemente e non è ammessa
alla professione. Quando sta per essere rimandata a casa, le
superiore la ammettono ai voti. Diventata finalmente Figlia di
Maria Ausiliatrice, spiega: Facciamoci sante, il resto
è solo perder tempo. Vive da serva, come Gesù,
Servo di Dio, con un sì pieno, totale.
I fioretti
di suor Eusebia
È destinata alla casa
salesiana di Valverde del Camino. È lagosto del
1924. Gli incarichi sono ancora quelli di unumile criada:
cucina, orto, guardaroba, qualche volta in oratorio. Ha un temperamento
forte, ma è umile, dolcissima, mortificata, sempre pronta
a spezzarsi dalla fatica. Lintimità con Gesù
è sempre più profonda. Trova Dio dappertutto: nella
preghiera, nella natura, nelle bambine che vengono alloratorio.
Vive alla sua presenza ma diventa estatica davanti al Tabernacolo,
soprattutto quando Gesù Eucaristico è esposto solennemente
sullaltare.
Le fanciulle la ascoltano e non si staccherebbero mai da lei:
ella parla loro di Gesù Crocifisso, della Madonna, delle
missioni, del Paradiso. Tutte la vogliono e la cercano e sentono
in lei il fascino della santità. Uno dopo laltro
succedono tanti piccoli grandi episodi che stupiscono. Un giorno,
tranquillizza con dati precisi e sconcertanti una madre che ha
il figlio in guerra in Marocco. Unaltra volta fa scaturire
lacqua da un pozzo asciutto; un altro giorno, non
permette che piova su una povera casa in costruzione, perché
il proprietario non sia danneggiato. Unaltra volta, trova
uova nel pollaio quando le altre suore, un istante prima, non
ne avevano trovato neppure uno.
È sempre più innamorata della Madonna che
invoca con i titoli di Immacolata e di Ausiliatrice, come don
Bosco, e diffonde, senza tregua la schiavitù
damore a Lei, come aveva insegnato il Montfort. A Valverde,
a Cantalupo, in altri paesi che riesce a raggiungere, moltissimi
fanno la consacrazione alla Madonna. Così
diffonde, per la salvezza della Spagna, alla vigilia della terribile
rivoluzione comunista, il rosario delle sante Piaghe di
Gesù.
Nel 1930, suor Eusebia emette i suoi voti perpetui. Invitata
dalla maestra delle novizie, tiene uno stupendo discorso sullamore
di Dio. Chi lascolta, non comprende da dove possa venire
quella sua sapienza così semplice e alta. A Valverde,
molti, compresi sacerdoti e seminaristi, vengono a consigliarsi
con lei su cose importanti, decisive. Intanto la rivoluzione
avanza: bruciano i conventi, sacerdoti e credenti hanno vita
sempre più grama.
Illuminata da Dio, suor Eusebia vede nel futuro e parla chiaro:
Ci saranno dei martiri. Le sue profezie si avvereranno
tutte. Si offre vittima per la salvezza della Spagna. Qualche
tempo dopo, si ammala. Tutti la vogliono vedere: attorno al suo
letto giungono i sacerdoti, i seminaristi, i bambini con le mamme.
È serena, abbandonata al Signore, anche se comprende che
verranno fatti terribili: Ora il re dovrà andarsene.
Ma tornerà e si chiamerà Juan Carlos. La
storia, 40 anni dopo, le darà ragione.
Il 10 febbraio 1935, suor Eusebia, a soli 36 anni, va incontro
a Dio. Durante la mia sepoltura aveva detto
le campane suoneranno a gloria. Capita così che
alluscita dalla chiesa, le campane da sole si mettono a
suonare lalleluja pasquale. Presto si parla di grazie e
di miracoli.
Ma il miracolo più bello è lei, la piccola povera
mendicante di Cantalpino, diventata un capolavoro
dellamore di Dio. Oggi attende la gloria degli altari:
Dio ha deposto i potenti dai troni e ha innalzato gli umili.
Paolo Risso
IMMAGINE:
suor Eusebia PALOMINA FMA
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2002-1
VISITA Nr. 