MONS.
PINARDI: UOMO DI DIO
Nella
grande pianura che da Torino giunge alle valli di Pinerolo, cè
Castagnole Piemonte. Lì, da piccoli proprietari il 15
agosto 1880, solennità dellAssunzione di Maria,
nasce Giovanni Battista Pinardi. Il bambino cresce respirando
la fede e la vita cristiana dei suoi cari e della parrocchia.
A prendersi cura di lui, accanto al Parroco Don Bues, cè
Don Giacomo Galfione di Carignano, giovane prete in fama di santità,
come un curato dArs. Al termine delle elementari,
è così intensa la sua amicizia con Gesù,
che gli è spontaneo dire: Io vado in Seminario a
farmi prete. Il ginnasio lo frequenta al Collegio Salesiano
di Borgo S. Martino (Alessandria).
Nel 1897, Giovanni veste labito ecclesiastico e studia
filosofia per due anni nel Seminario di Chieri. Nel 1899, è
nel Seminario di Torino. Lanno dopo fa il servizio militare
in artiglieria di montagna e poi in sanità.
Sacerdote
di Cristo
Il 28 giugno 1903, è
ordinato sacerdote dal card. Agostino Richelmy, Arcivescovo di
Torino, con altri 51 compagni di studi. Completa gli studi di
teologia morale al Convitto sotto la guida di due santi: il beato
Don Giuseppe Allamano e il Servo di Dio Don Luigi Boccardo (presto
beato, speriamo!).
Dal 1905 al 1912, è vice-parroco a Carignano: Don Pinardi
si occupa prima di tutto dei ragazzi delloratorio, dei
malati, dei cantori che lui riunisce e prepara per le solennità
liturgiche.
Il 15 dicembre 1912, quasi come un dono di Dio per il natale,
fa lingresso come parroco nella chiesa di S. Secondo a
Torino.
I problemi sociali e culturali della città e di un mondo
in crescita, la guerra che travolge lItalia e lEuropa,
il difficile dopo-guerra con lotte e rancori, lo vedono partecipe
in prima persona con la luce del Vangelo, la forza che viene
solo dal
Cristo Redentore. i suoi parrocchiani,
molto presto, lo stimano e lo amano, in primo luogo i giovani
e i poveri per i quali subito intraprende e moltiplica le iniziative.
Vescovo per
obbedienza
Ma è conosciuto e stimato
molto più in alto. Quando Papa Benedetto XV nomina Mons.
Bartolomasi già Vescovo ausiliare di Torino, primo Vescovo
Castrense, il Card. Richelmy convoca Don Pinardi e, prendendola
alla larga, gli chiede se è disposto a collaborare più
strettamente con lui. Don Pinardi gli assicura tutto il suo aiuto,
ma non comprende dove il Presule vuol giungere. Appena però
il Cardinale gli dice apertamente che intende proporlo per lepiscopato,
Don Pinardi è tanto sconvolto che si alza e fugge via
senza salutare nessuno.
Il Cardinale però, conoscendolo a fondo, fa il suo nome
a Roma. Il 3 gennaio 1916, giunge a Don Pinardi una lettera della
Congregazione Concistoriale, firmata dal Card. De Lai che gli
comunica la sua nomina a Vescovo. Don Pinardi, lettera in mano,
si reca dal Card. Richelmy e gli fa presente tutte le ragioni
possibili per non accettare e scrive al Papa di non essere degno
dellepiscopato. Ma il venerdì 21 gennaio 1916, mentre
sta andando in chiesa a guidare la Via Crucis, gli giunge la
risposta dal Papa che lo prega di accettare. Don Pinardi obbedisce
e, mentre tutti si rallegrano, lui piange a dirotto.
Il 5 marzo 1916, nella sua chiesa di S. Secondo, è consacrato
Vescovo. Ha solo 36 anni: alto, slanciato, umile e dotto, colmo
di verità e di carità, è un vero capitano
per il suo popolo, ma non sa dire altro che Chino il capo
e adoro. Sia fatta la volontà di Dio. Si sente oppresso
dalla responsabilità della nuova consacrazione e per molte
settimane si sfoga con la sua mamma, la quale alla fine gli risponde:
Fatti coraggio. Io penserò a te e offrirò
tutto per te.
Non vuol essere chiamato eccellenza dicendo che è
già troppo chiamarlo monsignore, mentre per
i suoi parrocchiani rimane sempre il curato di S. Secondo.
Veste abitualmente di nero, portando qualche volta lanello
e indossando solo raramente le insegne vescovili: solo la Croce
gli è particolarmente cara, come la sintesi della sua
vita.
Nel 1917, è nominato Presidente della Società della
buona stampa e lui subito lavora affinché i cattolici
abbiano stampa davvero cattolica, sostenendo la pubblicazione
Il momento.
È chiamato, nel 1919, a diventare Presidente della Società
per lassistenza al Clero bisognoso, e nel 1920 del Comitato
per lemigrazione. Ma soprattutto è direttore dellAzione
cattolica, in tutte le sue molteplici espressioni, dallUnione
del Lavoro alla Federazione giovanile.
Pastore
nella bufera
Alla venuta del card. Gamba
come Arcivescovo di Torino, nel 1924, Mons. Pinardi diventa Pro-Vicario
Generale. Si impegna con coraggio nella diffusione della stampa
cattolica, fondando il quotidiano Il corriere e promuovendo
lapertura della casa per le opere diocesane in Corso Oporto.
Con lavvento del fascismo, il momento è ancora più
difficile, tanto più che la posizione di Monsignore verso
i soprusi del regime è di netta ripulsa... Quando improvvisamente
il 26 dicembre 1929 muore il Card. Gamba e gli succede il Card.
Fossati alla guida della diocesi, Mons. Pinardi è sempre
in prima linea con numerose attività pastorali, ma non
è più confermato come Vescovo Ausiliare né
come Pro-Vicario Generale.
Spiega Papa Pio XI al card. Fossati: A Torino, avete un
Vescovo santo, ma occorre lasciarlo nellombra per non avere
problemi con il regime. Nel 1931, quando vengo-
no sciolti i circoli cattolici, Mons. Pinardi, forte dellenciclica
del Papa Non abbiamo bisogno, insorge: i circoli
sono ricostituiti, ma il clima è tuttaltro che facile.
Poi venne la 2ª guerra mondiale, terribile, con i poveri
che crescono a dismisura. Che cosa fa Monsignore per loro, di
persona e per mezzo della S. Vincenzo. Solo chi ha
sperimentato il suo aiuto lo sa e lo ricorderà per sempre.
Nel novembre 1942 e nel luglio 1943, Torino è percossa
da terribili bombardamenti con danni incalcolabili e centinaia
di morti. Monsignore è il primo a soccorrere chi soffre.
Durante la lotta partigiana si oppone alla vendette seguite alla
liberazione dellaprile 1945, predicando contro
lodio e andando di persona a benedire e a comporre per
le vie della città le salme degli uccisi.
Presto santo?
Finalmente la pace ritorna,
con enormi problemi per ricostruire la città e lItalia.
Per Mons. Pinardi, è la stagione dei frutti. Numerosi
suoi ragazzi, da lui seguiti, sono entrati in Seminario e ora
salgono laltare, sacerdoti di Cristo. dai diversi gruppi
dellAzione Cattolica sono usciti cristiani testimoni di
Cristo nelle famiglie, nel lavoro e nella società.
Nel 1953, celebra il suo 50° anniversario di Messa: Monsignore
rimette a nuovo la chiesa di S. Secondo e vengono Vescovi e sacerdoti
a festeggiarlo. Papa Pio XII lo benedice con lettera autografa
e lo nomina assistente al Soglio. A lui è
dato di consacrare sacerdote il 37° parrocchiano di S. Secondo,
che nei suoi 40 anni di ministero, sale laltare! Nel 1960,
partecipa al pellegrinaggio aziendale della FIAT a Lourdes: è
lofferta della sua lunga vita alla Madonna. Ha 80 anni
ormai e si muove a fatica, ma è ancora sulla breccia,
buon pastore nella sua parrocchia e collaboratore silenzioso
e operoso del Cardinale Arcivescovo.
Il 2 agosto 1962, festa della Madonna degli Angeli, sentendo
vicina la sua ultima ora, chiede: Datemi la mia Croce.
Stringendosi il Crocifisso al cuore, Mons. Giovanni Battista
Pinardi se ne va a contemplare Iddio.
Dal 1964, riposa nel suo bel S. Secondo presso laltare
del Sacro Cuore da Lui voluto. Il 30 gennaio 1999, è iniziata
la sua causa di beatificazione. Che presto possiamo venerarlo
con Don Cottolengo, Don Cafasso, Don Bosco, Don Allamano, il
prof. Faà di Bruno, il canonico Boccardo, santo tra i
santi, modello in primo luogo dei sacerdoti e dei Vescovi, maestro
di santità per tutti.
Paolo Risso
Str.
Lazzaretto 4 - 14055 Costigliole dAsti
IMMAGINE: Mons. Giovanni Battista Pinardi, 1880-1962),
parroco di San Secondo (Torino) e poi vescovo ausiliare di Torino
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2002-4
VISITA Nr. 