LA MAMMA DI DON BOSCO


Si dice di Don Bosco: il Signore gli ha donato sapienza e prudenza e un cuore grande come la sabbia che è sulla spiaggia dei mari.
Questo cuore grande è esistito perché ha saputo battere sempre in sintonia con il cuore di sua madre. È mamma Margherita che lo ha educato a una vera vita cristiana. Essa non era soltanto una madre che ama i suoi figli, era una mamma cristiana colma di fede, una contadina che viveva la sua fede nella più assoluta semplicità, meditando il catechismo parrocchiale e ascoltando con attenzione le prediche della domenica per continuare a meditarle durante la settimana, e tradurle nella vita di ogni giorno. E Dio, che si rivela ai semplici, le donò sapienza e prudenza per educare cristianamente i suoi figli, e in particolare il futuro Don Bosco.

Lo sguardo al cielo

Quando mamma Margherita guardava il cielo stellato diceva ai figli: «È Dio che ha creato il mondo e ha messo lassù tante stelle. Se il cielo stellato è così bello, chissà il Paradiso». Ai figli apriva panorami immensi, li aiutava a pensare al destino eterno che li aspettava. Ebbene, Don Bosco educatore non dimenticò mai questo insegnamento. Già avanti negli anni, quando di notte attraversava il cortile dell’Oratorio appoggiandosi al bastone, si soffermava, dice Don Rua, a guardare il cielo e parlava della bontà di Dio e del suo desiderio del Paradiso. E nell’educazione dei ragazzi non dimenticava mai di orientarli al cielo. Nei suoi sogni non spiegava ai ragazzi che cos’è il Paradiso, ma insegnava loro a camminare sicuri verso il cielo vincendo tentazioni e difficoltà.
Mamma Margherita, quando vedeva i campi pieni di fiori e soprattutto nel periodo della vendemmia, in cui raccoglieva il frutto del suo duro lavoro, diceva ai figli: «Il Signore è davvero buono con noi, ci ha dato il pane quotidiano». E quando d’inverno era con i suoi figli attorno al fuoco diceva: «Dobbiamo davvero ringraziare il Signore che ci provvede il necessario. Davvero Dio è Padre: Padre nostro che sei nei cieli...». Don Bosco faceva lo stesso nelle lunghe passeggiate autunnali con i suoi ragazzi. La bellezza dei campi e dei raccolti lo faceva parlare della bontà di Dio, della provvidenza di Dio. Tutto per lui era dono di Dio. E quando con i suoi ragazzi pregava, tutti si accorgevano che nella recita del Padre nostro, la sua voce assumeva un tono particolare, si sentiva davvero figlio del Padre che è nei cieli e insegnava a sentirsi figli.

Il vestito della domenica

La domenica, mamma Margherita vestiva meglio i suoi figli, dicendo: «La domenica è giusto che i cristiani manifestino anche nel modo di vestire la gioia che sentono in questo giorno. Ma a che serve vestirsi bene quando si è in peccato?». Così la mamma educatrice insegnava ai figli a vivere in grazia di Dio. Ora la gioia più grande di Don Bosco era la stessa: aiutare i ragazzi a vivere in grazia di Dio e invitava i suoi ragazzi alla confessione frequente, ma diceva ai suoi collaboratori di non obbligare mai nessuno a confessarsi, lo dovevano fare per convinzione. Qui sentiamo l’educatore cristiano che vuole infondere nei ragazzi convinzioni profonde. Nel ritiro mensile in cui di solito ci si confessava, c’era l’abitudine di dare una bella pagnotta. Don Bosco una volta vide, nel giorno del ritiro, un ragazzo triste e a bruciapelo gli disse: «Tu non hai mangiato la pagnotta, perché?». E il ragazzo: «Non mi sono confessato». «Ma benedetto ragazzo, – disse Don Bosco –, è la fame che ti dà diritto al pane, non la confessione». Qui si sente l’amore di Don Bosco: le necessità materiali dei suoi ragazzi erano importanti per lui quanto la confessione, e ha faticato per dare loro da mangiare.

«Pensa a salvare le anime»

Ma torniamo a mamma Margherita. Il giorno della prima comunione di Giovanni gli disse: «Figlio mio, è un grande giorno per te. Sono convinta che veramente Dio possiede il tuo cuore. Promettigli di fare il possibile per essere sempre buono nella tua vita... Ricevilo con frequenza, e per riuscire ad amare il Signore fuggi i compagni che dicono cattive parole». Su quest’ultima frase il figlio non era d’accordo e rispondeva: «Mamma, se io vado con loro non dicono cattive parole». E la mamma lo lasciava andare, non poteva dirgli di no, perché anche lei faceva lo stesso. Essa si prendeva cura delle ragazze del villaggio e le aiutava ad essere buone, e una volta quando una la rimbeccò, mamma Margherita rispose: «Ma io voglio solo che tu ti salvi l’anima». Don Bosco già sacerdote disse un giorno a un ragazzo (penso che l’abbia detto a molti): «Vorrei che tu fossi mio amico, ma sai che cosa significa essere amico di Don Bosco?». E il ragazzo: «Che io debbo ubbidire». E Don Bosco: «No! io vorrei che tu mi aiutassi in una cosa molto importante». «In che cosa?», ribatté il ragazzo. E Don Bosco: «Che tu mi aiuti a salvare l’anima tua». Qui sta il senso di tutto il lavoro apostolico di Don Bosco. “Salvare le anime” era il suo motto. E anche questo motto era un atto di obbedienza alla madre che a lui, novello sacerdote diceva: «Non pensare a me, pensa solo a salvare le anime».
Mamma Margherita ci teneva a educare i figli ad aprirsi agli altri. Essa sentiva la necessità della sua borgata, e quando c’erano degli ammalati che avevano bisogno di aiuto, di notte svegliava i figli perché andassero a servirli. E Don Bosco, già sacerdote, quando a Torino scoppiò il colera, lanciò i suoi ragazzi a servire gli ammalati. E lo fecero con uno slancio meraviglioso. Questo è educare, impedire che i ragazzi si pieghino su se stessi in un narcisismo inutile: una vita che non si fa dono non ha senso.
Quando il seminarista Bosco tornava dal seminario dove dormiva sopra un materasso di lana, la mamma gli preparava un pagliericcio e gli diceva: «È necessario che tu ti abitui a un po’ di mortificazione, perché non sai a quale vita ti chiama il Signore». Don Bosco imparò il senso vero e formativo della mortificazione tanto necessaria per sapersi controllare in ogni situazione e un aiuto formidabile per educarsi al domani. Per questo la insegnava ai suoi ragazzi.

Meglio contadino

E veniamo ai giorni delle grandi scelte di Don Bosco. Il giorno in cui vestì l’abito ecclesiastico, il parroco lo condusse a una festa paesana. A un certo punto certi preti incominciarono a fare i buffoni e il giovane Bosco divenne triste. Il parroco gli chiese il perché, e lui rispose: «Se fossi sicuro di diventare un giorno come loro, preferirei buttar via subito questa veste che ho appena indossato. Meglio essere un buon cristiano e contadino, che un prete così».
La mamma non c’era a quella festa, ma cinque giorni dopo quando il figlio stava partendo per il seminario lo prese e gli disse: «Giovannino mio, hai preso l’abito, sento tutta la gioia che può sentire una mamma. Ma ricordati: non è l’abito che fa onore alla vita, ma la pratica della virtù. Se un giorno tu dubitassi della tua vocazione, non disonorare quest’abito, deponilo subito; meglio un figlio contadino che un prete trascurato nei suoi doveri». I sentimenti del figlio sintonizzavano con quelli della madre. E qui appare tutta la grandezza e la santità della madre: certamente le piaceva essere madre di un sacerdote, ma solo a condizione che fosse santo... Quel giorno continuò a dirgli: «Quando sei venuto al mondo ti ho consacrato alla Beata Vergine: quando hai incominciato i tuoi studi, ti ho raccomandato la devozione a questa nostra Madre: ora ti raccomando di essere tutto suo: ama i compagni devoti a Maria; e, se diverrai sacerdote, raccomanda e propaga la devozione a Maria». La mamma gli stava tracciando l’intera sua vita, e il figlio rispose: «Madre, vi ringrazio di tutto quello che avete detto e fatto per me; queste parole non saranno dette invano e ne farò tesoro in tutta la mia vita». La vita di Don Bosco è riassunta in queste parole di sua madre, perché egli le ubbidì sino alla fine.

Un cuore oratoriano

Osserviamolo ora nei primi anni del suo sacerdozio. Un giorno si ammalò, dovette abbandonare i suoi ragazzi per andare ai Becchi a farsi curare dalla mamma. Capì che non ce la faceva da solo. Il parroco Don Cinzano gli suggerì di portarsi a Torino la madre. A Don Bosco gli ripugnava pensare che sua madre dovesse ubbidire a lui. Ogni parola della mamma era stata sempre per lui una legge. Ma poi pensò: mia mamma è una santa, e le fece la proposta. La madre sentì la durezza dello strappo che doveva fare, ma disse: «Se ti sembra che questa sia la volontà di Dio vengo con te». Giunse all’oratorio e quando vide tanti ragazzi, il suo cuore di mamma divenne grande come la sabbia che è sulla spiaggia dei mari. Il cuore di Don Bosco è un riflesso di quello di sua madre. All’oratorio gli spazi della mamma erano l’orto, il guardaroba e la cucina: c’erano sempre ragazzi attorno a lei, la chiamavano mamma, avevano bisogno di una sua parola. In fin di vita, quando parlò al figlio, Don Bosco si accorse che la mamma conosceva meglio di lui l’oratorio, e fece tesoro dei suoi ultimi consigli. Nel suo testamento aveva scritto: «Addio, caro Giovanni, ricordati che in questa vita si deve patire. I veri godimenti saranno nella vita eterna». E il figlio continuò a donarsi per la salvezza dei giovani sino alla fine della vita, come la mamma gli aveva detto. E si preoccupò soprattutto di ubbidire alla mamma nel diffondere la devozione a Maria. Gli piaceva presentarla come Immacolata, ideale massimo di santità, invocarla da buon piemontese come la Consolatrice, ma capì che nell’apostolato se voleva davvero difendere la fede dei suoi ragazzi e di tutti i credenti doveva invocarla come Ausiliatrice. Maria è tale nel popolo di Dio quando difende la fede dei credenti e quando li aiuta a diffonderla. Lo stendardo dell’Ausiliatrice per opera della famiglia salesiana sventolò e sventola in tutto il mondo e moltissime chiese sono dedicate ovunque all’Ausiliatrice.
Immacolata, Consolata, Ausiliatrice, così la invocò Don Bosco. Ma in punto di morte questi titoli si riassumevano in uno solo, dalla bocca gli usciva solo la parola: Mamma. Penso che la mamma celeste e quella terrena si confondessero nella sua mente. Maria è sempre e innanzitutto Mamma.
Mamma Margherita e Don Bosco si sono messi accanto a tanti ragazzi per costruire insieme il loro futuro. Anche oggi tanti giovani e ragazzi hanno bisogno che qualcuno si metta accanto a loro per inventare, in questa rottamazione della storia umana lontana da Dio, un futuro migliore. Oggi tocca farlo a noi.
                                                                       
Mario Galizzi SDB


IMMAGINI :
1 Giuseppe ROLLINI : Mamma Margherita (ritratto), Camerette di Don Bosco, Torino-Valdocco /
2 Paolo CRIDA : Don Bosco e Mamma Margherita, Sacrestoa della Basilica di Maria Ausiliatrice, Torino-Valdocco
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2002-1
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