COME UN GRANELLO DI
SENAPE
Bambina di pochi anni, diceva di giocare
spesso con Gesù Bambino, a nascondino, a rincorrersi...
Trovandosi qualcuno in pericolo, chiamava gli angeli e questi
venivano allistante in soccorso.
Era nata l8 settembre 1916 a Itri (Latina) Luigina
Sinapi
era il suo nome prima di cinque figli.
La sua mamma era così preoccupata dei fatti straordinari
che le succedevano, che a metà degli anni 20 la
portò da Padre Pio da Pietrelcina, per un consiglio e
una benedizione. Il frate le pose la sua mano stigmatizzata sul
capo e disse: Dio si manifesta in lei con la sua volontà.
Trascorse fanciullezza e adolescenza nella sua famiglia agiata,
ricevendo, soprattutto dalla mamma, unottima educazione
cristiana, frequentando elementari e ginnasio con serietà
e intuendo che una singolare missione laspettava. Ella
stessa dirà di aver offerto a Gesù il voto di verginità
a soli cinque anni. A sette laveva ricevuto nella prima
Comunione ed era stato linizio di un amore incandescente
per Lui. La Messa, Sacrificio di Gesù, con la Comunione
quotidiana, il colloquio prolungato davanti al Tabernacolo diventarono
la sua vita. Insieme, nutriva unaffezione intensissima
alla Madonna, pregata a lungo con il Rosario, contemplata nei
suoi dolori, nella partecipazione alla Passione del Figlio Crocifisso.
In Maria SS.ma aveva una fiducia illimitata da strapparle dei
miracoli, così che quando altri si accorgevano della sua
familiarità con Lei, le chiedevano di pregarla per le
loro necessità: e succedevano cose incredibili.
Nel novembre 1931, il primo grandissimo dolore: la morte della
sua mamma a soli 44 anni. Era linizio della sua via
Crucis cui però non mancheranno gioie profondissime
e eventi straordinari.
Vuoi
essere vittima?
Sedicenne, Luigina entra tra
le Figlie di S. Paolo per consacrarsi a Dio. Ha come direttore
spirituale don Timoteo Giaccardo (oggi beato). Ma
a causa della sua salute delicata, quello non è il suo
posto. La notte di Natale, don Giaccardo le domanda: Per
amore di Gesù, vuoi offrirti vittima per la salvezza delle
anime?. Luigina risponde di sì. Don Giaccardo conclude:
Va, figliola, la tua vocazione è altrove.
Luigina sente dolori atroci al bacino.
È tumore. Rimane a letto, nella sua casa di Itri, per
due anni, pregando, offrendo e continuando a occuparsi con eroismo
dei suoi fratelli cui fa da mamma. Il 15 agosto 1935, solennità
dellAssunzione di Maria, il Parroco le amministra lEstrema
Unzione, perché ormai è alla fine. Ma ecco il miracolo:
Luigina vede Gesù e la Madonna che la interrogano: Vuoi
venire subito con noi in Paradiso o rimanere sulla terra e offrirti
ancora vittima per la Chiesa e per i sacerdoti?. In un
istante, Luigina vede i pericoli dellapostasia, le defezioni
che sarebbero venute negli anni futuri e accetta la seconda proposta,
offrendosi ancora vittima a Dio.
Gesù allora le dice: Come una persona comune vivrai
nascosta agli occhi del mondo. Sarai poco compresa, soffrirai
molto e morirai sola come me. Sarai come dice il tuo nome
il granello di senape in un solco di Roma. Vivrai lo straordinario
nellordinario. Ti lascerò mia Madre: ti guiderà
e ti conforterà. Non temere.
In quellistante, Luigina è guarita: non ha ancora
ventanni. Per evitare ogni scalpore, il padre la manda
alla Garbatella a Roma a vivere con gli zii. I quali, presto
non tollerano che vada a Messa ogni giorno, che si confessi regolarmente
dal suo direttore spirituale (per ora è don Giaccardo)
e si dedichi allapostolato. Luigina trova presto lavoro
presso una buona famiglia, dove ha una cameretta per sé
e può pregare e ricevere i piccoli che si
rivolgono a lei per consigli e preghiere.
Il colloquio con il Cielo, con Gesù e la Madonna, con
santi quali S. Francesco dAssisi, S. Filippo Neri, S. Teresa
di Gesù Bambino e S. Gemma Galgani, si fa più intenso:
vede lInvisibile e porta a compimento cose impossibili
agli uomini. Dal 1936 al 40, si occupa con un buon impiego
presso lIstituto di Statistica, che le consente di affittarsi
un appartamento. Si dedica alladorazione eucaristica, allapostolato
spicciolo e a quello in grande, straordinario, come
quando Gesù la manda in bilocazione a portare
soccorso ai Vescovi e ai sacerdoti impediti e perseguitati nellEst
europeo e in Russia. Nel medesimo tempo, il diavolo la tormenta
in ogni modo, così che non le mancano mai sofferenze e
difficoltà di ogni genere. Non per nulla si era offerta
vittima per la Chiesa e per i sacerdoti e il bene che compie
è sempre più grande, a larghissimo raggio.
Allentrata dellItalia in guerra nel giugno 1940,
Luigina lascia Roma per fondare presso il Santuario della Madonna,
a Itri, unopera di carità e di assistenza per bambini
bisognosi e donne anziane. Richiamata a Roma presso listituto
di Statistica, non accetta, vivendo per qualche tempo di umili
servizi e di carità e continuando il suo apostolato singolare.
Con Pio
XII e Padre Pio
Una mattina daprile 1937,
Luigina si trova presso lAbbazia delle Tre Fontane e si
inoltra tra le piante secolari fino a una grotta che ella non
sa essere luogo malfamato e ricettacolo di ciò che si
vuol far sparire: croci spezzate, corpicini abortiti, materiale
compromettente... Luigina si trova davanti alla Madonna che le
confida: Esattamente fra dieci anni, tornerò in
questo luogo. Mi servirò di un uomo che oggi perseguita
la Chiesa e vuole uccidere il Papa... Ora tu va in piazza S.
Pietro, troverai una signora vestita così... e le chiederai
di condurti da suo fratello Cardinale: porterai a lui il mio
messaggio. Da questo luogo, stabilirò a Roma il trono
della mia gloria... Inoltre dirai al Cardinale che prestò
sarà lui il nuovo Papa.
Luigina va a S. Pietro, dove incontra la marchesa Pacelli, che
le ottiene subito di parlare con il fratello Card. Eugenio Pacelli,
Segretario di Stato. Lillustre e santo Uomo di Chiesa crede
a quella ragazza di 21 anni, come a uninviata da Dio. Quando
il 12 aprile 1947, sabato in albis, la Madonna apparirà
a Bruno Cornacchiola e ai suoi tre figlioletti, convertendolo
dai suoi tristi intenti e Bruno andrà a raccontare tutto
al Papa, Pio XII sarà già al corrente di tutto.
La Madonna viene spesso a illuminarla con i suoi messaggi: A
tutte le famiglie ove si dirà la mia invocazione «Maria,
salvaci», stenderò la mia mano e stringerò
i singoli membri al mio cuore e li farò camminare con
letizia anche nelle tribolazioni. La tua fede sia
universale: prega, soffri e offri per amor mio e di Gesù,
sino alla tua totale consumazione. Ti voglio mia
lucerna nella notte. Per mettere in fuga tante tenebre che il
demonio semina in questi tempi, specialmente contro la Chiesa;
sii lucerna per le amarezze del Papa, per i traviamenti dei consacrati,
per le insidie alla gioventù attraverso la stampa, gli
spettacoli, le sette segrete e i partiti dediti a togliere la
purezza ai cristiani. Comunica queste parole ai sacerdoti,
perché ne facciano tesoro.
Vista realizzata la profezia che riguardava la sua
elezione al Papato, Pio XII continua a stimare sempre più
Luigina. I suoi incontri con lei si infittiscono nelle frequenti
udienze e nelle telefonate reciproche. Gran parte di questo rimane
segreto, ma qualcosa ella stessa ha rivelato. Un giorno, in cui
giunge alludienza con il Pontefice, coperta di lividi per
le percosse ricevute dal diavolo, Pio XII le dona una reliquia
della Croce di Gesù, dicendole: Portala sempre con
te, ti proteggerà da satana!. Avvicinandosi lAnno
Santo 1950, Pio XII pensa alla definizione dogmatica dellAssunzione
di Maria SS.ma in corpo e anima, ma vuole un segno dal Cielo.
Luigina, a nome della Madonna, le dice: Padre santo, proceda
tranquillo. Mamma Maria è in Paradiso anche con il suo
corpo.
Nel giugno 1950, in visita alle quattro Basiliche romane per
lacquisto dellindulgenza giubilare, Luigina Sinapi
si accompagna con Padre Pio, venuto per lei in bilocazione, come
un normale pellegrino. Giunti in S. Pietro, P. Pio le dice: Ora
che vai dal Papa, digli che io mi offro ogni giorno vittima per
lui e chiedigli la sua benedizione per me. Con la solita
disinvoltura, Luigina sale subito da Pio XII, che vedendola con
una faccia anormale e tutta profumata, le domanda:
Ma che cosa ti è successo?. Ella risponde:
In Basilica, cera P. Pio con me.... Il Papa:
E perché non lhai condotto qui?. Per
un istante, entrambi vedono P. Pio in mezzo a loro. Pio XII commenta:
Io sono il Vicario di Gesù, ma lui, Gesù
lo vive.
Lunione spirituale con P. Pio era già intensa da
anni. Intanto Luigina ha trovato lavoro come cassiera in un negozio.
Qualche tempo dopo, incolpata, sebbene innocente, di aver sottratto
del denaro e recatasi da P. Pio in cerca di consiglio e di aiuto,
il Padre la tranquillizza su tutto e la conferma nella sua missione
di apostola e vittima per la Chiesa. Rientrata a Roma, simpiega
alle poste, poi come collaboratrice del prof. Enrico Medi, un
altro santo sui suoi passi. La sua salute però
diventa sempre più fragile... Il Santo Padre Pio XII le
concede di avere una piccola cappella presso il suo appartamento
dove ogni giorno un sacerdote celebra la S. Messa e si raduna
una piccola comunità di anime. Lì, davanti al SS.mo
Sacramento, vive sino allultimo la sua impetrazione presso
Dio.
Nel 1954, Pio XII, rivolgendosi ai malati, per incoraggiarli
a valorizzare la sofferenza, afferma: Vi sono anime che
hanno persino positivamente cercato la sofferenza. Di una, ed
era Luigina Sinapi, in particolare udimmo un giorno la storia...
Vive ancora... e arde e si consuma come una lampada viva davanti
al trono della giustizia e dellamore di Dio. Ella... ha
sempre il sorriso sul volto, mentre conserva perenne nellanima
la calma e la gioia.
Di fatto, Luigina Sinapi si trova ad avere due eccezionali guide
sulla terra: Papa Pio XII e P. Pio, due giganti nella Chiesa
di tutti i tempi: il loro nome indica la prima virtù
la pietas, la religione, ladorazione e lobbedienza
a Dio nel secolo più empio della storia, in cui
si nega Dio e si pretende di costruire una religione
per luomo. Dopo la morte di Pio XII (9 ottobre 1958), gli
incontri con P. Pio si intensificano: o in bilocazione
o direttamente con qualche suo viaggio a S. Giovanni Rotondo.
Ella vuol essere vittima con Gesù, come il Padre: soffrire
e offrire in unione al Crocifisso è ormai la sua
vita.
Tu
ardi e Io incendio
Gesù le dà di
unirsi alla sua Passione e morte come ai privilegiati e ai mistici.
I dolori, soprattutto al venerdì, sono atroci, ma Luigina
vuole che tutto resti segreto alle numerose persone che vengono
a farle visita e che ella accoglie nei loro problemi, pregando
per loro la Madonna, donando luce, coraggio e senso cristiano
della vita, leggendo nelle anime e vedendo il futuro. Nessuno
potrà mai dire quante anime ella abbia salvato. Solo Dio
conosce le storie damore che ella intreccia
con Lui.
Non le manca mai la croce e ripete con S. Paolo: Non so
altro che Cristo Crocifisso. Non cè grazia più
grande che essere associati alla Passione di Gesù.
Scrive, nel suo diario, come sintesi della sua esistenza: Da
anni, non ricordo cinque minuti di sollievo... Nello stesso tempo
torna la sete di anime e con esse la sete di patire e di offrire.
Le anime costano il Sangue di Gesù e ho la pena di far
poco o nulla per loro. Come segno dellamore di Gesù
per me, gli chiedo la sofferenza.
Vengono tempi oscuri nella Chiesa e nel mondo. Luigina ne è
consapevole. A qualcuno confida: Dopo il Concilio, la Chiesa
dovrà superare molte difficoltà... Ma alla fine,
essa ne uscirà rinvigorita. Per suggerimento della
Madonna, scrive: Tempo verrà in cui menti corrose
dallorgoglio di scoprire, contesteranno il Vangelo, perché
Gesù non ha scritto... Ma gli Apostoli, infiammati dal
Fuoco divino, lo hanno scritto con il sangue. Quel Fuoco si sta
spegnendo. La Chiesa ha bisogno di nuovo di questo Fuoco.
Parole gravissime in cui si intravvede la tragedia della nuova
teologia e della nuova esegesi già condannate
da Pio XII nella Humani generis (12 agosto 1950), e che dilagando
di nuovo dappertutto, di fatto distruggono il Credo Cattolico
e seminano confusione e rovina nelle anime. La Madonna però
dice a Luigina: Coraggio! Tu ardi e io incendio.
Il granello di senape, macerato nel dolore e nellofferta
con il Crocifisso, pur dal nascondimento, ha diffuso la vita
divina della Grazia ovunque, anche tra i sacerdoti, fino a diventare
un grande albero. A chi le chiedeva: Ma quando finirà
la tua sofferenza?, Luigina sorridente rispondeva: Facciamoci
santi... Io aspetto, io aspetto....
Lattesa finì il 17 aprile 1978, quando ella andò
incontro allo Sposo con la certezza del suo Papa,
Pio XII, che il 19 marzo 1958, aveva profetizzato: Dopo
un crudo inverno, la più bella primavera.
Paolo
Risso
IMMAGINE:
Luigina Sinapi (Itri, LT 1916 - Roma 1978)
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2000-10
VISITA Nr. 