LEOPOLDO, TEODORETO....E
GESU'
(Storia
di tre amici)
Si chiamava Luigi Musso ed era nato
a Terruggia (Vercelli), il 30 gennaio 1850 (150 anni fa) in un
anno assai difficile per la Chiesa, che a causa dellesilio
del Papa Pio IX a Gaeta, non poté neppure celebrare il
Giubileo.
Luigi cresce con un grande amore a Gesù Crocifisso che
trova vivo nellEucaristia, ri-presentazione del suo Sacrificio.
Ancora bambino, si appassiona alla Santa Messa, come chierichetto
assiduo al servizio dellaltare, alla visita quotidiana
a Gesù in Sacramento, alla pratica della Via Crucis, alla
devozione alla Madonna, invocata ogni giorno con il Rosario.
Frequenta la scuola sino alla seconda elementare (!), ma intelligente
e vivace, è pronto a imparare e a istruirsi a fondo nella
fede. Suona la chitarra assai bene e intrattiene gli amici in
allegria e buone conversazioni... È di singolare bontà,
purezza di vita e preghiera.
Di mestiere,
cuoco
A soli dieci anni si guadagna
il pane lavorando a casa del medico del paese, occupato in molti
servizi. Nel 1869, si reca a Vercelli dove si impiega come cuoco
presso un Monsignore della Curia. Continua con il medesimo mestiere
a casa dei conti Arborio Mella fino al 1889, quando passa ancora
come cuciniere in casa Caisotti a Torino. Nel medesimo tempo,
legge e studia, prega intensamente, partecipa ogni giorno alla
Santa Messa con la Comunione, ha guide eccellenti in sacerdoti
che lo spingono dolcemente alla santità, si impegna nellAzione
Cattolica nascente.
Sente che Gesù gli parla al cuore. Luigi fissa sulla carta
i detti che riceve da Gesù: Tra me e te ci sarà
una grande intimità. Amami anche per coloro
che mi rifiutano. In vacanza a Viale dAsti, nel 1893,
vede unanima avvinta al Crocifisso e intuisce
che Dio lo chiama a qualche particolare missione. Diventa, nella
assoluta normalità e prosa quotidiana dellesistenza,
adoratore del Crocifisso, di Lui vivo nellEucaristia, e
sente sempre più che Dio lo riserva per sé solo.
Nel 1897, ritorna a vivere con la madre, sola, a Terruggia, il
paese natìo, dove è di esempio a tutti, catechista
tra i ragazzi e animatore degli uomini di Azione Cattolica nella
preghiera e nellimpegno cristiano nella società.
Gravemente ammalato e prossimo a morire, mentre la madre è
più grave di lui, nel 1899 è guarito miracolosamente
dalla Madonna, invocata con fede, e decide di entrare nella vita
religiosa, appena gli sarà possibile.
Il Giubileo del 1900 segna la più grande svolta nella
sua esistenza. La sua mamma muore santamente l11 maggio
e Luigi, allinizio di novembre, entra tra i Francescani
(i Minori) a Torino. Il 18 gennaio 1901, veste il saio, lieto
di essere tutto di Dio e di servirlo nellumile ufficio
di cuoco, nelle comunità dove è mandato. Sarà
fratello laico, ma ardente di amor di Dio, come S.
Francesco dAssisi. Fra Marmitta, come lo chiamerà
lillustre domenicano P. Ceslao Pera, nella prefazione alla
sua biografia, vive una singolare «vita a due» con
il Signore Gesù.
Compiuto il noviziato, emessi i santi voti, Luigi Musso è
diventato fra Leopoldo. Il 13 aprile 1906, venerdì santo,
consenziente il Padre Guardiano, fra Leopoldo porta nella sua
cella il Crocifisso che è stato esposto alladorazione
dei fedeli e comincia a intrattenersi davanti a Lui in lunga
preghiera e adorazione. Tutto il tempo che può, lo trascorrerà
in ginocchio davanti alla sacra Immagine, in adorazione a Colui
che si è immolato al Padre per espiare i peccati del mondo,
per la salvezza dellumanità.
Tra Gesù e lui inizia e continua un colloquio intenso,
fitto fitto, che Leopoldo annota, per ordine di Gesù,
nel diario, con una ricchezza di dottrina e una consapevolezza
del momento storico e delle necessità della Chiesa, che
stupisce (e incanta) in un uomo che ha solo la 2ª elementare
e non ha mai studiato né teologia né mistica.
È il tempo del modernismo, che S. Pio X definisce il
cumulo di tutte le eresie (Pascendi, 8 settembre 1907),
una delle quali è la negazione del sacrificio di espiazione
compiuto da Gesù sulla croce (la proposizione 38 condannata
nel decreto Lamentabili). Proprio in questo tempo, Gesù
chiede a fra Leopoldo (e, per mezzo di lui, a noi) ladorazione
al Crocifisso e allEucaristia, ponendo il Crocifisso al
centro di tutto; ladorazione per il Papa e per i nemici
della Chiesa, in particolare per quelli (i modernisti appunto)
che la minano dal di dentro, per i sacerdoti e i religiosi, affinché
non ne siano preda, in suffragio delle anime del Purgatorio,
per la conversione del mondo intero a Lui, promettendo grazie
su grazie a chi farà la medesima adorazione.
Un illustre
professore
Il 10 settembre 1906, Gesù
annuncia a fra Leopoldo: Sappi che ho dei fratelli laici
che mi vogliono assai bene, se tu sapessi quanto li amo!.
Lui non capisce tutto, ma prende nota. A fine ottobre 1912, viene
a fargli visita fratel Teodoreto, per esporgli un progetto tutto
speciale: proprio dal 1906, pensa a fondare unUnione di
giovani zelanti nellapostolato del catechismo, sotto il
titolo del Crocifisso, e gli chiede consiglio, fidandosi di quel
fraticello che comincia a far parlare di sé, senza volerlo
affatto, dalla cucina dove lavora e dalla cella dove prega.
Fratel Teodoreto, al secolo Giovanni Garberoglio, è nato
a Vinchio dAsti, il 9 febbraio 1871 e, adolescente, è
entrato tra i Fratelli delle Scuole cristiane, fondati nel 600
da S. Giovanni Battista de La Salle. Si è sempre distinto
per umiltà, studio, obbedienza, spirito di apostolato
in mezzo alla fanciullezza e alla gioventù. È diventato
maestro e professore, assai colto, educatore nato, catechista
appassionato. Sogna che i giovani già allievi delle Scuole
cristiane, portino nel mondo non solo un buono stile di
vita secondo il Vangelo, ma siano apostoli in mezzo agli altri,
nella loro professione, nel servizio della catechesi ai piccoli
e ai poveri. Nella sua Congregazione, è tanta la stima
di cui fratel Teodoreto gode, che i superiori lo impegnano nella
cura dei confratelli più giovani.
Fra Leopoldo, al professore illustre, ricco di cultura
e di saggezza, risponde, in semplicità e umiltà,
ispirato da Gesù: Faccia ciò che ha nella
mente. Fratel Teodoreto raduna unAssociazione di
giovani apostoli e li prepara alla consacrazione al Crocifisso,
rimanendo nel mondo. Leopoldo incoraggia lui e i suoi giovani:
in nome del Crocifisso, dal Quale viene la salvezza del mondo,
la santità, la vera civiltà, il Paradiso, essi
dovranno essere luce, amore, fuoco, datori di Verità.
Nel silenzio e nella preghiera, tra Leopoldo, Teodoreto e Gesù,
si costituisce unamicizia a tre straordinaria, qualcosa,
che a leggerne oggi, è sicuramente una delle più
belle e commoventi storie damore che Dio solo
suscita nella Chiesa: davvero Leo, Teo... e Gesù,
una storia di tre amici, come la definirebbero dei ragazzi doggi.
Quei giovani crescono nellamicizia con Gesù e si
buttano nellapostolato in mezzo ai ragazzi, ai poveri,
al mondo travagliato da problemi sempre più gravi. È
il momento in cui a Londra, un famoso scrittore convertito dallanglicanesimo,
Robert Hugh Benson, diventato sacerdote cattolico ardente, in
un suo famoso romanzo (Il padrone del mondo, 1908,
oggi assai diffuso) precorrendo il futuro, scrive: Nei
tempi che verranno, occorreranno degli uomini che fanno i tre
voti e in più dichiarano la loro disponibilità
a ricevere il martirio. Il Cristo Crocifisso sarà il loro
patrono.
I giovani consacrati al Crocifisso, suscitati da Gesù,
e guidati dai detti medesimi di Gesù a fra
Leopoldo, e dalla sapienza pedagogica e ascetica di fratel Teodoreto,
saranno di questa razza? Tutti noi cattolici, dovremmo appartenere,
nello spirito e nel cuore, al divino Crocifisso, per una nuova
pacifica conquista del mondo a Lui.
Il 27 gennaio 1922 fra Leopoldo contempla per sempre il volto
del suo Amore, Gesù, che gli ha detto: Tu sei Leopoldo
del mio cuore! ed è vissuto in una strettissima
intimità con Gesù, come a pochi è stato
dato.
Il Crocifisso
al centro
È già sorta lUnione
Catechisti del SS. Crocifisso e di Maria Immacolata, di cui Fratel
Teodoreto parla al card. Giuseppe Gamba, Arcivescovo di Torino,
amico in gioventù di Don Bosco e noto come il Cardinale
dei giovani. Il Cardinale il 26 giugno 1926, invita i giovani
migliori dellUnione a offrire a Dio i santi voti, come
di fatto essi fanno con loro immensa gioia. LArcivescovo
non sa nulla del ruolo avuto da fra Leopoldo, ma di fatto ha
approvato lopera nata da lui e da Fratel Teodoreto. Questi,
continuando ad essere il formatore dei suoi più giovani
confratelli delle Scuole cristiane e professore illustre, ispirandosi
ai detti di Gesù a fra Leopoldo e, ancor più
alla dottrina della Chiesa, con lesempio e con la parola
educa i Catechisti dellUnione a essere immagine viva di
Gesù nel mondo, con lo stile dellofferta a Dio e
del suo sacrificio, con amore e con gioia.
In seguito alla Costituzione Provida Mater Ecclesia
(2 febbraio 1947) di Papa Pio XII, lUnione, nel 1949 diventa
Istituto secolare: Il Crocifisso è il suo Patrono,
con limpegno che Egli sia riconosciuto da tutti come il
Figlio di Dio, unico Salvatore del mondo, il Centro della Chiesa,
la Vita delle anime, il Maestro e la sorgente dellunica
vera civiltà. Fratel Teodoreto, scrive la biografia dellumile
fraticello (Il segretario del Crocifisso, Leopoldo Musso,
LDC, Torino, 1944, ristampata in seguito con il titolo Nella
intimità del Crocifisso, Torino, 1984) che lo fa
conoscere a largo raggio. Ha la gioia di veder sorgere la Casa
di carità Arti e mestieri, fondata dai suoi Catechisti,
sotto la sua assistenza e per la formazione della gioventù
operaia.
Trascorre gli ultimi anni nella pratica di unangelica vita
interiore, di una serena sopportazione della sofferenza, come
vittima di olocausto con Gesù per la gioventù che
teneramente ama e per le opere che Dio gli ha affidato, generoso
di consiglio (un vero maestro danima) e di preghiera continua
a favore di molti che a lui si rivolgono. Il 13 maggio 1954,
va incontro a Dio, carico di meriti.
Oggi, i due grandi amici di Gesù sono avviati alla gloria
degli altari: fra Leopoldo è servo di Dio
e Teodoreto è già stato dichiarato venerabile
il 3 marzo 1990, da Giovanni Paolo II. Nel nostro povero tempo
quando si osa persino dire che limmagine del Crocifisso
che espia per noi, appena sottoposta ad analisi concettuale,
si rivela subito inadeguata, svuotando così il centro
stesso del cattolicesimo, Leopoldo e Teodoreto invitano a guardare
con fede e amore a Gesù, unico Salvatore del mondo, mediante
il suo sacrificio di espiazione, secondo lannuncio del
biblico profeta (Zc 12,10) ripetuto dallevangelista Giovanni,
che tutto vide: Volgeranno lo sguardo a Colui che è
stato trafitto (Gv 19,37).
Paolo
Risso
IMMAGINI: 1 Fra Leopoldo Musso (1850-1922)
2
Ven. Fratel Teodoreto (Prof. Giovanni Garberoglio) 1871-1954
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2000-7
VISITA Nr. 