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Sprizzava gioia solo a vederlo:
un ragazzino lieto e simpatico, dallo sguardo intelligente e
buono. Era nato a Pianello del Lario (Como) il 26 aprile 1878
130 anni fa quando in paese era ancora parroco
Don Carlo Coppini. Quando ha tre anni, a Pianello
giunge un parroco eccezionale, Don Luigi Guanella, che era stato
allievo di Don Bosco e Salesiano per qualche anno. Un ragazzo comune... Un ambiente cui non mancano difficoltà di lavoro e di vita. Ma Sandrino cresce sereno, aiutato dalla forte e dolce educazione cristiana che gli viene dalla mamma amatissima e dal parroco Don Guanella. Fin dallinizio è preso dallamore per Gesù che dominerà tutta la sua vita. A 5 anni, è maturo per andare a scuola dalla brava maestra del paese Giuseppina Lombardi. A otto anni, supera gli esami di terza elementare con ammirazione del direttore didattico di Como, venuto ad interrogarlo. La mamma gli raccomanda di studiare: lui, guardandola con i suoi occhi sereni e spalancati come per lo stupore di sempre nuove scoperte, ride di gusto: una lettura sola gli basta per apprendere benissimo la lezione. Impara a scrivere per gioco, correttamente tanto con la mano destra che con la sinistra, e ci ride sopra, assai divertito. A scuola, i compagni lo chiamano grembiulone, perché porta addosso, come tutti loro e come divisa scolastica, il grembiule, solo che questo è sempre un po largo per la sua personcina. Ma Sandrino accetta gli scherzi senza adombrarsi, anzi rispondendo con altri scherzi innocenti. Sta volentieri con i compagni e gioca con loro. Ama disegnare: sono disegni semplici e gentili, case, giardini, monti, persone e spesso chiese e cappelle con chierichetti. In questo ambiente così
comune sboccia la bontà lieta e attiva di Sandrino, sul
quale testimonieranno la mamma, il fratello minore Leonardo,
il parroco Don Luigi Guanella, i suoi educatori di Pianello e
di Como. I suoi ... ma straordinario Il suo biografo G. Tamburelli,
(nel libro Alessandro Mazzucchi, Edizioni Paoline, Bari, 1933,
ristampato nel 1961) scrive di lui: Era di fisionomia aperta,
di costituzione piuttosto gracile; un bel viso pieno di candore;
gli occhi grandi, ridenti e sereni che ti guardavano con attenta
ingenuità; vi traspariva la sua innocenza e intelligenza
non comune, laffettuosità tenera e calda. Lambiente con negozio
e trattoria preoccupa la sua mamma che lo tiene il più
possibile lontano dal locale e gli consiglia distarsene in casa
tranquillo e raccolto. Sandrino cresce formandosi una coscienza
davvero cristiana: Don Luigi Guanella, suo parroco (oggi beato)
è il suo modello sulla terra; San Luigi Gonzaga (1568-1591)
è il suo modello in cielo. Alla loro scuola, impara a
controllarsi, a evitare pericoli e a crescere sulle orme di Gesù. Ha un senso profondo di Dio,
lo sente vicino come davvero è vicino, anzi intimo
nella vita della Grazia santificante e gli parla nella
preghiera a lungo, ogni giorno. Chiede soprattutto di evitare
il peccato e di crescere nellamore per Lui. Quasi senza
accorgersene, diventa maestro di preghiera per i suoi fratellini,
suscitando, qualche volta, la benevola ironia di qualche adulto
che lo chiama pretino. Il fratello Leonardo (nato nel 1883) ricordava come un giorno gli avesse insegnato la Salve Regina in latino: lui 4-5 anni, Sandrino 9-10, già maestro di latino. Leonardo diventerà sacerdote guanelliano, con molti incarichi di responsabilità nella Congregazione. La passione per la Messa Molto presto Don Guanella chiama
Sandrino nel gruppo dei suoi chierichetti in parrocchia. Impara
a servire Messa, rispondendo in latino, e ad entusiasmarsi fino
alle lacrime per la presenza di Gesù, Sacerdote e Vittima,
sullaltare. Non manca mai ai suoi turni di servizio, anche
nei giorni feriali, quando la Messa viene celebrata prestissimo:
destate alle quattro. Come gli ha insegnato Don Guanella
con diverse spiegazioni, Don Guanella lo osserva al catechismo, attento e sempre pronto a domandare per saperne di più, a spiegare e ripetere ai compagni che non hanno capito. Lo vede alloratorio, allegro, vivace, simpatico: corre, ride, scherza, gioca a pallone con mirabile destrezza nellampio prato presso la chiesa parrocchiale. La gente commenta: Sandrino ha unaria particolare; è un ragazzo che ha dello straordinario!. Anche Don Guanella lo giudica così: quel ragazzo che gli serve la Messa, inginocchiato sui gradini dellaltare, tutto fervoroso, è proprio straordinario. Un giorno, dopo una luminosa predica sulla Messa e sul sacerdozio ordinato appunto per la Messa, Don Guanella si ferma un momento con Sandrino, si toglie il tricorno dal capo e lo pone sulla sua testolina, domandandogli: Ti piacerebbe così? Ti piacerebbe farti prete?. Giunto a casa, racconta tutto alla mamma: Oh, se potessi farmi prete... celebrare anchio la Santa Messa, come Don Luigi!. Piange di gioia. Così, il 26 aprile 1888, Sandrino entra nella Piccola Casa della Divina Provvidenza, fondata a Como da Don Guanella stesso. È il primo seminarista che inaugura lIstituto di Don Guanella. Lì studia con profitto e cresce nelle virtù, pensando di poter salire laltare quando giungerà la sua ora. Per due anni, quella è la sua casa, di cui sarà il primo angelo, destinato a diventare un modello per quelli che sarebbero entrati dopo di lui. Piccolo seminarista Si distingue e si fa voler
bene per la sua allegria e amabilità, per lamore
grandissimo a Gesù Eucaristico, che adora ogni giorno,
a lungo, davanti al Tabernacolo. È pieno di carità
verso i sofferenti ospitati nella casa. Per invito di Don Guanella,
fa ogni mese il pio esercizio della buona morte,
scegliendo come giorno il 21 di ogni Il 21 giugno 1890, festa di San Luigi e onomastico di Don Guanella, viene da Pianello a Como la sua mamma a fargli visita, ma Sandrino preferisce mangiare con un compagno malato, Lino Crosta, per fargli compagnia. Dopo pranzo, va a giocare sullaltalena, in cortile. Cè un clima di festa quel giorno. Sandrino, per un improvviso capogiro, cade dallaltalena e batte con la testa sul suolo. Privo di sensi, riceve lassoluzione
da Don Guanella, quindi va incontro a Dio la sera di quello stesso
giorno, sacro al suo modello San Luigi, come aveva desiderato. Paolo Risso IMMAGINI: 1-3 Alessandrino tenuto per mano dal fratello sacerdote nellaffresco del nuovo Museo Don Guanella di Como. - Don Guanella, alla cui spiritualità crebbe il giovane Alessandrino. 4-5 Alessandrino Mazzucchi - Tomba dei fratelli Mazzucchi allinterno del Santuario del Sacro Cuore di Como. RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2009 - 6 | HOME PAGE | HOME PAGE - ITA | FORMAZIONE CRISTIANA | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO |
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