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SUOR MARIA DEGLI ANGELI (1661-1717):
TRA LA TERRA E IL CIELO

Torino è appena stata
segnata dalla guerra tra le fazioni di Madama Cristina e dei
cognati Tommaso e Maurizio di Savoia, sostenute rispettivamente
da francesi e spagnoli. Infine, un accordo tra Madama e prìncipi
è riuscito a salvare la dinastia dei Savoia e lo Stato.
Nel 1638, è giunto al
trono di Torino Carlo Emanuele II, il quale migliora lamministrazione
e riforma in senso più moderno gli ordinamenti militari.
Ma il Piemonte rimane sotto la tutela francese, che rallenta
ogni iniziativa politica. La città di Torino però
è ricca di una grande fede saldamente radicata nelle
famiglie,
nelle parrocchie, nei monasteri. Anzi è il tempo in cui
nascono nuove fondazioni di case religiose.
Sulle orme
di San Luigi
In questo clima, il 7 gennaio
1661, ultima di 11 figli del conte Giovanni Fontanella di Baldissero
e di Maria Tana di Santena, nasce Marianna. Piccolissima, viene
a conoscere che la sua mamma è della medesima famiglia,
originaria di Chieri da cui un secolo prima, era nata
Marta Tana, la madre esemplare di San Luigi Gonzaga (1568-1591),
il principe mantovano che per seguire Gesù, vergine, obbediente
e povero, tra i Gesuiti, aveva rinunciato alla sua cospicua eredità
e ai titoli nobiliari. Luigi, vero angelo in carne, aveva immolato
la sua vita a 23 anni, a servizio tra gli appestati di Roma ed
era già stato proclamato santo.
Marianna cresce tenendo davanti
agli occhi e al cuore Luigi Gonzaga come modello e intercessore.
Lo imita nella fede, nella carità nella libata purezza,
nella dedizione a Gesù. La sua formazione di ragazza è
intensamente cristiana, arricchita da una tenerissima devozione
alla Madonna e a San Giuseppe.
Nel medesimo tempo, ella sa che cosa si vive e si soffre a Torino
e nei rapporti tra gli Stati dEuropa, spesso in guerra
tra loro per motivi dinastici e di supremazia militare ed economica.
Per tutta la vita, il suo sguardo sarà continuamente rivolto
a Dio, come allUnico, e alla storia del suo tempo, su cui
sa di poter essere influente almeno con la forza della preghiera
e dellofferta ciò che non è poco.
A 14 anni, è orfana di padre, però sta maturando
la chiamata da Dio, il progetto di consacrarsi a Lui nel Carmelo,
affascinata dallideale di Santa Teresa dAvila e di
San Giovanni della Croce. Proprio i Savoia, il 30 aprile 1639,
hanno fondato a Torino il monastero delle Carmelitane di Santa
Cristina, che lattira fortemente.
Con notevole fermezza, Maria
entra in questo monastero. Il 19 novembre 1675, veste labito
religioso e diventa suor Maria degli Angeli.
Nellanno di noviziato, si infervora nella sua nuova vita
e si innamora tutta di Gesù e il 26 dicembre 1676, nel
tempo natalizio, assai caro alla Tradizione carmelitana, emette
la professione.
Carmelitana
alla ribalta
Ha solo 15 anni, ma per un
dono singolare di Dio, già cammina velocemente verso la
vetta della santità. Su questa via, suor Maria presto
sincontra con la sofferenza: ella accetta tutte le prove
con fiducia e serenità, con eroismo, lasciandosi affinare
nellanima e nella vita, puntando decisa alla mistica trasfigurazione
in Gesù. La sua vita di preghiera e di unione con Lui,
spesso trabocca nelle consorelle e su tutti coloro che spesso
vengono alla grata del monastero in cerca della sua preghiera
e del suo consiglio.
Suor Maria è assai addentro
alla realtà di Dio e pure conosce lumanità
e la storia del suo tempo. Gode giovanissima, di fama di santità.
La stimano a fondo le consorelle che si fidano di lei come di
un angelo inviato da Dio. La stimano i concittadini, la città
di Torino.
Nel 1694, è eletta priora:
ha solo 33 anni: per eleggerla, si è dovuta chiedere la
dispensa apostolica, ma viene confermata in tale carica altre
tre volte, segno della sua autorevolezza. Non potendo più
essere eletta, sarà maestra delle novizie e le sorelle
più piccole troveranno davvero in lei una
madre e una guida verso la santità.
Quando Vittorio Amedeo II,
uscito di minorità, assume il governo nel 1684, la pressione
della Francia è forte più che mai: re Luigi XVI,
padrone di Pinerolo e di Casale, pensa di far leva sul Piemonte
per accrescere legemonia della Francia sullItalia.
Quando le pretese francesi si fanno intollerabili, Vittorio Amedeo
risponde dichiarando guerra: la sorte delle armi gli è
avversa, ma egli guadagna prestigio con laccortezza politica.
Intanto al Carmelo di Santa
Cristina, Madre Maria degli Angeli prega e ottiene dal Signore
la fine della guerra e la liberazione di Torino. Il re di Francia
lascia libero il Piemonte. Maria ascrive la vittoria allintercessione
di San Giuseppe e fa proclamare lo sposo di Maria, patrono della
città.
I piccoli e i grandi di Torino crescono nellammirazione
e nella stima per la santa monaca, in primo luogo gli stessi
Reali di Savoia, che diventano suoi confidenti. Ma i suoi prediletti
sono gli umili e i poveri. È nota a tutti per il suo amore
alla patria, alla Chiesa e al Papa, al sacerdozio cattolico,
amore vissuto con la preghiera continua a la silenziosa immolazione,
in unione con il Crocifisso.
Donna di
singolari favori
Nel 1702, Madre Maria degli
Angeli diventa fondatrice, aprendo a Moncalieri, un altro Carmelo,
dedicato a San Giuseppe. È una vera figlia di Santa Teresa
dAvila, di cui zela losservanza piena della Santa
Regola e dei consigli, impegnandosi a rassomigliarle nellofferta
della sua vita per la Chiesa e per la conversione del mondo a
Gesù.
Presto, benché assetata
di preghiera e di nascondimento, si trova a essere di nuovo alla
ribalta sul piano internazionale, come diremo oggi. Nel 1706,
Torino è di nuovo assediata dai francesi per quattro mesi.
Se Pietro Micca si sacrifica per impedire ai francesi lingresso
nella città, Maria degli Angeli si rivolge alla Madonna
per ottenere la protezione di Torino: il 7 settembre 1706, le forze unite del principe Eugenio di Savoia
riportano, comella ha predetto, una decisiva vittoria e
la fuga dei francesi.
È molto lieta, Maria,
quando per ringraziare della vittoria, sul colle di Superga,
viene innalzato alla Madonna il Santuario che le era stato promesso
con voto nellora del pericolo. Ella da sempre, ha una tenerissima
devozione alla Madonna, invocata sotto i titoli più belli
a Torino, primo fra tutti quello di Consolatrice. La onora con
il Rosario, la imita nelle virtù più alte, soprattutto
nello zelo apostolico per la salvezza delle anime.
Per questo, ella offre a Dio
le sofferenze che non le mancano mai, segno, secondo la dottrina
cattolica, vissuta con particolare ardore da Santa Teresa, della
predizione di Dio che così associa i suoi amici al Figlio
suo Crocifisso.
Quando le è richiesto, Maria, arricchita di singolari
doni di Dio, illumina i fratelli con le lettere di incoraggiamento
e di consiglio, come vera maestra: in questi scritti risplende
lo stile autobiografico, la sua vita angelica, la sua dottrina.
In questo periodo, nel pieno
della sua maturità umana e spirituale, il Signore la favorisce
di grazie mistiche straordinarie, cui ella corrisponde con una
generosità senza riserve, facendosi davvero tutta
a tutti, con umiltà, dedizione, spirito di servizio,
attenzione delicata ai bisogni delle sorelle, sollecitudine amorosa
per la loro crescita spirituale, fedeltà piena al carisma
dellOrdine, con una particolare predilezione per la Santa
Madre Teresa, per la quale nutre una singolare devozione e dalla
quale è ricambiata con eccezionali favori.
«Non
esca dalla città!»
Ma la sua santità brillò
soprattutto nellamore ardente per le anime. Alimentato
dallesperienza forte della preghiera, sostenuto dalla penitenza
generosa e da una carità ardente, il suo zelo si concretizzò
in opere ed opere a favore di chiunque avesse avuto
bisogno del suo aiuto o della sua preghiera. La fama della sua
santità varcò presto le soglie della clausura,
soprattutto per le frequenti visite al monastero da parte delle
principesse reali e del loro seguito.
Persone di ogni ceto e categoria
ricorrevano a lei per consiglio o per interporre la sua intercessione
presso il Signore. Tra questi si distinguevano Madama Reale,
la Duchessa e lo stesso Vittorio Amedeo II. Desiderosa di sfuggire
a tale notorietà e spinta dal desiderio di fondare un
nuovo Carmelo che potesse accogliere le giovani che non potevano
essere ricevute a Santa Cristina per mancanza di posti, avviò
allo scopo trattative con i Superiori e con la Corte.
Superate innumerevoli difficoltà,
il 16 settembre 1703 ebbe la gioia di vedere inaugurato il Carmelo
di Moncalieri, senza però potervisi trasferire per lopposizione
dei Savoia che avevano esercitato forti pressioni sui Superiori
per impedire che la Madre si allontanasse da Torino. Di qui continuò
a provvedere le monache di Moncalieri del necessario, occupandosi
della loro formazione spirituale e vigilando con cuore di madre
sul buon andamento della comunità.
Il 16 dicembre 1717, a soli
56 anni, va incontro a Dio. Appena cinque anni dopo, si inizia
la causa di beatificazione. Il 5 maggio 1778, Papa Pio VI, ne
proclama le virtù eroiche. Pio IX, il 25 aprile 1865,
la iscrive tra i beati del cielo.
San Giovanni Bosco, nel 1866, ne scrive la biografia che diffonde
tra le sue Letture Cattoliche proponendola come modello
di santità e di amore cristiano alla patria. La sua festa
si celebra il 16 dicembre, chiedendo per noi a Dio per la sua
intercessione: Fa che viviamo con purità evangelica
per averti sempre ospite in noi, tempio della tua gloria.
Dal suo monastero, come ognuno
di noi del resto lo può essere con la preghiera, era stata
una meravigliosa protagonista di storia: di storia cristiana.
Paolo Risso
Str.
Lazzaretto, 5 - 14055 Costigliole dAsti
PENSIERI DI
SUOR MARIA DEGLI ANGELI
* «La voce di Dio è delicata
e non si può udire ove vi sono grandi e molti rumori,
e perciò procurate di tenere il cuore libero da ogni cosa
affinché possa godere del Signore».
* «Lanima nello stato dellaridità
è senza dolcezze di Dio, ma non senza Dio ... Dio le è
vicino, Dio è nel suo cuore, sebbene paia che dorma come
dormiva appunto Cristo, ben nostro, sulla barchetta con i suoi
Apostoli».
* «Quando commettete qualche infedeltà,
non vi angustiate, ma con umiltà e confidenza ricorrete
subito al Signore: non fuggite dallOffeso, ma abbracciatelo
come amante e domandate perdono».
* «La bontà del Signore
è maggiore di quanti mali e peccati possiamo commettere,
e prima ci stanchiamo noi di offenderlo, che egli di perdonarci».
IMMAGINI:
1 Piazza San Carlo, il
salotto dItalia, come appariva nel 1700, durante gli anni
in cui Maria degli Angeli veniva richiesta e consultata da nobili,
cittadini e re.
2 Suor
Maria degli Angeli, al secolo Marianna dei conti di Baldissero:
1661-1717.
3 Suor Maria degli Angeli,
dimostrò fin da giovane ampie doti di comando unite a
una profonda santità di vita.
4 Interno della chiesa
del Monastero delle Carmelitane di Moncalieri (Torino).

RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2008
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