SUOR
CONSOLATA BETRONE (1903-1945):
AL CIELO PER "UNA
PICOLISSIMA VIA"
Airasca, presso Torino, un
giorno del 1916. Una ragazza di 13 anni si affretta a sbrigare
le commissioni affidatele dalla mamma. A un tratto, le sale alle
labbra, con unintensità mai provata, uninvocazione:
Mio Dio, ti amo. Sperimenta una grande gioia.
Si chiama Pierina Betrone ed
è nata a Saluzzo (CN), il 6 aprile 1903, figlia di un
panettiere, Pietro, e di Giuseppina Nirino. Ad Airasca, dove
si sono trasferiti, i suoi ora gestiscono una trattoria. Nel
1917,
si
stabiliscono a Torino dove si occupano di un negozio di pasta
e granaglie. Un ambiente molto concreto, impastato di lavoro
e di buon senso.
Pierina cresce con tanta voglia
di pregare, di studiare e di lavorare, di far del bene al prossimo.
Entra nella Compagnia delle Figlie di Maria, la benemerita
associazione presente nelle parrocchie che ha educato cristianamente
tante ragazze, coltiva progetti di amicizia con Gesù e
di apostolato. Si affida alla Madonna nello spirito della santa
schiavitù damore di San Luigi de Montfort,
affinché la sua vita, nelle mani di Maria, possa essere
davvero tutta un dono.
È piuttosto dotata,
bella e gentile. Dopo le elementari, continua, come può,
gli studi le scuole magistrali festive alternandoli
al lavoro nel negozio: sa di latino e di francese, di pittura...
e scrive molto bene.
L8 dicembre 1916, festa dellImmacolata, dopo la Comunione
eucaristica, sente per la prima volta Gesù che la chiama:
Vuoi essere tutta mia?. Risponde: Gesù,
sì.
Alla ricerca
della via
14-15-20 anni. Pierina, nella
sua parrocchia di San Massimo a Torino, lavora nellAzione
Cattolica, prendendosi cura delle ragazze, con intelligenza e
dedizione, facendosi amare, soprattutto dalle più piccole
e dalle più bisognose. Riceve ogni giorno Gesù
nella comunione eucaristica, vincendo diverse difficoltà
da parte di chi non la vorrebbe troppo spesso in chiesa, e con
il cuore traboccante di Gesù spiega alle bambine che la
vita cristiana è un amore, sempre più grande, a
Lui. A loro insegna a ripetere spesso: Gesù,
io ti amo.
Ha un temperamento appassionato
e forte, ma dentro di sé, soffre un lungo periodo di oscurità
interiore. Senza scoraggiarsi mai, si fa più ardente,
prega e condivide i suoi ideali di consacrazione con alcune amiche
che come lei saranno tutte di Dio. Un giorno va a pregare sulla
tomba di Don Bosco a Valsalice: legge, attraverso il vetro dellurna,
un autografo del Santo che dice: molti furono i chiamati,
ma a loro mancò il tempo. Comprende allimprovviso
che la sua ora è giunta.
Proprio quella sera, le capita
tra le mani Storia di unanima di Santa Teresa
di Gesù Bambino, e
comincia
a leggerla, nella sua stanzetta alla luce... del lampione di
Via San Massimo. In quel momento, comprende la sua vocazione:
Sentii dirà che la vita damore
di Santa Teresina potevo farla mia; questa santa avrei potuto
imitarla. Ciò che più mi commosse fu la frase:
Vorrei amarlo tanto, Gesù, amarlo come non è
mai stato amato!.
È lincontro decisivo:
comincia a uscire dalla sua oscurità, a trovare
la via della confidenza e dellabbandono in Dio, perché
nel suo amore, cè ogni soluzione. Il 26 gennaio
1925, entra tra le Figlie di Maria Ausiliatrice, ma dopo poco
più di un anno, si convince che non è la strada.
Tenta unaltra esperienza di vita religiosa al Cottolengo,
dove rivela la sua sete di nascondimento e di sacrificio. Neppure
lì è la sua strada e nellagosto 1928, ritorna
con i suoi familiari in Via San Massimo.
Dove è passata, fervorosa e sorridente, è stata
molto stimata e amata.
Nel mondo, ma mai del mondo,
25enne, cerca ancora la sua via. Continua a lavorare nellAzione
Cattolica, prega intensamente, si consiglia per giungere e essere
là dove Dio la vuole. Suor Maria, superiora delle suore
del Buon Pastore dAngers, le dice: Se mi ascolta,
entra tra le Cappuccine: è clausura e dicono lUfficio
divino.
Sulle orme
di Francesco e Chiara
Il 17 aprile 1929, è
accolta tra le Cappuccine di Borgo Po a Torino, anche se riconosce
che nulla lattira in mezzo a loro. Però quello è
il posto voluto da Dio per lei da tutta leternità.
La Grazia divina lavvolge. Da quel giorno, non sarà
più sola: cè la Voce che laccompagna,
la voce di Gesù che lammaestra e la guida. La sua
vita, ora che è diventata Suor Maria Consolata, si fa
ogni giorno come una storia damore, un colloquio
tra Gesù e lei, continuo, intenso.
Nei primi esercizi spirituali, in monastero, Gesù le dice:
Tu ti affanni per troppe cose... una cosa sola è
necessaria: amarmi! e le chiede un continuo atto di amore
a Lui, con linvocazione Gesù, ti amo.
Consolata lo completerà così: Gesù,
Maria, vi amo: salvate anime. Ormai ha soltanto un unico
desiderio, un solo progetto che la prende tutta: amare Gesù
e portargli tutte le anime della terra, soprattutto quelle più
lontane, più traviate, i perduti.
In noviziato, dedita alla preghiera giorno e notte, alle piccole
occupazioni quotidiane, impara a camminare sulle orme di San
Francesco dAssisi, il serafico in ardore, e
della sua pianticella, Chiara, alla sequela di Cristo,
fino a farsi immagine di Lui, un altro-Lui in povertà
e letizia, un ricamo damore, in cui emerga
il volto del Salvatore.
Nellimminenza dei suoi voti solenni, Consolata spedisce
tanti inviti per la sua festa di nozze, specialmente
ai giovani, a quelli che sa più lontani da Dio, e chiede
a tutti un dono: la Confessione e la Comunione. L8 aprile
1934, il sacerdote, prima della Messa dei suoi voti, confessa
circa tre ore e numerosissimi si accostano allEucarestia.
Consolata è felice.
Gesù le domanda: Mi credi onnipotente e infinitamente
buono?. Gesù, sì!. Ebbene,
risponde Gesù,
ti dono tutte le anime del mondo: esse sono tue... e come io
mi moltiplico in ogni Ostia consacrata, così moltiplicherò
la tua preghiera, i tuoi sacrifici a favore di ciascuna anima
del mondo.
La sua vita è molto semplice: prima, viene impegnata a
dipingere e prende lezioni di pittura, ma presto passa ai lavori
più umili e faticosi: portinaia, ciabattina, cuciniera,
tuttofare del monastero. Obbedisce sempre, con il sorriso sulle
labbra, anche quando le costa, anche quando il lavoro la sfibra.
Tutto per amore, come atto di amore a Cristo, per la salvezza
del mondo, a cominciare da quelli della sua famiglia.
Tu
sarai la confidenza
La Voce le dà
lezione e le affida il suo messaggio al mondo: Consolata,
tu non metti limiti nella tua confidenza in Me e Io non metto
limiti alle mie grazie verso di te. In grembo alla Chiesa, tu
sarai la confidenza le dice Gesù, nellagosto
del 1935. Poco prima le avevo detto: Guarda il Cielo, Consolata.
E nellazzurro meraviglioso, scoprii una stella, la
prima stella della sera. Mentre la guardavo, Gesù gridò
forte al mio cuore: «Confidenza». Nientaltro.
E sempre Gesù che la istruisce sulla sua missione: Ho
sete del tuo atto damore, ma di amore totale, di cuori
indivisi. Amami tu per tutti e per ciascun cuore umano che esiste.
Ho tanta sete di amore. Dissetami tu. Coraggio e avanti!
(ottobre 1935). Consolata risponde sì continuamente: Appena
mi sveglio al mattino, comincio subito latto di amore e
non lo interrompo mai!. Questo è il suo unico proposito
che rinnova ogni giorno, cercando in ogni cosa sempre il
più perfetto, lobbedienza assoluta, la dedizione
totale di mente, cuore, fino a evitare ogni pensiero che non
sia Gesù.
È Gesù che la invade, la occupa e le insegna anche
per gli altri una piccolissima via, la medesima che
ella sta percorrendo, quella dellamore e della confidenza:
Tu appartieni alle piccolissime anime. Queste ti seguiranno
nel darmi latto incessante di amore. Non saranno solo migliaia,
ma milioni. A esse appartengono anche gli uomini. E alla tua
morte, «le piccolissime» correranno a me, come un
giorno, al tuo apparire sul piazzale San Massimo, correvano a
te le bimbe più piccole.
Nel 1938, Suor Consolata è assegnata al nuovo monastero
di Moriondo (Testona-Torino) non lontano dalla ferrovia Torino-Genova,
che le Cappuccine hanno appena aperto, per laffluire di
molte giovani tra di loro. Lavora sino allo sfinimento per adattare
la casa, collaborando con i muratori, senza risparmiarsi alcun
sacrificio. Che importa se diventa più fragile, diafana,
sottile come unostia? Quel che solo importa è la
redenzione del mondo, che Cristo sia conosciuto e amato, che
il Paradiso si riempia di fratelli, che linferno sia evitato,
anche dai peccatori più ostinati, da quelli che negano
Dio. Per mezzo del suo incessante atto di amore, Gesù
li salverà.
Viene la guerra, terribile. Consolata si offre a Dio, vittima,
per la pace, per le intenzioni del Santo Padre Pio XII, per la
Chiesa, per i giovani al fronte. Da quando è entrata in
Monastero, ella si immola per la conversione dei sacerdoti che
hanno lasciato il loro ministero, per la santificazione
di tutti i sacerdoti, che chiama, con nome denso di carità:
i miei fratelli. Dammi le anime prega
come Don
Bosco
e prenditi il resto.
Anche tu
puoi
La guerra finisce. Nel novembre
1945, Suor Consolata è ricoverata in sanatorio: è
un sacrificio enorme lasciare la sua cella, la preghiera davanti
a Gesù Eucaristico. Ma offre i suoi ultimi sì a
Dio: intensi, pieni. Quindi passa al San Luigi a Torino, tra
gli inguaribili. Le restano pochi giorni di vita. Con le mani
intrecciate al Rosario, Consolata ripete sino allultimo:
Gesù, Maria, vi amo: salvate anime.
Il 3 luglio 1946, rientra al monastero di Moriondo. Pesa ancora
35 chili e ha solo 43 anni. Ha un sorriso meraviglioso e tutte
vogliono vederla e salutarla, ora che è in partenza per
il Paradiso. Seguono 15 giorni di agonia. Il 17 luglio, lultima
sera della vita, Consolata desidera essere vegliata: è
la prima e lunica volta. Alle tre del mattino si gira verso
limmagine di Gesù e della Madonna che ha vicino
e prega, in piemontese: Gesù, Maria, aiutatemi,
perché non ne posso proprio più. Unora
dopo, vede Lui. È quasi lalba del 18 luglio 1946,
60 anni fa.
Alla sua guida spirituale, il P. Sales, aveva scritto il 7 ottobre
1944: Gesù, un giorno, mostrandomi al mondo dirà:
si è fidata di me. Mi ha creduto. Sì, Gesù
farà cose grandi... Consolata diverrà consolatrice.
Mi chinerò con amore su chi soffre, chi dispera, chi impreca...
Gesù e io: ci vogliamo tanto bene! Chissà poi nel
suo Regno!.
Dall8 febbraio 1995, è in corso la causa di canonizzazione,
il suo cammino verso la gloria degli altari. La sua piccolissima
via verso il Cielo, fatta di confidenza e di amore, è
possibile a tutti: anche a me e a te è dato di far della
vita in unità con Gesù, un continuo atto di amore,
per la gloria del Padre e la salvezza del mondo.
Paolo Risso
Str. Lazzaretto, 5 / 14055 Costigliole DAsti (AT)
Dal libro di P. Risso, Suor Consolata Betrone, Ed. Ancora, 2001
IMMAGINI:
1 La città di Saluzzo che vide i natali
di Pierina Betrone, una delle più grandi mistiche del
secolo scorso.
2 Suor Consolata Betrone
(1903-1946)
3 Interno del Monastero
delle Clarisse di Moncalieri a Torino.
4 Una rarissima immagine
di Suor Consolata. Il suo è stato un apostolato damore
affinché Gesù fosse conosciuto e amato da tutte
le anime.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2006
- 11
VISITA Nr. 