EZIO MARENGO (1937-1953):
TUTTO PER TE, GESU'
Nel luglio 1952, i tre fratelli,
Ezio, Sergio e Silvio, erano andati al Col di Tenda per vedere
il Tour de France. Al passaggio di Ginettaccio
Gino Bartali Ezio si era avvicinato per carpirgli
un autografo. Ne ricevette uno spintone che lo fece ruzzolare
tra la gente. Alla sera, per consolarlo, il suo papà gli
fece sfogliare un album tutto sui campioni del ciclismo italiano.
Aveva quasi 15 anni, Ezio Marengo, essendo nato il 2 dicembre
1937, a Sommaria Bosco (Cuneo), con suo fratello gemello Sergio.
I due crescevano insieme, dicendo sempre noi, come
un plurale di maestà o una duplice intesa,
in ogni cosa.
Nel 1941, la famiglia si trasferì
a Tenda, al confine tra lItalia e la Francia. Nellagosto
1943, Ezio
riceve
la Cresima, il 24 maggio 1944, festa dellAusiliatrice,
la 1ª Comunione, preparato dal catechismo e dalla prima
Confessione. Una grande festa per il suo primo incontro con Gesù.
Comincia tra
Ezio e Gesù, una vita a due, mentre gli sboccia
in cuore il desiderio di far qualcosa per quel suo grande sublime
divino Amico, lunico vero, che ha immolato la sua esistenza
sulla croce.
Sa appena leggere e già
va a servire la Santa Messa. La guerra, porta il terrore attorno,
tra passaggio di truppe delluno e dellaltro fronte,
bombe e rastrellamenti. Ezio, così piccolo, ha una sicurezza
singolare, come se una mano divina lo proteggesse e lo tenesse
stretto a sé.
Prima e seconda elementare
a Tenda. Alla fine della guerra, la famiglia torna a Cuneo. Ezio
continua la scuola.
Sulle orme
di San Domenico Savio
È un bambino dolce che
riesce assai bene a scuola e fa innamorare di sé le maestre.
Diverso dagli altri, anche dai migliori. Quando tocca a lui servire
la Messa, diventa estatico davanti allOstia e al Calice.
Al momento della Comunione, anche chi non lo conosce, nota il
suo slancio verso Gesù Eucaristico che gli è deposto
sulle sue labbra, le sue mani che subito velano il volto, per
raccogliersi a colloquiare con il suo Ospite divino.
La Comunione presto diventa
quotidiana, ma non è solo una buona abitudine. Ezio si
prepara con la Confessione settimanale, con una vita intessuta
di purezza, di carità verso gli altri, di obbedienza ai
suoi, di preghiera. Prima di uscire dalla Messa, va a inginocchiarsi
davanti allimmagine della Madonna
e
a lei raccomanda se stesso, i suoi cari, la sua fedeltà
assoluta a Gesù, il suo piccolo apostolato che già
inizia.
Gesù
Eucaristico e la Madonna sono le sue colonne nella
sua vita. Il suo modello è Domenico Savio, ormai avviato
alla beatificazione: Ezio gioisce quando il Santo Padre Pio XII
nel 1950 lo iscrive tra i beati, e si propone: Voglio
anchio farmi santo come lui.
È uno sportivo, Ezio:
pallone, tennis, ping-pong, corse, con fantasia, controllo di
sé, coraggio, entusiasmo, energia. Una gioia, uno spasso
stargli insieme. Ma davanti a chiunque sa rispondere con unimpennata
inattesa: Questo, Gesù non lo vuole. Così
metti in croce Gesù. Se fai così, vai allinferno!.
È autorevole e deciso fin da bambino, così da non
piegarsi mai: obbediente a Dio, alla Verità, al Bene.
Ha fatto suoi i propositi di Domenico Savio: I miei amici
saranno Gesù e Maria. E questo gli riscalda il cuore.
Ancora: La morte ma non peccati. Ciò che vuol
dire: Nulla mi è caro al mondo come Gesù.
Fatemi perdere tutto e tutti, ma non Lui.
Piccolo
apostolo
Per suo amore, per tenergli
compagnia, prega a lungo. Destate, a casa, in vacanza,
vuole ricevere la Comunione ogni giorno. Dice alla mamma: Mandami
a fare la spesa. Ezio parte, si reca in chiesa, riceve
la Comunione, un quarto dora di ringraziamento... ed è
di ritorno con la borsa colma della spesa.
Al pomeriggio,
ogni scusa è buona per scappare in chiesa:
una genuflessione, dieci minuti cuore a cuore con Lui, ed è
di nuovo a casa con i suoi o a giocare con gli amici. I problemi
della vita, delleducazione dei figli, si risolvono così:
trasmettendo un grande amore a Cristo. Diversamente non basta
il bastone o il carcere, come diceva un illustre politico in
visita alloratorio di Don Bosco: O religione o bastone.
Diventa un ragazzo sicuro di
sé. Cè un ragazzo, un po più
grande di lui, che bestemmia, dice
parolacce
e legge giornali osceni. Ezio un giorno lo avvicina, gli parla
in un modo forte e dolcissimo. Quello, davanti a lui, si sente
venire i lucciconi agli occhi e gli chiede di accompagnarlo in
chiesa a confessarsi. Ezio vi è riuscito perché
ha detto tante preghiere alla Madonna e ha offerto tanti sacrifici
per quel ragazzone.
Succedono altre volte, conquiste
così. Ezio commenta: Tutto per Te, mio caro Gesù,
proprio Tu devi regnare. Con suo fratello Sergio, organizza
una squadra di calcio nel campetto vicino a casa. Le partite
nei giorni di vacanza si susseguono luna allaltra.
Dopo lultimo calcio al pallone, Ezio chiama: E adesso
in chiesa a salutare Gesù. La squadra si ricompone
davanti al Tabernacolo.
Un giorno, è invitato a vedere un film. La cosa gli piace
assai, ma fatti pochi passi ritorna indietro. Alla mamma che
gli chiede perché, risponde:
I miei
occhi sono per Gesù solo. Tutto il mio essere è
per Lui. Scopre presto che può essere apostolo.
Va nelle case degli altri ragazzi a diffondere la buona
stampa. Lo vedono i suoi compagni, passare con un carico
di roba che quasi non sta più in piedi: Ma, Ezio,
dove vai conciato così? gli domandano. Risponde:
Dai miei poveri.
Le mamme lo indicano ai loro
figli. Qualcuna, quando è nei guai, dice: Va
da Ezio, che così imparerai qualcosa di buono. La
sua casa si riempie di ragazzi.
Seminarista
Al termine delle elementari,
Ezio Marengo entra in Seminario a Cuneo: Voglio farmi prete,
solo questo voglio nella mia vita. Il Rettore dirà
di lui: Era entusiasta della nostra vita. Vi rimase
un anno, ma alla fine del 1949, deve rientrare in famiglia, diventato
assai fragile di salute. È linizio della sua Via
Crucis.
Superata privatamente la 3ª media, nellottobre 1951,
rientra in seminario: Voglio diventare come Don Bosco.
Voglio portare Gesù ai ragazzi, voglio innamorarli tutti
di Lui. Ma, dopo poco tempo, è costretto a ritornare
in famiglia: il male incurabile la leucemia lo
sta consumando lentamente.
Non si sente fallito, né dispera: soffre e offre, stringendo
spesso tra le mani il Crocifisso. Ha un desiderio ardente: ricevere
più spesso che può la Comunione, possibilmente
ogni giorno. Tre volte al mese si reca alle Molinette di Torino
per controlli. Digiuno dalla mezzanotte, comera allora
richiesto, alle ore 13, prima di uscire chiede al cappellano:
mi dà la Comunione?.
Gli capita spesso di essere
ricoverato in ospedale. Fa amicizia con tutti, angelo consolatore
al letto di chi dispera, con il suo sorriso e la parola facile
che gli sgorga come una vena dorata dal cuore traboccante di
Gesù. Presto andrai a casa lo incoraggiano.
Risponde: Quando il Signore vorrà!.
Nel settembre 1952, si reca a Lourdes. Indugia a lungo davanti
allImmacolata. In Basilica, serve cinque Messe ogni giorno,
insaziabile di unirsi al Sacrificio di Gesù:
Se la
Madonna mi guarisce, diventerò sacerdote. Sarò
un piccolo fragile sacerdote, almeno potrò celebrare la
Santa Messa, confessare... Se non mi guarisce, sono contento
lo stesso. Solo la volontà di Dio.
Lultimo giorno prega
tre ore davanti alla Grotta. Al ritorno, il delegato centrale
dellAzione Cattolica si
sfila il suo distintivo doro dalla giacca e lo appunta
su quella di Ezio:
Tienilo, è per
te, dammi il tuo. Tocca a te, bambino mio, essere il capo-cordata
della nostra associazione.
Incontro
a Gesù
Ora ha i giorni contati e lui
lo sa. Gli resta un anno di vita che consuma nella preghiera
e nellofferta e, finché può, nellaiuto
dato ai suoi di casa, agli amici, ai poveri. Avvengono così
piccoli miracoli di amore. Ai primi di ottobre 1953, Ezio comprende
che lora dellincontro con Dio è vicina. Allospedale,
chiede: Padre, mi confessi, mi porti la Comunione.
È lora del Viatico, poi, lo vedremo nella sua Bellezza,
faccia a faccia, il nostro divino Amore. Ezio prega: Gesù
è tutto per Te. Ti offro i miei 15 anni, il mio ideale
che sacrifico per Te. Al mio posto, chiama e manda altri mille
sacerdoti che siano santi, veri... dei Gesù perfetti.
Durante la notte, ha tanta sete, ma non chiama la mamma che si
è addormentata vicino al suo letto.
Anche
Lui dirà dopo ha avuto la bocca riarsa,
il corpo straziato. È bellissimo, è sublime Gesù
sulla Croce. Io... lho sempre amato... Amatelo... Fatelo
amare.
Il sacerdote gli porta ancora
una volta la Comunione. Ezio è lucido: Grazie a
tutti, scusatemi per il disturbo che vi ho dato. Fissa
gli occhi in un punto dinanzi a sé, come chi vede qualcuno
venirgli incontro.
Sorride. Mormora
dolcemente, più volte: Gesù, Gesù...
Gesù, vieni.
Quando tutti ti lasciano e tu lasci tutto, Lui se gli
sei stato fedele ti apre le braccia per introdurti nella
sua gloria. Ora Ezio Marengo lo vede. Sono le 2,15 nella notte
del 7 ottobre 1953, festa della Madonna del Rosario.
La Chiesa Cattolica ha migliaia
di ragazzi così nella sua storia, ma per averli oggi,
occorre educarli con la Verità tutta intera del Credo
Cattolico e della Legge di Dio, con la passione per Cristo. Senza
sconti, senza compromessi. In totalità di vita.
Paolo
Risso
IMMAGINI:
1 Chiesa Parrocchiale
della Madonna dellOlmo di Cuneo.
2 Chiesa del Sacro Cuore di Cuneo.
3 Effigie della Madonna degli Angeli
davanti alla quale Ezio raccomandava i suoi cari.
4 Se la Madonna mi guarisce, diventerò
sacerdote. Sarò un piccolo fragile sacerdote, almeno potrò
celebrare la Santa Messa, confessare... Se non mi guarisce, sono
contento lo stesso. Solo la volontà di Dio.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2006
- 10
VISITA Nr. 