Dom Chautard (1858-1935):
Guida alle vette della
santità
Aveva cinque
anni e andava allasilo dalle venerande Suore Trinitarie.
Qualcuno gli disse che le suore non avevano i capelli. Lui si
domanda: Ma sarà vero?. Annodò uno
spillo a un filo, poi ficcò lo spillo nel velo di una
suora e... diede uno strattone. Grida, risate, scandalo, ma lui
aveva visto che anche le suore avevano i capelli.
La malcapitata Suora lo mandò subito a confessare il
grosso peccato. Lui, già pentito, lo fece pubblicamente
al parroco che faceva scuola di canto allharmonium. Il
buon prete non si tenne dal ridere di gusto, ma gli raccomandò
di non farlo più, perché Gesù non
ne sarà contento. Era largomento più
forte per domarlo, perché lui di Gesù
era già molto amico.
Dio
solo
Il monello si chiamava
Gustave Chautard ed era nato a Briançon il 12 marzo 1858: intelligente e
birichino,
sostanzialmente buono, non dà alcun segno di vocazione
speciale. È un ragazzo terribile e un chierichetto
modello, uno studente volenteroso, ma sempre alla ricerca di
burle a spese di qualcuno. La sua mamma è piissima, suo
padre è senza fede.
A Marsiglia dove prosegue gli
studi, ormai adolescente, la sua fede che si è un po
oscurata, si risveglia nel momento in cui si trova nellalternativa
di difenderla o di rinnegarla. Riscopre Gesù e comprende
che Lui solo merita tutto. Si dedica a opere di apostolato: catechista
irresistibile tra i saltimbanchi della fiera, dedica molto del
suo tempo libero a far visita a vecchi e malati... E un giorno
si accorge che Dio lo chiama per nome e lo vuole per Sé.
Resiste finché può
15 giorni poi si arrende. Che cosa avrebbe fatto,
dove sarebbe andato? Benedettino, gesuita, certosino? Un giorno,
legge un vecchio libro sulla Trappa e ne vede uscire una luce
forte e dolce. Decide: Sarò trappista! Sarò
nella milizia di San Bernardo.
LAbbazia di Aiguebelle
lo riceve a 19 anni e lo inizia alla vita monastica con i mezzi
dellUfficio divino, di sante letture, del lavoro manuale,
in silenzio. Il 6 maggio 1877, veste il bianco abito di Citeaux
e prende il nome di Jean-Baptiste.
Il suo primo
comandamento è Adora e cerca Dio solo e Cerca
il Regno di Dio. Di Dio si innamora alla lettera ci
sarà solo Lui e Gesù Cristo, il Figlio di
Dio nella sua vita. È appena professo e già
è chiamato a tentare il salvataggio del suo monastero
dalla rovina economica.
Mandato a Parigi,
non ottiene nulla, ma a Santa Maria delle Vittorie,
mentre espone la sconfitta alla Madonna, uno sconosciuto lo ferma:
Un Trappista a Parigi? Che ci fate qui?. Jean-Baptiste
gli espone il suo problema e ne trova la soluzione.
A 25 anni, è ordinato
sacerdote e tocca il cielo con il dito per la gioia. Prima di
salire allaltare, si è
riconciliato
con suo padre, che ora comincia ad avvicinarsi a Dio. Vorrebbe
solo pregare e contemplare Dio, ma tutte le cariche più
attive e gravose gli cadono sulle spalle.
Padre e
uomo dazione
È amministratore di
Aiguebelle e delle Suore Trappiste di Maibec. Fonda un nuovo
noviziato, sistema meglio la clausura, amplia le dispense e la
fabbrica del cioccolato per poter dare lavoro ai monaci. Nel
1877 è mandato abate a Chambarand e si occupa della ripresa
di Citeaux, la culla dellOrdine, la casa di San Bernardo.
Finalmente, nel 1899, Dio lo pone al suo posto definitivo: Abate
di Sept-Fons.
Ma lui non ne vuole sapere e si ostina in un rifiuto senza sbocco.
Cede solo quando Papa Leone XIII, interpellato dai superiori
dellOrdine, gli fa sapere che il Santo Padre desidera
che accetti. Pone la lettera sul suo scrittoio, a ricordargli
che è lì per purissima obbedienza e che pertanto
Dio è obbligato a aiutarlo.
Passerà alla storia
come lAbate di Sept-Fons, la grandiosa abbazia
sulle rive della Besbre, fondata con la benedizione di San Bernardo
in persona nel 1132, e che alla fine del XIX ospita una numerosa
comunità e ha molte case filiali disseminate nel mondo.
Della sua grande famiglia, lAbate Chautard avrà
cura di padre e madre insieme, raggiungendo tutti senza trascurare
niente. Avrà cura speciale per i malati e per i più
fragili, ripetendo come norma ai monaci:
Un
religioso malato e chiunque si consacri a Dio in monastero
non deve aver mai motivo di rimpiangere sua madre.
Quando di notte sente un
fratello tossire, si alza e va a vedere di che cosa può
aver bisogno, smentendo laffermazione di Voltaire che i religiosi convivono senza amarsi
e muoiono senza compiangersi. Istruisce e trascina con un infinito rispetto
per le anime, che ama una per una, nellamore vero
lamore di Gesù che ha amato fino a immolare la vita
per i suoi.
Nellestate 1898, è riuscito a riscattare labbazia
di Citeaux dalle mani del governo francese, per farvi rinascere
la vita consacrata. Ora, nel 1901, mentre i massoni Waldeck-Rousseau
e Combes gettano nel panico le comunità religiose in Francia,
Dom Chautard è incaricato di assumere la difesa dellOrdine.
Si presenta ai persecutori, cercando di illuminarli e di risvegliare
la loro coscienza.
Davanti
al nemico
Eccolo davanti al grande nemico,
il ministro
Clemenceau, detto le Tigre: quel monaco
biancovestito che difende a fronte alta, senza paura il diritto
di esistenza per sé e per i suoi, parla in modo così
ardente
che il terribile uomo di stato deve dirgli:
Ho capito
lideale di un monaco e capisco anche come, quando lo si
vive, se ne possa essere fieri. Consideratemi vostro amico.
Ed è di parola. Gesù,
il vincitore del peccato e della morte, è infinitamente
più forte di tutti i poveri Clemenceau della storia.
Intanto, nellimminenza delluragano, non attende con
le mani in mano. Vivendo il periodo più eroico della sua
vita, gira lEuropa e lAmerica per trovare e assicurare
rifugio ai suoi figli nel caso di bisogno. Aveva voluto vivere
solo con Dio, in monastero, e invece è sballottato per
le vie del mondo, per servire i fratelli. Non perde mai lunione
con Dio, vivendo su un treno o su una nave, come nella cella
del suo cenobio.
Durante la prima guerra mondiale, si reca al fronte a far visita
ai suoi monaci richiamati alle armi. Terminata la guerra, è
di nuovo in viaggio, fino in Cina, in Giappone, negli Stati Uniti
dAmerica, a visitare le comunità filiali, per aprirne
di nuove, affinché ladorazione a Dio, in unione
a Gesù Crocifisso e Eucaristico, non abbia mai a mancare
dovunque, e Lui sia sempre il primo e lunico.
Lanima
di ogni apostolato
Celebra la Santa Messa in un
albergo o su un treno, con la guerra o le bestie feroci a pochi
passi. Predica con lardore di San Paolo, Gesù solo
e Lui crocifisso. Dunque, con conferenze o capitoli,
opuscoli, circolari, alimenta la fiamma dellamore di Dio.
Si dedica alla direzione spirituale dei suoi monaci, ma anche
di sacerdoti e Vescovi, di povere anime lontane da Dio, affascinate
dalla sua carità teologale, che pure lo rende non solo
austero, ma gioioso, amabile, umano come può esserlo solo
chi vive con Dio.
In mezzo a tanta attività frenetica, ha una certezza sola:
Quelli
che pregano e soffrono,
giovano
al mondo più di quelli che combattono.
Ma occorrono gli uni e gli
altri. Con gli occhi ben aperti sul mondo e sugli uomini di Chiesa,
Dom
Chautard
vede dilagare unenorme stortura; leresia dellazione. Secondo lamericanismo e il modernismo
(dilagante ai suoi tempi, ma pure oggi come mai prima è
stato), tutto sarebbe cambiato in meglio solo dallazione
delluomo senza che Dio debba intervenire, senza che la
sua Grazia santificante, meritata dal sacrificio di Gesù
e ottenuta dalla nostra preghiera e dalla vita interiore, abbia
a vivificare e fecondare ogni iniziativa.
Dom Chautard
sa che senza Gesù non si fa nulla e che solo
chi è unito a Lui porta molto frutto (Gv 15,5-6).
Questo si alimenta solo con la preghiera e la abituale unione
con Dio, nella immedesimazione in Lui: ciò è vero
per tutti, tanto più per i sacerdoti, per i religiosi,
per coloro che si dedicano alla salvezza delle anime.
Nel 1921, fondendo insieme
i suoi scritti e le sue conferenze, egli pubblica il suo capolavoro,
Lanima
di ogni apostolato,
in forma definitiva. Ma il libro era già uscito più
di un decennio prima e rapidamente era diventato un best-seller,
come Limitazione di Cristo, o Storia di unanima di
Santa Teresa di Gesù Bambino, come lo sarebbe stato 'Cristo,
vita dellanima' di Dom Marmion.
Ha un successo enorme. San
Pio X lo teneva sul tavolo. Benedetto XV lo accoppiava ai libri
di Dom Marmion. Il Card. Sevin lo definisce il libro doro.
Vescovi di intere nazioni lo distribuiscono al loro Clero. Lo
studiano gli studenti universitari e i loro docenti e persino
capi di stato cattolici. Lo vivono e lo meditano i membri delle
Associazioni di Azione Cattolica.
Allo scrivente,
fa assai piacere notare come uno dei modelli di vita interiore intensissima che
anima tutto il suo apostolato presentati da Dom Chautard, sia
proprio San
Giovanni Bosco.
Con questa anima del
suo apostolato, che è Gesù solo
Dom Chautard si dedica persino alla questione operaia con Leone
Harmel e a ogni altra iniziativa che ha dellincredibile.
Anime smarrite e lontane, grazie a lui, ritrovano Dio. Non gli
resta che compiere lultimo sacrificio: offrirsi vittima
per le anime. Lo fa, nella certezza che Dio lo avrebbe preso
in parola:
A me tocca espiare, fare penitenza,
a me essere
come Gesù immolato.
Il 29 settembre 1935, sta per
entrare in capitolo per dare labito a un giovane
novizio. Sono venuti i suoi amici scouts a fargli festa. Dom
Jean-Baptiste cade a terra, fulminato dallinfarto. Tra
le mani ha un foglio con lo schema della meditazione che avrebbe
tenuto: Il tempo è breve, figlioli. È giunta
lultima ora. State preparati.
Paolo
Risso
IMMAGINI:
1 La città di Briançon vide i Natali
di Gustave Chautard il 12 marzo 1858.
2 Dom
Gustave Chautard (1858-1935)
3 Labbazia di Aiguebelle in cui Padre Chautard
operò per diversi anni
4 Dom
Chautard pose mano ad un profondo rinvigorimento della spiritualità
monastica.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2006 - 5
VISITA Nr. 