LA
MAESTRA SANTA
Suo
padre, Filippo Filippini, era benestante. Sua madre, Maddalena
Picchi Falzacappa, era nobile. Avevano una bellissima casa a
Corneto lattuale Tarquinia in provincia di
Viterbo. Lì, nella casa dorata, il 13 gennaio 1672, nacque
Lucia, unamabile bambina.
Alla fine dellanno, era già orfana di mamma; a sette
anni perse il papà. Di lei e dei fratelli più grandi
Elisabetta e Giovanni, si occuparono gli zii materni, nella cui
casa furono amorevolmente accolti, in mezzo a cugini e cugine.
Crescendo e ritrovando serenità,
Lucia si dimostrava intelligente, vivace, piena di iniziativa.
Si sente
amata
da Dio e lo ama e la sua fanciullezza già si concentra
in Gesù. Prega la Madonna, con il Rosario ogni giorno.
Riceve unintensa educazione cristiana e, diversamente dalle
coetanee di origine più umile, unottima istruzione.
Quindicenne, è già catechista nella sua parrocchia,
a servizio dei più piccoli, diffondendo luce e buon esempio.
Catechista
La sua prima età si
svolge alla luce di un grande e santo Pontefice, Innocenzo XI
(1676-1689), che sarà beatificato dal Santo Padre Pio
XII nel 1956. Lucia guarda a Papa Innocenzo, come alla sua guida,
davvero al dolce Cristo in terra, come direbbe S.
Caterina.
Nel 1688, giunse in visita pastorale a Corneto, il Card. Marco
Antonio Barbarico, Vescovo diocesano di Montefiascone. È
un santuomo, nato a Venezia nel 1640 ed è stato
vescovo di Corfù, in una difficile missione. La sua passione
di fondo è leducazione cristiana della gioventù,
per la quale, dovunque passa istituisce le Scuole della Dottrina
Cristiana dove si usa come testo base il catechismo del santo
Cardinale Roberto Bellarmino.
Il Card. Barbarico assiste a una lezione di catechismo di Lucia
e ne rimane impressionato: quella ragazza di 16 anni ha Gesù
dentro la sua anima e lo sa trasmettere ai piccoli e agli adulti
che lascoltano. Lucia si rende conto che il Porporato che
lascolta è un vero padre: apostolo di Gesù
in mezzo al suo popolo, a cominciare dagli umili, difensore dei
poveri, maestro delle anime. È impressionata da alcune
sue affermazioni: È un buon Vescovo quello che muore
con il pastorale in mano. Nellora della morte,
gioveranno al Vescovo non le ricchezze, ma le opere buone compiute.
È proprio del pastore governare
il
suo gregge.
È lincontro di
due anime: Lucia esprime al Vescovo il desiderio di consacrarsi
al Signore. Il Vescovo linvita a completare la sua formazione
presso il monastero di Santa Chiara a Montefiascone. Lì
entra nel luglio 1688, non per farsi monaca, ma per apprendere
di più e prepararsi ad un impegno cristiano nel mondo.
Seguono tre anni di silenzio, studio e preghiera intensa.
Nel 1962, mentre già si diffondono le prime idee dellIlluminismo
con la ragione delluomo che superbamente sillude
di risolvere tutto, senza Dio, il Card. Barbarigo fonda a Montefiascone,
per le ragazze più povere della sua diocesi la Scuola
della Dottrina Cristiana, avvalendosi, allinizio, della
collaborazione della maestra Rosa Venerini (1656-1721), fatta
venire apposta da Viterbo.
Rosa a Montefiascone conosce
la giovane Lucia, di appena 20 anni. La scuola ha subito 40 allieve.
Nel 1694, quando Rosa ritorna a Viterbo, il Cardinale affida
a Lucia la scuola: sarà tutta di Dio, nel mondo, ma non
del mondo, per condurre a Lui molte anime giovanili. Lucia, fin
dallinizio ha il fascino di Gesù e attorno a lei
si radunano altre giovani con la sua medesima passione di educatrice
cristiana.
Le Maestre
Pie
Sotto la guida del Cardinale,
Lucia Filippini diventa la fondatrice di un sodalizio
che presto sarà congregazione religiosa di maestre,
che ella vuole che siano chiamate pie, perché
innanzi tutto sono dedite alla preghiera, allintimità
con Gesù, per irradiarlo poi nella scuola. Per il momento,
non hanno i voti, ma vivono una vita di consacrazione a Gesù
solo, con due ore di preghiera ogni giorno, la Messa quotidiana.
È nato così lIstituto delle Maestre Pie Filippini,
per distinguerle dalle Venerini, nate attorno a Rosa,
la maestra di Viterbo già citata.
Il 1700 è Anno Santo: aperto da Innocenzo XII (1671-1700),
sarà chiuso da Clemente XI (1700-1721). A Roma giungono
pellegrini dallItalia e dallEuropa. Moltissimi, percorrendo
la via Francigena, passano per Montefiascone. Lucia, in accordo
con il suo Vescovo, organizza laccoglienza: non solo vitto
e alloggio, ma soprattutto il catechismo per loro, adatto alle
diverse categorie di persone, chiedendo la collaborazione delle
sue maestre pie, e dei sacerdoti della città.
Il suo catechismo si concentra in Gesù, unico Salvatore,
e nelle grandi Verità eterne, la Legge di Dio, la salvezza
eterna. Ambisce che ritornino alle loro case dal Giubileo,
più radicati nella fede e nella vita cristiana-cattolica,
in mezzo ai
gravi
errori del tempo.
Nel 1706, il 26 maggio, Lucia si sente orfana unaltra volta
per la morte del Card. Barbarico, che ha lasciato i suoi beni
alle sue scuole. È sola davvero, alla guida
della sua Famiglia religiosa, ma è per poco tempo, perché
da Roma, il Papa Clemente XI, informato delle sue virtù
e del suo stile di educatrice, la chiama nella Città eterna
a istituire le sue scuole per ragazze. La prima, Lucia lapre
nel maggio 1707 in via delle Chiavi dOro. Il successo è
immediato e a Roma, ella viene presto chiamata la maestra
santa, per il suo ardente amore a Gesù e per la
sua mitezza, per leducazione che trasmette, servendosi
della Verità che illumina e del cuore che ama.
Il suo progetto educativo per la formazione della gioventù
è la scuola e il catechismo, in semplicità di spirito,
ma con molta lucidità: la chiarezza dei principi dovrà
garantire la rettitudine di vita. Occorre insegnare a pensare
secondo le Verità della fede, per tradurla nelle opere,
per difendersi dagli errori.
Gesù,
passione damore
La sorgente di questo stile
è soltanto la persona adorabile di Gesù, venuto
per rimettere in libertà gli oppressi dal peccato.
Ella innamora le maestre pie di Gesù, perché
a loro volta sappiano innamorare di Lui le allieve, le loro famiglie,
chiunque avvicinano.
Lucia promuove la catechesi anche fuori della scuola. Propone
corsi di esercizi spirituali a donne adulte, a ragazze che si
preparano al matrimonio, a quelle che sente prescelte da Dio
per una vita di totale consacrazione. Ricerca la collaborazione
delle famiglie e delle parrocchie per la sua opera educativa.
Quando le mamme giungono alla sera a riprendere le loro figlie,
ella chiede loro di fermarsi per un po di
catechismo.
Arde dalla passione di evangelizzare,
di far conoscere Gesù, di farlo amare, come è solita
dire con parole ardenti: Affinché Gesù sia
conosciuto dai pagani e perfettamente creduto da tutti gli eretici
e amato da tutti i peccatori, io non risparmierei fatica alcuna
né dubitare di dare mille volte la mia vita. Percorre
le contrade dellalto Lazio con il Crocifisso in mano, invitando
tutti a meditare la Passione e Morte del Signore, e a darsi totalmente
a Lui.
Per condurre le anime a Gesù,
si interessa dei problemi dei singoli con cuore di madre e fa
vedere, con la sua fede luminosa e le sue opere, che solo Gesù,
in qualsiasi situazione, è la soluzione a ogni problema.
Derisione e persecuzione non la fermano. Pensa a convertire a
Lui tutti i popoli della terra: Vorrei che tutte le nazioni
barbare venissero al grembo di Santa Chiara e affinché
tutti si convertano a questa fede, mille vite darei se tante
ne avessi. Vorrei che con il mio sangue si scrivessero tutte
le Verità della Santa fede, tutto lEvangelo di Gesù,
tutta la Sacra Scrittura, tutta la Tradizione della Chiesa.
La familiarità con la
preghiera e il fascino della persona di Gesù la rendono
capace di comprendere giovani e adulti del suo tempo e di condurli
allunico Salvatore, con una fermezza e tenerezza insieme,
quasi incredibili in una fragile donna, come Lucia.
A soli 54 anni, un tumore al seno prende a tormentarla. Accetta
e offre il suo patire in unione al Crocifisso. Durante la sua
malattia, altre prove dolorose alcuni sospetti di aver
male amministrato il patrimonio lasciato dal Card. Barbarigo
alle sue Scuole, di essere incline al quietismo,
leresia condannata da Innocenzo XI, tutti risolti con il
pieno riconoscimento dellinnocenza di Lucia, si
aggiungono ad aumentare la sua sofferenza.
Si affida ancora di più
alla Madonna e profetizza alle sue Figlie che il
medesimo Angelo dellAnnunciazione a Maria sarebbe venuto
a prenderla. Ed è così: va incontro al suo dilettissimo
Sposo Gesù, il 25 marzo 1732, solennità dellAnnunciazione
della Madonna.
Ancora in vita, chiamata la Maestra santa, fondatrice
di una fiorente congregazione, il 22 giugno 1930, Papa Pio XI
la iscrive tra i santi. Ha lasciato scritto per la sue Figlie
e per noi: Vorrei moltiplicarmi in ogni angolo della terra
per gridare a tutti: Amate Dio.
Paolo
Risso
Str.
Lazzaretto, 5 - 14055 Costigliole dAsti
IMMAGINI:
1 Montefiascone, panorama
della cittadina vista dalla campagna circostante.
2 Santa Lucia Filippini (1672-1732)
3 Ritratto del
Cardinal Marco Antonio Barbarigo, sostenitore dellopera
delle maestre catechiste fondate da Lucia Filippini.
4 Lurna della santa
conservata sotto laltare maggiore della Basilica di Montefiascone.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2006 - 2
VISITA Nr. 