CONTE CARLO DI CAMERANA
(1885-1914):
UN DIPLOMATICO
INCONTRO A CRISTO

A mezza costa della collina
di San Michele di Costigliole (Asti), passa strada Ville il cui
nome deriva dalle ville dei signori del paese, costruite nellOttocento,
quasi una dietro laltra. Oggi, se ne sono aggiunte altre
di nuovi signori.
A fianco della strada, sorge ancora oggi una torre inglobata
in un vasto casolare di campagna:
comunemente
è detta casa Camerana, proprietà un tempo della
nobile famiglia di questo nome, i cui avi riposano nel cimitero
di Costigliole.
La vera
nobiltà
Questo è quanto sapevamo,
ma alla morte del nostro indimenticabile parroco, Don Renato
Cellino (1910-1982), trovammo tra le sue carte un opuscolo che
si rivelò al lettore subito di singolare interesse. Raccontava
che da questa famiglia, il 27 luglio 1885, era nato Carlo Camerana,
la cui foto alquanto sbiadita era ancora visibile sulla copertina.
Carlo, intelligente e buono, compì gli studi umanistici
presso le migliori scuole di Torino ci è stato
riferito presso gli Scolopi. Nella famiglia e nella scuola,
incontrò Gesù, come lAmico incomparabile
e fece di Lui la Vita della sua vita.
Aveva 15 anni, quando allinizio
del secolo XX, Papa Leone XIII consacrò la Chiesa e il
mondo al
Sacratissimo
Cuore di Gesù e lo indicò nellenciclica Tametsi
futura, come via, verità e vita, per il secolo ineunte.
Soltanto lì, nel Cuore di Gesù cè
la sorgente della vita e dellAmore che salva e a Lui devono
rivolgersi gli uomini bisognosi di salvezza.
Davanti al Cuore di Gesù, Carlo quindicenne comprese che
lunica nobiltà, la nobiltà vera non era quella
del sangue o della ricchezza, ma soltanto la santità,
come piena configurazione al divino Redentore. Imparò
che le imprese eroiche sono soltanto quelle a servizio di Dio,
dei piccoli e dei poveri suoi prediletti, che lunica storia
damore degna di essere vissuta ben al di là
dei balli e del luccicore della belle époque
è quella che lega lanima a Gesù, suo
Dio.
Nellambiente dei nobili
di Torino, Carlo apparve presto come un anticonformista: distinto,
elegantissimo, il tratto gentile, nel suo sguardo brillava una
luce che non era di questo mondo. Tutti i giorni, la lettura
spirituale e la preghiera, cuore a cuore con Gesù, molto
spesso la Comunione eucaristica. Sempre la vita intesa come dono
damore, come offerta di adorazione a Dio, con Gesù,
nella certezza che a chi più ha più ricevuto,
più sarà richiesto.
Giovane
in carriera
Carlo fu avviato alla carriera
diplomatica. Laureatosi in legge, diventò segretario di
Legazione a Istanbul. Da allora la sua vita si svolse tutta tra
Torino, Roma, Istanbul e... Costigliole dAsti. Al primo
posto, sempre Gesù: da amare e da servire.
Del lavoro interiore compiuto nella sua anima, Carlo
lasciò traccia nelle lettere e negli appunti personali
ritrovati dopo la sua morte: nella sua vita, appare lo stile
dei principi santi del Medioevo i cavalieri senza macchia
e senza paura, i milites Christi dei quali egli sembrò
farsi emulo, per rassomigliare a Gesù stesso.
Mentre lindifferenza religiosa e la ricerca del piacere
erano diventati sistema di vita per molti, sotto linflusso
di positivismo, decadentismo e, diciamolo spertis verbis, del
paganesimo, nei salotti, Carlo, rispecchiando la sua giovinezza
pura, scriveva: Gesù, io ti voglio tanto bene. Piuttosto
morire che commettere un solo peccato. Tutto per Te, o Gesù,
vivere per Te, morire con Te, Gesù.
Gesù, dunque come piacere sommo, come gioia della vita:
Gesù crocifisso ed eucaristico che è potenza e
sapienza di Dio.
La grande
nostalgia
In questo cammino di configurazione
a Lui, la Madonna era la sua maestra: A Gesù, per
Maria, diritto e puro per sempre. Prega per noi, Vergine santa
e immacolata, difendici dal demonio, affinché superiori
sempre
nella battaglia, veniamo in cielo a ricevere il premio.
Ricco, brillante, giovane uomo
del bel mondo dellaristocrazia, era così libero
dalle cose di questo mondo da avere nostalgia del Paradiso, già
nella sua giovanissima età. Per questo, incredibile ma
vero, teneva fisso il pensiero alla morte, non per intristirsi,
o per fare della letteratura, come i romantici, ma per prepararsi
al grande passo:
Nella
mia vita, fin da fanciullo, mi sono preparato ogni anno a morire.
Il Paradiso è così bello per meritarcelo che, se
non fosse del distacco dai miei cari, io sono così felice
di andarvi. Questo pensiero calma, consola... Gesù è
così buono che perdona sino allultimo, ma occorre
essergli fedeli, fedeli anche nelle piccole cose.
Con uno stile così,
non poteva essere privo della croce, almeno di quella di sentirsi
un esule sulla terra, perché troppo diverso dalla terra:
Siamo
rassegnati a soffrire scriveva Carlo e ringraziamo
Dio di questa croce, perché godremo di più lassù.
Anchio gli chiedo di soffrire maggiormente: sono nelle
sue mani per tutto quello che Egli vuole da me.
Giovane e lieto, accettava
la sofferenza per partecipare alla redenzione operata da Gesù
Crocifisso:
Il Signore
lascia spesso soffrire delle anime per salvarne delle altre che
lo offendono molto.
Guardando ogni giorno alla
morte, o meglio, allincontro definitivo con Dio, Carlo
si affinava: Siano i miei giorni vivificati dalla Grazia,
nella pace e nella serenità di spirito, nel supremo proposito
di purezza. Quando lanima è in grazia di Dio e si
lavora nel suo intimo, si gusta in anticipo le gioie del Paradiso.
Una vita
per la pace
A casa e nel suo prestigioso
lavoro, egli era luomo della carità, dellimpegno
civile secondo Gesù Cristo, del dono totale di se stesso.
A Costigliole abbiamo conosciuto delle persone anziane, coetanei
o più giovani di lui, che lo ricordavano ancora nella
sua bella divisa da diplomatico, accostarsi a ricevere Gesù
Eucaristico alla Messa solenne della domenica, alle ore undici,
digiuno dalla mezzanotte, come allora era
richiesto,
dalle mani del parroco di allora, Don Pietro Cadario.
Il 6 ottobre 1914, mentre lEuropa
era già in fiamme per la 1ª guerra mondiale, divampata
il 28 luglio, il conte Carlo Camerana, colpito da malattia allora
incurabile, a soli 29 anni andava incontro a Dio.
Aveva offerto la sua vita per la pace nel mondo, sullesempio
del santo Pontefice Pio X, da poco scomparso? Aveva affrettato,
con il suo amore struggente, il suo incontro a Gesù, teneramente
amato? Non sappiamo, ma è possibile.
Sul suo ricordino funebre,
cè unimmagine di Gesù che raccoglie
un giglio, sotto cui sta scritto: Gesù ha colto
questo giglio nella sua freschezza per ornare le dimore del Cielo.
Siamo contenti di averlo scoperto
e di farlo conoscere, perché il giovane Carlo Camerana
il diplomatico incontro a Cristo si iscrive nella
serie dei Servi di Dio illustri dinizio secolo XX, come
Charles de Foucauld, Ernest Psichari, Giosuè Borsi, Guido
Negri, Adolfo Ferrero... che illuminarono i decenni a venire
fino a oggi. Testimone e seminatore della Verità, dellamore
e della sublime bellezza del Cattolicesimo.
Paolo Risso
Str.
Lazzaretto, 5 - 14055 Costigliole dAsti
Dal libro: Enrico Rossetti, Diario (1949-1973),
Ediz. Studio Domenicano, Bologna, 1994.
IMMAGINI:
1 Costigliole d'Asti
: con
il suo castello. Nonostante la sua nobile origine, Carlo di Camerana
seppe mantenere anche in mezzo alle mondanità la fede
e lamore a Gesù.
2 Carlo di Camerana (1885-1914).
Il busto che lo raffigura è presente presso la tomba della
famiglia
a Costigliole.
3 A Istanbul, Carlo di
Camerana rappresenterà lItalia presso la Sublime
Porta dellImpero Ottomano.
4 Lapide del conte Carlo
di Camerana a Costigliole d'Asti.

RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2007
- 11
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