SUOR RITA DAMETTO fma (1945-1993):
UNA VITA OFFERTA
Un volto bello e radioso
di luce e di sorriso, uno sguardo singolarmente limpido e puro.
Così Rita Dametto si presentava già al primo incontro
con lei, lasciando in chi la vedeva e lascoltava il segno
vivo della presenza di Gesù.
Missionaria?
Era nata a Fagare (Treviso)
il 17 febbraio 1945, nel tempo in cui la guerra volge al termine,
ma tante sono ancora le tribolazioni per tutti.
I suoi genitori, Vittorio Dametto e Maria Vanzella, sono sposi
cristiani esemplari, ricchi di fede, che si guadagnano la vita
lavorando da mane a sera nei campi. Hanno otto figli. La piccola
Rita cresce con sei
sorelle
e due fratelli, alla luce della fede: una ragazzina vivace e
buona.
Ha appena dieci anni, quando, nel 1955, sperimenta una grande
sofferenza: gli muore il papà al quale è affezionatissima.
Il dolore la unisce ancora di più al Signore, che sente
ogni giorno di più Amico, Padre, quindi, via via, colui
che può diventare lo Sposo della sua vita. Lamore
eterno, da amare sino allultimo, anzi da far conoscere
e amare.
Ha uno zio missionario (è
il fratello del papà) ardente e luminoso, dedito alla
salvezza
delle anime. Rita scriverà nel suo diario: La presenza
di questo zio mi mise dentro un desiderio grande di imitarlo.
Quando mi disse: Sì, sarai missionaria tra i più
poveri, si accese in me un grande entusiasmo che mi accompagnò
per tutta la vita.
Nel frattempo, Dorotea, una delle sue sorelle, entra tra le Figlie
di Maria Ausiliatrice, le suore di Don Bosco. Anche Rita si sente
chiamata a consacrarsi al Signore, ma innanzi tutto vuol essere
missionaria. Così attende la sua ora. Nel 1963, quando
è certa che anche tra le Figlie di Maria Ausiliatrice
potrà essere missionaria, entra in Congregazione, seguendo
la sorella, lieta di darsi tutta a Gesù, come quelle suore
che fin dagli inizi, erano partite per la lontana Patagonia.
Scrive nel diario: Sono felice di dire di sì a Gesù.
Voglio essere tutta di Gesù e missionaria tra i più
poveri. Voglio farmi santa, occupata solo a darmi alle anime
per amore di Gesù.
Per il Cuore
di Gesù
Il suo ideale, il suo luminoso
progetto di vita, fin dal primo giorno di vita religiosa, è
essere tutta di Gesù e donarsi tutta per la salvezza delle
anime. Nellamore personale a Gesù, vivo nellEucarestia,
nellaffidamento e nella devozione filiale alla Madonna,
nello slancio di apostolato per i fratelli e portarli a Dio,
cè tutta la sua vita, la sua offerta.
Dopo il noviziato vissuto come attesa di nozze con
Gesù Sposo e Signore, suor Rita il 5 agosto 1967, a Pessione
(Torino) offre a Lui i suoi primi voti. I suoi voti perpetui
a Giaveno, il 5 agosto 1973. Ora è tutta di Gesù,
non ha altri che Lui da amare. Dalla sua prima professione, si
susseguono i suoi incarichi: lo juniorato a Chieri,
fino al 1968, maestra di scuola materna a Collegno, Osasco, Riva
di Chieri, quindi a Perosa, a Torino Cavoretto, sempre impegnata
con la gioventù in oratorio, fino al 1981-1982.
Così per 15 anni: dedita ai bambini, alloratorio,
alla catechesi, alle opere parrocchiali. Un apostolato intenso,
con dedizione piena al Signore e a ogni fratello, tanto più
se piccolo, che incontra. Attende con intima sofferenza che le
Superiore accolgano la sua domanda di partire per le missioni.
Ma questo sì da parte di chi dirige la sua
Famiglia religiosa non arriva.
Suor Rita si sente missionaria e vive in profondità la
missione là dove lobbedienza la chiama, ma presto
comprende che non cè amore più grande
di chi dà la vita per coloro che ama e che il
buon pastore dà la vita per le sue pecorelle come
ha spiegato e fatto Gesù.
Per questo, per dare fecondità massima alla sua giovane
esistenza, nel 1982, nelle mani del suo direttore spirituale,
suor Rita si offre come vittima al Cuore di Gesù per la
santificazione dei sacerdoti, come facendo la cosa più
semplice e più naturale del mondo. Verrà il giorno,
in cui il Signore la prenderà
in
parola.
Missione
in clinica
Proprio in quellanno,
invece dellautorizzazione a partire missionaria, è
chiamata a diventare infermiera professionale. Dal 1982 al 1985,
studia per prepararsi con competenza e amore a compiere questa
e non unaltra missione, dove il Signore la
vorrà. Nel 1985, le sono affidate le Suore ammalate e
lungo degenti della Casa di Cura Villa Salus.
Ormai, a 40 anni, nella chiamata della sua Superiora, suor Rita
sente la chiamata di Gesù al sacrificio a lasciare il
suo sogno giovanile: sarà missionaria non in terre lontane,
come le consorelle dellAmerica Latina o dellAfrica,
da lei viste come modello, ma sarà missionaria fra le
consorelle anziane e ammalate. Nel loro volto, ella vedrà
Gesù, asciugherà le sue lacrime, conforterà
i suoi dolori, condurrà, fraternamente, alla serenità
e alla gioia, nel cuore di Gesù, le sue sorelle
inferme.
Con questo stile di fede, suor
Rita si consacra al loro servizio con una dedizione totale: ormai
il suo mondo sarà costituito da loro, offrendo però
ogni giorno con Gesù, nel Santo Sacrificio della Messa,
per la gloria del Padre e per la salvezza del mondo intero, in
primo luogo per la santificazione dei sacerdoti. Trova anche
lo spazio per fare catechismo in parrocchia: chi vive lo spirito
salesiano non è mandato, sulle orme di San Giovanni Bosco,
in primo luogo ai piccoli, ai ragazzi, alla gioventù?
Suor Rita è sempre salesiana!
Per sette anni gli ultimi della sua esistenza tutta offerta
e donata la sua vita sarà così. Lo testimoniano
le Sorelle che in questo tempo godono delle sue cure premurose,
da vera professionista dellamore: Laccoglienza
nel suo reparto era meravigliosa, sentivi che non ti spalancava
solo la porta
della
cameretta, ma ti spalancava il cuore e ti metteva a tuo agio,
guadagnandosi subito la tua confidenza.
Da lei non ricevevi solo una medicina o una cura, ma anche
la parola della fede e dellincoraggiamento, per accettare
e offrire con Gesù i mali che ti facevano soffrire.
La sua direttrice, nel 1990,
sente di doverle scrivere: Grazie, suor Rita, per tutto
il tuo dono. Stai scrivendo con la tua vita una bella e efficace
pagina per Gesù, per la Chiesa, per il nostro Istituto.
Grazie con il cuore della Madonna.
Nel suo servizio, sembra che non ci sia mai posto per la stanchezza,
sa prendersi a cuore, a fondo, ogni sorella del suo reparto,
della cui salute si sente davvero responsabile, come una mamma
per ciascuna di loro.
Pur con sacrificio, con un oblio notevole di se stessa, riesce
a sorridere sempre: per essere gradita al Signore con la carità
teologale, per infondere pace e coraggio a chi soffre, per avvicinare
a Dio le anime. Lenergia la trova nella preghiera, nelladorazione
eucaristica, nel contatto vivo e intenso con Gesù, nella
Santa Messa e nel Tabernacolo.
Lo rivelano le pagine del suo diario, le note danima,
così colme soprattutto di preghiera, in cui è testimoniata
la sua storia damore con Gesù, come
se a ogni istante ella dica a Lui: È ora, a noi
due: Tu ed io.
Perfettissimo
amore
Il 5 agosto 1992, suor Rita
festeggia il suo XXV di consacrazione religiosa. Il suo cuore
è colmo di gioia e di pace. Rinnova la sua dedizione a
Gesù, come il primo giorno: Soffrire con gioia.
Non fuggire la croce, ma amarla. Umiltà e dolcezza.
Il 6 settembre 1992, è festa grande anche nella sua parrocchia
natia a Fagarè.
Nellautunno del medesimo anno, è trasferita da Villa
Salus al Santa Teresa di Chieri. È sacrificio
grande, ma anche lì si dedica con amore al suo compito
di infermiera. Sulla porta della sua camera mette una sua piccola
foto, sotto cui scrive: Suor Rita: disponibile.
Ma ora la sua salute si è
fatta fragile: suor Rita non sta bene.
Seguono cure ed esami clinici, fino a quando a giugno 1993 è
scoperto il male che da qualche mese lha invasa:
tumore maligno. Prova paura e angoscia, ma subito ricorda la
sua offerta vittimale al Cuore di Gesù per i sacerdoti,
fatta nelle mani del suo direttore spirituale nel 1982: ora il
Signore accoglie la sua offerta e ne moltiplica i frutti al cento
per uno.
Il sacerdote che la guida,
le ricorda: Gesù ti vuole tanto bene. Questa malattia
è una nuova chiamata e Gesù ha scelto te, non altri.
Lui ti apre davanti un cammino luminoso e sta a te scoprirlo.
Suor Rita
scrive
alla sorella suor Dorotea: Non voglio perdere tempo! Prega
per me!.
E le chiede di ripeterle fino allultimo la sua preghiera
di offerta totale: Gesù, che io viva di amore, che
io muoia di amore, che il mio ultimo battito del cuore sia un
atto di perfettissimo amore.
Qualche tempo dopo: Il
desiderio e la passione per la missione mi divorano. Il Signore
forse voleva prepararmi a questa grande prova: sia Lui benedetto
in eterno. È ormai la sua salita al Calvario, con
Gesù, per le anime per i sacerdoti. In mezzo ai dolori,
sempre più lancinanti, suor Rita ripete: Gesù,
è tutto per Te, ti offro tutto: grazie, va bene così
dammi solo la forza per mezzo di Maria.
Nel settembre 1993, va in pellegrinaggio a Lourdes. Lì
gode dei momenti di grande intimità con la Madonna, con
Gesù eucaristico nella chiesa dedicata a San Pio X: Nelladorazione
silenziosa sentivo Lui, lunico Assoluto, e mi immedesimavo
anche in ciascuno dei malati e sofferenti, fino alle lacrime.
Non ottiene il miracolo di guarire, ma di sperimentare la pace
e labbandono in Gesù: La Madonna mi ha fatto
capire che non mi avrebbe fatta felice sulla terra, ma in Cielo,
come promise a Bernardetta. E io sono contenta così.
Alla sorella suor Dorotea,
confida: La sofferenza la vivo come un dono, per rispondere
alla chiamata di Gesù, mio sposo Crocifisso. Alla
sua superiora che le è accanto con tenerezza: Quando
avrà notizia della mia morte, sappia che io muoio felice.
Dal Veneto viene la sua mamma a salutarla con i familiari. È
uno strazio, ma infine dice loro che si sente come un bimbo
sereno in braccio a sua madre. La notte prima di morire,
il 26 novembre 1993, gode di una grande gioia: vede accanto a
sé, in sogno, Gesù luminoso e dolcissimo, che è
sempre vicino a lei per aiutarla e per trarre vantaggio dalla
sua offerta per le anime e per i sacerdoti. Suor Rita trova la
forza di alzarsi e di scrivere nel diario questa visione.
Ormai, sofferenza e morte a
un passo da lei, sono accolte come atto di amore purissimo. Con
questo amore a Lui, con la preghiera nel cuore e sulle labbra,
quella che aveva chiesto a Dorotea di suggerirle fino allultimo,
il 27 novembre 1993, va incontro al suo Gesù,
per il quale soltanto è vissuta.
Qualche giorno prima, il 21 novembre, domenica, solennità
di Cristo Re, il Padre spirituale del suo noviziato, don Cesare
Allocco, le aveva scritto: Mi unisco in modo tutto particolare
a te in questo momento, vertice della tua vita di Ostia per i
sacerdoti. Grazie, sorella mia, e sii benedetta per la tua fedeltà
sponsale a Gesù Crocifisso per amore di tutti e gloria
del nostro Padre divino.
Davvero la sintesi della vita di Suor Rita Dametto, a soli 48
anni di età: una vita offerta.
Paolo Risso
Str.
Lazzaretto, 5 - 14055 Costigliole dAsti
IMMAGINI:
1 Suor Rita Dametto (
1945 - 1993)
2 Suor Rita con alcune
bambine di Osasco (TO).
3 Suo Rita, sorridente, al centro, durante
una gita a Briançon, nel 1981.
4 Suor Rita già
gravemente ammalata, in pellegrinaggio a Lourdes con il fratello
gemello e la sorella Dorotea.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2007
- 7
VISITA Nr.

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