SAN GABRIELE PERBOYRE
(1802-1840):
CROCIFISSO PER GESU'
La sua Diocesi era Cahors.
Il suo comune era Puech. La sua parrocchia era il borgo di Mongesty.
Lì, il 6 gennaio 1802, figlio primogenito di Pietro Perboyre
e di Maria Rigal, nacque Jean-Gabriel Perboyre. Educazione cristiana
dalla sua famiglia, negli anni dellimpero di Napoleone,
quando molti congiuravano contro la Chiesa. Gli studi elementari
al suo paese, con intelligenza e profitto.
Dentro il cuore, il giovanissimo Jean-Gabriel ha una grande passione,
un unico amore: Gesù. Per Lui, il Salvatore Crocifisso,
ogni giorno cresce nellamore e dellofferta a Dio.
È soltanto un ragazzo, quando aiuta il padre nei lavori
di campagna, incaricato principalmente a sorvegliare i contadini
occupati nel podere di famiglia a Puech.
Suo fratello Louis entra nel
1816 nel Seminario di Montauban (Tarn-en-Garonne), diretto dallo
zio paterno, Monsieur Jacques, dei Preti della Missione (i Lazzaristi)
di San Vincenzo de Paoli. Jean-Gabriel, quindicenne, segue
il fratello minore in Seminario, per tenergli compagnia per qualche
tempo.
Ma in Seminario, si appassiona alla vita religiosa, sulle orme
del grande Santo della carità. Allora decide di rimanervi
e chiede di essere ammesso alla Congregazione della Missione.
È accettato e si dimostra subito un novizio modello, esemplare
nella preghiera, nellobbedienza e nella mortificazione:
Gesù merita tutto: perché non dargli tutto?.
Il 28 dicembre 1820, offre
a Dio i santi voti. Ha 18 anni e comincia a studiare teologia
nella Casa-madre
della Congregazione a Parigi. Si fa notare per la sua intelligenza
non comune, per la sua dolcezza, per la sua carità teologale
che lo rende simile a San Vincenzo, il Padre Fondatore. Diventa,
senza accorgersene, modello ai suoi compagni di Seminario, che,
guardando a lui, si sentono invitati a farsi migliori.
Ha un forte ascendente sugli altri: per questo, è mandato
a insegnare ai ragazzi nel collegio San Vincenzo di Mont-Didier
(Somme), dove rivela le sue ottime capacità didattiche
e il suo zelo per la formazione dei più piccoli, alla
statura di Gesù.
Sacerdote
e maestro
Il 23 settembre 1826, è
ordinato sacerdote nella cappella della Casa-Madre a Parigi.
Ha 24 anni: un vero innamorato di Gesù. I superiori, pensando
di proporlo come esempio ai chierici della Congregazione, lo
mandano a insegnare teologia dogmatica nel Seminario maggiore
di Saint Flour; quindi è nominato rettore del pensionato
ecclesiastico aperto nel 1827, nella medesima città. Nellautunno
del 1832, è richiamato a Parigi come vice-maestro dei
novizi della casa di San Lazzaro.
Obbedisce e si impegna al massimo, ma P. Jean-Gabriel ha un altro
sogno: le missioni in Cina, e chiede ripetutamente e con insistenza
di essere mandato, a portare Gesù Cristo, a convertire
le anime a Lui. Il suo desiderio si fa ancora più
ardente, quando il 2 maggio 1831, muore suo fratello, il P. Louis
Perboyre, a Batavia, mentre era in viaggio per raggiungere la
Cina. Lui dovrà prendere il suo posto.
Finalmente esaudito, il 21 marzo 1835 salpa dal porto di Le Havre,
diretto in Cina. Il 29 agosto seguente
approda
a Macao: lì si ferma qualche mese per intraprendere lo
studio della lingua cinese, prima di essere inviato nella provincia
centro-meridionale di Honan. Qualche tempo dopo, lì viene
nominato primo vicario generale. Segue un anno e mezzo di appassionante
lavoro apostolico nella provincia di 174 mila chilometri quadrati,
in mezzo a fatiche e difficoltà di ogni genere, le prime
persecuzioni comprese.
Missionario
Nel gennaio 1838, è
trasferito nella provincia di Hupeh, dove ancora più intensa
si fa la sua attività missionaria. Nelle sue predicazioni
e nelle sue conferenze spirituali, annuncia: Esiste una
sola realtà necessaria: Gesù Cristo. Il Signore
Gesù ha detto: Io sono la Via, la Verità, la Vita.
Non ci resta che camminare per questa via. Per non essere distolti
da questo proposito, ci occorre una luce che rischiari il cammino.
Questa luce non può essere che Lui, Gesù, la Verità
in persona: Lui stesso ha detto che chi lo segue non cammina
nelle tenebre, ma possiede la luce della vita.
Scoppia in Cina, la persecuzione
anti-cattolica: P. Jean-Gabriel si vede costretto a cercare scampo
nascondendosi. Ha una certezza: «Ci occorre anche la forza
che ci sostenga in questo cammino e ci faccia perseverare in
esso. Gesù stesso, che ha voluto essere nostro nutrimento
dandosi a noi nellEucarestia, sarà la nostra forza.
Per questo ha detto: Io sono la vita. Tutto quello
che possiamo desiderare lo troviamo nel Crocifisso, nel Vangelo
e nellEucaristia: non cè altra via, altra
verità, altra vita. Perciò siamo tenuti ad attaccarci
a Lui solo, ad apprendere nullaltro che Lui e a seguirlo
senza interruzione».
Durante la persecuzione, il
Padre viene tradito da un vile cristiano che sedotto dalla taglia
posta sul missionario, rivela il suo nascondiglio.
Il Padre viene catturato a Tcha-yuen-keu, il 26 settembre 1839
e condotto a Kwang-Ytang, dove
subisce
un primo e lungo interrogatorio, accompagnato da crudeli torture.
Trasferito il giorno seguente a Ku-gheng soffre altri interrogatori
e torture, rinchiuso poi nelle malsane prigioni di Wuchang, dove
rimane otto mesi tra atroci sevizie e sofferenze; in attesa che
la sua condanna a morte, pronunciata contro di lui dal tribunale
locale, sia ratificata dallimperatore.
Martire
In quel triste periodo, P.
Jean-Gabriel ha una certezza: Non possiamo salvarci se
non conformandoci a Gesù Cristo. Dopo la morte non ci
sarà chiesto se saremo stati sapienti, se abbiamo occupato
posti importanti, se ci siamo guadagnati la stima degli uomini,
ma ci sarà chiesto se ci siamo applicati a conoscere e
imitare Gesù Cristo. Se Dio non troverà in noi
alcun tratto del Modello divino, saremo senzaltro respinti;
ma se ci saremo conformati a questo Modello saremo glorificati:
i santi in cielo non sono altro che immagini di Cristo glorificato
come in terra lo furono di Cristo sofferente e dedito alle opere
della sua missione.
Lui, il missionario ardente,
ormai vicino a essere sacrificato, dalla sua fanciullezza, aveva
sempre fatto così: essere conforme a Gesù.
La ratifica dellimperatore giunse al mattino dell11
settembre 1840. A mezzogiorno, il P. Jean-Gabriel Perboyre, 38
anni di età, veniva crocifisso come Gesù e finito
a colpi di spada. Tutto si era compiuto, proprio come lui aveva
desiderato, quando ancora si preparava al sacerdozio: la vita
e il sangue per Gesù.
Le sue spoglie mortali, deposte
sulla Montagna rossa, il cimitero della città
dove era stato giustiziato, poterono essere traslate in Francia
nel 1860 e deposte nella Casa-madre della sua Congregazione.
Papa Gregorio XVI sin dal 1843 aveva iniziato la sua causa di
beatificazione. Il 10 novembre 1889, Leone XIII lo iscrisse tra
i beati. Giovanni Paolo II lo iscrisse tra i santi.
In una sua conferenza spirituale, come leggiamo nella Liturgia
delle Ore il giorno della sua festa, l11 settembre, egli
aveva detto, tutto cristocentrico, così comera:
Teniamo sempre Gesù Cristo davanti agli occhi, cogliamo
i suoi sentimenti intimi e appropriamoci delle sue virtù,
del suo stile, della sua vita.
Paolo Risso
Str.
Lazzaretto, 5 - 14055 Costigliole dAsti
IMMAGINI:
1 La provincia cinese
di Honan, dove padre Gabriele esercitò per un primo tempo
il suo ministero sacerdotale..
2
Mediante
il rispetto della cultura locale e linsegnamento di quella
occidentale, i missionari cattolici si guadagnarono rapidamente
la stima del popolo cinese. Ancora oggi, nonostante le difficoltà,
sta crescendo la simpatia verso il Papa.
3 San Gabriele Perboyre (1802-1840).
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2007
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