MARIA DUFOUR (1895.1923):
LA PASSIONE PER IL
PANE DI VITA
Una famiglia ricca, benestante,
numerosa di figli, luminosa di fede e di carità: questi
i signori Dufour di Genova, tra la fine del XIX secolo e linizio
del XX. Nella loro bella casa di Cornigliano Ligure, non lontano
dalla parrocchia dei Domenicani, da Gustavo e Anna, il 23 settembre
1895, nacque Maria Dufour.
Bambina intelligente, vivace, riceve dai genitori una forte e
dolce educazione cristiana.
La mamma è la sua prima maestra di scuola e di fede.
Il papà, il suo primo modello di vita. La nonna, langelo
della sua fanciullezza. Fin dai primi anni, Gesù è
lunico suo Amato, così che a otto anni appena si
accosta alla Prima Comunione, con il cuore in festa.
Da quel giorno, Gesù Eucaristico diventa tutto
per Maria: vuole riceverlo molto spesso, poi dallautunno
di quellanno, riesce a fare la Comunione tutti i giorni,
senza lasciarla mai, con il proposito, lo slancio, sempre più
vivo di farsi santa.
A dieci anni, va per la prima
volta a Lourdes: è la scoperta dellamore della Madonna,
amore che Maria
ricambierà
con la preghiera quotidiana del Rosario, con limpegno di
imitarla nelle sue virtù, per tutta la vita.
Unistitutrice tedesca completa la sua istruzione: Maria
cresce bella, serena, simpatica e riservata, impara a suonare
il pianoforte, le lingue straniere, sa intrattenersi con chiunque,
ma nel suo intimo la cella del cuore
custodisce un segreto tra lei e Gesù.
Adolescente, si consacra a
Lui con il voto di verginità per sempre, continuando a
vivere in famiglia come sposa di Cristo, con lintento
di amarlo e di farlo amare. Chi la vede passare, chi la osserva
mentre prega in chiesa, non può far a meno di commentare:
Sembra un angelo.
Studio, lavoro, preghiera sono le sue occupazioni. Maria ha sete
di conoscere Gesù e si impegna a fondo nello studio del
Cattolicesimo, conseguendo nel 1914, il diploma di Religione.
Il Cardinale di Genova le assegna il secondo premio.
La nonna non tollera ozio e
ha organizzato in casa un laboratorio in cui Maria e le sorelle
imparano e
cucire,
a ricamare, a preparare indumenti per i bambini più poveri,
per coloro che non hanno nulla. Maria lavora serena, contenta
di fare della sua vita un dono.
Gesù
a tutti i costi
Ogni sua giornata comincia
prestissimo con la Messa. Maria non lascia mai la Comunione eucaristica,
a costo di qualunque sacrificio. Si prepara con la Confessione
settimanale per purificarsi da ogni colpa anche lieve. Il suo
direttore spirituale le dà il gusto delle vette più
alte della santità e Maria sale in alto, sempre più
in alto perché Gesù lattira.
Gesù, ricevuto nella Comunione quotidiana è la
sua felicità, la sua Vita, Colui che la santifica nellintimo
e nelle opere. Né contrattempi né malattie né
viaggi le impediscono di ricevere quotidianamente Gesù
Eucaristico, preparandosi con fervore, adorandolo, ringraziandolo,
intercedendo per la Chiesa e per le anime.
Spesso arriva come allora era richiesto fino a
mezzogiorno ancora digiuna per poter accostarsi alla Comunione:
Di quale tesoro immenso si privano
spiega quelli che lasciano la Comunione!.
Prima di sera, ogni giorno, Maria ritorna in chiesa a pregare
davanti al Tabernacolo: Restituisco la visita a Gesù
dice e la sua preghiera davanti a Lui si fa così
intensa che a volte occorre scuoterla per riportarla a casa.
Io chiedo a Gesù
qualunque cosa e Lui mi esaudisce sempre rivela
con semplicità. Ma alcune donne stamane in chiesa
chiacchieravano forte le dicono le sorelle e non
si poteva pregare. Risponde Maria: Davvero? Io non
ho sentito nulla!. Ed aggiunge: Il posto più
bello è là con Gesù: io vorrei portarmi
il lavoro in chiesa per stare sempre con Lui.
Il suo sposo divino la trasforma a sua immagine.
Dobbiamo fare sempre la volontà di Dio, anche quando
costa ripete spesso. Tutto per suo amore.
Vivace, facile allo scatto, riesce a dominarsi e si fa mite,
semplice, paziente, sempre uguale nelle gioie e nei dolori. Ma
perché tu non ti inquieti mai? le domandano.
Maria vive sempre unita a Gesù con il desiderio e limpegno
di non offenderlo mai, di
cercare
sempre ciò che piace a Lui, di evitare anche il più
piccolo peccato, di lasciargli pieno spazio nella sua vita.
Nel lavoro, nelle conversazioni,
quando è facilissimo parlare di questo e di quello, nessuno
sente mai Maria dire male del prossimo. È portata a vedere
le virtù degli altri. Non potendolo fare, scusa le intenzioni,
perdona, prega per la loro conversione, per la conversione di
tutti. Sì, perché Gesù le ha dato unanima
apostolica, missionaria. Vuole portare tutti coloro che incontra,
il mondo intero, a Lui.
Fino al 1915, la vita in casa Dufour scorre serena, ma in quellanno
la guerra si porta al fronte i ragazzi Dufour. Maria, in pena
per loro e per tutti i giovani dEuropa, mandati ad uccidersi,
non si dà pace. Prega, si sacrifica, chiede a Gesù
nella Comunione e nelle visite sempre più ferventi al
Tabernacolo, la fine della guerra. Fa voto di andare a Lourdes
a ringraziare la Madonna, se i suoi fratelli torneranno salvi.
Intanto moltiplica le sue iniziative apostoliche.
Apostola
del Tabernacolo
Dal Papa Pio X, aveva imparato
il grande amore allEucaristia e la sua ansia di ricapitolare
in Cristo tutte le cose (Ef 3,9). Dal Papa Benedetto XV,
accoglie linvito a diffondere la Verità, Gesù,
a tutti i fratelli, a lavorare per la pace tra i popoli.
Maria comincia con il preparare i bambini alla prima Confessione
e Comunione. Lo fa con un ardore così travolgente che
anche i più discoli, i più lontani, le famiglie
spesso indifferenti alla fede, ne sono conquistati. Questa singolare
catechista ha un chiodo fisso: dopo la prima comunione,
essi dovranno tornare spesso da Gesù, essere i suoi amici.
Per loro, Maria organizza la Confessione e la Messa con la Comunione
al 1° venerdì del
mese;
con i migliori, i più fedeli, ogni domenica. Il parroco
la chiama a diventare presidente del circolo giovanile parrocchiale
e elle si muove, allegra, ardente, piena di iniziative per istruire
la gioventù nella fede e nellamore a Cristo e portare
ragazze e ragazzi allincontro frequente con Lui nella Confessione
e nella Comunione, il più spesso possibile.
Ispirandosi allinsegnamento
e allesempio di San Giovanni Bosco, il santo dei tre grandi
amori, lEucaristia, la Madonna, il Papa, spiega loro:
Non si
può piacere a Dio, non si può essere né
uomini né cristiani se non andiamo sovente a confessarci,
più sovente ancora a ricevere Gesù Pane di vita,
in grazia di Dio.
Maria si domanda: Ma
io faccio abbastanza perché Gesù sia conosciuto,
amato?. La sete, lo zelo delle anime da portare a Lui la
tormenta, così che le capita di non poter dormire di notte.
Ella predilige i più poveri, i più abbandonati.
Va nelle vie e nelle case di Genova a cercare i ragazzi e i giovani
più soli e più lontani e, con la sua dolcezza,
la sua parola convincente, li porta a Dio. Scopre i malati più
gravi: va da loro con le medicine, il denaro e il cibo, e si
preoccupa di riconciliarli con Dio mediante la Confessione, donando
loro, lAmico, il consolatore più grande: Gesù
Eucaristico. In una parola: Maria, così umile e riservata,
diventa colei che prepara la via al sacerdote, a Gesù
che penetra nelle anime.
Le domandano: Come fai, come riesci in tanto?. Risponde:
Non sono io a fare: è Gesù che fa tutto.
È Lui che ama, perdona, conquista!. E ha una cura
particolare a pregare e a offrirsi per i sacerdoti in difficoltà,
per le vocazioni.
Nel 1920, verso la fine di
agosto, con i suoi genitori e i fratelli tornati incolumi dalla
guerra, va a Lourdes. Trascorre ore di Paradiso, partecipando
alla Messa, pregando con il Rosario, meditando la Via Crucis.
Alla Madonna, Maria chiede solo una grazia: Aiutami, o
Immacolata, a fare sempre la volontà di Dio, a rassomigliare
a Gesù. Nel ritorno in Italia, passa a Paray-le-Monial,
dove nel 1675, Gesù si era rivelato a Margherita Maria
Alacoque con le ineffabili dolcezze del suo Cuore. Maria rinnova
a Lui,
la
sua dedizione, il suo voto di verginità: Che io
ti ami e ti faccia amare, o mio Sposo diletto.
Non è più lontana dalla vetta. Parla della morte
con intima serenità da stupire. Ma tu non temi la
morte?, le domandano. Perché temere?
risponde non è una bella cosa trovarsi davanti
al Signore per sempre?. Continua il suo servizio, il suo
apostolato eucaristico.
Il suo testamento:
la Comunione
Nel maggio 1922, va a Roma
al Congresso Eucaristico internazionale. Gode del trionfo che
i pellegrini da tutto il mondo offrono a Gesù Eucaristico.
Nel ritorno si ferma ad Assisi, dove digiuna fino oltre le ore
12, si accosta alla Comunione. Rinnova il suo impegno a essere
un altro-Gesù come Francesco dAssisi,
del cui TerzOrdine fa parte.
Sono gli ultimi mesi della sua vita. Li consuma, facendo catechismo
in parrocchia fino allultimo per preparare i ragazzi alla
Confessione e alla Comunione. Il suo testo è il glorioso
Catechismo di San Pio X, limpido e preciso. Il Giovedì
Santo, partecipa alla Messa con le sue fanciulle.
Poi un male terribile, la meningite, la blocca per sempre. Il
suo letto diventa un altare. Maria soffre, con Gesù, dolori
atroci.
Lo riceve per lultima volta, serena e felice. Si spegne
a Genova il 4 aprile 1923 a soli 27 anni. A coloro che lavevano
avvicinata, aveva lasciato come testamento: Andate ogni
giorno in grazia di Dio a ricevere Gesù nella Comunione.
Amate la Madonna e fatela amare.
Paolo Risso
Str.
Lazzaretto, 5 - 14055 Costigliole dAsti
IMMAGINI:
1 Paray le Monial, dove
Maria Dufour, nel 1920, rinnovò il suo voto di totale
dedizione a Dio.
2 Maria Dufour ( 1895-1923)
3 Il Duomo della città
di Genova dove Maria consacrò tutta se stessa al servizio
di Dio.
4 Il Papa Pio X, dai cui insegnamenti Maria Dufour
imparò lamore vivo e trasformante per lEucaristia.
5 Dopo una fulminante
malattia, Maria si spegne nella sua Genova alletà
di soli 27 anni.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2007
- 4
VISITA Nr.
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