FARO NELLA NOTTE
Si divertiva ad arrampicarsi
sugli alberi per scoprire nidi nascosti, ad andare sul calesse
e a rubare le briglie al padre, perché il
cavallo corresse più veloce.
I suoi genitori stravedevano per lei.
Era nata, Teresa Veronesi, alla periferia di Bologna, parrocchia
di San Ruffillo, nella casa di papà Giuseppe e di mamma
Clementina Scarani, il 28 settembre 1870.
Giorni di
ascesa
La piccola, battezzata lindomani
nella cattedrale di San Petronio, a Bologna, cresceva vivace
e precoce, illuminata da dolce e forte educazione cristiana.
A sei anni, si era trasferita con la famiglia a Recovato, nella
grande fattoria degli Scarani, in un mondo per lei affascinante,
tra vigne, frutteti e prati, scuderia e cantina. Lì comincia
a frequentare la scuola a Castelfranco Emilia, dove impara con
estrema facilità.
Dal Cardinal Lucio Parocchi, Arcivescovo di Bologna, il 26 maggio
1878, riceve la Cresima e il 24 maggio 1879, dopo accurata preparazione,
la Prima Comunione: Teresa sente un fascino straordinario per
Gesù, la sua voce che la chiama per nome per
farla sua.
Sa nuotare e remare, guidare il cavallo a perfezione, è
appassionata della caccia e sa sparare col fucile di suo padre,
recita in modo divertente, ma più di tutto, è innamorata
di Gesù.
Al tramonto di ogni giorno, raduna i suoi cari a dire le preghiere
e durante la notte, mentre tutti dormono, lei, che non ha neppure
10 anni, si alza a pregare a lungo. La preghiera notturna sarà
il distintivo di tutta la sua vita.
Aiuta la mamma in casa e nella cura dei fratelli e delle sorelle,
otto in tutto, e collabora con il parroco a tenere il catechismo
ai più piccoli. A chi le domanda che cosa avrebbe fatto
da grande, risponde imperterrita: «Mi farò suora
e farò la maestra».
Il 13 luglio 1882, giungono a Castelfranco le Suore Minime dellAddolorata,
fondate nel 1868 a Le Budrie presso San Giovanni in Persicelo
da Madre Clelia Barbieri, morta a soli 23 anni, il 13 luglio
1870: sono guidate da Violante Garagnani, una delle prime tre
amiche di Clelia, diventata poi Suor Francesca.
Teresa ascolta da Violante la storia della santa vita di Clelia
(canonizzata nel 1989), se ne appassiona e decide di entrare
nel suo Istituto.
Lonnipotenza
supplice
Vincendo le resistenze dei
suoi, nel luglio 1887, a 17 anni, entra tra le suore Minime a
Le Budrie. Mentre suo padre parla con la superiora, Madre Orsola
Donati, Teresa, avendo avvistato un galletto nel cortile, sfila
il fucile dal calesse e spara, ammazzandolo: iniziava così
la sua vita religiosa!
Ma nel nuovo ambiente, si trova subito a suo agio. Madre Orsola
e Don Guidi, il parroco de Le Budrie e loro direttore spirituale,
le mettono in mano il libro delle Regole: «Se le osserverai,
le dicono, sarai santa». Così il 2 maggio 1888,
Teresa
fa la vestizione.
Al termine del noviziato, per otto anni, rinnova i voti privati,
comè consuetudine nel suo Istituto. Soltanto il
7 aprile 1897, emette la professione con i voti pubblici. Nel
medesimo anno consegue la patente di maestra elementare. Ora
è suora e maestra, come ha sempre voluto: lo sarà
fino allultimo con unintensa intimità con
Dio e un eroico servizio al prossimo.
Due anni dopo, è mandata come superiora a Bentivoglio,
dove il marchese Pizzardi, nel suo castello, ha aperto un asilo
e una scuola di lavoro.
Suor Teresa vi insegna e prepara i bambini alla Prima Comunione
e alla Cresima, prendendosi cura delle vocazioni sacerdotali
e religiose: due dei suoi alunni, Amilcare Marescalchi e Alfredo
Bandiera, saranno sacerdoti salesiani; mentre alcune ragazze
saranno suore.
Lei è devotissima alla Madonna, alla quale affida ogni
sua opera, e lavora con il genio educativo e apostolico di San
Giovanni Bosco.
Nel gennaio 1903, predispone la parrocchia di Bentivoglio alla
visita pastorale del Cardinal Svampa, il quale elogia le suore
per la dottrina insegnata ai fanciulli.
Il 15 agosto 1903, salva un bambino caduto nel canale, buttandosi
in acqua e per questo riceverà dal Comune una medaglia
al valor civile.
Una grande gioia prova nellottobre 1907, quando può
aprire la casa di San Ruffillo, dovè nata. È
tanta la stima che si merita che Mons. Della Chiesa, Arcivescovo
di Bologna (futuro Papa Benedetto XV), la chiama sovente in udienza
per conferire con lei riguardo alla sua Congregazione.
Gode di grande autorevolezza e prestigio, pur con il suo stile
singolare e vispo. Però non rinnega mai il suo spirito
veramente religioso e le sue egregie virtù.
Sa sempre ottenere tutto da Dio con la preghiera, e dagli uomini
laiuto per chi ha bisogno, così che qualcuno la
chiama lonnipotenza supplice.
Maestra,
soprattutto madre
La sua più bella avventura
inizia per lei quando il 19 ottobre 1908, è mandata superiora
nellasilo di SantAgata Bolognese, dove si merita
subito la fiducia incondizionata del parroco Don Luigi e della
popolazione animata da spirito di fede; dà vita a una
scuola di lavoro, precisamente una maglieria, e vi occupa ben
80 ragazze, mentre ai ragazzi insegna a fare le reti per la pesca.
Alla base di queste iniziative, pone il catechismo, perché
il fine della sua opera è condurre tutti a Gesù
e, grazie a Lui, a salvarsi lanima.
La sua scuola, dove è maestra di fede e di vita, si distingue
per lamore e la gioia che ella diffonde attorno a sé.
Per più di 40 anni, a SantAgata, incontrare Suor
Teresa, sarà per tutti come incontrare Gesù: ella
sa di essere mandata a tutti, a far conoscere e amare il Signore,
con lo stile di Clelia Barbieri.
Ci sono persone senza lavoro: Suor Teresa se ne interessa a fondo
e trova lavoro per costoro. Mai nessuno, rivoltosi a lei, viene
lasciato solo. Ai malati e agli anziani, porta conforto e aiuto.
Ha una capacità straordinaria di ascoltare ciascuno e
di risolvere i loro problemi, anzi di comunicare loro Gesù
che è la soluzione di tutti i problemi.
Vive in appassionata e sempre più intima unione con Dio:
Gesù è davvero il suo amatissimo Sposo che le dona
di rassomigliargli in modo singolare, con un fascino materno,
forte e soave, sulle anime che incontra.
Appare come un faro nella notte, come segno di consolazione e
di gioia nelle ore più difficili. Si rivolgono a lei,
a chiedere luce, il parroco e giovani sacerdoti, padri e madri
di famiglia. Ci sono persone illustri che vengono da Bologna
e molto più lontano a interpellarla.
La sua maternità si fa più splendente
negli anni della prima guerra mondiale (dal suo asilo provvede
con premura alle famiglie e ai soldati al fronte); durante la
seconda guerra mondiale (1940-1945), quando SantAgata è
occupata dai tedeschi, benché violenti e usi alla sopraffazione,
sono soggiogati dal suo stile in cui è visibile Dio stesso.
Suor Teresa prega, soffre e si sacrifica per i sacerdoti. Dalla
sua scuola, dove davvero realizza il progetto della sua giovinezza,
sorgono altri chiamati allaltare.
Quando il Seminario di Bologna è bombardato, nel 1944,
ed ella ha davanti a sé diversi seminaristi che contano
su di lei. Con lapprovazione del Cardinal Nasalli Rocca,
organizza nella canonica della Chiesa un seminario parrocchiale,
dove i seminaristi trovano lambiente migliore per continuare
nel loro cammino: dodici di loro diventeranno sacerdoti e ancora
oggi la ricordano come vera madre.
Il diadema
dello Sposo
Come possa farsi così
tutta a tutti, solo la sua ardente vita di preghiera e di unione
con Dio può spiegarlo: brillano in lei tutte le virtù,
in primo luogo la fedeltà alla preghiera e ai prolungati
colloqui notturni che la legano in modo appassionato a Gesù
e alla salvezza delle anime.
Nellultimo tratto della sua esistenza, il diavolo furibondo
per il bene che compie, si scatena contro di lei, provocandole
sofferenze inaudite.
Suor Teresa sofferente, ma mai vinta, si rifugia davanti al Tabernacolo
e sgrana Rosari alla Madonna: Gesù viene a consolarla,
stringendosela al cuore.
Il Redentore le si mostra sotto laspetto dellEcce
Homo, grondante sangue e le chiede: Riparazione ed espiazione!,
ma anche sorridente e lieto per dirle: Amore, amore, più
amore!. Lattira a sé con le estasi e
la arricchisce di doni singolari, come quello della coronazione
di spine.
Il suo ultimo giorno giunge rapido al centro dellAnno Santo
1950, colorandosi del fulgore del martirio.
L11 maggio viene a sapere della manifestazione audace e
scomposta, promossa dai pionieri comunisti, cui purtroppo hanno
dovuto partecipare anche i bambini del suo asilo.
Il suo dolore per lo scandalo è così grande che
sviene per unemorragia cerebrale. Nei momenti di lucidità
prega e offre, ripetendo: Miserere mei Deus... in Te, Domine,
speravi, non confundar in æternum.
Il 16 maggio 1950, Suor Teresa Veronesi va incontro al suo Sposo,
martire dellamore per Lui e della purezza inviolata.
Negli ultimi anni, nascondeva la sua mistica coronazione
di spine, con una benda bianca, spesso intrisa di sangue,
come latleta greco che cingeva la fronte di candido diadema:
anchella era stata vittoriosa nella sua vita.
Dal 6 aprile 2003, è in corso a Roma la sua causa di canonizzazione.
Paolo Risso
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2004-6
VISITA Nr. 