SUOR ROSALIA RENDU (1787-1856):
UNA
DONNA PER TUTTE LE RIVOLUZIONI
Gex, Francia,
1974. Infuria il terrore della rivoluzione. Cattolici perseguitati,
preti e vescovi incarcerati, mandati alla ghigliottina, vittime
innocenti dei democratici che hanno proclamato libertà,
uguaglianza e fraternità... senza Dio.
In una casa di nobili, i signori
Rendu, la madre, vedova con tre bambine, nonostante i tempi economicamente
difficili, ha assunto un domestico, non si sa bene per fare che
cosa... si chiama Pietro ed ha un comportamento strano. Almeno
così pensa una delle bambine, Giovanna, sette anni, nata
l8 settembre 1787.
Una notte,
Giovanna, per tramestii e riflessi di luce, non riesce a dormire.
Si alza e vede che Pietro, il domestico sta celebrando
la Santa Messa.
«Chi
è costui?», si domanda la piccola. Qualche tempo
dopo, giocando con le sorelline, rompe la loro bambola. La madre,
allora, minaccia castighi, ma Giovanna, subito le risponde: «Se
mi punisci, dirò a tutti che Pietro non è... Pietro».
La mamma le
spiega che il domestico è in realtà
il Vescovo di Annecy, nascosto nella loro casa. La prima volta
che lo incontra quel giorno, Giovanna si inginocchia e gli bacia
le mani: ha capito che è perseguitato per Cristo e che
rischia la vita per Lui.
Da quel momento, Gesù
diventa il suo Unico: Colui per il quale vivono e si sacrificano
i buoni e molti immolano la vita, merita tutto il suo amore!
Con questi sentimenti, Giovanna si prepara alla prima Comunione.
La mamma pone laltare con candelabri spenti, in fondo alla
cantina, al buio. Giovanna non ha abito né velo bianco,
ma solo un grande amore per Gesù. Lo riceve come i primi
cristiani, ai tempi delle catacombe.
Quando labate Colliex,
il parroco del paese, venuto nel palazzo, travestito da contadino,
le dà lOstia santa, la piccola
decide
che vivrà solo per Cristo, per amarlo e farlo amare.
Prega per i rivoluzionari che tentano di spazzare via la Chiesa:
«Padre, perdona loro, perché non sanno quel che
fanno».
Amica e
sorella
Passata la bufera, Giovanna
va a scuola dalle Orsoline di Gex e qui fa una scoperta che le
cambierà la vita. Allospedale scopre i malati e
i poveri. Sente per loro una singolare attrazione. Così,
a 15 anni chiede alla mamma di andare a servire in ospedale.
Qui incontra la signorina Jacquinet che vuol diventare Figlia
della Carità, tra le suore della bianca cornetta
che si chinano sui malati come sorelle e mamme. Queste suore,
fondate da San Vincenzo de Paoli e da Luisa de Marillac
nel 600, al tempo di Richelieu, affascinano Giovanna. Poco
dopo, ancora quindicenne, si reca a Parigi per essere accettata
tra le Figlie della Carità. Dopo alcuni anni di preparazione,
diventa Suor Rosalia e viene buttata subito sulla breccia, nel
sobborgo parigino di San Marcello, tra vicoli luridi e tetri,
case buie e diroccate, soffitte senza vetri, uomini e donne scheletriti
dalla miseria, spesso torvi di odio. Anche se sulla Francia domina
Napoleone, nel suo cuore solo Cristo domina.
Suor Rosalia va ad attingere la forza per la sua azione nella
fornace di carità che è il Tabernacolo. Da qui
parte tutta la sua azione che la conduce a considerare i poveri
i suoi veri padroni.
In breve,
a Parigi tutti la conoscono e le vogliono bene come ad una sorella
e ad una madre. I suoi prediletti sono quelli che odiano la Chiesa:
li soccorre e li porta a Dio.
La sua figura diventa leggendaria. Un uomo, un giorno, riesce
a farsi dare delle coperte che poi vende per bere. Una sera,
lei rifiuta di dargliele. Ma durante la notte non può
dormire pensando che quel pover uomo forse gela nel suo tugurio.
La chiamano a tutte le ore, ed ella va, ricca di Cristo.
Una notte viene
richiesta presso un morente, un vecchio rivoluzionario, un bestemmiatore,
che non vuole il prete, ma solo suor Rosalia. La piccola suora,
sola, per i vicoli malfamati di Parigi, al buio, va dallagonizzante.
Gli parla, prega Dio con la sua passione di donna e allalba
il vecchio muore con i Sacramenti.
Alle sue suore insegna solo a donare: «Sorella, Dio non
è contento di lei. Perché ha lasciato andar via
quel povero infreddolito? Procuriamogli subito una stufetta e
della legna!».
Un giorno alla settimana, Rosalia accoglie tutti nel suo parlatorio.
Riceve dai ricchiper dare ai poveri dai quali impara il coraggio
per parlar ai ricchi. Mobilita così Parigi e la Francia.
Un giorno nel suo parlatorio
arriva un giovane ventenne, puro e distinto come un angelo, è
Federico Ozanam e, insieme
ad
alcuni amici, vuol fare qualcosa per i poveri, per testimoniare
Cristo. Rosalia gli dà un elenco di bisognosi allo stremo:
vadano loro, i signorini. Ozanam e amici accettano:
guidati da lei fondano le Conferenze di San Vincenzo e per tutta
la vita sarà complice della piccola Figlia
della Carità.
Qui non
si uccide, si ama
Nel luglio 1830 è di
nuovo rivoluzione. I fratelli tornano a uccidere i fratelli.
Rosalia continua a salire le scale delle soffitte, e a scendere
nei tuguri. Da un suo vecchio amico viene a sapere che presto
i rivoluzionari daranno lassalto allArcivescovado.
Immediatamente lArcivescovo di Parigi trova rifugio nella
casa della suora, così come la sua mamma aveva un tempo
ospitato il Vescovo di Annecy, il misterioso domestico.
Nel 1832 scoppia il colera. Fa strage nei quartieri più
poveri. I ricchi se la danno a gambe. I predicatori della rivoluzione
e del progresso senza Dio sanno fare solo discussioni. Rosalia
e Federico sono invece instancabili a servizio dei colerosi.
La suora organizza i soccorsi, avvicina medici e malati, li fa
portare in ospedale.
Quando lepidemia finisce,
qualcuno le dice di pensare a se stessa, ma lei risponde: «Una
Figlia della Carità è un paracarro sul quale tutti
coloro che sono stanchi hanno il diritto di posare il fardello».
Un paracarro che non chiede neppure che gli si dica grazie.
Nel 1848 è
di nuovo rivoluzione. Fanno le barricate contro lesercito.
Si combatte disperatamente. Rosalia è presente di qua
e di là: le barricate non le hanno diviso il cuore per
gli uni o per gli altri. Al quartiere Saint Marcel, la lotta
è accanita. Ella nasconde i ricercati dalla polizia e
i ricercati dai rivoluzionari. Li difende e li salva. Ma le autorità
decidono di arrestarla. Nel parlatorio, il prefetto di polizia
attende il suo turno per portarla in prigione. Quando Rosalia
se lo vede dinnanzi gli risponde serena: «Devo salvare
chiunque mi chiede aiuto». Quello le parla della legge
ed ella replica ironica: Salverò anche lei, se ne avesse
bisogno, può capitare». Il poliziotto ride, ma vuol
farle promettere che non aiuterà più i rivoluzionari.
Rosalia gli spiega: «Non posso mancare di carità».
Nelle giornate più sanguinose
del 1848, i rivoluzionari stessi fanno la guardia alla casa delle
Figlie della Carità, dove sono
ospitati e serviti i bambini, i vecchi, le donne e i morenti.
La polizia sfonda la barricata. Nella fuga generale, restano
solo Rosalia e le sue suore a fasciare i feriti. Un ufficiale
della guardia, inseguito dai rivoluzionari furenti si rifugia
nel cortile di suor Rosalia. Ella lo difende dagli scalmanati
e urla loro in faccia: «Qui non si uccide, qui si ama soltanto!».
Sul cancello
del cimitero
Un giorno del 1852, di ritorno
dal solito giro, suor Rosalia ha la sorpresa di esser attesa
da due nobili, mandati dallimperatore Napoleone III ad
insignirla della Legion donore. Ma lei si sente quasi urtata
e neppure ci bada. Nel suo parlatorio, intanto, arrivano sempre
più i grandi della storia, arriva anche limperatrice
Eugenia. Rosalia chiede loro il più possibile per i bisognosi.
Nel 1856 ha
quasi 70 anni: indebolita nella vista è ancora sulla breccia.
La sera prima di mettersi a letto per morire è bruciata
dal rimorso di aver dimenticato di portare indumenti e coperte
ad una famiglia, tutto perché non riesce più a
leggere le annotazioni. Quando non può più uscire,
tutta Parigi la cerca e chiede di lei.
Si spegne serena il 7 febbraio 1856, dopo giorni di breve malattia.
Una folla senza limiti, poveri e ricchi, si riversò nelle
strade per renderle omaggio. LArcivescovo di Rouen si tolse
la croce pettorale e lappoggiò sulle mani di colei
che riteneva santa. Sul carro dei poveri percorse per lultima
volta il suo quartiere. Quel giorno tutta Parigi si fermò.
Quando la deposero nella tomba a Montparnasse, e tutti se ne
andarono, i suoi poveri rimasero, quella prima notte, a vegliare
la loro mamma sulla porta del cimitero.
Nella Francia del primo e del
secondo impero, nella Parigi dei romantici e dei senza Dio, in
un mondo violento e putrescente nel suo luccichio, la piccola
Suora della Carità aveva rivelato Cristo, luce di verità
e miracolo damore.
Paolo Risso
IMMAGINI:
1 SUOR ROSALIA RENDU (1787-1856): beatificata da
GIOVANNI PAOLO II il 9 novembre 2003
2 Teofilo Patini (1840-1906):
L'erede, Galleria Naz. Arte Moderna, Roma
3 Giacomo Ceruti: Tre
Pitocchi, Fondaqione Tyssen, Madrid
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2004-5
VISITA Nr.
